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ⓘ Paideia




Paideia
                                     

ⓘ Paideia

Paideia, che significa formazione o educazione, è il termine che nellantica Grecia denotava il modello pedagogico in vigore ad Atene nel V secolo a.C., riferendosi non solo allistruzione scolastica dei fanciulli, ma anche al loro sviluppo etico e spirituale al fine di renderli cittadini perfetti e completi, una forma elevata di cultura in grado di guidare il loro inserimento armonico nella società.

Sorto in epoca omerica, il concetto rimase sostanzialmente immutato nel corso dei secoli, pur nel variare delle sue forme di applicazione e delle discipline coinvolte, e continua ad interessare molti educatori e pensatori contemporanei.

                                     

1. Significato

Derivante da paîs, paidós, "ragazzo", il significato di paideia ha generato un ampio dibattito tra gli storici, dando luogo a opinioni divergenti, e persino in Grecia veniva inteso in modi diversi a seconda dei periodi. Prevalevano tuttavia certi canoni standard di insegnamento: inizialmente il suo campo di applicazione era limitato allistruzione della ginnastica e della musica, questultima nel senso delle discipline presiedute dalle Muse, che comprendevano, tra le altre, elementi di storia, eloquenza, danza, religione e musica stessa.

In seguito il termine venne equiparato dai sofisti a una forma di abilità retorica e pratica, oppure utilizzato in senso filosofico e scientifico da Socrate, e poi soprattutto da Platone e Aristotele. Nel suo significato più alto, la paideia indica non tanto un semplice metodo educativo, ma un ideale, il risultato di questo processo pedagogico, un obiettivo da perseguire lungo tutta la vita.

Assurgendo a sinonimo di civiltà e cultura, la paideia divenne in definitiva lappellativo di uneducazione che, a differenza del barbaro, distingue le persone civilizzate, mirante a rendere lessere umano veramente tale.

                                     

2.1. La paideia in Grecia Età omerica

Nel periodo più arcaico della Grecia antica, la questione della formazione umana, sorta prevalentemente in un contesto aristocratico, trasse dai poemi omerici le sue prime ispirazioni, in particolare dai modelli offerti dagli eroi Achille e Odisseo.

Distinguendosi per le doti cavalleresche come coraggio, generosità e lealtà, leroe omerico dava esempio di abilità sia con la lancia, sia allo stesso tempo parlando con competente eloquenza nel consiglio e nellassemblea.

La paideia omerica consisteva così nellaccettazione dei modelli degli antenati, nellimitazione da parte dei ragazzi delle tradizioni e della condotta esemplare dei loro avi e dei loro "idoli", di solito i migliori atleti e guerrieri, in un processo di trasmissione della cultura basata principalmente sulla comunicazione orale. Non a caso leducazione comportava la recitazione e la memorizzazione della poesia omerica, usata non come semplice intrattenimento, ma come strumento didattico e moraleggiante.

                                     

2.2. La paideia in Grecia Periodo classico

Con lavvento del periodo classico, a partire dal VII secolo a.C., lideale della paideia giunse progressivamente a maturazione con lenfatizzazione delle virtù del cittadino, quali lobbedienza alle leggi e la dedizione alla vita collettiva della polis, nella quale lindividuo poteva approdare a quella realizzazione e perfezionamento di sè conosciute come kalokagathia propriamente "bellezza e bontà", fatta cioè di qualità sia esteriori che interiori.

Lo spirito della paideia raggiungerà il culmine nel V secolo a.C., compendiato da Sofocle nella tragedia delleroe, che nella sofferenza "realizza il proprio destino e insieme se stesso".

Il modello educativo dellAtene classica prevedeva che listruzione dei giovani si articolasse secondo due rami paralleli:

  • la paideia mentale o spirituale, volta a garantire una socializzazione armonica dellindividuo nella polis, ossia allinteriorizzazione di quei valori universali che costituivano l ethos della città.
  • la paideia fisica, comprendente la cura del corpo e il suo rafforzamento;

Lo spirito di cittadinanza e di appartenenza costituivano infatti un elemento fondamentale alla base dellordinamento politico-giuridico delle città greche. Lidentità dellindividuo era pressoché intessuta da quellinsieme di norme e valori che costituivano lidentità del popolo stesso, tanto che, più che di processo educativo o di socializzazione, si potrebbe parlare di un processo di acquisizione dell ethos politico, il quale nella mentalità dei Greci rifletteva lordine naturale del cosmo.



                                     

2.3. La paideia in Grecia Percorso formativo

Mentre le ragazze venivano istruite prevalentemente in casa, il sistema educativo dellantica Grecia riguardava esclusivamente i maschi. Esso era per lo più organizzato e finanziato privatamente, non essendo listruzione ancora considerata un compito dello Stato, sebbene Atene avesse anche alcune pubbliche palestre e scuole di grammatica. Una disposizione di Solone, inoltre, aiutava i padri dei bambini poveri ad offrire ai loro figli una formazione professionale.

Lelemento fisico delleducazione dei giovani ateniesi si basava in una prima fase su un rigoroso addestramento ginnico, in base allidea che un corpo sano favorisce un pensiero sano e viceversa; successivamente si aggiungeva quello bellico, essendo la guerra una fra le attività considerate più nobili e virili delluomo greco; per arrivare infine al completamento dellistruzione rappresentato dalla formazione politica, vero centro della cittadinanza ateniese, e apice verso il quale era indirizzato lintero processo educativo.

È proprio questa paideia culturale che interessava maggiormente a Platone, ed è infatti su questa che fonderà le basi del suo progetto di rinnovamento, ma al tempo stesso anche conservazione delluomo greco.

Il sistema di istruzione anteriore al V secolo a.C. non era ancora ben strutturato: molto dipendeva dalliniziativa individuale, e in genere linsegnamento non aveva una durata prefissata. Leducazione formale copriva a ogni modo letà dai 6 ai 16 anni. Listruzione elementare avveniva a volte sotto la guida di un maestro o di un pedagogo, di solito uno schiavo che accompagnava il ragazzo mentre andava a scuola e gli dava istruzioni sulla giusta condotta da tenere. Le punizioni corporali non erano rare. Per il resto, la legge vietava ad altri adulti di entrare nella scuola durante la lezione.

Accanto a quella elementare vi era la formazione nel Gymnasium: si trattava di una "scuola di lotta", gestita da privati, oppure adibita agli sport per la preparazione di atleti, anche adulti, che avrebbero dovuto partecipare ai Giochi Olimpici. Vi si addestravano inoltre i soldati entrati nella vita militare, sotto legida di funzionari governativi.

Dopo i quattordici anni i ragazzi provenienti da famiglie benestanti avevano la possibilità di frequentare la scuola secondaria, dove superata lepoca omerica delloralità, col diffondersi dellalfabetizzazione, le materie principali erano la lettura, la scrittura, laritmetica, la musica, e come sempre la ginnastica, comprendente il pugilato, il nuoto, il tiro con larco le fionde. Successivamente vi si aggiunsero il disegno e la pittura. Le lingue straniere non venivano generalmente insegnate.

Alletà di diciotto anni un giovane diventava infine un efebo, la cui formazione consisteva in un addestramento militare di tre anni, accompagnato da lezioni di retorica, letteratura, musica e geometria. A Sparta si imparava la gimnopedia, mentre ad Atene gli efebi erano organizzati democraticamente in una sorta di autogoverno e assumevano incarichi importanti in organismi di difesa e nelle cerimonie pubbliche. Alletà di 21 anni si diventava quindi maggiorenni a tutti gli effetti.

                                     

2.4. La paideia in Grecia I sofisti

Se fino al V secolo a.C. lobiettivo fondamentale della paideia era la formazione aristocratica del singolo uomo nel senso della kalokagathia, larrivo di numerosi sofisti stranieri ad Atene esercitò un profondo impatto sul sistema educativo, riducendo al minimo gli aspetti ginnici ed esaltando quelli intellettuali e letterari. Allo stesso tempo, costoro miravano a intervenire sulla formazione di secondo grado riservata agli adolescenti anziché su quella primaria dei bambini, integrandola con forme di specializzazione che in precedenza non erano facilmente accessibili o sistematizzate.

Grandi oratori e argomentatori, concentrati nei luoghi più in vista come l agorà le palestre pubbliche, i sofisti rivoluzionarono la paideia nel senso di un maggiore individualismo, basato sulla padronanza della techne, cioè della tecnica soprattutto retorica con cui intendevano sostiuire qualsiasi valore di verità e giustizia con la pratica chi si reputa "esperto". Per questo Socrate metteva in guardia dalla degenerazione sofistica del sapere e del "saper fare", mostrando che lesperto non sa cosè il bene nei confronti dellumanità nel suo insieme.

                                     

2.5. La paideia in Grecia Paideia platonica

Opponendosi ai sofisti, anche Platone, allievo di Socrate, sottolineò come una sana istruzione dovesse porre al centro dei suoi sforzi educativi lanima delle persone. Accusando i sofisti di commercializzare le loro conoscenze, dietro cui mancava una vera coscienza critica, Platone nella sua Accademia vi contrappose una paideia su basi filosofiche e scientifiche, nella quale avrebbe dovuto essere lo Stato, secondo il suo progetto di città ideale, a farsi carico delleducazione.

Questa per Platone doveva coprire lintera vita delluomo, evolvendo gradualmente da un insegnamento ginnico e musicale ad una formazione generale nelle discipline matematiche e oratorie, fino al più alto livello della dialettica, raggiunto solo da pochi, in cui si ha lintuizione dellidea del Bene, alla luce della quale si impara a riconoscere la verità e il modo più corretto di agire in vista della felicità. Come affermato da Werner Jaeger nella sua opera dedicata allargomento, intitolata Paideia, tutta la filosofia di Platone rimase protesa verso questo obiettivo educativo.

Analogamente Aristofane sosteneva nelle Nuvole che lo scopo delleducazione non dovesse semplicemente far acquisire il dominio sulle materie insegnate, ma anche produrre eccellenza morale, congiungendo le capacità mentali e fisiche ad un carattere sano, per rendere luomo un cittadino migliore.



                                     

2.6. La paideia in Grecia Linflusso di Isocrate

Accanto a quella platonica, grande influsso esercitò la paideia insegnata da Isocrate, che seppur distinguendosi dai sofisti, tornò a rivalutare la retorica. Lobiettivo isocrateo era la costruzione di una pratica educativa e politica coerente, che armonizzasse a livello individuale, civico e panellenico leccellenza oratoria con lelevazione morale espressa dal discorso, e con uno status di filosofo privo tuttavia di basi teoriche e metafisiche. La conoscenza della letteratura andava per lui coniugata con un idioma intelligente, e insegnata attraverso lamore per la bellezza.

Contro di lui prese posizione Aristotele, che difendendo la paideia platonica, nella sua opera intitolata Grillo rilevò come la retorica, perché fosse autentica, anziché fondarsi sui sentimenti non potesse essere disgiunta dalla ricerca del vero. Elogiando la responsabilità avvertita dagli Spartani nel formare i giovani, Aristotele ribadì limportanza di una paideia pubblica, sostenuta dallo Stato, che dovrebbe fare delleducazione il suo obiettivo principale.

                                     

3. Evoluzione della paideia

Il modello della paideia venne ripreso dai Romani, ricevendo la sua forma umanistica occidentale più nota, andando a influenzare così in maniera determinante non solo il modo di pensare degli antichi greci, ma anche in genere dellOccidente europeo.

Lalta reputazione di cui godette la cultura greca durante lellenismo, infatti, fece sì che i Romani adottassero molti dei suoi principi, traendo ispirazione dalla paideia per organizzare il proprio sistema educativo, e diffondendolo in tutto il Mediterraneo, sebbene riadattandolo in forme più utilitaristiche e individualizzate. Persino in Palestina si hanno testimonianze dellistituzione di scuole greco-romane, nonostante la resistenza dei religiosi ebrei che erano contrari alla concorrenza che queste esercitavano rispetto agli insegnamenti delle sinagoghe, e disapprovavano inoltre la nudità praticata nelle palestre. La frequentazione delle scuole greche divenne tuttavia indice di prestigio sociale.

Sul piano culturale lideale greco della paideia si identificò con quello latino di humanitas, ad esempio in Aulo Gellio, Marco Terenzio Varrone, e Marco Tullio Cicerone, il cui modello di perfetto oratore esigeva lo studio della storia, della legge e della filosofia. A partire dal II secolo d.C., dopo che leducazione letteraria era ormai divenuta preminente, la paideia divenne il compendio di una rinnovata temperie culturale e di unattitudine atticista.

Sebbene fungesse inizialmente da segno di distinzione rispetto ai "barbari" e ai semplici cristiani, con lemergere del cristianesimo la tradizione della paideia venne portata avanti dai primi Padri della Chiesa, come Clemente di Alessandria, Origene o Gregorio di Nissa, che larmonizzarono con i fondamenti della nascente teologia. Come sostenuto da Davey Naugle, "in questo contesto, lapprendimento divenne una forma di disciplina cristiana, una parte del discepolato e persino una forma di adorazione". Conciliando leducazione classica pagana con la dottrina ebraico-cristiana, la paideia greca venne riadattata alla luce della nuova fede, sicché adesso Gesù Cristo appariva come linsegnante divino più perfetto, e la Bibbia come un compendio educativo essenziale. La forte formazione retorica offerta dal sistema greco-romano, unita alla conoscenza della filosofia greca, fornì una solida base ai pensatori cristiani per difendere al meglio la loro fede religiosa in pubblico, e rendere ragione dei suoi fondamenti.

Per tutto il Medioevo restò vivo lideale di formare integralmente una persona completa, retta e ben inserita nella società, dando luogo a numerosi trattati per ampliare la conoscenza sulluomo, sulla natura e su Dio. Questo desiderio di universalità fu alla base di uneducazione scolastica di alto livello, basata sulle autorità classiche, e consacrata nella formula del trivio e del quadrivio, che pose le basi per la nascita e il consolidamento del sistema universitario. In età moderna permase linteresse degli umanisti rinascimentali a modellare un tale uomo universale, ma il rafforzamento della scienza e della sperimentazione individuale ha dato maggiore enfasi alla ricerca critica e obiettiva della verità, diminuendo e minando i paradigmi universalistici della formazione greca e medievale.

In età romantica il concetto di paideia divenne sinonimo del termine tedesco Bildung.

                                     

4. Età contemporanea

Lideale greco della paideia esercita ancora oggi una grande attrazione per storici, filosofi ed educatori contemporanei, ed è stato oggetto del XX Congresso Mondiale di Filosofia organizzato dalla Federazione internazionale delle società di filosofia a Boston nel 1998. Da più parti viene proposto come una formula valida anche per la società attuale, considerando la frammentazione e la superficialità delleducazione odierna, unita alla perdita di solidi riferimenti morali.

Progetti moderni come il liceo classico ideato da Gentile, ed altre scuole a tempo pieno con un curriculum diversificato sono ancora ispirati allideale greco antico di uneducazione completa. Considerando la grande dipendenza della cultura occidentale dai principi stabiliti nellantica Grecia, il filosofo Hans-Georg Gadamer ha affermato che un ritorno ai Greci è per gli occidentali come un re-incontro con se stessi.

In ambito anglosassone, il suffisso inglese "-pedia", derivante dal greco antico παιδεία appunto "paideia", denota un contesto di formazione e trasmissione del sapere, come ad esempio nella stessa parola wikipedia.