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ⓘ Targhe d'immatricolazione italiane




                                     

ⓘ Targhe dimmatricolazione italiane

La mancanza della sigla della provincia non era gradita a molti italiani, tanto che fu commercializzata e adottata da molti automobilisti una placca di colore blu con lindicazione della provincia in bianco, da aggiungere lateralmente alla targa posteriore. Per soddisfare questa preferenza e per permettere lidentificazione immediata della provincia di prima immatricolazione, dal 13 gennaio 1999 avvenne unulteriore revisione che lasciò invariato il sistema di numerazione, cambiando invece lestetica della targa.

Le nuove targhe hanno due fasce blu ai lati: su quella a sinistra sono presenti in colore giallo le dodici stelle dellUnione europea e in colore bianco la lettera "I" dellItalia; ciò ha eliminato lobbligo di incollare lovale con la sigla nazionale, che spesso provocava confusione. Sulla banda a destra sono facoltativamente posizionate in alto, dentro un cerchio con contorno giallo, due cifre gialle che indicano lanno della prima immatricolazione es.: 18 = 2018, mentre in basso si può applicare, sempre su richiesta del proprietario del veicolo, la sigla della provincia o città metropolitana di residenza dellintestatario, in colore bianco o grigio. Anno e sigla sono adesivi e vengono generalmente incollati al momento dellimmatricolazione oppure, se non applicati, consegnati al proprietario assieme al libretto di circolazione del veicolo.

Per le province autonome a Statuto speciale di Trento, Bolzano e Aosta sono presenti gli stemmi provinciali o regionali sopra la seconda lettera, che viene per questo riportata in dimensioni ridotte.

Per effetto delle bande laterali, le nuove targhe sono di 3 cm più larghe delle precedenti, mentre i caratteri sono più marcati, inoltre non cè più lo spazio tra le cifre le due lettere a destra. Queste le dimensioni esatte:

  • posteriore su una riga: 520 mm × 110 mm;
  • anteriore: 360 × 110 mm;
  • posteriore su due righe: 297 mm × 214 mm.

Le targhe con le due fasce blu ai lati sono state introdotte a partire da BB 000 HH, assegnato a Varese per quanto riguarda quelle su una sola riga, e da ZA 400 LV per quelle su due righe. Dal 2003 viene inoltre modificata la filigrana delle targhe, precedentemente P.G.S. A/B 1/2, cioè Provveditorato Generale dello Stato A e B sono due diversi tipi di patina: 1 o 2 se la patina è rispettivamente bianca o gialla, ora M.E.F. A/B/C 1/2, ovvero Ministero dellEconomia e delle Finanze.

Nel 2011 è stata saltata lintera serie avente come combinazione iniziale le lettere EE, per evitare di confondere le targhe con quelle degli Escursionisti Esteri; alla numerazione ED 999ZZ è quindi seguita EF 000AA.

Rappresentazione schematica della targa standard attuale:

Rappresentazione schematica della targa quadrata attuale:

                                     

1. Sistema di numerazione

  • A Roma la prima targa 1-Roma e la milionesima Roma A00000 furono assegnate, rispettivamente nel 1927 e nel 1966, a due autovetture FIAT, una 503 e una 124, entrambe appartenenti allo stesso abitante della capitale, Giorgio Vertunni, che venne a ritirare la sua nuova "124 berlina" a bordo della "503". Nel 1982, nella stessa famiglia, venne acquistata una Fiat 131 Mirafiori CL 1300 berlina, a cui venne assegnata la targa Roma 00000A, ossia la numero 3.100.000.
  • Milano fu lunica provincia italiana a esaurire anche le lettere in seconda posizione, passando a mettere la lettera A e D in terza posizione esempio: 99A999
  • La numerazione della prima serie andava da 1 fino a 999999 senza lettere né zeri prima delle cifre significative. Questi ultimi furono introdotti con la distribuzione delle prime targhe nelle nuove province di Pordenone istituita nel 1968 e Isernia istituita nel 1970, la cui numerazione iniziò dal numero 0001. Nella provincia di Oristano, istituita nel 1974, la prima targa fu 000001 6 cifre ma dopo il numero 009999 si passò a 10000 5 cifre. Nessuna spiegazione fu data per tale cambio di numero di cifre totali. Le targhe a sfondo riflettente furono stampate solo in formato a 6 cifre.
  • Le prime province a esaurire la serie alfabetica in testa, a inizio anni settanta, furono quelle di Milano e, a seguire, ancora Roma e Torino. Fu deciso quindi che in questi casi la lettera avrebbe dovuto essere spostata in fondo alla sequenza alfanumerica. Alla targa W99999 ovvero limmatricolazione 3 099 999 fece quindi seguito la targa 00000A la A in fondo significava il numero 31 in cima allimmatricolazione; rispetto alle 21 lettere della serie precedente furono tolte ulteriori 3 lettere B, K e U riducendo la serie a 18; fu tuttavia ripristinato lordine alfabetico corretto, per cui le lettere W, X e Y furono collocate dopo la V e prima della Z a rappresentare quindi i numeri iniziali 45, 46 e 47 dellimmatricolazione. Lultima targa con la lettera in fondo fu 99999Z ovvero limmatricolazione numero 4 899 999.
  • Nelle province più grandi Roma e Milano si è dovuto successivamente ricorrere a spostare la lettera in seconda posizione esempio: 9A9999. Da questa serie, oltre alle lettere saltate nella prima serie alfanumerica, è esclusa anche la B, vengono invece reintrodotte la U e la K.
  • Per ovviare al raggiungimento del milione di immatricolazioni nelle province più popolose, in primis quelle di Milano prima a tagliare tale traguardo e Roma a seguire si dovette ricorrere a una lettera in prima posizione che significasse un numero di 2 cifre da 10 in avanti. La prima lettera usata fu la A che significava "10", onde la targa A00000 simboleggiava la milionesima immatricolazione nella provincia. A seguire le successive lettere fino a Z furono le 21 dellalfabeto italiano meno la C, I, O e Q ma inclusa la K tra la H e la L, quindi identificante le vetture immatricolate da 1 700 000 a 1 799 999; dopo la lettera Z furono usate le altre tre lettere dellalfabeto latino X, Y e W, in questordine a differenza dellordine alfabetico W, X e Y. Per tutti gli anni sessanta Milano dal 7 aprile 1965, Roma dal 14 aprile 1966 e Torino dal 5 aprile 1968 furono le uniche province a vantare più di un milione di veicoli immatricolati; la quarta provincia fu Napoli nel settembre 1975, che assegnò la targa NA A00000 a un autobus Fiat 418 carrozzato Sofer dellATAN, numero di vettura 3650. Nel corso degli anni, a superare la milionesima immatricolazione furono anche le province di Genova, Bergamo, Brescia, Como, Varese, Padova, Verona, Treviso, Bologna, Modena, Firenze, Bari, Palermo e Catania.
                                     

2. Le targhe degli altri veicoli

Autocarri, autobus e veicoli assimilabili utilizzano le stesse targhe destinate alle automobili. Altre categorie di veicoli hanno invece targhe specifiche. In passato anche le piastre per questi particolari veicoli, come quelle per le automobili, erano emesse su base provinciale; a partire dal 1994 è stato introdotto per ogni tipo di targa tranne che per i filobus un sistema di numerazione unico per tutta Italia, tuttavia, a causa del basso numero di veicoli speciali immatricolati, molte province hanno continuato per molti anni a distribuire targhe di vecchio tipo per smaltire le scorte.

                                     

2.1. Le targhe degli altri veicoli Motoveicoli

La targa dei motoveicoli di cilindrata superiore ai 50 cm³, secondo lultima revisione 1999, è di dimensioni maggiori di quelle emesse fino al 31 dicembre 1998 177 × 177 mm anziché 165 × 165 mm, disposta su due linee, con caratteri neri su fondo bianco riflettente. Sui lati della prima riga, oltre a due lettere che avanzano progressivamente in ordine alfabetico, vi sono delle bande blu recanti a sinistra le dodici stelle dellUnione Europea e la sigla internazionale I dellItalia, a destra lanno di immatricolazione e la sigla della provincia opzionali, mentre sulla seconda riga vengono riportate cinque cifre.

Targa per moto con formato usato dal 1927 a giugno 1932:

Formato utilizzato da giugno 1932 al 1985:

Grafica in uso dal 1985 al 1994:

Design in uso dal 1994 al 1999:

Rappresentazione schematica di una targa attuale:

In passato anche le targhe motociclistiche hanno avuto una numerazione legata alle sigle provinciali. In tutte le sue edizioni è stata mantenuta la distribuzione delle lettere e delle cifre su due righe.

Nelle prime 9999 targhe di ogni provincia salvo alcune eccezioni per quelle di più recente istituzione compariva prima il numero e poi la sigla della provincia. Per i numeri successivi la targa era in grado di ospitare fino a sei cifre: le ultime quattro venivano posizionate sulla riga inferiore, la prima e la seconda quando presenti con eventuali zeri di riempimento erano impresse sulla prima riga, alla destra dei due caratteri della sigla della provincia. La disposizione era quindi analoga a quella utilizzata per gli autoveicoli. Dal 1927 a giugno del 1932 avevano caratteri bianchi su sfondo nero; in quellanno le targhe precedentemente emesse vennero sostituite con altre di nuovo tipo con sfondo bianco e caratteri blu. Fino al 1985 esse ricevettero solo piccole modifiche: negli anni Quaranta venne introdotto lemblema della Repubblica Italiana, negli anni Cinquanta vennero revisionati i caratteri, negli anni sessanta si passò dal metallo alla plastica. Nel 1985, cioè con la corrispondente revisione dellaspetto e della foggia delle targhe automobilistiche, le targhe per motocicli adottarono i caratteri neri e lo sfondo riflettente.

Durante luso della numerazione legata alle sigle provinciali nessuna provincia ha immatricolato 1 000 o più motocicli, dunque non è stato necessario ricorrere a combinazioni alfanumeriche per gestire le immatricolazioni delle province più popolose.

A partire da marzo del 1994 i due caratteri non rappresentano più la provincia ma una combinazione alfanumerica che varia in maniera analoga a quella delle targhe automobilistiche. Per evitare duplicazioni non vengono utilizzate le sequenze identiche a quelle delle sigle provinciali. Anche per i motocicli dal 1994 al 1999 non era più riportata la sigla di provincia e la disposizione dei caratteri era la seguente: sulla prima riga due lettere e una cifra, sulla seconda riga le restanti quattro cifre.

Così come già accaduto per le targhe delle autovetture, anche per quelle dei motocicli la serie "EE" è stata saltata per non creare confusione con le targhe riservate agli Escursionisti Esteri. Pertanto alla numerazione ED 99999 è seguita EF 00000.

Le targhe per motocicli si applicano anche ai veicoli ad essi assimilati, ovvero ai motocarri e mototrattori di cilindrata superiore a 50 cm³, nonché ai quadricicli.



                                     

2.2. Le targhe degli altri veicoli Ciclomotori

Fino al 30 settembre 1993 i ciclomotori erano privi di targa. I motocicli di cilindrata inferiore ai 50 cm³ e non omologati per il trasporto di un passeggero avevano una targa propria o contrassegno di circolazione legata al proprietario del veicolo e non al mezzo; ciò permetteva di poter utilizzare la stessa targa su mezzi diversi. Queste targhe erano caratterizzate da forma esagonale gli angoli superiori erano tagliati e sfondo bianco, con una combinazione di cinque caratteri neri distribuiti su due righe, due sulla prima e tre sulla seconda. Erano state introdotte a partire dal 1º ottobre 1993 e limmatricolazione da allora avrebbe riguardato sia i veicoli nuovi sia quelli antecedenti a tale data. La prima targa di questo sistema, le cui dimensioni erano di 97 × 115 mm, è stata 00/001; si procedeva nellordine secondo cui prima venivano i numeri dallo zero al nove e poi le lettere dalla A alla Z: ad esempio dopo la targa 45/678, è venuta la 45/679 e dopo ancora la 45/67A. Una volta arrivati alla 45/67Z, si è passati alla 45/680, fino a 9Z/ZZZ. Questo sistema, che ripartì da A0/001 ad aprile 2002, arrivò fino alla stampa della combinazione AF080, dopodiché si passò a un nuovo sistema.

Il 14 luglio 2006 è stato introdotto un nuovo tipo di targhe, legato al veicolo e non più al proprietario. Le piastre attuali hanno forma quadrata 142 × 122 mm e sfondo bianco, con una combinazione di sei caratteri neri 20 lettere e 8 numeri disposti su due righe da tre caratteri ciascuna; i caratteri 0, 1, A, E, I, O, Q, U, non vengono utilizzati. La prima targa del nuovo sistema è stata quindi X22222 assegnata alla provincia di Palermo. Il criterio di numerazione è di 6 caratteri in base 28 8 numeri e 20 lettere, che formano un totale di 481 890 304 possibili combinazioni, mentre il sistema precedente era di 5 caratteri in base 32 10 numeri e 22 lettere. La lettera X in testa alla sequenza serve solo da discrimine alfanumerico tra targhini e nuove targhe. Entro il 13 febbraio 2012 tutte le targhe ciclomotori del primo tipo, ovvero i "targhini" a 5 caratteri, avrebbero dovuto essere rimpiazzate dalle nuove targhe a 6 caratteri, stabilendosi dunque definitivamente il legame indissolubile tra targa e veicolo e abolendosi la possibilità di spostare il targhino tra vari ciclomotori. A luglio 2011 ne erano state rilasciate circa 2 500 000.

Le targhe per ciclomotori si applicano anche ai veicoli ad essi assimilati, ovvero a motocarri e mototrattori di cilindrata inferiore a 50 cm³, e ai quadricicli leggeri.

                                     

2.3. Le targhe degli altri veicoli Rimorchi

Dal 1927 al 1932 i rimorchi e i semirimorchi avevano targhe simili a quelle automobilistiche, erano però contraddistinte dalla scritta RIMORCHIO sopra i numeri e la provincia. Dal 1932 al 1959 le targhe di questi veicoli non si differenziavano da quelle delle automobili tranne che per la dicitura "RIMORCHIO" sulla riga inferiore scritta in minuscolo. Dal 1959 al 19 febbraio 2013 presentavano la scritta "RIMORCHIO" sopra il numero; fino al 1985 avevano lo sfondo nero e caratteri bianchi, con le cifre che precedevano la provincia, subendo solo lievi modifiche negli anni fino al 1963, quando le targhe diventarono di plastica. Con lavvento delle piastre riflettenti, nel 1985 lo sfondo divenne bianco e i caratteri neri; il numero seguiva la provincia come nelle automobili e la scritta "RIMORCHIO" assunse la colorazione rossa. Fino a tutto il 1992 erano apposte sul lato destro del rimorchio, dal 1993 venivano applicate sul retro del rimorchio stesso.

Le targhe emesse a partire dal 1994 erano composte, come quelle dei motocicli, da due lettere e cinque cifre. Misuravano 340 × 109 mm e si presentavano bianche con caratteri neri, su ununica linea, mentre sulla riga superiore cera scritto in rosso "RIMORCHIO". Le coppie di lettere corrispondenti alla sigla di una provincia non venivano saltate, contrariamente alle targhe delle motociclette, causando a volte confusioni con i precedenti piatti dimmatricolazione a base provinciale.

Dal 1959 al 2013 i rimorchi dovevano sempre esporre, accanto alla targa propria, quella ripetitrice del veicolo trainante, contrassegnata da una R. La targa ripetitrice fino al 1994 seguiva la sigla della provincia e anteriormente al 1985 non si diversificava dalle piastre delle automobili fondo nero e caratteri bianchi; era contraddistinta da una "R" sopra la sigla provinciale nei modelli 1976–1985, mentre nei modelli 1959–1976 la lettera si trovava sopra lo stemma della Repubblica. Nel 1985 diventarono gialle con caratteri neri composti da adesivi da applicare sul fondo seguendo la numerazione della motrice; la lettera "R" divenne di colore rosso.

Dal 20 febbraio 2013 i rimorchi, i semirimorchi, le roulotte e i carrelli appendice di nuova immatricolazione sono muniti soltanto di una piastra simile a quella posteriore degli autoveicoli, senza più targa ripetitrice. Lo prevede il D.P.R. 28 settembre 2012, n. 198 che, fra laltro, modifica il regolamento di esecuzione e attuazione del codice della strada. La serie è partita da XA 000AA, dove la lettera "X" è fissa mentre gli altri caratteri sono progressivi. La targa ripetitrice rimane obbligatoria per i rimorchi, le roulotte e i carrelli appendice immessi in circolazione prima del 20 febbraio 2013 e non reimmatricolati dopo tale data. Restano esclusi dalle nuove norme i veicoli immatricolati in data antecedente al 1º ottobre 1993. Infatti, come era stato chiarito dal Ministero dellinterno con la circolare prot. n. 300/A/21050/105/20/1 del 10 gennaio 1994, larticolo 235, comma 7, del codice della strada contiene una norma transitoria che di fatto consente ai rimorchi immatricolati fino al 30 settembre 1993 di sottostare alla disciplina previgente a quella del D.Lgs. n. 285/1992, con il posizionamento della targa di immatricolazione sul lato destro del veicolo e della targa ripetitrice sul lato posteriore. Il lotto inaugurale con la combinazione "XA 000AA", pubblicata il 27 febbraio 2013, è stato assegnato alla provincia di Agrigento.

Rappresentazione schematica della targa attuale:

Schema di targa per rimorchio dal 1994 al 2013:

Schema di targa per rimorchio dal 1985 al 1994:

Schema di targa per rimorchio dal 1959 al 1985:

Schema di targa per rimorchio dal 1932 al 1959:

                                     

2.4. Le targhe degli altri veicoli Macchine agricole

Le macchine agricole sono munite di una targa propria solo posteriore: la serie corrente, entrata in vigore nel 1994, ha una forma quadrata 165 × 165 mm e uno sfondo giallo con caratteri di colore nero; la numerazione è di tipo AB 123C. Esiste anche una targa specifica per i rimorchi agricoli se di massa complessiva di almeno 1.5 t con gli stessi colori e la stessa numerazione delle targhe agricole, ma ha forma rettangolare come le normali targhe per rimorchi e riporta in alto la scritta RIM. AGR. con lettere e punti rossi; in ogni caso deve essere affiancata dalla "targa ripetitrice", ossia un duplicato di quella del mezzo trainante contrassegnato da una R rossa. Tra il 1985 e il 1994 laspetto di queste piastre era identico, la serie era costituita sempre dalla sigla della provincia e un numero progressivo ma le scritte erano nere su sfondo giallo; dal 1951 al 1985 lo sfondo era verde scuro o verde acqua e i caratteri bianchi. Dal 1927 al 1951 lunica targa di cui erano provvisti tali veicoli era anteriore, triangolare, rossa con le scritte argento e su quattro linee: in alto, sotto lo stemma di una croce allinterno di un quadrato, erano posizionate le lettere U.M.A, iniziali di Utente Motore Agricolo, che sormontavano la dicitura MOTORE sulla seconda riga e la parola AGRICOLO sulla terza; sulla linea inferiore erano impresse la sigla provinciale e, dopo una spaziatura, un numero composto da un massimo di cinque cifre.



                                     

2.5. Le targhe degli altri veicoli Macchine operatrici

Dal 1994 le macchine operatrici ad es.: veicoli elettrici per la manutenzione delle strade dispongono di una targa posteriore quadrata 165 × 165 mm a caratteri rossi su fondo giallo che segue la numerazione su doppia linea AB C/1 2 3. Per le macchine operatrici trainate da altri mezzi esiste un piatto dimmatricolazione specifico simile a quello dei rimorchi agricoli, ma che segue una numerazione propria che riporta in alto la scritta MACC. OP. in nero, mentre in basso ripete su ununica riga la sequenza alfanumerica AB C 123, in rosso. Tra il 1992 e il 1994 queste piastre avevano lo stesso formato e gli stessi colori delle targhe attuali, ma seguivano una numerazione diversa, legata alla sigla della provincia di provenienza del tipo PR A/A000. Prima del 1992 le macchine operatrici erano sprovviste di targa o immatricolate in altre categorie di veicoli.

                                     

2.6. Le targhe degli altri veicoli Filobus

Il Decreto del Ministero dei Trasporti del 3 dicembre 1984 introdusse l’obbligo di targatura per i filobus, ma solo nel 1987 ne vennero determinate le caratteristiche. Questi veicoli utilizzano una targa propria, rettangolare 320 × 115 mm, con fondo blu e testo bianco retroriflettente su una sola riga. La numerazione è costituita dalla sigla automobilistica della provincia di due lettere, anche per Roma: RM, dal logo dellazienda esercente e un numero di identificazione a tre cifre. Se il mezzo ha una matricola a quattro cifre come a Roma, a Genova e su alcuni mezzi di Bologna, la prima viene omessa. Se nella stessa provincia ci sono due aziende con veicoli aventi la stessa matricola, la loro targa differisce solo nel logo, mentre le cifre sono uguali in entrambe al momento succede solo a Napoli.

                                     

3. Targhe dei Corpi militari

Nel 1905 una Istruzione sul servizio automobilistico prescriveva per i veicoli appartenenti alle Forze Armate una targa metallica bianca riportante la sigla in rosso S. zio M. re abbreviazione di "Servizio Militare" seguita da un numero di tre cifre in nero. Nel 1909 tale disposizione venne però contraddetta dallarticolo 23 del R.D. 29 luglio 1909, che prevedeva anche per i veicoli militari limmatricolazione con normale targa civile. Lanno successivo, il R.D. n. 612 del 31 agosto 1910 concedeva ai veicoli militari lesenzione dalla tassa di circolazione, notificando però lobbligo di affiancare alla targa civile una targa riportante la scritta "SERVIZIO MILITARE". Il R.D. n. 811 del 2 luglio 1914 pose fine a questa situazione contraddittoria disponendo che le Forze Armate immatricolassero i propri veicoli. Successivamente larticolo 26 del R.D. n. 1814 del 29 luglio 1927, attuativo del Pubblico registro automobilistico, escluse dalliscrizione al PRA i veicoli "in uso ai corpi armati dello Stato", inclusi quelli dei Vigili del fuoco, della Croce Rossa Italiana e del Sovrano militare ordine di Malta. Ogni Corpo adottò inizialmente una sigla identificativa e un sistema proprio di numerazione.

                                     

3.1. Targhe dei Corpi militari Sigle militari non più utilizzate

Nella tabella seguente sono riportate le sigle delle Forze armate e di Polizia non più in uso:

                                     

3.2. Targhe dei Corpi militari Sigle militari/ministeriali attualmente in uso

A partire dal 1997 le targhe emesse dalla maggior parte dei Corpi militari hanno adottato un sistema di numerazione del tipo EI AA 000, in sostituzione di quello precedente del tipo EI 000 AA, probabilmente per non creare confusione con il sistema delle targhe civili AA 000 AA introdotto nel 1994.

Le sigle in uso sono:

                                     

3.3. Targhe dei Corpi militari Capitanerie di Porto – Guardia Costiera

Il formato utilizzato dalle targhe delle Capitanerie di Porto non ha subìto modifiche sostanziali nel tempo. Le lettere CP occupavano la riga superiore le cifre quella inferiore fino al 1982, anno in cui per i soli autoveicoli si è passati al tipo di targa su ununica linea. Dal 1992 tra la sigla "CP" e la serie numerica è impressa una stellina verde, come quella usata dallEsercito italiano. A partire dal 2000 sulla parte inferiore della targa è presente un adesivo con la scritta "GUARDIA COSTIERA", di colore nero e di dimensioni ridotte. Le lettere non sono mai state utilizzate nella numerazione per via del bassissimo numero di veicoli a disposizione del Corpo; i numeri vengono assegnati ai vari tipi di veicoli secondo la seguente tabella:

I rimorchi sono stati introdotti solo negli anni novanta, per cui le loro targhe sono sempre state su una sola riga, con la "R" rossa.

                                     

3.4. Targhe dei Corpi militari Corpo Forestale dello Stato

Fino alla data dellassorbimento nellArma dei Carabinieri 1º gennaio 2017, il Corpo adottava targhe con sigla CFS in rosso seguita dalla combinazione alfanumerica del tipo 000 AA.

Rappresentazione schematica:

                                     

3.5. Targhe dei Corpi militari Corpo Forestale nelle regioni a statuto speciale

Dal 2000 nelle regioni a statuto speciale, dove il Corpo Forestale dello Stato non è presente, per i Corpi regionali si adotta generalmente una targa del tipo CF 000 XX, dove la doppia X rappresenta le lettere identificative della provincia di appartenenza, di colore rosso nero solo in Trentino. Lunica eccezione è rappresentata dal Friuli-Venezia Giulia, le cui targhe recano lo stemma del Corpo regionale posposto alla numerazione. Sui veicoli delle regioni Sicilia e Sardegna, le lettere impresse a destra della serie numerica o alfanumerica sono le sigle provinciali dei rispettivi capoluoghi. Sono documentati piatti dimmatricolazione montati anche sul retro di alcune macchine agricole, con fondo giallo e codice CF sulla linea superiore, serie alfanumerica e sigla della provincia su quella inferiore. Nella Provincia autonoma di Bolzano la prima serie, iniziata nel 2001, era costituita da sole cifre; esaurite tutte le combinazioni possibili, è stata introdotta una seconda serie la cui sequenza è composta indifferentemente da numeri e lettere 00A segue 009 e via dicendo. La sigla del Corpo precede sempre le lettere rosse FD, iniziali di F orst d ienst "Servizio Forestale" in tedesco, lingua ufficiale nella Provincia autonoma di Bolzano. In entrambe le province i rimorchi hanno un formato con la dicitura centrata "RIMORCHIO" in alto, in rosso e a caratteri ridotti.

Rappresentazioni schematiche targhe posteriori con sigla CF delle province autonome e regioni a statuto speciale:

Provincia autonoma di Bolzano - prima e seconda serie:

Provincia autonoma di Trento:

Sardegna:

Sicilia:

Valle dAosta:

Friuli-Venezia Giulia:



                                     

3.6. Targhe dei Corpi militari Croce Rossa Italiana

I veicoli della Croce Rossa Italiana, al contrario di quelli delle altre pubbliche assistenze, circolano con targa militare, come disposto dallarticolo 26 del regio decreto del 29 luglio 1927 nº 1814, che esenta detti mezzi dalliscrizione al Pubblico registro automobilistico equiparandoli a quelli "dei Corpi armati dello Stato". Di fatto però tale targa fu applicata sin dal 21 agosto 1911, sebbene in contrasto con la norma allora in vigore, che prevedeva un unico tipo di placca per vetture militari e civili, senza eccezioni. La situazione venne ufficializzata nel 1913. Lutilizzo di targa propria per i veicoli della Croce Rossa Italiana è stato riconfermato nel 1992 dallart.138 del Nuovo Codice della Strada, D.L. 30 aprile 1992 nº 285 pubblicato sulla GU nº 114, che definisce le modalità per limmatricolazione militare dei veicoli ed il rilascio delle patenti, estendendo tali disposizioni ai mezzi della Croce Rossa Italiana comma 11. La sigla CRI, in rosso, è seguita dal simbolo della Croce Rossa, anchesso rosso, e dalle cifre in nero. A partire dai primi anni settanta, con il raggiungimento del numero progressivo 8000, si ebbe uno sdoppiamento della serie: le ambulanze ottennero una numerazione indipendente che partiva dal progressivo 10000; tutti gli altri veicoli di servizio proseguirono invece con la normale numerazione dal numero 8001 fino al 9999, poi da A000 ad A999, infine da A0000 in poi. Il formato posteriore quadrato e i punti dopo le lettere terminarono nel 1983. Nel 1996 venne introdotto un formato di 340 × 115 mm, con targa anteriore e posteriore identiche e stemma più piccolo. Nel 2002 è subentrata la numerazione di tipo A000A, con il blocco divenuto alfanumerico per tutti gli automezzi. Dal 2005 le dimensioni sono diventate uguali a quelle delle targhe civili: lanteriore misura 340 × 110 mm e la posteriore 489 × 110 mm. Nel 2007 la sequenza è stata nuovamente modificata con lintroduzione della serie CRI 000 AA. Nelle piastre su due righe 330 × 202 mm la prima lettera è una "Z". Esistono anche targhe prova per i veicoli da sottoporre a collaudi su strada, contraddistinte dalla dicitura PROVA, a caratteri ridotti e di colore verde, posizionata al centro, sopra il codice "CRI" e la serie alfanumerica.

                                     

3.7. Targhe dei Corpi militari Motocicli

Le targhe per i motocicli della Croce Rossa Italiana sono rettangolari, su due righe: sulla prima è scritta la sigla CRI in rosso seguita dal simbolo della Croce Rossa e sulla seconda è posizionato il numero di immatricolazione di tre o quattro cifre. Tale formato è utilizzato anche per i rimorchi, le roulotte e i ciclomotori.

Rappresentazione schematica:

                                     

3.8. Targhe dei Corpi militari Esercito Italiano e Arma dei Carabinieri

Le targhe per i veicoli dellEsercito Italiano, caratterizzate dalla sigla EI in rosso e dal fondo bianco con una stella verde, sono state introdotte nel 1947. Fino al 2000 questa serie di targhe identificava anche i veicoli appartenenti allArma dei Carabinieri, che a seguito dello scorporo dallEsercito Italiano è divenuta forza armata autonoma adottando per i propri veicoli le targhe con sigla CC rossa. I rimorchi di questo Corpo hanno sempre mantenuto lo schema CC R00 AA, con la "R" rossa; le targhe provvisorie fanno precedere alla numerazione a quattro cifre partendo da 0001 la lettera "P" nera. Come nelle altre targhe militari, dopo le cifre vengono utilizzate anche le lettere "I" e "U", che non sono usate nelle sequenze alfanumeriche delle targhe ordinarie. Dal 1947 fino al 1979 questi piatti dimmatricolazione avevano un formato simile a quelli civili quadrato, con la sigla EI seguita da sei cifre EI 000000, dove certi blocchi di numerazioni erano riservati a diversi tipi di veicoli: ad esempio le combinazioni da EI 900000 a 999999 erano riservate ai rimorchi, contraddistinti da una "R" sopra la stella, mentre le combinazioni da EI 400000 a EI 450000 erano riservate ai veicoli da ricognizione. Dal 1979 al 1996 le targhe EI hanno seguito un sistema di numerazione alfanumerico EI 000 AA, ad eccezione dei carri armati, veicoli blindati e motocicli. I rimorchi avevano il sistema EI R00 AA. La versione attualmente in uso, del tipo EI AA 000, è stata introdotta nel 1996. I rimorchi hanno la combinazione EI AA 00 con sopra la scritta in rosso "RIMORCHIO". I motocicli adottano il sistema EI A0000 dal 1996; prima di allora il sistema era solo numerico del tipo EI 000000. I mezzi corazzati utilizzano ancora il sistema esclusivamente numerico usato nelle altre categorie di veicoli fino al 1979. A partire dal 2004 sono state emesse le targhe riservate ai veicoli storici dellEsercito Italiano che non dispongono più della targa originale. Le prime due lettere progressive della numerazione sono sostituite dalla sigla VS che sta per "veicolo storico" in verde. Dal 2017 la sigla "CC" viene assegnata anche ai mezzi, di colore verde, in dotazione al Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare.

                                     

3.9. Targhe dei Corpi militari Guardia di Finanza

A partire dal 1946 le targhe della Guardia di Finanza hanno avuto la sigla G.diF. in rosso sulla prima riga e un numero nero di quattro cifre sulla seconda. I motocicli avevano targhe uguali, ma con cinque cifre, a partire da 10000: per questo motivo quando le targhe delle automobili raggiunsero il numero 9999 si passò direttamente al numero 12000, lasciando uno spazio vuoto per altre eventuali immatricolazioni di motociclette. I rimorchi avevano una targa molto simile, ma con sole tre cifre a partire da 001 seguite da una "R" rossa. La numerazione è cambiata a marzo del 1981, quando il formato è diventato rettangolare anche per le targhe posteriori, del tipo GdiF 000 AA. Sono stati tolti i punti dopo le lettere maiuscole; inoltre è stata introdotta una stellina verde, uguale a quella già in uso per i veicoli dellEsercito italiano, tra la sigla a sinistra le cifre. La serie dei rimorchi e il formato per i motocicli non hanno subito modifiche.

                                     

3.10. Targhe dei Corpi militari Marina Militare

Fino a tutto il 1986, nelle targhe dei veicoli della Marina Militare il codice MM, di colore rosso, precedeva un blocco numerico di cinque cifre assegnato in base ad una ripartizione territoriale dei comandi militari marittimi. Roma aveva come cifra iniziale "1", La Spezia "2", Taranto "3", Napoli "4", Ancona "5", Venezia "6", La Maddalena "7", Brindisi "8" e Messina "9". Dal 1987 la serie consisteva in tre cifre seguite da due lettere. Inoltre, come nelle targhe dellEsercito, era stata introdotta una stellina verde dopo la sigla MM, sotto la quale un punzone ripeteva le lettere "MM". I numeri andavano da 001 a 899 per gli autoveicoli e da 900 a 999 per i motoveicoli per questi il formato era su doppia linea come in quello precedente, con il primo 9 sulla prima riga; la sola Stazione Navale di Taranto utilizzava anche una sequenza alfanumerica del tipo A00 dopo aver terminato tutte le combinazioni numeriche. Le lettere a destra delle cifre, invece, indicavano la provenienza secondo il seguente schema:

I comandi di Venezia e Brindisi non rilasciavano più targhe, ma utilizzavano quelle di Ancona e di Taranto. Una modifica è stata apportata nel 1997, quando la Marina ha adottato la numerazione unica, con un formato costituito da due lettere seguite da tre cifre, senza più alcuna possibilità di risalire alla provenienza. Tra le lettere e i numeri cè un cerchietto verde. Le targhe precedenti continuano ad essere utilizzate e, a differenza di quanto accadeva in passato, non vengono cambiate nel caso in cui un veicolo passi da una base ad unaltra.

                                     

3.11. Targhe dei Corpi militari Rimorchi

Prima del 1997 i rimorchi hanno utilizzato targhe in alcuni casi senza alcun segno distintivo, mentre in altri, comunque non molto frequenti, era impressa una piccola "R" rossa in varie posizioni. A partire dal 1997, con lintroduzione del nuovo formato, è stata realizzata anche una targa speciale per i rimorchi, con la dicitura "RIMORCHIO" in rosso e in alto, di dimensioni ridotte.

                                     

3.12. Targhe dei Corpi militari Sovrano militare ordine di Malta

LItalia è lunico Paese al mondo a riservare la targa speciale SMOM acronimo di Sovrano militare ordine di Malta ai veicoli dellAssociazione dei cavalieri italiani del Sovrano militare ordine di Malta ACISMOM. Le autovetture dei vertici del Sovrano militare ordine di Malta circolano invece con targa diplomatica italiana, essendo lo SMOM un soggetto di diritto internazionale. La sigla "SMOM" in rosso è seguita da un piccolo stemma del Corpo e da una numerazione composta da un massimo di tre cifre di colore nero. Queste targhe sono emesse dal Ministero della difesa.

                                     

3.13. Targhe dei Corpi militari Vigili del fuoco

Per i mezzi del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco viene emessa una targa propria a partire dal 1º agosto 1938; precedentemente a questa data si utilizzavano piastre civili. Da allora hanno subito leggere modifiche, ma sostanzialmente sono sempre state caratterizzate dalla sigla VF in rosso e dalla numerazione in nero. La targa attuale, introdotta nel 2002, è composta dalla sigla "VF" in rosso seguita dalla numerazione progressiva a cinque cifre con caratteri neri. Le due parti sono separate da uno spazio in cui compare un piccolo stemma della Repubblica Italiana.

                                     

3.14. Targhe dei Corpi militari Rimorchi

I rimorchi del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco hanno una targa simile a quella dei veicoli, ma con numerazione a quattro cifre e una lettera R che sta per "rimorchio" di colore rosso, più piccola degli altri caratteri, tra la sigla "VF" e la numerazione progressiva.

                                     

3.15. Targhe dei Corpi militari Vigili del fuoco delle Province autonome di Trento e Bolzano

Gli automezzi del Comando provinciale dei Vigili del fuoco della provincia autonoma di Trento adottano una targa simile a quella nazionale, in cui la serie progressiva è alfanumerica, costituita da tre caratteri seguiti dalla sigla fissa "TN". La numerazione era inizialmente composta da una lettera e due cifre da A00 a Z99; una volta arrivati a Z99, si è spostata la lettera in seconda posizione iniziando da 0A0. Oltre allo stemma della Repubblica, tra la sigla VF e la numerazione progressiva compare lo stemma della provincia autonoma di Trento. Anche le targhe della provincia autonoma di Bolzano recano lo stemma provinciale sotto quello nazionale; le lettere "VF" precedono la numerazione e la sigla fissa "BZ". La prima serie era formata da tre cifre, da 000 a 999; esaurite tutte le combinazioni possibili, è stata introdotta una seconda serie la cui sequenza è costituita indifferentemente da numeri e lettere 00A segue 009 e via dicendo. Dal 2009 è stato emesso un nuovo formato, con le lettere fisse FW che stanno per F euer w ehr, in tedesco "Vigili del fuoco" di colore rosso come la sigla "VF" che le precede. A destra è posizionata la serie alfanumerica, composta da una cifra e due lettere o due cifre e una lettera nere.

Rappresentazioni schematiche targhe posteriori con sigla VF della provincia autonoma di Bolzano Prima serie:

Seconda serie:

Serie attuale:

In entrambe le province i rimorchi hanno un formato con la dicitura centrata "RIMORCHIO" in alto, in rosso e di dimensioni ridotte.

                                     

4.1. Targhe ministeriali Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria

Ai sensi dellarticolo 93 comma 11 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285, le targhe destinate ai veicoli della Polizia stradale vengono rilasciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su richiesta del corpo che utilizza il veicolo da immatricolare. La Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria usano targhe in cui sono riportate per esteso, in colore rosso e al di sopra della numerazione, rispettivamente le diciture "POLIZIA" e "POLIZIA PENITENZIARIA". Una lettera da a Z precede quattro cifre progressive nei mezzi della Polizia, mentre in quelli della Polizia Penitenziaria un numero a tre cifre precede due lettere da AA a ZZ. Fino a tutto il 1982 il formato delle targhe della Polizia di Stato era simile a quello delle targhe civili: in quelle posteriori la sigla "POLIZIA" nella riga superiore era seguita da cinque cifre nella riga inferiore. Nel 1983 è stata introdotta una lettera sequenziale al posto della prima cifra, inoltre le targhe posteriori sono diventate rettangolari come quelle anteriori. Da metà aprile del 2018 la sigla "POLIZIA" e il nuovo stemma araldico vengono preposti su ununica linea ai rimanenti caratteri che, posteriormente, sono delle stesse dimensioni di quelli delle targhe civili.

                                     

4.2. Targhe ministeriali Rimorchi

I rimorchi hanno la scritta "RIMORCHIO", a volte in nero, altre in rosso, per intero. In origine la targa era costituita da un totale di ben tre righe: "POLIZIA" sulla prima, il numero sulla seconda e la dicitura "RIMORCHIO" sulla terza. In seguito non è noto lanno del cambiamento si è tornati a due sole righe, con "POLIZIA" e il numero sulla linea superiore e "RIMORCHIO" su quella inferiore. Viene utilizzato esclusivamente il gruppo di numeri da 20000 a 21999.

                                     

4.3. Targhe ministeriali Polizia locale

Le targhe per i veicoli utilizzati dai corpi di Polizia locale provinciale e municipale sono state adottate dal 26 giugno 2006 con regolamento del 27/04/2006 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Queste targhe hanno dimensioni e foggia analoghe a quelle civili, sebbene i caratteri alfanumerici abbiano dimensioni più piccole delle targhe normali, inoltre portano la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" di colore blu, sopra la numerazione progressiva. Questultima per le autovetture è del tipo YA 000 AA, dove la lettera "Y" è fissa mentre i restanti caratteri sono progressivi. Il lotto inaugurale con la combinazione YA 000 AA è stato assegnato alla provincia di Ancona in data 19 gennaio 2009.

                                     

4.4. Targhe ministeriali Motocicli

Le targhe per i motocicli della Polizia locale sono di forma quadrata, con numerazione progressiva del tipo YA 00000 disposta su due righe, dove la lettera "Y" è fissa. Riportano la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" in colore blu, tra le due righe della numerazione.

                                     

4.5. Targhe ministeriali Ciclomotori

Le targhe per i ciclomotori della Polizia locale hanno una numerazione del tipo Y00/0LL su due righe 0 = cifra, L = lettera e riportano la sigla PL, azzurra e di dimensioni ridotte, in alto a sinistra.

                                     

4.6. Targhe ministeriali Protezione Civile

Le targhe "DPC" sono riservate ai veicoli appartenenti al Dipartimento della Protezione Civile del Ministero dellinterno, con sede a Roma. I mezzi appartenenti alle varie componenti della Protezione civile in Italia hanno invece normale targa civile. Sono state previste per la prima volta dallarticolo 138 comma 11 del Nuovo Codice della Strada; recano la sigla DPC in rosso e una numerazione del tipo A0000, su una sola riga in campo bianco rifrangente. Per dimensioni sono identiche alle targhe civili, la targa posteriore però può essere di dimensioni pari a quella anteriore.

Rappresentazione schematica:

                                     

4.7. Targhe ministeriali Targhe per rimorchi adibiti a ricovero di emergenza

Esistono targhe speciali riservate alle roulotte del Dipartimento di Protezione Civile adibite a ricovero di emergenza per gli sfollati a seguito di una catastrofe. La targa è rettangolare 300 × 210 mm con scritte nere su fondo bianco e la dicitura, per esteso su tre righe: "DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE RICOVERO DI EMERGENZA". La numerazione occupa la quarta riga ed è del tipo XX 0000, dove le due X rappresentano la sigla automobilistica della provincia in cui si trova il deposito detto C.A.P.I., ovvero Centro assistenziale di pronto intervento a cui è assegnato il veicolo, mentre i quattro zeri successivi stanno per le cifre che costituiscono la numerazione progressiva. I mezzi immatricolati nella città metropolitana di Roma Capitale non presentano la scritta "ROMA" per esteso come nelle targhe normali, bensì la sigla RM.

Rappresentazione schematica:

                                     

4.8. Targhe ministeriali Protezione Civile provinciale

Nel 2001 sono state introdotte targhe speciali per i veicoli degli enti di Protezione Civile delle province autonome di Bolzano e Trento nonché delle regioni autonome Valle dAosta e Friuli-Venezia Giulia.

                                     

4.9. Targhe ministeriali Protezione Civile di Bolzano

Sono di formato analogo alle attuali targhe per gli autoveicoli privati, con le bande blu agli estremi. La numerazione reca le sigle fisse, in rosso, PC Protezione Civile e ZS Z ivil s chutz, ovvero "Protezione Civile" in tedesco separate dallo stemma della Repubblica Italiana, seguite da una sequenza costituita indifferentemente da cifre e lettere i caratteri sono in ogni caso tre. La banda blu a destra riporta in basso la sigla provinciale Bz sormontata dallo stemma della provincia.

                                     

4.10. Targhe ministeriali Protezione Civile di Trento

Sono assegnate ai veicoli dellente di Protezione Civile della provincia autonoma di Trento. Sono di formato analogo alle attuali targhe per gli autoveicoli privati, con le bande blu agli estremi. La numerazione reca le lettere fisse, in rosso, PC "Protezione Civile" seguite da un blocco progressivo costituito da una lettera, due cifre e la sigla automobilistica TN fissa. La banda blu a destra riporta in alto le ultime due cifre dellanno di immatricolazione come per le targhe civili e in basso il logo triangolare della Protezione Civile della provincia autonoma di Trento. Tra le lettere "PC" e la numerazione si trovano due piccoli stemmi: quello della Repubblica Italiana e quello della provincia di Trento. Lapprovazione di questo tipo di targa è avvenuta con Decreto del Presidente della Provincia di Trento 9 ottobre 2001, n. 32-83/Leg ai sensi dellarticolo 138 del Codice della Strada.

                                     

4.11. Targhe ministeriali Protezione Civile della Valle d’Aosta

La sigla "PC" rossa è seguita da una serie numerica o alfanumerica e dal logo internazionale della Protezione Civile, che consiste in un triangolo blu inscritto in un cerchio arancione; mancano le lettere, presenti invece nelle targhe emesse dallo stesso ente nelle province di Bolzano e Trento.

Rappresentazione schematica di targa per veicoli della Protezione Civile della regione Valle dAosta:

                                     

4.12. Targhe ministeriali Protezione Civile del Friuli Venezia-Giulia

La sigla "PC" rossa è seguita da una serie numerica o alfanumerica e dal logo regionale della Protezione Civile FVG, che consiste in un triangolo blu inscritto in due quadrati: larancione dentro il blu. Nella banda blu a destra, al posto della sigla provinciale di rilascio della targa in ambito civile, è impresso su un rettangolo bianco il simbolo schematico della Regione Friuli Venezia-Giulia, costituito sul lato sinistro da un’aquila a volo spiegato, di profilo, reggente tra gli artigli una corona turrita, e sul lato destro dalla sigla" FVG”.

Rappresentazione schematica di targa per veicoli della Protezione Civile della regione Friuli Venezia-Giulia:

                                     

5. Forze Alleate in Italia AFI

Le targhe AFI e AFI OFFICIAL acronimo di Allied Forces Italy erano utilizzate per i mezzi delle Forze NATO in Italia e per quelli privati del personale dei Paesi della NATO che vi presta servizio. Venivano inoltre assegnate anche ai comandi di forze e relativo personale appartenenti a Stati della NATO ma schierate in Italia grazie ad accordi bilaterali. La gestione delle targhe "AFI" era affidata per tutto il territorio nazionale all Allied Joint Force Command Naples di Napoli tramite i diretti comandi delle forze dellesercito e dellaeronautica. Dal 1º ottobre 1968 queste targhe riportavano una lettera che indicava lubicazione del comando o reparto di appartenenza del mezzo di servizio o del titolare del mezzo privato ad esempio: "N" stava per il Comando della Forza congiunta alleata di Napoli, seguita da un trattino e una serie numerica; per dimensioni, sistema daggancio e formato generale erano simili alle targhe in uso negli Stati Uniti. I secondi veicoli intestati a un proprietario avevano i colori invertiti, ovvero i caratteri erano bianchi su fondo nero, e un 2 in prima posizione sulla riga inferiore. I motocicli avevano targhe di formato analogo a quelle degli autoveicoli, ma con la lettera "M" in ultima posizione. Le lettere le rispettive basi di provenienza corrispondenti erano le seguenti:

A partire dal 2003, in seguito alla Seconda guerra del Golfo, i Comandi delle Forze USA in Italia avviarono unampia campagna perché il proprio personale immatricolasse i mezzi privati con targhe quasi identiche a quelle civili italiane lunica differenza era la mancanza dellemblema della Repubblica Italiana, al fine di rendere i mezzi del proprio personale meno riconoscibili e dunque meno soggetti agli atti vandalici che subivano con crescente frequenza o a possibili attentati terroristici. Accordi fra i comandi USA le autorità italiane consentirono laccelerazione della relativa procedura e lesenzione fiscale dallA.P.I.E.T. Addizionale Provinciale allImposta Erariale di Trascrizione ma non dal rimborso del costo della targa; i comandi USA dellesercito e dellaeronautica sostennero queste spese sin dallinizio delliniziativa, mentre i comandi della Navy seguirono con qualche ritardo. Ladozione di queste targhe di copertura doveva essere completata entro il 1º giugno 2004. Comunque, uneccezione per le autovetture meno adatte per le dimensioni della targa italiana rimaneva in vigore nella base aerea di Aviano lettera U fino al 1º giugno 2007. Dopo questa data le uniche targhe AFI che si incontrano sporadicamente sono targhe temporanee per veicoli in fase di trasferimento: rimpatrio negli Stati Uniti, assegnazione ad unaltra base NATO in Europa, e, in casi eccezionali, passaggio a una targa italiana vera e propria.

                                     

6. Corpi diplomatici, consolari, delle Nazioni Unite

Le targhe diplomatiche hanno sempre seguito un sistema di numerazione distinto da quelle ordinarie. A partire dal 1936 erano di metallo; presentavano la scritta Roma ed uno 0 davanti ai numeri per distinguerle dalle targhe civili. Dal 1944 avevano i caratteri di colore argento anziché bianco le lettere "CD" seguite da un numero crescente, con numerazione unica per tutte le nazionalità e caratteri bianchi su sfondo nero. Nel 1951 venne introdotto un sistema per poter distinguere la provenienza: il formato era CD 12345. La prima cifra era "1" se si riferiva ad unambasciata presso lo Stato italiano e "2" se presso il Vaticano; la seconda e la terza cifra indicavano il Paese, mentre le ultime due erano assegnate serialmente da ciascuna ambasciata. Per alcune nazioni aggiunte in un secondo momento e per quelle che avevano necessità di targhe aggiuntive, presumibilmente dal 1957 in prima posizione fu utilizzato il "5"; in alcune circostanze, per le organizzazioni internazionali, il "3" o il "4". I piatti dimmatricolazione posteriori erano costituiti da due righe 278 × 205 mm, mentre gli anteriori da una soltanto 390 × 86 mm. Dal 1976 queste targhe divennero di plastica, con caratteri bianchi le lettere "CD" sovrapposte anziché affiancate; le prime due cifre tre solo nei numeri 533, 581 e in quelli compresi fra 500 e 516 indicavano il Paese della rappresentanza ed erano seguite da un numero progressivo come nel sistema precedente. Le dimensioni delle placche posteriori diventarono di 340 × 115 mm. Nel 1985 fu emesso un nuovo formato per i veicoli del Corpo Diplomatico: non vi era più la distinzione tra le targhe delle ambasciate presso lo Stato italiano e quelle presso il Vaticano ed il sistema di numerazione avanzava da 000 AA fino a tutto il 1994 e da 0000 AA a partire dal 1995, anno in cui sono stati introdotti i punti tra lettere e cifre. I caratteri iniziali "CD" le due lettere a destra della serie numerica sono di colore azzurro, mentre le cifre sono nere. Inoltre vi è un piccolo ovale con la sigla automobilistica internazionale dellItalia I posizionato al di sopra delle due lettere finali, che indicano il Paese o lorganizzazione internazionale a cui appartiene il veicolo. Sempre nel 1995 è incominciata lemissione delle targhe per il Corpo Consolare prima inesistenti, del tutto identiche a quelle del Corpo Diplomatico fuorché per la sigla "CC" anziché "CD". Per le Nazioni Unite, le cui targhe sono state introdotte nel 1995, la numerazione è iniziata da 000 AA le due lettere dopo le tre cifre sono progressive fino a ZZ e non identificano nessuno Stato. Nel 2002 alcune targhe del Corpo Diplomatico hanno avuto identiche lettere e cifre ma diverso formato di alcune targhe automobilistiche con sigla "CD", il che ha comportato problemi per lidentificazione dei veicoli ad esempio in seguito a uninfrazione del Codice della Strada. A differenza di quanto avviene in altri Paesi, in Italia non sono mai esistite targhe diplomatiche per motocicli. Le sigle a sinistra della numerazione e il rispettivo significato sono riportati nella tabella seguente.

I codici composti da due lettere posizionati a destra della numerazione e il Paese associato sono riportati nella tabella seguente.

Legenda: In grigio significa codice non più usato, in grassetto che è invece in uso. Le lettere Q e U non possono essere utilizzate nelle targhe dei corpi consolari, mentre le sigle utilizzate solamente nelle targhe dei corpi consolari sono in grassetto e corsivo.

                                     

7.1. Targhe temporanee Targhe Escursionisti Esteri

Si tratta di targhe doganali a validità limitata, utilizzate per veicoli destinati allesportazione o utilizzate per breve tempo sul territorio italiano da chi risiede allestero; sono contraddistinte dalla sigla fissa EE E scursionisti E steri. Nel 1929, con la circolare ministeriale 23 febbraio 1929, venne istituita la targa speciale per veicoli importati temporaneamente o acquistati nuovi in Italia da turisti stranieri per successiva esportazione. Era rilasciata dalle Prefetture con numeri assegnati a blocchi di cento. Gli esemplari conosciuti seguivano levoluzione di stile delle targhe normali. A partire dal 1935 le lettere "EE" precedevano le cifre nelle targhe posteriori. Dal 1975 queste diventarono su una riga, di dimensioni 336 × 109 mm, con le lettere "EE" allineate verticalmente a sinistra dello stemma nazionale ufficiale e del numero. Sotto lemblema era previsto uno spazio rettangolare per un adesivo con la data di scadenza. La targa anteriore restava invece inalterata. Dal 1985 la numerazione è del tipo 000 AA; tutte le scritte sono in nero, come quelle delle piastre normali. Vicino al bordo superiore, da sinistra a destra, sono impressi lo stemma della Repubblica Italiana, due adesivi rossi con due cifre bianche corrispondenti al mese e allanno di scadenza della targa es.: 12 = dicembre, 16 = 2016 e la sigla automobilistica internazionale I dellItalia nellovale. Le due lettere finali vengono assegnate a lotti a livello provinciale, per cui da esse è possibile risalire alla provincia di emissione. I motocicli hanno sulla riga superiore la sigla, lo stemma e i due adesivi, su quella inferiore una serie alfanumerica del tipo A000.

                                     

7.2. Targhe temporanee Targhe di prova

Dal 1928 fino al 1945 le targhe-prova erano uguali a quelle del periodo 1951–1976, pur usando caratteri diversi e lo stemma del fascio littorio al posto di quello della Repubblica; dal 1945 al 1948 il fascio venne rimpiazzato dallo stemma dellAssociazione Invalidi e Mutilati di Guerra, mentre dal 1948 al 1951 comparve lemblema della Repubblica Italiana.

Dal 1951 al 1976 le targhe prova misuravano 275 × 200 mm; stile e caratteri non si differenziavano da quelli delle piastre normali con fondo nero. Sulla riga superiore la dicitura PROVA era scritta in rosso, su quella inferiore si trovavano la sigla, lo stemma nazionale e non più di quattro cifre di colore bianco. Le targhe più vecchie avevano il numero sopra la sigla, le più recenti viceversa. Non è noto lanno del cambiamento. Esisteva anche un formato a fondo bianco e caratteri azzurri di 165 × 165 mm per motocicli, con la scritta "PROVA" rossa in alto, la sigla e il bollo ufficiale sulla riga centrale e un numero fino a quattro cifre in basso.

Dal 1976 al 1985 le dimensioni erano 336 × 109 mm; il fondo era nero con la sigla a caratteri bianchi, seguita dalla parola PROVA in rosso ruotata di 90° in senso antiorario e da un numero di non più di quattro cifre, anchesse bianche. Il materiale era plastica stampata in rilievo.

Dal 1985 al 2004 le targhe prova per autoveicoli e rimorchi avevano il fondo bianco riflettente; erano disposte su ununica riga e composte da due lettere nere la sigla della provincia fino al 28 febbraio 1994, la lettera P verde e di dimensioni più piccole 28 × 38 mm di quella attuale sotto lemblema della Repubblica Italiana e un numero di quattro cifre, anchesso nero. Le dimensioni complessive erano 340 × 115 mm. Le piastre su due linee per motocicli, ciclomotori, macchine agricole con fondo giallo dal 1985 e macchine operatrici misuravano 165 × 165 mm; le lettere e la "P" occupavano la riga superiore, tre cifre quella inferiore. Le targhe per macchine agricole si differenziavano inoltre per le lettere "MA" verdi e allineate verticalmente sotto la "P", mentre le placche per macchine operatrici si distinguevano per le lettere "MO", anchesse verdi e allineate in verticale sotto la "P". Le targhe di prova dei mezzi agricoli fino al 1985 erano uguali a quelle delle auto, ma avevano lo sfondo verde e caratteri bianchi sotto la scritta "PROVA" in rosso.

Dal 15 marzo 2004 è stata liberalizzata la stampa delle piastre di prova, che è consentita anche agli studi di consulenza automobilistica abilitati, con combinazioni alfanumeriche scelte dal possessore. Sempre dal 2004 la targa prova, la cui durata massima è di un anno, è identica per ogni categoria di veicolo e trasferibile con la relativa autorizzazione. Può essere posizionata anche davanti alla targa posteriore originale, coprendola in parte. La serie inizia generalmente con una lettera ed una cifra, seguite dalla lettera P iniziale di "prova" di dimensioni ridotte e da altri cinque caratteri alfanumerici, il primo dei quali nelle targhe quadrate che sono le più diffuse è impresso sulla riga superiore a destra della P, mentre i quattro restanti si trovano su quella inferiore. Il colore delle lettere e delle cifre è nero. La prima lettera è di solito una X, seguita spesso dalla cifra 0 ; in ogni caso è possibile richiedere combinazioni a piacere, ad esempio con lettere che formano il nome della concessionaria o autofficina. La realizzazione dei caratteri alfanumerici inclusa la lettera "P" avviene mediante azione meccanica di imbutitura di un supporto metallico piano in lamiera di alluminio, dello spessore di 1.00 +/- 0.1 mm, ricoperto di pellicola retroriflettente autoadesiva. Le targhe attuali su doppia linea misurano 165 × 165 mm, mentre il formato su una riga ha le stesse dimensioni dei piatti dimmatricolazione ordinari, sia posteriori che anteriori.

La produzione e la circolazione delle targhe di prova avvengono a cura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e, senza oneri per lo Stato, possono essere affidate a soggetti che ne facciano richiesta, purché le targhe suddette siano coperte da assicurazione per la responsabilità civile verso terzi. Lobbligo di munire della carta di circolazione i veicoli che circolano su strada per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali e costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento, non sussiste per i seguenti soggetti:

  • istituti universitari, enti pubblici e privati di ricerca che conducono sperimentazioni sui veicoli;
  • esercenti di officine di riparazione e trasformazione, anche per proprio conto.
  • fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di rimorchi, i loro rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita;
  • fabbriche costruttrici di carrozzerie e pneumatici, fabbriche di sistemi o dispositivi di equipaggiamento di veicoli a motore e di rimorchi;

Secondo la Circolare del Ministero dellInterno, diramata il 30 maggio 2018 e con oggetto "utilizzo della targa Prova su Veicoli immatricolati", essa può essere impiegata solo su veicoli non ancora targati oppure in attesa di revisione della carta di circolazione; non può invece essere utilizzata su veicoli già immatricolati ma privi di assicurazione e/o revisione.

                                     

7.3. Targhe temporanee Targhe provvisorie con sigla alfanumerica della provincia

Secondo lart. 99 del Codice della strada, gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi che circolano per le operazioni di accertamento e di controllo della idoneità tecnica, per recarsi ai transiti di confine per lesportazione, per partecipare a riviste prescritte dallautorità militare, a mostre o fiere autorizzate di veicoli nuovi e usati, devono essere muniti di foglio di via e di una targa provvisoria rilasciati da un ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. Il foglio di via deve indicare il percorso, la durata le eventuali prescrizioni tecniche. La durata non può eccedere i sessanta giorni. Tuttavia, per particolari esigenze di sperimentazione di veicoli nuovi non ancora immatricolati, lufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri può rilasciare alla fabbrica costruttrice uno speciale foglio di via, senza limitazioni di percorso, della durata massima di centottanta giorni. Le targhe temporanee di questo tipo sono sempre state di cartone, a fondo bianco e caratteri neri; misuravano 200 × 200 mm fin da quando vennero istituite con il regio decreto 2 luglio 1914. Con la riforma del 1927 vennero contraddistinte da un numero progressivo seguito da una sigla che identificava il Circolo Ferroviario di Ispezione ente che a quellepoca provvedeva ai collaudi. Le sigle erano costituite dalla lettera I ed unaltra lettera maiuscola, in base alla lista notificata dal regio decreto 2 dicembre 1928, n. 3179. La legge 1740 del 1933 confermò le funzioni dei Circoli Ferroviari di Ispezione, mantenne le targhe provvisorie per gli usi sopra specificati, ma cambiò completamente le sigle. Con lavvento della Repubblica 2 giugno 1946, le funzioni dei Circoli Ferroviari di Ispezione vennero assunte dagli ispettorati compartimentali della Motorizzazione Civile. Il formato della targa provvisoria rimase invariato, ma la lista delle sigle venne nuovamente aggiornata. A partire dal 1959 le targhe posteriori misurano 275 × 200 mm, recano un numero di cinque cifre a partire da 00001 sulla riga superiore e un codice alfanumerico, composto da una lettera seguita da una o due cifre di dimensioni ridotte, sulla riga inferiore. Non vengono usate le lettere "I", "J", "K", "Q" e "Y", mentre la "Z" è riservata alla provincia di Trieste fino al 1994 e non è seguita dalla cifra. Sono emesse anche targhe non standardizzate, anteriori e posteriori, su ununica riga, con la sigla alfanumerica generalmente anteposta alla numerazione. La lettera identifica la regione italiana partendo da Nord-Ovest A1 = Alessandria e terminando con le isole X4 = Oristano, mentre la cifra corrisponde alle province di una regione in ordine alfabetico, anche se le province istituite dal 1992 in poi sono state aggiunte in coda per esempio Lecco e Lodi sono rispettivamente B10 e B11. La Valle dAosta è incorporata al Piemonte, il Molise allAbruzzo, la Basilicata alla Campania. È possibile incontrare, in zone vicine al confine con la Francia, targhe provvisorie italiane realizzate con stile francese, cioè gialle se posteriori, bianche se anteriori e con lo stesso font in uso nel Paese transalpino fino al 15 aprile 2009; il codice della provincia può seguire o precedere il numero di cinque cifre. Lelenco con le sigle le province corrispondenti è in Sigle automobilistiche italiane.

                                     

7.4. Targhe temporanee Targhe CITES

La sigla CITES significa Ci rcolazione T emporanea E nti S tranieri ; erano targhe rilasciate come temporanee a enti stranieri che operavano sul territorio italiano per realizzare programmi di ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale. I piatti dimmatricolazione posteriori, le cui dimensioni erano di 320 × 220 mm, avevano caratteri neri e fondo arancione, la sigla CITES seguita dallo stemma dellAssociazione Mutilati e Invalidi di Guerra sulla riga superiore e una numerazione progressiva di non più di quattro cifre a partire da "1" su quella inferiore. Questo tipo di targhe venne usato solo dal 1945 al 1949.

                                     

8. Veicoli storici ritargati

A differenza di altri Paesi europei, in Italia è raro vedere vetture storiche dotate di targhe moderne, sia perché il loro valore inevitabilmente si riduce, sia perché la pratica per il rilascio è complessa e richiede tempi non brevi. Nel 2010, in attuazione della direttiva europea 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, è stato emanato il decreto con le nuove norme che regolano la circolazione delle auto storiche, tra le quali la possibilità di ritargarle anche se radiate o non abbiano più i documenti. Già dal 2004 è consentita la reimmatricolazione agli automezzi depoca in dotazione allEsercito Italiano privi di targa originale, che si contraddistinguono per le lettere VS iniziali di "veicolo storico" di colore verde dopo la sigla "EI" rossa e prima della serie numerica vd. supra, paragrafo "Targhe militari".

È possibile "riabilitare" una vettura depoca e reimmatricolarla nei seguenti casi:

  • provenienza dallestero;
  • ritiro dalla circolazione;
  • radiazione dufficio;
  • origine sconosciuta.
  • custodia in unarea privata;
  • trasferimento in unautodemolizione;

Per circolare con un veicolo storico occorre prima iscriverlo al registro Automotoclub Storico Italiano ASI, sottoporlo ad una verifica sulla funzionalità ed autenticità delle parti meccaniche e del telaio, farsi rilasciare una dichiarazione e autocertificare la corretta conservazione della vettura. Con questa documentazione si fa revisionare il veicolo inoltrandone la domanda al Centro Prova Autoveicoli CPA per le vetture costruite prima del 1º gennaio 1960, allUfficio della Motorizzazione Civile UMC per quelle costruite in data successiva. Se il collaudo è superato, la Motorizzazione rilascia al proprietario la carta di circolazione le targhe nuove, nel caso in cui i documenti le targhe originali non siano più presenti. Il design generalmente corrisponde a quello attuale introdotto nel 1999. Tuttavia molti proprietari fanno realizzare da aziende private una targa in formato "antichizzato", privo di bande blu e con caratteri bianchi su fondo nero, ad imitazione di quello usato dal 1963 al 1975 per le targhe posteriori e dal 1963 al 1985 per quelle anteriori. Si tratta di una pratica diffusa, ma non prevista dal Codice della Strada, e quindi passibile di sanzioni. Nel caso di radiazione, oltre alla dichiarazione di avvenuto "restauro e collaudo", nellautocertificazione sulla buona conservazione del veicolo occorre indicare gli anni trascorsi dalla data di cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico. Se la vettura, invece, è stata custodita in unarea privata, ritirata dalla circolazione o portata in demolizione, si deve presentare lestratto cronologico del PRA o il certificato di cancellazione; per i veicoli radiati dal 30 giugno 2008 è necessario indicare il "centro di raccolta o demolitore" al quale erano stati consegnati. Qualora infine lauto o moto storica sia stata importata, affinché si possa procedere alla nazionalizzazione del veicolo, bisognerà avere i documenti esteri originali e informare lo Stato di provenienza dellavvenuta immatricolazione in Italia.