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ⓘ La coscienza religiosa nell'uomo moderno




                                     

ⓘ La coscienza religiosa nelluomo moderno

La coscienza religiosa nelluomo moderno è un saggio del 1985 del sacerdote cattolico e teologo Luigi Giussani, fondatore del movimento Comunione e Liberazione.

                                     

1. Storia editoriale

Frutto di una serie di conferenze e incontri tenuti da Giussani presso alcune università, il testo, pubblicato dalleditore milanese Jaca Book, individua gli aspetti sociali, culturali e filosofici che impediscono un approccio alla realtà realmente religioso, riallacciandosi e ampliando il contenuto dei capitoli dedicati agli "atteggiamenti irragionevoli" di fronte alle domande del cuore nel basilare testo Il senso religioso pubblicato nella sua versione definitiva solo lanno successivo, ma i cui contenuti erano già da tempo la base delle lezioni universitarie dellautore e della catechesi del movimento di Comunione e Liberazione.

Afferma infatti lautore nella Premessa che scopo del testo è "identificare innanzitutto una situazione culturale e sociale nel suo aspetto impeditivo di una coscienza religiosa autentica e in secondo luogo latteggiamento del cristiano di fronte a tale fatto."

Nel maggio del 1994 il testo originale fu riproposto da Rizzoli nel volume Il senso di Dio e luomo moderno pubblicato allinterno della collana I libri dello spirito cristiano diretta dallo stesso Luigi Giussani. Nello stesso libro fu ristampato anche il testo originale de Il senso religioso pubblicato originariamente nel 1966.

                                     

2. Contenuti

Il libro, testimonianza della personale esperienza della religiosità e della risposta portata dal cristianesimo per Giussani, si divide in due parti il cui titolo riprende un verso dei Cori da "La Rocca" di T.S. Eliot.

Nella prima parte Giussani utilizza proprio il VII coro da La Rocca di Eliot per spiegare, rievocando la storia religiosa dellumanità, come luomo abbia sempre cercato di gettare "un ponte" tra sé e il suo destino. La religione è, secondo lautore, "il tentativo di costruzione teorica, etica e rituale del modo con cui luomo immagina il rapporto con il suo destino". In un certo momento, però, avviene limprevisto, un "fatto anomalo", cioè Cristo che pretende di essere la Via, la Verità e la Vita. La risposta delluomo moderno appare però essere non tanto la negazione del fatto cristiano, quanto il tentativo di eluderlo, di "non farlo agire come un fattore esistenzialmente vivo, operante nel dinamismo educativo, nel dinamismo dei rapporti sociali, quasi per congelarlo come un fattore obliterato".

Giussani esplora sinteticamente le fasi storiche in cui luomo ha stabilito la sua padronanza del cosmo attraverso la ragione: luomo padrone del suo destino. In ultima analisi, la posizione umana moderna si sintetizza nellaffermazione secondo cui "Dio, se cè, non centra". Attraverso posizioni come il razionalismo e il laicismo si consuma così una riduzione della ragione, della libertà, della coscienza e della cultura.

Attraverso quella che lautore definisce una "antropologia della dissoluzione", vengono descritte le conseguenze di tale posizione umana: langoscia di fronte lenigma del destino del mondo e delluomo, la disperazione etica per cui alluomo manca un "approdo sicuro", è incapace di realizzare la propria umanità. Le conseguenze, secondo Giussani, sono antropologiche: la perdita del gusto del vivere, il rifugio nellideologia come tentativo di evitare la propria responsabilità personale, la solitudine, lo scorrere del tempo senza senso che è esemplificato con un brano di Cesare Pavese:

Lunico antidoto alla dissoluzione della struttura delluomo sembrano essere limpegno volontaristico, cioè la realizzazione di "progetti", e lunico argine sembra essere laffermazione dello Stato come fonte di tutto: "Lultima salvezza sarebbe assicurata dalla alienazione in una immagine ideologica della società, nella schiavitù mascherata dellintero popolo ad un potere, cioè ai pochi fortunati che detengono la forza."

Infine Giussani spiega che tale atteggiamento umano è comunque frutto di una scelta di libertà. Una libera adesione alla realtà, oppure una altrettanto libera scelta di non guardare la realtà. Ma si tratta in ogni caso di una scelta che ha subito "linfluenza di secoli di costruito ateismo". Ateismo che in realtà non è, secondo lautore, la negazione dellesistenza di Dio, ma lesistenziale affermazione di "un dio che non centri più con la vita, stimato, onorato magari dogmaticamente, ma che con lesistenza si vuole che non abbia più nulla a che fare." Conclude quindi Giussani, riecheggiando ancora Eliot, che "attraverso la giustificazione ultima del razionalismo, luomo si acquieta in questa finale schiavitù quando ha rinunciato a tutti gli dèi, eccetto appunto lusura, la lussuria, sinteticamente, il potere."

Nella seconda parte del testo Giussani espone la sua idea di come si sia posta storicamente la Chiesa di fronte alla descritta dissoluzione dellumano attraverso un ateismo pratico ed esistenziale. Innanzitutto quella che definisce una "protestantizzazione del cristianesimo", che ha origine nel passaggio tra lUmanesimo e il Rinascimento e che si esprime attraverso varie riduzioni: il soggettivismo, il moralismo, lindebolimento dellunità organica del fatto cristiano e della Chiesa, cioè lindebolimento della storia e della tradizione.

Ma la risposta è, secondo lautore, nelloriginalità è dellannuncio cristiano: "il Cristianesimo è lannuncio di un Fatto, un Fatto buono per luomo." Il cristianesimo risponde alle esigenze delluomo come fatto totalizzante, tutto è compreso, come cultura, come presenza. Cioè, il cristianesimo risponde allobiezione laicista proprio come fattore che centra con la vita, rispondendo storicamente alle esigenze delluomo.

Nel Post-scriptum con cui si chiude il libro dice Giussani:

                                     

3. Indice

  • Una premessa
  • Parte prima - "È lumanità che ha abbandonato la Chiesa?."
  • Lo smarrimento culturale delluomo moderno
  • Una dimenticanza nel percorso religioso delluomo
  • Come può essere accaduto
  • Lopzione
  • Dio, se cè, non centra
  • La caratteristica più significativa della triplice eredità
  • Parte seconda - ".O è la Chiesa che ha abbandonato lumanità?"
  • Il Cristianesimo come fatto oggettivo
  • La protestantizzazione del cristianesimo
  • Due caratteristiche fondamentali del fatto cristiano
  • Il fatto cristiano come presenza
  • Post-scriptum
                                     

4. Edizioni

  • Luigi Giussani, La coscienza religiosa nelluomo moderno, 1ª ed., Milano, Jaca Book, Già e non ancora 125, settembre 1985, pp. 80, ISBN 88-16-30125-2.
  • La coscienza religiosa nelluomo moderno in Luigi Giussani, Opere 1966-1992, Vol. 2, 1ª ed., Milano, Jaca Book, Già e non ancora 274, 1994, pp. 1256, ISBN 88-16-30274-7.
  • La coscienza religiosa nelluomo moderno in Luigi Giussani, Il senso di Dio e luomo moderno, 1ª ed., Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, I libri dello spirito cristiano, maggio 1994, pp. 144, ISBN 88-17-11115-5.
                                     
  • presa coscienza dell ambiente naturale e caotico dell esistenza, le cui leggi sono date dal punto di vista dell uomo e non viceversa. Di qui la presa
  • libro La coscienza religiosa nell uomo moderno pubblicato da Giussani nel 1985, oltreché da Il senso religioso testo che era il riferimento per la Scuola
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