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ⓘ Carta europea delle lingue regionali o minoritarie




Carta europea delle lingue regionali o minoritarie
                                     

ⓘ Carta europea delle lingue regionali o minoritarie

La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie è un trattato internazionale concluso a Strasburgo il 5 novembre 1992 nellambito del Consiglio dEuropa.

                                     

1. Obiettivi e motivazioni

La Carta intende, da un lato, tutelare e promuovere le lingue regionali o minoritarie come parti del patrimonio culturale europeo in pericolo destinzione e, dallaltro, promuovere luso di queste lingue nella vita pubblica e privata. Il suo scopo è essenzialmente culturale. Contiene molte norme di tutela linguistica.

Essa nasce dalla constatazione che in varie parti dEuropa vivono popolazioni autoctone che parlano una lingua diversa da quella della maggioranza della popolazione dello Stato di appartenenza.

La Carta non comprende le lingue parlate dalle comunità di immigrati.

                                     

2. Adesioni

Tutti i paesi europei, senza eccezione, possono firmare la Carta, anche se non hanno una lingua regionale o minoritaria come il caso del Lussemburgo per esempio. Gli Stati membri possono scegliere di riconoscere la lingua che vogliono ma devono operare in conformità delle regole stabilite dalla Carta. Inoltre, gli Stati possono sempre aggiungere altre lingue dopo quelle già proposte allatto della ratifica.

La carta è entrata in vigore quando è stata ratificata da almeno cinque stati, cioè il 1º marzo 1998.

Al 28 giugno 2009 la Carta è stata firmata da 33 stati europei, tra cui la Svizzera nel 1993 e lItalia nel 2000. Di questi, 24 stati lhanno anche ratificata.

La Francia ha firmato la convenzione il 7 maggio del 1999, provvedendo a fornire una lista delle lingue regionali riconoscendole come patrimonio nazionale. Un primo elenco delle lingue parlate in Francia era stato redatto da Bernard Cerquiglini, allora vicepresidente del Conseil supérieur de la langue française, per un totale di settantacinque idiomi territoriali e non; il Consiglio Costituzionale ritenne però contrario alla Carta Fondamentale il contenuto della Convenzione, che non ha ricevuto ratifica. Infatti, sul piano politico la posizione ufficiale della Francia è che non esistano minoranze linguistiche, bensì "dialetti" patois nellaccezione, diffusasi anche in Italia, di vari linguaggi contrapposti alla lingua nazionale. Purtuttavia, lorganismo governativo deputato un tempo alla tutela della sola lingua francese ha preso in considerazione anche le lingue regionali, cambiando nome in Délégation générale à la langue française et aux langues de France "Delegazione Generale per la lingua francese le lingue della Francia"; inoltre, le lingue regionali hanno progressivamente goduto di una qual certa promozione, essendo previsto anche il loro insegnamento opzionale nella scuola pubblica, come in Corsica e Bretagna. LItalia ha ugualmente firmato la carta il 27 giugno del 2000, senza mai ratificarla. Nel 2012, il Consiglio dei ministri aveva approvato un disegno di legge di ratifica, ma il Parlamento ha deciso di non pronunciarsi in materia. In attuazione dellart. 6 della Costituzione italiana, a seguito di un processo di approvazione assai travagliato fu infine approvata dal Parlamento la legge 482/1999, che prevede norme di tutela a favore delle dodici minoranze linguistiche.

I paesi nei quali la carta è in vigore nel 2009 sono: Armenia, Austria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Germania, Liechtenstein, Lussemburgo, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia dal 1º giugno 2009, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina e Ungheria.

                                     

3. Definizioni e lingue interessate

Le lingue di cui al presente accordo sono le lingue tradizionalmente usate dai cittadini di una parte di uno Stato europeo. La definizione di "lingua regionale o minoritaria" si applica principalmente alle lingue parlate da una minoranza della popolazione:

  • La lingua regionale è una lingua, parlata allinterno di un Paese, espressione di una cultura regionale distinta dalla cultura del Paese stesso. I sardi sono minoranza linguistica tutelata e riconosciuta dalla Repubblica italiana ai sensi dellart. 6 della Costituzione italiana.
  • La lingua minoritaria è la lingua parlata da una significativa minoranza etnica di un Paese situata in un altro Paese ad esempio, il tedesco parlato da una minoranza tedesca in Danimarca e lungherese parlato dalla relativa minoranza in Romania. In Italia sono minoranze linguistiche, tutelate e riconosciute, le dodici comunità etnico-linguistiche elencate allart. 2 della L. 482/99, inclusi i sardi, i friulani, i ladini, gli occitani, etc. Per la Costituzione italiana e per il Consiglio dEuropa, non cè alcuna distinzione tra minoranze linguistiche "con Stato" le minoranze linguistiche "senza Stato".

La "Carta" usa sempre lespressione "lingue regionali o minoritarie" senza distinguere tra "lingue regionali" e "lingue minoritarie" e anche la definizione allart. 1) fa riferimento allintera espressione prima citata. In nessuna parte del trattato la "lingua regionale" e/o la "lingua minoritaria" sono normate separatamente, né vengono distinte sul piano concettuale fornendo due diverse definizioni delle stesse. Allarticolo 1) la Carta si limita a poche indicazioni per definire il quadro entro il quale poi gli Stati firmatari sceglieranno le lingue tutelate dalla "Carta": al punto "a" - ii) è precisato che sono escluse le "lingue ufficiali" dello Stato, i "dialetti" delle lingue ufficiali ma non specifica cosa costituisca un dialetto, le lingue dei migranti. La "Carta" allart. 1 punto c), prevede inoltre anche la tutela delle comunità linguistiche parlanti una "lingua non territoriale" Rom e Sinti: tutela non prevista dalla Legge italiana 482/99 tutela minoranze linguistiche.

Allarticolo 1 - Definizioni, la Carta stabilisce che:

La Carta non riporta uno specifico elenco di lingue in quanto ai sensi dellart. 3 punto 1) tale elenco va comunicato da ogni Stato firmatario allatto della ratifica della Carta stessa. Alcuni paesi, aderendo alla carta, hanno specificato lelenco delle lingue applicabili. Tra gli altri:

  • Svizzera: italiano e romancio
  • Croazia: ceco, italiano, ruteno, serbo, slovacco, sloveno, ucraino, ungherese
  • Slovenia: italiano e ungherese
  • Austria: ceco, croato del Burgenland, romani, slovacco, sloveno, ungherese;

Ai sensi della Carta, litaliano è riconosciuto lingua minoritaria in Svizzera, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Romania.



                                     

4. Azioni che gli Stati firmatari devono o possono adottare

Gli Stati che hanno firmato e ratificato la Carta si impegnano a:

  • Proibire ogni distinzione, discriminazione, esclusione, restrizione o preferenza relative alla pratica di una lingua minoritaria o ogni atto destinato a scoraggiare o mettere in pericolo il mantenimento lo sviluppo di essa;
  • Mettere a disposizione forme e mezzi adeguati di educazione a tutti i livelli appropriati;
  • Promuovere la comprensione reciproca tra tutti i gruppi linguistici di un Paese.
  • Riconoscere le lingue regionali o minoritarie come espressione della ricchezza culturale;
  • Rispettare la zona geografica dove una lingua regionale o minoritaria è radicata;
  • Facilitarne e incoraggiarne luso, scritto e parlato, nella vita pubblica e privata;
  • Promuovere gli scambi transfrontalieri;
  • Adottare azioni efficaci per promuovere queste lingue;

La Carta fornisce un elenco di azioni che gli Stati firmatari possono adottare per proteggere e promuovere le lingue storiche regionali e delle minoranze, come ad esempio luso di segnaletica bilingue o lapertura di scuole specializzate nellinsegnamento della lingua protetta. Gli Stati dovrebbero mettere in atto almeno 35 di queste azioni.

                                     
  • viene considerata anch essa una lingua minoritaria Come prescritto dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie molti paesi in Europa Polonia
  • lingue regionali e minoritarie d Europa. La definizione consueta di lingua regionale o minoritaria è quella utilizzata nella Carta europea per le lingue regionali
  • ricevuto lo status di lingua minoritaria nel 2005 secondo le disposizioni della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie Linguisticamente, in
  • lingua regionale o minoritaria ai sensi della Carta europea per le lingue regionali o minoritarie che all Art. 1 afferma che per lingue regionali o minoritarie
  • preparato per un eventuale ratifica della Carta europea per le lingue regionali e minoritarie contiene le lingue originali della Francia metropolitana. I dialetti
  • come lingua regionale streektaal nei Paesi Bassi e riceve una protezione moderata nel capitolo 2 della Carta Europea per le lingue regionali o minoritarie
  • una lingua regionale o minoritaria ai sensi della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie che, all articolo 1 afferma che per lingue regionali
  • lingua regionale e minoritaria ai sensi della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie che all art. 1 afferma che per lingue regionali o minoritarie
  • carta europea delle lingue regionali o minoritarie e uno per le minoranze nazionali la già menzionata convenzione - quadro per la protezione delle minoranze
  • rtbf.be Carta europea delle lingue regionali o minoritarie Lingue italiane nella legislazione Bilinguismo Convenzione quadro per la protezione delle minoranze
  • Convenzione - quadro per la protezione delle minoranze nazionali, e ha firmato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie il 27 giugno del 2000, ma non