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ⓘ 53º Reggimento fanteria "Umbria"




53º Reggimento fanteria Umbria
                                     

ⓘ 53º Reggimento fanteria "Umbria"

Il 53º Reggimento fanteria "Umbria" è stata ununità militare del Regio Esercito Italiano e, con la denominazione 53º Battaglione Fanteria dArresto "Umbria", dellEsercito Italiano.

                                     

1.1. Storia Le origini

  • Il reggimento venne costituito il 16 aprile 1861 a Palermo come 53º Reggimento di fanteria, con tre battaglioni ceduti dai reggimenti 1° e 2º fanteria "Re" e 5º fanteria più grande di 53º reggimento fanteria del resto Umbria te stessa "Aosta" ed inquadrato insieme al 54º Reggimento fanteria "Umbria" nella Brigata "Umbria". Nel 1866 nel corso della Terza guerra dindipendenza venne impiegato sulla riva destra del Mincio, senza però partecipare ai fatti darme di Custoza e successivamente nel corso dello stesso anno venne impiegato nella repressione dei moti insurrezionali in Sicilia dove nelle giornate del 21 e 22 settembre riuscì a sedare la rivolta e a ristabilire lautorità dello Stato, guadagnando alla Bandiera la sua prima "Medaglia dArgento al Valor Militare". Pochi mesi dopo, durante lepidemia di colera, che investì pure reparti del reggimento, i militari del reggimento non si risparmiarono nel prestare opera di soccorso alle popolazioni del trapanese, dove il 53° era stato trasferito. Fino al 1867 il reggimento venne impiegato nella lotta contro il brigantaggio nelle province meridionali. Il 15 ottobre 1871 ha assunto la denominazione di 53º Reggimento fanteria "Umbria".

Il reggimento ha poi anche partecuipato alle imprese coloniali italiane con un modesto impiego nella campagna dAfrica del 1895-96 e mobilitando diversi reggimenti nella guerra italo turca del 1911-12 che avrebbe portato alla conquista della Libia.

Fino al 1903, anno in cui venne stanzato a Vercelli il reggimento aveva più volte cambiato la sua sede spostandola da Palermo a Siracusa, a Perugia, a Siena, poi ancora a Palermo, a Genova, a Cagliari, a Reggio Emilia, a Lecce, a Napoli, a Verona, a Pistoia.

                                     

1.2. Storia Prima guerra mondiale

Successivamente allentrata in guerra dellItalia nel primo conflitto mondiale, il 5 giugno 1915 il reggimento da Vercelli raggiunse il fronte nella zona di Cortina dAmpezzo, dislocando posti di osservazione a S. Fosca, dove ricevette il battesimo del fuoco in quel conflitto per poi vedersi assegnare a luglio lobiettivo del Monte Piana, partecipando a partire dal 3 agosto alloffensiva, che si protrasse sino al mese di ottobre. Le difficoltà climatiche invernali e la palese difficoltà di insediare postazioni sistemate più in alto, fecero tramontare lidea di unazione in grande stile su monte Piana, né su regioni limitrofe, le azioni sporadiche le azioni di disturbo non si fermarono ma non ci furono più azioni italiane di grosso peso sul fronte del monte Piana ed entrambi gli schieramenti pensarono a rinforzare le posizioni e ad adattarle al clima rigido dellinverno, iniziando una nuova guerra, quella contro i rigori dellinverno. Nei primi giorni di marzo del 1916 si ebbe una ripresa delloffensiva e durante tutto lanno il reggimento venne impiegato in un susseguirsi di attacchi dimostrativi e di puntate offensive in Val Popena e sulle pendici del Monte Piana.

Nel 1917 dopo linverno, venne trasferito lungo le pendici del Monte Canin, dove si prodigò in opere di fortificazione e dove, in seguito alla disfatta di Caporetto, venne sorpreso dalla ritirata della 2ª e della 3ª Armata. L8 novembre raggiunse Montebelluna, il 10 novembre la riva destra del Piave, nella zona di Nervesa e il 1º dicembre si radunò, per riordinarsi, a Paderno dAsolo, per entrare in linea, il 12 dicembre, nella regione Grappa - Tomba - Monfenera, dove si distinse il III°/53° che prese parte alla battaglia in Val Cancino, battendosi strenuamente per impedire il passo al nemico e meritando una menzione sul bollettino del comando Supremo che recitava: ". merita lonore di speciale menzione il III/53° che, sul fondo di Val Cancino, sbarrando la via al nemico col glorioso sacrificio, ha affermato ancora una volta leroico motto: di qui non si passa; insegna e vanto degli alpini nostri".

Il 3 novembre 1918 il reggimento, nella zona di Valdobbiadene, venne raggiunto dallordine di cessazione delle ostilità.

Nel corso del conflitto alla guida del 53º Reggimento fanteria "Umbria" si sono alternati i seguenti comandanti:

  • Tenente colonnello Giuseppe Franchini, dallagosto 1918 al termine della guerra.
  • Colonnello Romolo Ghersi, dal maggio 1917 al luglio 1918.
  • Colonnello Ignazio Sardi, dal novembre 1915 al 25 maggio 1917.
  • Colonnello Alessandro Curti dal 5 settembre 1915 al 2 ottobre 1915.
  • Colonnello Alessandro Pugnetti, dal 2 al 18 ottobre 1915.
  • Colonnello Vero Wilmant, dal 24 maggio al 3 agosto 1915.
                                     

1.3. Storia Tra le due guerre

Al termine del primo conflitto mondiale il reggimento restò nel Cadore sino al 12 settembre, data in cui rientrò nella sede di Vercelli.

Nel giugno 1920 al reggimento venne concesso lOrdine Militare di Savoia.

Con lapplicazione della legge 11 marzo 1926 sullordinamento del Regio Esercito che prevedeva la formazione delle Brigate su tre reggimenti venne assegnato alla II Brigata di fanteria unitamente al 54º Reggimento fanteria "Umbria" e al 68º Reggimento fanteria "Palermo", articolato su due battaglioni.

Nel marzo 1934 al reggimento venne concesso il motto araldico "Sento in cuor lantica Patria". Nel corso dello stesso anno il reggimento ha trasferito la sua sede da Vercelli ad Ivrea,

Il 30 settembre 1934 da una compagnia di nuova costituzione del 53º Reggimento fanteria "Umbria" ebbe origine, ad Ivrea, il 14° Sotto-settore autonomo alpino, che diventerà il X Settore di Copertura della "Guardia alla Frontiera".

Il reggimento prese parte alla guerra di Etiopia con il I battaglione che venne inquadrato nel 38º Reggimento fanteria "Ravenna".

Il 5 aprile 1939 lasciò nella sua sede di Ivrea i suoi Reparti al 38º Reggimento fanteria "Ravenna", trasferendo la propria sede a Biella dove viene ricostituito, inglobando il I° battaglione del 68º Reggimento fanteria, già di stanza in questa città e il I° battaglione dell87º Reggimento fanteria, dislocato a Montevarchi e costituendo a Cossato il III° battaglione con richiamati.

Con la costituzione delle divisioni binarie dal 25 aprile 1939 venne inquadrato nella Divisione fanteria "Sforzesca" nella quale vennero inquadrati anche il 54º Reggimento fanteria e 17º Reggimento artiglieria per divisioni di fanteria ed in tale circostanza il 24 agosto assunse la denominazione di 53º Reggimento fanteria "Sforzesca".



                                     

1.4. Storia Seconda guerra mondiale

Allentrata in guerra dellItalia nella seconda guerra mondiale il reggimento venne schierato sul fronte francese fino alla capitolazione della Francia e allarmistizio di Villa Incisa del 25 giugno 1940, rientrando nella sede di Biella il 4 novembre successivo.

Nel gennaio 1941 il reggimento raggiunse il fronte greco-albanese dove si coprì di gloria nei combattimenti di Mali Scindeli, Mali Trebescines, Klisura, guadagnando alla Bandiera unulteriore Medaglia dArgento al Valor Militare.

Il 21 luglio 1941 conclusa la campagna di Grecia, il 53º fanteria viene rimpatriato, rientrando nella sua sede di Biella.

Il 26 maggio 1942 la Bandiera del Reggimento viene decorata a Novara, dal Re Vittorio Emanuele III, con la seconda Medaglia dArgento al Valor Militare per lindomita volontà e il tenace ardore tenuto sul fronte greco.

Alla fine di giugno 1942 il Reggimento venne inviato in Russia, dove ha operato nel corso della Prima battaglia del Don nella zona di Jagodnij, guadagnando alla bandiera una Medaglia dArgento al Valor Militare e combattendo nella seconda battaglia del Don, nel corso dellOperazione Piccolo Saturno a Ob Tschirsky, Popowka, Annenskij, Krasnojarowka fino ad essere decimato. Il valore dei Fanti del 53º Reggimento venne evidente dalla motivazione della Medaglia dOro al Valor Militare concessa per la seconda battaglia del Don e per il successivo dramma della ritirata nella steppa russa.

Il 20 aprile 1943 la Bandiera del Reggimento fece il suo rientro a Biella. L11 luglio il Reggimento viene schierato a presidio del confine orientale, sul Carso.

L8 settembre, il reggimento, arretrato sino a Trieste, a seguito delle vicende armistiziali, si sciolse, essendo stato il suoil comandante, catturato dai tedeschi. Riuniti allippodromo di Montebello, parte dei fanti evase portando con sé le armi e gli equipaggiamenti e parte venne deportata in Germania.

                                     

1.5. Storia La storia recente

Il 1 luglio 1963 il reggimento venne ricostituito come 53º Reggimento fanteria darresto "Umbria" nella sede di Jalmicco di Palmanova nella caserma Lago, alle dipendenze della Divisione fanteria "Folgore".

in seguito alla riorganizzazione dellEsercito Italiano del 1975 che aboliva il livello reggimentale, il 1º ottobre 1976, sulla base dei quadri e dei fanti del I Battaglione del 53º Reggimento fanteria darresto "Umbria", venne costituito il 53º Battaglione fanteria darresto "Umbria", che ereditava la Bandiera, le tradizioni, il motto, le mostrine e il nome dal 53º Reggimento fanteria "Umbria". Al 53º Battaglione fanteria darresto "Umbria", che il 10 ottobre 1987 ricevette la nuova Bandiera di guerra, venne assegnata la sede di Pavia di Udine nella caserma Paravano, con un distaccamento presso caserma Colombini di Brazzano caserma Colombini e venne inquadrato nella Divisione "Folgore", con sede a Treviso.

Il 1 ottobre 1986 a seguito dello scioglimento delle Divisioni, il 53º Battaglione fanteria darresto "Umbria" venne inquadrato nella Brigata meccanizzata "Gorizia".

Il seguito alla fine della guerra fredda e allo scioglimento del Patto di Varsavia i battaglioni della fanteria darresto vennero progressivamente sciolti a partire dalla fine del 1991 e il 31 marzo 1993 anche il 53º Battaglione fanteria darresto "Umbria" viene sciolto.

                                     

2. Stemma

Scudo Partito. Il primo rosso e dargento in fascia: al capo. Il secondo fasciato dargento e dazzurro di otto pezzi, al capo il monte allitaliana di sei cime doro, sormontato da un falco?. Il tutto abbassato da un capo doro con il quartier franco dazzurro, al tridente bizantino doro dUcraina.

Corona turrita.

Ornamenti esteriori: lista bifida: doro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso lalto, riportante il motto: "SENTO IN CUOR LANTICA PATRIA"

onorificenza: accollata alla punta dello scudo con linsegna dellOrdine Militare dItalia pendente al centro del nastro con i colori della stessa.

nastri rappresentativi delle ricompense al Valore:

                                     

3. Insegne e Simboli

  • Le mostrine del reggimento sono rettangolari con ala e daga su camo blu sotto rettangolo di colore Verde e Bianco. Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.
  • Il Reggimento indossa il fregio composto da due ali con una daga. Al centro nel tondino è riportato il numero "53".