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ⓘ Aristotelismo padovano




                                     

ⓘ Aristotelismo padovano

Laristotelismo padovano fu una corrente filosofica che tra il XIV e il XVI secolo pose le basi della scienza moderna, elaborando una logica e epistemologia naturalistica che, in chiave antimetafisica e antiteologica, considera solo dati naturali controllabili e confutabili come fonte di conoscenza.

                                     

1. Sviluppo storico

Laristotelismo padovano si sviluppa nella Facoltà delle Arti dellUniversità di Padova a partire dal XIV secolo. Esso si affianca allaristotelismo di Parigi e di Oxford nel suo orientamento logico e naturale. I primi rappresentanti sono Albertino Mussato, Pietro dAbano e Marsilio da Padova. In particolar modo Pietro dAbano, autore del Conciliatore, conoscitore della lingua araba e ebraica, impostò la filosofia verso lindagine delle scienze naturali quali la medicina, lastronomia e la matematica. Verso la fine del XIV secolo si distingue a Padova la figura di Biagio Pelacani che riprende le dottrine aristoteliche di stampo fisico svolte in Francia dal Buridano.

Nel XV secolo la scuola padovana diventa tra le più importanti con autori quali Paolo Veneto e Gaetano da Thiene che lasciarono impronte indelebili per la conoscenza delle opere aristoteliche. La scuola logica padovana continua con Paolo della Pergola attraverso le sue Summulae logicae che divennero il testo ufficiale per linsegnamento. Nella seconda metà del XV secolo laristotelismo di stampo naturalistico viene affiancato da quello metafisico grazie ad Antonio Trombetta, Maurizio Ibernico e Francesco della Rovere papa Sisto IV. La scuola assume originalità filosofica soprattutto grazie ad autori quali Gabriele Zerbo, Pietro Trapolino, Nicoletto Vernia, Agostino Nifo e Pietro Pomponazzi.

La questione dellimmortalità dellanima tenne banco per più di mezzo secolo confrontando le interpretazioni tomistica, averroista e alessandrista delle opere aristoteliche. Il decreto di padre Pietro Barozzi del 1489 risolse, almeno ufficialmente, la disputa in favore della dottrina tomistica dellimmortalità dellintelletto individuale - e dunque dellanima umana.

Laristotelismo padovano conobbe il suo massimo splendore con Jacopo Zabarella autore di" Opera logica” e" De rebus naturalibus XXX libri”, che trattavano principalmente del metodo delle scienze e dalle quali probabilmente lo stesso Galileo Galilei trasse ispirazione, e con Francesco Piccolomini per mezzo della sua Universa philosophia de moribus.

La conoscenza dellaristotelismo padovano allestero avvenne per mezzo di Giulio Pace che diffuse in Francia e in Germania le opere dello Zabarella. Sino allepoca delledizione di Bekker si può affermare che la conoscenza aristotelica fosse mediata dallinterpretazione padovana.