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ⓘ Bosco Verticale




Bosco Verticale
                                     

ⓘ Bosco Verticale

Il Bosco Verticale è un complesso di due palazzi residenziali a torre progettato da Boeri Studio e situato nel Centro direzionale di Milano, ai margini del quartiere Isola.

Peculiarità di queste costruzioni, ambedue inaugurate nel 2014, è la presenza di più di duemila essenze arboree, tra arbusti e alberi ad alto fusto, distribuite sui prospetti. Si tratta di un ambizioso progetto di riforestazione metropolitana che attraverso la densificazione verticale del verde si propone di incrementare la biodiversità vegetale e animale del capoluogo lombardo, riducendone lespansione urbana e contribuendo anche alla mitigazione del microclima.

A testimonianza del suo riconoscimento architettonico, il Bosco Verticale è risultato vincitore di numerose competizioni: oltre allInternational Highrise Award, di cui è stato insignito nel 2014, il Bosco Verticale è stato riconosciuto dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat come "grattacielo più bello e innovativo del mondo" nel 2015 e come parte dei "cinquanta grattacieli più iconici del mondo" nel 2019.

                                     

1. Posizione

Il complesso è affacciato su via Federico Confalonieri e via Gaetano de Castillia, ai margini del quartiere Isola, interessato sin dal 2005 da una serie di interventi di rigenerazione urbana e architettonica, nellambito del Progetto Porta Nuova. Il Bosco Verticale, infatti, è ubicato allinterno del Centro Direzionale di Milano, densissimo cluster di grattacieli che comprende, tra laltro, anche la Torre Unicredit, il Palazzo Lombardia, il Grattacielo Pirelli, la Torre Solaria e diverse altre strutture.

Distanti 2.5 km da piazza del Duomo, le due torri sono collocate in uno dei punti nevralgici della viabilità meneghina, ubicandosi in un importantissimo nodo intermodale per il trasporto su rotaia e su gomma. Oltre ai vari mezzi di superficie, infatti, il Bosco Verticale è servito dalle stazioni della metropolitana di Isola, Gioia, Zara, Garibaldi FS, e Repubblica, di cui le ultime due sono poste anche lungo il passante ferroviario di Milano Repubblica e Porta Garibaldi sotterranea.

                                     

2.1. Storia Ideazione e costruzione

Boeri ebbe lidea di realizzare un grattacielo rivestito di alberi nellaprile 2007 a Dubai, quando era direttore di Domus ; visitando la capitale degli Emirati Arabi, larchitetto ebbe infatti limpressione di aggirarsi in una "città minerale, fatta di decine di nuove torri e grattacieli, tutti rivestiti di vetro o di ceramica o di metallo, tutti riflettenti la luce solare e dunque generatori di calore nellaria e soprattutto sul suolo abitato dai pedoni". Questinsofferenza verso le città minerali dacciaio e di vetro crebbe quando larchitetto spagnolo Alejandro Zaera pubblicò una ricerca dove rilevò che il 94% degli edifici alti costruiti dopo il 2000 era rivestito in vetro.

Furono questi i fattori che stimolarono Boeri a progettare "due torri rivestite non di vetro, ma di foglie di vita", promettendo al contempo una riduzione dei consumi energetici proprio grazie allazione dello schermo vegetale. Questa proposta venne formalizzata dapprima con la pubblicazione di un articolo su un quotidiano italiano, intitolato A Milano nascerà la prima torre biologica e sostenibile, e poi con la stesura di un Manifesto del Bosco Verticale per dare impulso a unarchitettura viva e sostenibile. Queste premesse furono ritenute sufficienti dalla Hines, una multinazionale del settore immobiliare che proprio in quegli anni stava dirigendo un vasto intervento di riqualificazione urbana e architettonica allinterno del Centro Direzionale di Milano, nellambito del progetto Porta Nuova.

La costruzione del Bosco Verticale cominciò nellautunno 2009, con limpiego di circa seimila operai. Ledificazione delle due torri, affidata alla società altoatesina ZH, procedette con grande lentezza, fino a quando - a causa dellimperversante crisi economica - il 22 aprile 2013 detta impresa edile rinunciò allincarico, presentando il concordato in bianco. Una volta verificato lo "stato delle opere, lo sviluppo dei progetti costruttivi, lemissione ordini per la fornitura dei materiali e la sistemazione logistica", limpresa venne prontamente sostituita dalla Colombo Costruzioni, che riavviò il cantiere il maggio dello stesso anno.

Il Bosco Verticale, terminato nellautunno 2014, venne infine inaugurato e presentato ai cittadini il 10 ottobre dello stesso anno. Malgrado le sporadiche opinioni critiche, il Bosco ha avuto vastissima eco, come attestato dai vari riconoscimenti ottenuti e dalla cospicua mole di indagini scientifiche, azioni di studio e documentari che lo hanno interessato.

                                     

2.2. Storia Riconoscimenti

Tre sono i riconoscimenti vinti dal Bosco Verticale. Il 19 novembre 2014 il Bosco Verticale è risultato vincitore dellInternational Highrise Award, competizione internazionale a cadenza biennale per lassegnazione del premio di grattacielo più bello del mondo: ledificio, in quanto "esempio eccellente di rivitalizzazione di un centro urbano", è stato scelto tra ottocento grattacieli di tutti i continenti.

Nel suo discorso, Peter Cachola Schmal - direttore del Deutsch Architekturmuseum e membro della giuria - ha sottolineato:

Il riconoscimento come "grattacielo più bello e innovativo del mondo" è del 13 novembre 2015, quando il Council on Tall Buildings and Urban Habitat, promosso dallIllinois Institute of Technology di Chicago, ha eletto la struttura "Migliore Architettura del Mondo 2015". Il complesso è stato scelto come vincitore del concorso in virtù della sua unicità sperimentale:

Il medesimo ente, infine, nella pubblicazione della lista dei cinquanta grattacieli più iconici del mondo costruiti negli ultimi cinquantanni, ha incluso nel 2019 anche lopera di Boeri, ritenuta degna di valore in quanto cristallizzazione dell "idea che la natura vivente possa diventare una componente essenziale della progettazione le foreste un indispensabile principio della pianificazione urbana", per usare le parole del progettista.

La vasta e favorevole ricezione che il Bosco Verticale ha avuto in Europa e nel mondo è testimoniata dalla scelta della XXI Conferenza delle Parti dellUNFCCC di portarlo come esempio di "sviluppo urbano virtuoso ed esportabile", facendo sì che tale esperimento venisse replicato anche nella municipalità cinese di Shijiazhuang, nella provincia dellHebei, con la costruzione di una città verde e sostenibile in osmosi con lambiente.



                                     

3. Influenze

Lidea di valorizzare il verde nelle architetture non è stata affatto introdotta dal Bosco Verticale. Capostipiti di questo filone sono i giardini pensili di Babilonia, costruiti intorno al 590 a.C. dal re Nabucodonosor II, ma vi sono stati anche i prati marcitoi, sviluppati nel XIII secolo dai monaci cistercensi, e la torre Guinigi di Lucca, un vero e proprio Bosco Verticale ante litteram che presenta alla sommità un giardino pensile con sette lecci secolari.

Molti dei progetti di riferimento del Bosco Verticale, tuttavia, sono ascrivibili al filone della cosiddetta green architecture, sviluppatasi nella seconda metà del XX secolo. Tra le fonti dispirazione più vive occorre citare la Casa nel Bosco di Cini Boeri, madre di Stefano, costruita in un bosco di betulle e articolata a zig-zag così da scongiurare labbattimento di alberi. Tra i precursori del Bosco, in ogni caso, vi sono anche le utopiche dimore di Friedensreich Hundertwasser, con le facciate interamente coperte dalle fronde degli "alberi inquilini" come ebbe modo di affermare lo stesso architetto, e i giardini pensili di Emilio Ambasz, operante secondo un approccio di "verde su grigio".

Dal punto di vista concettuale Boeri si mostrò assai sensibile anche allinfluenza esercitata da quelle opere letterarie o musicali che esplorano linterazione tra luomo e la natura: fra tutti, a esercitare un fascino maggiore sono stati Il barone rampante, dove il protagonista Cosimo Piovasco di Rondò decide di costruire la propria dimensione quotidiana sugli alberi, e una canzone di Adriano Celentano, Un albero di trenta piani, che recita:

                                     

4. Schermo vegetale

Nel loro complesso, le facciate del Bosco Verticale ospitano 711 alberi, 5 000 arbusti di grandi dimensioni e 15 000 piante perenni e ricadenti, che si densificano in altezza sino a ricoprire unarea equivalente a due ettari 20 000 m 2 di forestazione.

In totale, vi sono 94 specie vegetali diverse; di queste, 59 sono utili per gli uccelli, 60 sono arboree e arbustive e 33 sono sempreverdi.

                                     

4.1. Schermo vegetale Benefici

La vegetazione apporta numerosissimi effetti benefici alle due torri e allambiente urbano circostante, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello climatico. Il Bosco Verticale, infatti, contribuisce alla costituzione di un microclima che genera umidità, filtra le polveri sottili o ne devia il percorso, attenua notevolmente linquinamento acustico, depura laria sottraendo CO 2 dallatmosfera ed emettendo O 2, protegge dallirraggiamento solare attraverso lombreggiatura fogliare e ripara dal vento, attraverso lazione frangivento delle fronde.

Dal punto di vista faunistico, il Bosco Verticale tutela la biodiversità attraverso la creazione di habitat biologici. Le numerosissime specie vegetali distribuite lungo le facciate, infatti, costituiscono un vero e proprio ecosistema in grado di attrarre volatili e insetti nel 2014 ne sono stati contati 1 600, "diventando un sensore urbano della ricolonizzazione vegetale e animale spontanea della città". Il Bosco Verticale è anche un dispositivo anti-sprawl che "contribuisce a controllare e ridurre lespansione urbana" ; ciascuna delle due torri, infatti, se distribuita uniformemente sul territorio sotto forma di villette unifamiliari e palazzine andrebbe a occupare una superficie di circa 50 000 m 2.

Così Stefano Boeri:



                                     

4.2. Schermo vegetale Disposizione delle specie e policromia

Altra peculiarità del Bosco Verticale è la cangiante policromia delle alberature che rivestono le sue superfici. Le specie arboree, con il succedersi delle stagioni, non rinnovano solo i propri colori, bensì quelli dellintera architettura: è così che le due torri durante la primavera assumono delicate tonalità pastello, mentre in autunno, alla fine della stagione vegetativa, emergono maggiormente le cromie calde.

Neanche la distribuzione delle essenze è frutto del caso. In tal senso, infatti, le piante sono state collocate in ragione di diversi criteri di natura formale ed estetica; si citano, ad esempio, le loro qualità ornamentali, le stagioni di fioritura, la potenziale allergenicità, lo sviluppo dellarchitettura della chioma e del fusto, e la facilità di manutenzione. In questo modo, le sempreverdi sono collocate sul lato sud-ovest, mentre sul lato nord-est sono sistemate le specie spoglianti.

Un compendio di quanto appena detto viene dato da Laura Gatti, agronomo paesaggista che insieme a Emanuela Borio, ha curato lo schermo vegetale del complesso:

Di seguito viene proposta una tabella ove sono riportate le cromie assunte da alcune delle specie vegetali durante le quattro stagioni.

                                     

4.3. Schermo vegetale Vasche

Ciascuno dei contenitori è stato ideato per non influire eccessivamente sulla crescita radicale dellessenza, scongiurando linsorgere di difetti di radicazione. Le dimensioni dellinvaso generalmente variano a seconda delle esigenze idriche e radicali della pianta ivi messa a dimora; nel caso dellalbero, è lungo 1.10 metri e largo altrettanto, mentre per gli arbusti e i cespugli sono stati adottati vasi di lunghezza e profondità minime pari a 0.5 metri.

Tutte le vasche sono realizzate in cemento e dotate di uno strato impermeabile bituminoso e di un rivestimento protettivo, in grado di limitare efficacemente la radicazione. Lungo le superfici interne degli invasi è apposto uno strato di separazione e drenaggio per separare il substrato dalla membrana impermeabilizzante, posta sul fondo del contenitore: questultimo è formato da elementi filtranti in non tessuto sintetico, rispettivamente una tipologia di geotessuto e una guaina antiradice in polietilene.

Per ancorare le piante si è invece fatto ricorso a un telaio in acciaio saldato, in grado di ancorare efficacemente la zolla di terra coinvolta dalla radicazione; nel caso in cui lalbero in esame raggiunga dimensioni considerevoli, sono stati adottati sistemi di aggancio in acciaio aerei. I sistemi di ancoraggio, tra laltro, non coinvolgono solo le vasche, bensì anche le singole piante, protette da dispositivi di vincolo temporaneo, di base e ridondante, atti a impedire il loro ribaltamento o la loro caduta, specie in condizioni ambientali estreme e impreviste.

Il substrato di coltura di tutta la flora del Bosco è composto da sostanze organiche e inorganiche usate in miscela: si segnala lutilizzo del lapillo, scoria vulcanica porosa che per le sue caratteristiche presenta unelevata ritenzione idrica, ottime capacità di scambio cationico e una sostanziale durabilità nel tempo.

                                     

4.4. Schermo vegetale Codici identificativi

Ciascuna essenza arborea presente sul Bosco è identificata inequivocabilmente da una sequenza di numeri e di caratteri alfabetici basata sul nome scientifico della pianta e lubicazione piano e terrazza. A titolo di esempio:

QI.02.V01

I primi due caratteri sono le iniziali del nome scientifico del vegetale ; i due set di caratteri successivi individuano il numero del piano il secondo e il codice del terrazzo V01 dove è collocata la pianta.

                                     

4.5. Schermo vegetale Irrigazione

Lirrigazione delle alberature avviene mediante lutilizzo di un sistema dirrigazione a goccia a manutenzione centralizzata; lacqua impiegata è recuperata dalle acque grigie prodotte dalledificio, o dalla falda acquifera. Questultima, una volta accumulatasi in una cisterna, defluisce attraverso una rete di condotte dirrigazione a vista che, presentando una bassissima resistenza alle basse temperature, blocca automaticamente il regime idrico nel caso di temperature minori di 0 °C; questo controllo viene espletato da una serie di sonde a monitoraggio remoto che possono individuare eventuali malfunzionamenti.

Lerogazione dacqua alle singole piante viene garantita da un sistema di controllo che si compone di una valvola di scarico, di un regolatore della pressione e di ununità filtrante. Lirrigazione, azionata elettricamente, tiene conto anche del reale fabbisogno della vegetazione: ciascuna valvola è infatti indipendente dalle altre, in modo da garantire lideale deflusso delle acque. A questo punto, una valvola automatica di sfogo aria e unala gocciolante consentono linnaffiatura del substrato di coltura.



                                     

5. Struttura

Il Bosco Verticale, come già accennato, consiste di due torri, la torre De Castillia già torre e la torre Confalonieri già torre D, alte rispettivamente 110 e 76 metri 26 e 18 piani e collegate per mezzo di un basamento a L. Ambedue le strutture sono caratterizzate dalla presenza di balconi in calcestruzzo armato che, con soletta strutturale spessa 28 cm e parapetti pieni di altezza pari a 130 cm, sporgono in modo irregolare su tutti e quattro i lati degli edifici, con un aggetto di 3.25 metri. Lo sfasamento dei balconi, oltre a conferire dinamicità al profilo del Bosco, consente linsediamento di alberi alti fino a nove metri; linnesto di piante di simili dimensioni non era contemplato nelle prime versioni del progetto, in cui si prevedeva la costruzione di balconi a fasce continue.

Il Bosco è rivestito da pannelli di grande formato di gres porcellanato in tonalità grigio canna da fucile, con finitura opaca; per ulteriori dettagli, si consulti il paragrafo Tamponamento. Peculiare, in tal senso, è lutilizzo "celato" del laterizio, che per la sua consolidata flessibilità di impiego è stato scelto per il rivestimento delle pareti di tamponamento e delle murature strutturali. Questo in realtà non si tratta del primo esempio di utilizzo non a vista del laterizio, tanto che tale soluzione venne già adottata in passato da Gerrit Rietveld, da Robert Mallet-Stevens per la sua villa Noailles e da Pier Luigi Nervi, le cui strutture voltate pure fanno ricorso a solai in laterocemento.

                                     

5.1. Struttura Mitigazione delle vibrazioni

Sebbene edificato su un territorio che presenta condizioni litologiche ideali, e unazione limitata della sottostante falda acquifera, il Bosco Verticale è comunque dotato di un sistema di dissipazione dellenergia tale da smorzare efficacemente le vibrazioni. Ladozione di questa tecnologia si è resa necessaria per bloccare la propagazione delle eventuali onde sismiche ma, soprattutto, delle vibrazioni indotte dal transito ferroviario delle linee M2 e M5, passanti - rispettivamente - nelle porzioni a nord e a est del sito.

La presenza dei due tunnel della metropolitana, con lestradosso a soli 3.5 metri di distanza dalle fondamenta delle due torri, costituisce una sorgente di interferenze non indifferente, a causa delle anomalie della guida del materiale rotabile e delle irregolarità nella struttura delle rotaie. La stabilità strutturale e il benessere acustico dei residenti delle due torri vengono quindi garantiti mediante linstallazione di materiali elastici smorzanti in grado di far "galleggiare" agilmente la struttura: i valori di abbattimento acustico, ottenuti con molle di acciaio a elica, corrispondono a 3.5 hertz.

                                     

5.2. Struttura Tamponamento

Il Bosco Verticale presenta tamponature stratificate, con isolante termico preaccoppiato con polistirene estruso 10.0 cm, blocchi di laterizio alleggerito in pasta 25.0 cm intonacato 1.5 cm, intercapedini daria e facciata a schermo avanzato in lastre in gres porcellanato 55×120×1.4 cm e una sottostruttura composta da montanti in alluminio. Analogamente, le pareti che separano il vano scala con le unità abitative presentano una muratura a cassetta, con laterizio alleggerito in pasta 8.0 cm con placcatura in lastre di cartongesso 1.5 cm, malta di rinzaffo 1.0 cm, pannelli isolanti minerali 80% di vetro riciclato, 6.0 cm e paramento murario in laterizio porizzato 12.0 cm intonacato EI 120, 3.0 cm.

Le pareti in laterizio sono legate alla sottostruttura mediante delle staffe a T; le lastre sono invece ancorate mediante fissaggio meccanico, sormontate da ceramica fresata e da scalanature del profilo di alluminio, ove si allacciano i quattro ganci di supporto. La striscia di adesivo strutturale tra il retro della lastra le ali laterali del profilo è stata applicata per assicurare una adeguata distribuzione dei carichi di vento; similmente, per garantire la continuità del materiale, ogni 3-4 lastre è stato apposto un giunto a pettine.

Per aumentarne la robustezza e la resistenza, e quindi per offrire un adeguato sistema di supporto, il paramento murario è stato realizzato con blocchi in laterizio normali 25.0×19×48 cm rettificati, di peso specifico pari a 800 kg/m 3: in questo modo, infatti, il valore estremo della capacità portante carico di rottura è di pressappoco 7 kN, come misurato sperimentalmente. Per non compromettere lefficacia termoisolante della struttura, sono state inoltre applicate graffe in acciaio inox austenitico 18% cromo, 8% nichel, munite di rondella rompigoccia e pendenti verso lesterno.