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ⓘ L'illusione di Dawkins




Lillusione di Dawkins
                                     

ⓘ Lillusione di Dawkins

Lillusione di Dawkins è unopera del biofisico e teologo britannico Alister McGrath, professore di Teologia presso il Kings College London e direttore del Centre for Theology, Religion and Culture. Scritto in collaborazione con la moglie, la psicologa Johanna Collicutt McGrath, il libro è stato pubblicato in italiano nello stesso anno di uscita nel Regno Unito e negli Stati Uniti dAmerica.

Impostato in prospettiva cristiana, il saggio è una risposta alle argomentazioni di Richard Dawkins nel suo Lillusione di Dio.

Alister McGrath ha studiato chimica e biofisica molecolare alla Università di Oxford prima di passare allo studio della teologia cristiana. È inoltre lautore di Dawkins God: Genes, Memes, and the Meaning of Life. La moglie e coautrice, Joanna Collicutt McGrath, è diacono a Oxford e come psicologa tiene lezioni sulla psicologia della religione allo Heythrop College, Università di Londra.

                                     

1. Sinossi

McGrath critica Dawkins per quello che lautore viene a percepire come una convinzione dogmatica di questultimo ad un "fondamentalismo religioso", che si rifiuta di permettere alle proprie idee di essere esaminate o sfidate da altri McGrath si oppone allaffermazione di Dawkins che la fede sia unillusione giovanile, sostenendo che innumerevoli persone ragionevoli e razionali hanno scelto di convertirsi da adulti. Egli cita se stesso e Antony Flew come due esempi specifici.

Al pari di Dawkins, McGrath rifiuta come speciosa lanalogia dellorologiaio di William Paley. Per esprimere i suoi veri sentimenti sul tema della complessità irriducibile, McGrath cita invece il lavoro di Richard Swinburne, sottolineando che la capacità della scienza di spiegare a sua volta richiede una sua spiegazione - e che il più economico e affidabile rendiconto di questa capacità esplicativa si trova nella nozione del Dio monoteistico del cristianesimo. Quando si considera largomentazione Quinque viae di Tommaso dAquino, alla quale Dawkins dedica notevole attenzione, McGrath interpreta le esplicazioni del teologo aquinate come affermazione di un insieme di credenze internamente coerenti, piuttosto che come un tentativo di formulare una serie di prove inconfutabili.

McGrath procede col chiedersi se la religione sia specificatamente in conflitto con la scienza. Indica la tesi di Stephen Jay Gould sulla "non-sovrapposizione dei magisteri", abbreviata in inglese con "NOMA", come prova che il darwinismo sia compatibile col teismo come lo è con lateismo. Con ulteriore riferimento alle opere di Martin Rees, di Denis Noble e altri, McGrath sostiene una versione modificata del NOMA, che egli chiama "magisteri parzialmente sovrapposti". Postula che Scienza e Religione co-esistono come spiegazioni ugualmente valide per due sfere parzialmente sovrapposte di esistenza, ove la prima si occupi principalmente del temporale, mentre la seconda principalmente con lo spirituale, ma dove entrambe possano di tanto in tanto intrecciarsi. McGrath sostiene tale sua posizione, aggiungendo che una significativa minoranza di scienziati sono anche teisti, indicando come esempi specifici Owen Gingerich, Francis Collins e Paul Davies.

McGrath critica le proposte di Dawkins che la religione sia un sottoprodotto evolutivo e un virus memetico. McGrath esamina luso che Dawkins fa dellanalogia teiera di Bertrand Russell, nonché le basi della sua teoria della memetica. McGrath critica il riferimento di Dawkins al Il ramo doro James Frazer come se fosse unessenziale ed autorevole opera di antropologia, mentre McGrath la considera più "unopera impressionistica agli albori dellantropologia" piuttosto che un testo seriamente scientifico. McGrath sottolinea anche la mancanza, da parte di Dawkins, di formazione in psicologia quale indicazione della sua incapacità di affrontare le questioni più importanti della fede.

Citando la descrizione che Dawkins fa del Dio dellAntico Testamento come "un bullo gretto, ingiusto, capriccioso e malevolo", McGrath controbatte con laffermare di non credere assolutamente in un tale Dio e che non conosce nessuno che ci creda. Mettendo quindi da parte le osservazioni di Dawkins, McGrath indica invece Gesù e il Nuovo Testamento come esempi superiori della vera natura del cristianesimo. "Gesù", sostiene McGrath, "era oggetto, non agente, di violenza". McGrath suggerisce che "lungi dallappoggiare unostilità verso lesterno, Gesù propose letica della affermazione verso lesterno e i cristiani possono certamente essere accusati di non riuscire a vivere questo comandamento. Ma esso è lì, proprio nel cuore delletica cristiana". Lautore ritiene che Dawkins abbia ragione quando sostiene che è necessario criticare la religione, e che si ha il diritto di esigere un criterio estrinseco per interpretare i testi; ma sostiene anche che Dawkins sembra però ignorare come le religioni e i loro testi dispongano di mezzi intrinseci di riforma e di rinnovamento, e che Dawkins pare non essere a conoscenza del simbolismo dei diversi brani della Bibbia che egli cita. McGrath menziona le opere di numerosi autori, tra cui Kenneth I. Pargament, Harold G. Koenig e Terry Eagleton, per dimostrare la sua ferma opinione che la fede religiosa è legata al benessere.

La delusione di Dawkins si conclude con il suggerimento che la fede in Dio è in netta "ripresa", che il saggio di Dawkins è più teatro che dissertazione, e che Lillusione di Dio denota più che altro un certo "panico" da parte dei non credenti.

                                     

2. Ricezione critica

Publishers Weekly ha osservato, ". The Blind Watchmaker Lorologiaio cieco di Dawkins rimane la più bella critica degli argomenti naturalistici per il deismo di William Paley. Lidea che la fede sia un impegno irrevocabile, che va ben al di là di ogni elemento che possa essere offerto a suo sostegno, è esplicitamente affermata da pensatori cristiani, così diversi tra loro come Tommaso dAquino, Soren Kierkegaard e John Henry Newman.

Mentre Kenny concorda in parte con il punto di vista di Dawkins sulla fede e i suoi pericoli, non è invece daccordo sul fatto che tutti coloro che credono in Dio siano irrazionali in tale credere. Non è daccordo inoltre che la fede religiosa sia incompatibile con la scienza. Trova difficile essere in disaccordo con la conclusione di McGrath che Lillusione di Dio è più dannosa alla scienza che alla religione, perché "la maggior parte delle persone hanno un maggiore investimento intellettuale ed emozionale nella religione che nella scienza". Se si è costretti a scegliere tra le due, come Dawkins insiste si debba, "sarà la scienza a cui si rinuncerà"