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ⓘ Ravenna romana




Ravenna romana
                                     

ⓘ Ravenna romana

Ravenna fu una città della Repubblica e poi dellImpero romano. La storia della Ravenna imperiale non può essere disgiunta da quella del Porto di Augusto, base della Classis Ravennatis. La città fu scelta come sede imperiale romana nel 402 da Onorio.

                                     

1. Toponimo

Insediamento di epoca remota, il toponimo si ritiene derivi da un prelatino "*rava", probabilmente di origine umbra, che in origine designava un "dirupo prodotto da acqua che scorre" e successivamente "canale, palude, bassura, fanghiglia", unito ad un suffisso "-enna", di origine etrusca.

                                     

2. Territorio

Lambiente naturale attorno a Ravenna era paragonabile a quello di Venezia e Chioggia: la laguna. Nella laguna di Venezia, gli insediamenti umani sorgevano sulle isole Venezia stessa oppure sul cordone litorale Chioggia. Allo stesso modo, linsediamento di Ravenna era circondato dal mare. A differenza della laguna veneta, lambiente attorno a Ravenna era costituito da una serie di piccole lagune. Le acque delle lagune non comunicavano direttamente col mare. Tra esse e il mare vi era un cordone di dune sabbiose tali dune sopravvivono oggi in alcuni punti. Ravenna era edificata su un lembo di cordone litoraneo. Per tutta lantichità, la città fu a contatto diretto col mare.

                                     

3.1. Storia Epoca repubblicana

Abitata da genti umbre, la città fu risparmiata dalle invasioni galliche del IV secolo a.C. Nel secolo successivo entrò nella sfera dinfluenza di Roma, non opponendosi allavanzata del suo esercito nella campagna di conquista della Gallia Cisalpina. Dopo la vittoria definitiva sui Galli Boi 191 a.C., i romani la accettarono come "città alleata latina" civitas foederata, condizione che le garantì a lungo una relativa autonomia dallUrbe.

Nell89 a.C. ottenne lo status di municipium allinterno della Repubblica romana. se inizialmente durante la guerra civile degli inizi del I secolo a.C. Ravenna si schierò con Mario, in seguito fu occupata, insieme al suo porto dal generale di Lucio Cornelio Silla, Quinto Cecilio Metello Pio. Durante linverno del 53-52 a.C., nel pieno della conquista della Gallia, Giulio Cesare fece una leva proprio a Ravenna, in vista dellanno decisivo della sua campagna militare contro Vercingetorige. Pochi anni più tardi, nel 49 a.C., ancora Ravenna fu il luogo dove Cesare riunì le sue forze prima di attraversare il Rubicone:

Nel 44 a.C., allinizio della guerra civile che si scatenò dopo il cesaricidio, Ottaviano procedette a raccogliere nuove risorse a Ravenna e nei suoi dintorni, inviando poi le nuove leve, appena reclutate, ad Arretium. Nelle fasi successive, dopo la disfatta dei cesaricidi Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino a Filippi ad opera di Marco Antonio ed Ottaviano, questultimo ebbe lingrato compito di trovare i fondi necessari per sistemare circa 170.000 veterani, fornendo loro un appezzamento di terra, dei quali ben 100.000 avevano combattuto nella battaglia di Filippi. Le confische territoriali fatte in Italia nel 41 a.C., attuate principalmente in Etruria, crearono ulteriori inimicizie ad Ottaviano, e proprio su questo crescente malcontento fecero leva Fulvia e Lucio Antonio, fratello del triumviro Marco. Agendo però troppo di fretta, i due fornirono a Ottaviano il pretesto per muoversi nella piena legalità, assediando Lucio a Perusia inverno del 41/40 a.C. Il triumviro Marco Antonio, dal canto suo, cercò di rimanere neutrale nello scontro, e solo con molto ritardo i suoi generali Ventidio Basso e Asinio Pollione, intervennero nel combattimento, senza tuttavia incidere sulle sorti del conflitto, rimanendone esclusi, poiché Ventidio fu costretto a ritirarsi ad Ariminum ed Asinio a Ravenna. Alla fine Lucio fu costretto ad arrendersi ad Ottaviano, per mancanza di cibo e perdonato, grazie al fratello Marco. Non invece fu perdonata la popolazione di Perusia che fu trattata assai duramente, per essersi ribellata ad Ottaviano.

Nel 39 a.C. alcune navi da guerra in particolare triremi di Ottaviano, partirono dal porto di Ravenna e si recarono a Brundisium, in vista di un accordo con laltro triumviro, Marco Antonio, alla vigilia della guerra contro Sesto Pompeo, terminata tre anni più tardi nel 36 a.C. con la vittoria di Ottaviano su Sesto nella battaglia di Nauloco.



                                     

3.2. Storia Archeologia della Ravenna repubblicana

Ravenna è al centro di una laguna costiera che si prolunga per alcuni km a nord e a sud. Dista solo 17 km dalla foce del ramo meridionale del Po, cui è collegata tramite il fiume Padenna, suo affluente i Romani lo chiamano Padus Messanicus. Il Padenna, prima di gettarsi in laguna, riceve, a sua volta, le acque del Lamone. Il castrum militare romano fu impiantato nellisola centrale.

La città è a base rettangolare, con lati di poche centinaia di metri di lunghezza. Come ogni oppidum romano, era attraversato da due vie principali: il decumano, in senso nord-sud, e il kardo che congiungeva le porte est ed ovest della città. La via principale terminava alla confluenza dei due fiumi cittadini. I romani denominarono il tratto cittadino del Lamone flumisellum Padennae, considerandolo un affluente del Padenna. Il Foro non è stato individuato con sicurezza, ma è probabile che coincidesse allarea delimitata dalle attuali vie DAzeglio, Garatoni, Oberdan e Agnello. Il confine sud dellabitato corrisponde alle attuali vie Ercolana-Guidarelli. La città è circondata da mura solo su tre lati ovest-sud-est: a nord è lambita dal flumisellum e dal fiume Padenna, che segue il tratto di mura est scorrendogli a fianco. Le mura si sviluppano per una lunghezza di 2.5 km. Oltre la cinta muraria, qualche centinaio di metri più a sud vi erano lanfiteatro e il tempio di Apollo. Più a sud scorreva il canale Candiano antico, collettore tra la valle omonima e il mare. Era attraversato dal Pons Candidanus. Nei pressi è emersa una necropoli romana.

Tra labitato e la linea di costa scorreva la via Popilia, strada consolare che iniziava a Rimini e terminava ad Adria. La strada che collegava Ravenna alla via Popilia era detta Via Caesaris ; fu costruita nel I secolo a.C.

Sono poche le vestigia della Ravenna repubblicana venute alla luce: la più antica testimonianza è un muro risalente alla fine del III secolo a.C., eretto sullisola centrale probabilmente per resistere ad un eventuale attacco del generale cartaginese Annibale. Sono stati rinvenuti i resti di due strade basolate che si incrociano sotto le attuali via Morigia e via DAzeglio fine del III-inizio del II secolo a.C. Qui sono emersi i resti della più antica abitazione di Ravenna, risalente al II secolo a.C.

                                     

3.3. Storia Epoca alto-imperiale

Intorno al 27 a.C. limperatore Augusto decise di realizzare, 5 km a sud di Ravenna, un porto militare, che spesso visitò negli anni del suo impero Vi stanziò la flotta militare la Classis Ravennatis, di pattugliamento dellAdriatico e del Mediterraneo orientale. Augustò nominò governatore della città lo stesso Prefetto della flotta praefectus classis. Il porto militare avviò lo sviluppo di stretti ed intensi rapporti fra Ravenna e lOriente.

Il porto militare fu edificato in unampia baia vicina al punto in cui il Padenna sfocia in mare. Contestualmente fu realizzato il collegamento fluviale tra Classe e Ravenna. Dato che il Padenna non era più adatto alla navigazione, Augusto fece costruire un ampio canale artificiale parallelo al fiume e alla via Popilia. Dallo scalo portuale, le due vie dacqua procedevano verso Ravenna. La Fossa Augusta, una volta entrata in città dove ora cè via di Roma, la attraversava parallelamente al Padenna il cui letto corrisponde alle attuali via Mazzini e Corrado Ricci. Fu poi realizzato il collegamento verso il ramo meridionale del Po. La Fossa Augusta percorreva un tratto rettilineo corrispondente allattuale SP 1 "SantAlberto" che la conduceva alla laguna veneta e di qui al sistema portuale di Aquileia, rimanendo sempre allinterno di lagune e percorrendo canali artificiali. Divenne così possibile navigare ininterrottamente da Classe ad Aquileia circa 250 km in acque calme e a regime costante. Ravenna si trovò così ad essere referente urbano della base navale di Classe, la quale favorì un grande sviluppo della città e di tutta la zona.

Nel 238, quando Massimino Trace, marciando contro lItalia, giunse in vista di Aquileia, posta allincrocio di importanti vie di comunicazione e deposito dei viveri e dellequipaggiamento necessari ai soldati, la città chiuse le porte allimperatore, guidata da due senatori incaricati dal Senato, Rutilio Pudente Crispino e Tullio Menofilo. Massimino prese allora una decisione fatale: invece di scendere rapidamente sulla capitale con un contingente, mise personalmente sotto assedio la città di Aquileia, permettendo ai suoi avversari di organizzarsi: Pupieno, a cui era stata affidata la conduzione della guerra, raggiunse infatti Ravenna, da cui diresse la difesa della città assediata.

Negli anni 258-260, Quadi, Marcomanni, Iazigi e Roxolani furono responsabili della grande catastrofe che colpì il limes pannonico in questi anni la stessa Aquincum e limportante forte di Intercisa furono saccheggiati, con lo spopolamento delle campagne dellintera provincia. Nello stesso periodo, Eutropio racconta di una nuova incursione germanica forse di Marcomanni che raggiunse Ravenna prima di essere fermata, proprio mentre limperatore Valeriano era impegnato sul fronte orientale contro i Sasanidi di Sapore I.

                                     

3.4. Storia Archeologia della Ravenna alto imperiale

In questo periodo la città è interessata da importanti lavori urbanistici di ampliamento: lagglomerato urbano di Ravenna si espanse raggiungendo unestensione circa quattro volte superiore alletà repubblicana. Ad Est, oltre il Padenna, è realizzato un grande sobborgo tra la città e il mare, denominato "Cæsarum". Il fiume Padenna, che un tempo si trova ai confini della città, ora scorre allinterno dellabitato. Anche a Nord vengono costruiti nuovi edifici al di là delle mura. Sorge così la contrada i romani le chiamavano Regioni Domus Augusta, la zona imperiale di Ravenna. La zona comprendente un foro, un Capitolium presso lattuale via Cavour, la basilica Herculis presso piazza Kennedy ed il miliarium aureum pietra miliare fondamentale, punto di riferimento per il posizionamento delle pietre miliari lungo le strade consolari," punto zero” di Ravenna. Nella Regio Pontis Coperti è ubicato lantico macello cittadino.

Nel Padenna affluivano, nel suo tratto urbano, due corsi dacqua: il Lamone flumisellum Padennae e la fossa Amnis, detta anche Lamises. Dallingresso del Padenna in città a nord, il fiume era attraversato dai seguenti ponti: Ponte dei Guarcini ; Ponte Marino da cui lomonima via; Ponte San Michele nellodierna piazza Andrea Costa; Ponte di SantApollinare nel punto in cui la via Porticata attraversa il Padenna. Sul flumisellum vi era il Ponte di Augusto oggi in corrispondenza dellincrocio tra via Salara e via Cavour. Allincrocio tra il Padenna e la fossa Amnis si trovava il Pons Capetellus o Bicipitellus nellattuale piazza Caduti; più a sud vi era il Ponte Calciato tra la basilica di SantAgata e la chiesa di San Nicolò.

Risaltano, infine, due nuove costruzione monumentali:

  • Al tempo dellimperatore Traiano viene costruito un grande acquedotto. Attinge le acque dal fiume Bidente-Ronco le porta in città dopo un percorso di circa 50 km.
  • Al tempo dellimperatore Claudio viene costruita nel 43 d.C. una porta monumentale a doppio arco nel punto in cui la via Popilia entra in città dopo il 425 prenderà il nome di Porta Aurea. La costruzione non nasce come porta, piuttosto come Arco di Trionfo per accogliere, presumibilmente, limperatore Claudio al ritorno dalla vittoriosa campagna di Britannia. Viene edificata nella zona detta oggi Prati di S. Vitale, alcune decine di metri oltre le mura repubblicane. LArco di Claudio era costituito da due grandi fornici, per permettere il passaggio contemporaneamente nei due sensi. Rimarrà lingresso principale di Ravenna per tutto il periodo romano.

Fuori dalla città, larea oltre le mura in direzione del mare continuò ad essere utilizzata come necropoli. I cimiteri furono attivi fino al IV secolo.



                                     

3.5. Storia Epoca tardo imperiale

A causa della subsidenza, fenomeno naturale che aveva provocato limpaludamento dellarea su cui sorgeva il porto di Classe, nel 330 limperatore Costantino I trasferì la base della flotta nella nuova capitale dellimpero, Costantinopoli. Per Ravenna si aprì una breve fase di decadenza.

Alla fine del IV secolo la corte imperiale cominciò a sentirsi poco sicura a Mediolanum, troppo esposta agli attacchi barbarici, e progettò di trasferirsi a Roma. Come tappa di avvicinamento scelse Ravenna come sede temporanea. La città era lontana dalle Alpi, da dove potevano provenire le minacce più serie. Inoltre, la sua condizione di città marittima le permetteva più facili collegamenti con Costantinopoli, la capitale dellImpero Romano dOriente.

Nel 402, limperatore Onorio, figlio di Teodosio I, si trasferì con la propria corte a Ravenna, che divenne nuova capitale e sede della prefettura del pretorio dItalia. Grazie alla presenza della corte, Ravenna divenne un centro cosmopolita, assai disponibile e ricettivo nei confronti degli influssi culturali esercitati dallOriente. Dopo aver preso a modello il fasto di Costantinopoli, Ravenna, ad essa legata da vincoli di parentela e continui scambi, assunse laspetto di una città imperiale: sorsero grandiose costruzioni civili palazzo imperiale e religiose cattedrale che emulavano, nellarchitettura e nelle decorazioni, quelle della capitale dOriente.

Nel 408, il re dei Visigoti Alarico I chiese ad Onorio il permesso di portare il proprio esercito dal Norico alla Pannonia, oltre a modesti versamenti, ma Onorio, consigliato dal proprio magister officiorum Olimpio, si rifiutò di trattare. I Visigoti, allora, raggiunsero Roma ed estorsero ai notabili cittadini 5.000 libbre doro, 30.000 libbre dargento, 4.000 tuniche di seta, 3.000 panni porpora e 3.000 libbre di pepe, mentre Onorio rimaneva inerte a Ravenna. Due anni più tardi Alarico assediava e saccheggiava Roma, dopo ben otto secoli dal sacco dei Galli del IV secolo a.C. Il tragico evento fece desistere la corte dai propri propositi e Ravenna divenne la sede imperiale permanente.

Quando i Visigoti di Alarico lasciarono lUrbe, portarono con loro anche un prezioso ostaggio, Galla Placidia, la sorella dellImperatore Onorio, che utilizzarono per costringere Onorio a cedere alle loro richieste: iniziarono così diversi anni di prigionia per la giovane principessa, allepoca diciottenne. Quando Alarico morì, il successore, Ataulfo, condusse i Visigoti e Galla Placidia in Puglia, Sannio, Piceno e poi verso nord, in Gallia, dove, nel 412, fu prima alleato e poi nemico dellusurpatore Giovino, che catturò e consegnò ai Romani: Ataulfo sperava di essersi guadagnato il riconoscimento della corte ravennate, ma Onorio gli oppose la richiesta che fosse riconsegnata Galla Placidia. A Ravenna Flavio Costanzo, il generale che aveva fermato Alarico in Calabria, si rifiutò di trattare; Ataulfo decise di puntare allora su Marsiglia, ma qui fu bloccato dal generale Bonifacio, che difese la città dagli attacchi visigoti, durante i quali Ataulfo fu persino ferito. Ataulfo riuscì finalmente ad entrare a Narbona; qui nel 414, alletà di quaranta anni circa, sposò con rito romano una ventiduenne Galla Placidia Il matrimonio, che avrebbe dovuto unire i Visigoti ai Romani, non fu riconosciuto a Ravenna. Ataulfo reagì rieleggendo imperatore Prisco Attalo, sempre nel 414, con potere nominale sulla Gallia. Costanzo si recò con un esercito in Gallia per affrontare i Visigoti; Ataulfo e Galla abbandonarono la regione e si recarono in Spagna fine 414, inizi 415, lasciando indietro Attalo, il quale fu catturato e spedito a Onorio. Frattanto i "nazionalisti" visigoti, ordirono una congiura che, nellestate del 415, causò la morte di Ataulfo. Il successore di Ataulfo, Sigerico, fu ucciso sette giorni dopo essere salito al trono: gli successe Vallia, che si dimostrò più moderato, cercando di negoziare con i Romani. I Visigoti tentarono di passare in Africa, ma, impossibilitati, tornarono a nord dove, nel 416, incontrarono i messaggeri di Costanzo, capeggiati da Eupluzio: in cambio di un grosso quantitativo di grano, Vallia accettò di combattere per i Romani i Vandali e gli Svevi, popolazioni barbare stanziatesi in Spagna, e di restituire Galla Placidia. Eupluzio portò Galla da Costanzo e i due si imbarcarono insieme dalla Spagna diretti a Marsiglia e poi di qui in Italia e a Ravenna. Onorio premiò Costanzo per la liberazione di Galla da una prigionia durata sei anni con il consolato per il 417; portò con sé la sorella a Roma per celebrare il trionfo sui nemici dello stato tra cui Attalo, per poi tornare insieme a lei a Ravenna.

Onorio, spesso in contrasto con il fratello imperatore dOriente, cercò lalleanza con la Chiesa cattolica eliminando le ultime vestigia del paganesimo come, ad esempio, i giochi gladiatorii. Per rinforzarsi politicamente, Onorio si avvicinò a Flavio Costanzo, al quale diede in moglie la propria sorella Galla Placidia 417, poi lo associò al trono nel 421, come Costanzo III. Tuttavia tale stratagemma fu reso vano dal decesso di Flavio Costanzo avvenuto durante il medesimo anno, così che limperatore, sentendosi fondamentalmente inadeguato nellaffrontare la profonda ed irreversibile crisi del momento, ritenne opportuno ritirarsi a Ravenna, dove morì nellanno 423, il 15 agosto. Aveva trentotto anni e regnava da ventotto. Non avendo lasciato eredi, si aprì il problema della successione sul trono dOccidente. La corte di Ravenna e il Senato romano scelsero come successore Giovanni Primicerio, un alto funzionario imperiale, ma la corte di Costantinopoli non riconobbe lelezione, che rompeva la continuità dinastica dei sovrani dOccidente. Giovanni ebbe dei collaboratori di rilievo, come i generali Castino già avversario di Galla ed Ezio, ma anche dei formidabili e decisivi avversari, Bonifacio, che in qualità di comandante dellAfrica controllava la fondamentale fornitura di grano per la città di Roma, e i Visigoti, i quali riconobbero legittimi successori di Onorio la loro regina Galla Placidia e Valentiniano III. La corte dOriente non era stata favorevole allascesa di Galla e Valentiniano, come testimoniato dal mancato riconoscimento dei loro titoli di augusta e nobilissimus, ma dovette riconoscere che la figlia di Teodosio I aveva molti sostenitori in Occidente e che era comunque meglio di un imperatore non dinastico; inoltre Teodosio II aveva avuto solo due figlie fino a quel momento né ebbe in seguito figli maschi, mentre il figlio di Galla garantiva la continuità della casata di Teodosio. Limperatore dOriente decise allora di porre il cugino sul trono dOccidente e organizzò una spedizione per rovesciare Giovanni.

Galla e Valentiniano videro riconosciuti i loro titoli, mentre il 24 ottobre 424 Valentiniano fu nominato cesare dOccidente allinizio della spedizione in Italia. Lesercito romano dOriente si divise in tre gruppi, con Galla e Valentiniano a seguito del contingente terrestre comandato dal generale Aspare, il quale occupò Salona, risalì lIstria e puntò su Aquileia, centro nevralgico della zona, che fu catturata molto facilmente e dove si insediarono il cesare dOccidente con la sua augusta madre. Aspare, invece, discese su Ravenna, dove si trovava Giovanni, e la prese facilmente, probabilmente grazie al sostegno della fazione favorevole a Galla. Aspare catturò Giovanni e lo inviò ad Aquileia da Galla, la quale ordinò che gli fosse tagliata la mano destra, che fosse legato ad un asino ed esposto per le strade di Ravenna al pubblico ludibrio e che fosse infine decapitato nel circo maggio 425.

Durante il suo governo, Galla si trovò a dover gestire equilibratamente diverse figure forti, tra cui Felice, Bonifacio ed Ezio. Galla non era certo felice del potere ottenuto da Ezio, cui rimase sempre ostile, ma dovette accettarlo in quanto non le era possibile sottrarglielo. Mentre Ezio contrastava con successo i Visigoti e i Franchi in Gallia, aumentava a corte linfluenza di Felice, che si vide confermare il proprio potere con le nomine ricevute da Galla a console 428 e poi a patricius 429. Tra i tre uomini forti, quello che rimase maggiormente insoddisfatto era proprio il principale sostenitore di Galla, Bonifacio.

Scomparso dalla scena Felice, Galla Placidia si trovò a dover scegliere tra Ezio, che disprezzava, e Bonifacio, che era stato però il responsabile della perdita dellAfrica. Laugusta, forse consigliata da quei cortigiani che erano stati sostenitori di Felice e che temevano le ritorsioni di Ezio, sottrasse al generale impegnato in Gallia il titolo di magister utriusque militiae per darlo a Bonifacio, che elevò anche al rango di patricius per metterlo al di sopra di Ezio, che sarebbe stato console per il 432. Bonifacio, forte del sostegno dellaugusta, decise di passare alle vie di fatto contro il suo avversario, dando inizio ad una guerra civile tra i due uomini forti dellImpero romano dOccidente. La scelta di Galla di puntare su Bonifacio sembrò vincente, quando questi sconfisse Ezio nella battaglia di Ravenna gennaio 432 e lo costrinse a fuggire prima a Roma poi tra i suoi amici Unni; Bonifacio, però, morì a seguito delle ferite riportate nello scontro e il suo successore alla carica di magister utriusque militiae, il genero Sebastiano, non riuscì ad opporsi a Ezio e ai suoi alleati unni. Galla si trovò quindi con Ezio ulteriormente rafforzato dalla morte dei suoi possibili antagonisti, e fu costretta a restituirgli la carica di magister utriusque militiae e a conferirgli il patriziato. Ezio ebbe il merito di concludere una pace con i Vandali trattato di Trigezio, 11 febbraio 435, che riconosceva lo status quo e segnò linizio di un periodo di pace. Nel 437 Valentiniano compì diciotto anni e con la sua maggiore età terminò la reggenza di Galla, che però continuò ad esercitare unenorme influenza a corte. Con la scomparsa di Valentiniano III datata 455, cinque anni dopo la morte della madre Galla Placidia si chiuse il capitolo storico legato alla dinastia teodosiana e Ravenna si avviò verso un inesorabile declino.

Nel 474, durante il regno di Zenone a Costantinopoli, il patrizio Giulio Nepote, comes della Dalmazia, appoggiato dallImpero dOriente, reclamò per sé il trono dOccidente, e, giunto al Porto della città di Roma, depose lImperatore Glicerio e lo costrinse a farsi vescovo, mentre egli stesso si fece incoronare imperatore a Roma. Dopo pochi mesi di regno, tuttavia, nel 475, fu costretto da una rivolta dellesercito dItalia condotto dal patrizio Oreste ad abbandonare il trono e a fuggire a bordo di una nave a Salona, in Dalmazia, dove rimase per cinque anni; nel 480 fu in seguito massacrato dai suoi stessi uomini.

Nel frattempo lesercito dItalia nominò nuovo imperatore Romolo Augusto, un giovinetto figlio del patrizio Oreste. Odoacre, tuttavia, il comandante di truppe mercenarie di Sciri e altri barbari al servizio di Roma, nel 476 si rivoltò, reclamando per sé e per le sue truppe un terzo dellItalia, e fece uccidere il patrizio Oreste a Piacenza, e il fratello di Oreste, Paolo, nella Pineta vicino a Classe, il porto di Ravenna. Entrato poi a Ravenna, depose Romolo Augusto dal trono, ma avendo pietà di lui, vista la sua giovane età, lo risparmiò, permettendogli di vivere in esilio in Campania con i suoi parenti garantendogli addirittura una rendita di sei mila solidi doro. Fece poi inviare unambasceria composta da senatori a Costantinopoli, presso limperatore Zenone:

Zenone, riflettuto sul da farsi, negò aiuti a Nepote e rispose allambasceria del senato romano, accettando Odoacre come patrizio, ma a patto che questultimo accettasse come suo imperatore dOccidente Giulio Nepote, in esilio in Dalmazia. Nonostante limperatore nominale dOccidente rimanesse in Dalmazia, Odoacre fece coniare a Ravenna monete in suo nome. Nel 480 Giulio Nepote fu assassinato a Salona dai suoi stessi uomini. LImpero romano dOccidente era caduto, anche se per una rivolta interna lusurpazione di Odoacre e non per cause propriamente esterne.

                                     

3.6. Storia Archeologia della Ravenna cristiana e capitale imperiale

  • Pianta di Ravenna capitale dellImpero JPG, su img545.imageshack.us.

Quando Onorio giunse a Ravenna 402, la città non disponeva di un palazzo imperiale. Esso fu fatto costruire sul praetorium del praefectus classis. Il praetorium si affacciava sulla Fossa Augusta: il canale fu completamente interrato, diventando la Platea maior, larteria principale della città. Il palazzo imperiale si configurava come un complesso di edifici: palazzo pubblico, residenze private, caserma, chiesa palatina, giardini e corti porticate. Sullaltro lato della Plateia maior fu fatto costruire lippodromo. Gli imperatori romani festeggiavano i propri 10, 20 e 30 anni di impero. Onorio celebrò in città i suoi Tricennali; prima di lui, Diocleziano a Ravenna celebrò il consolato.

In seguito allinsediamento della corte imperiale in città, il vescovo Orso trasferì la sede episcopale da Classe a Ravenna. Orso fece costruire la ecclesìa catholica, cioè la cattedrale, dedicandola alla Hagìa Anástasis, ovvero alla Santa Resurrezione. Appartiene allo stesso periodo la basilica di San Lorenzo in Cesarea. Localizzata a meridione della città, allesterno dellarea urbana, ledificio religioso sostituì presumibilmente un santuario legato allarea cimiteriale. Questo edificio fu voluto dallimperatore Onorio, così come l Apostoleion, ovvero una chiesa dedicata ai Dodici apostoli.

Nello stesso periodo fu restaurata la cinta muraria. Fu poi aggiunto un nuovo tratto: essa incluse, per la prima volta, la nuova area a nord del fiumicello Padenna; inoltre, a sud racchiuse larea dei prati, che fino ad allora si era trovata per la maggior parte fuori del perimetro difensivo. La lunghezza complessiva della cinta raggiunse i 5 km. Si ritiene che le mura fossero alte tra i 4 e i 5 metri. Il fiume Lamone che, proveniente da Faenza, passava a pochi km dalla città, fu deviato. Un ramo fu fatto scorrere lungo le mura per alimentare i fossati, mentre il corso principale venne arginato e fu fatto girare attorno alle mura di settentrione per poi riprendere il suo percorso verso Nord.

Alla morte di Onorio 423, la sorella Galla Placidia, vedova dellimperatore Costanzo III, riuscì ad ottenere la reggenza dellImpero in nome del figlio Valentiniano III, di soli 6 anni. Galla Placidia giunse a Ravenna nel 424 e continuò lazione di monumentalizzazione della città, che aveva avviato Onorio, per un quarto di secolo, fino al 450. La sovrana commissionò la costruzione della Basilica di San Giovanni Evangelista chiesa palatina fondata da Galla Placidia presso il porto, con la quale scioglieva un voto fatto durante il periglioso viaggio che laveva condotta da Costantinopoli a Ravenna via mare. In unaltra parte della città, ad ovest del Padenna e a nord del Fiumicello Padenna, fece costruire la chiesa di Santa Croce, una Domus oggi chiamata "Domus di Galla Placidia" e un palazzo dedicato al figlio Valentiniano. Vicino alla chiesa di Santa Croce oggi visibile solo parzialmente fu edificato un sacello che oggi viene denominato "mausoleo di Galla Placidia". La sovrana fece costruire il mausoleo per sé, per il marito Costanzo e per il fratello Onorio, ma non vi trovò sepoltura. Morì infatti a Roma il 27 novembre 450 e fu sepolta nella città eterna.

Negli anni dopo il 425 lArco di Claudio assume il nome di Porta Aurea - come lomonima porta delle mura di Costantinopoli - per commemorare la vittoria di Teodosio II sul tiranno usurpato. Alla metà del secolo la cattedrale venne ampiamente ristrutturata per volontà del vescovo Neone, che vi aggiunse, a fianco, il Palazzo episcopale e il battistero chiamato oggi Battistero Neoniano. Successivamente, la chiesa prese il nome di Basilica Ursiana, dal vescovo Orso † 412. Risale allo stesso periodo, la scomparsa basilica petriana, fatta edificare a Classe dal vescovo San Pietro Crisologo.

La pianta di Ravenna capitale rimase immutata fino allepoca veneziana.

Al tempo del re goto Teoderico 493-526 la Fossa Augusta, interratasi a causa dellapporto continuo di materiale dal Po e dai suoi affluenti, fu definitivamente tombata. Porta Aurea vedi supra rimase in piedi fino al XVI secolo, ultima delle vestigia imperiali a cadere. Le colonne della Porta vennero sparpagliate come trofei tra le varie chiese di Ravenna; una parte giunse addirittura a Venezia. Sculture di epoca romana decorano ancora la chiesa di San Giovanni in Fonte.

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