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ⓘ Modo (filosofia)




Modo (filosofia)
                                     

ⓘ Modo (filosofia)

In Aristotele, considerato il fondatore della logica modale, i modi riguardano linerenza del predicato al soggetto e possono essere quelli della necessità, della possibilità, della contingenza e dellimpossibilità.

Nella logica aristotelica, e poi in quella medioevale, i modi sono riferiti ai diversi tipi di sillogismo che, nellambito di una determinata "figura", si potevano formulare a seconda che ognuna delle premesse fosse affermativa o negativa, universale o particolare.

Da Pietro Ispano in poi per "modo" si intende lindicazione di una caratteristica che non rientra direttamente fra quelle che servono a definire un termine del sillogismo.

Nella Scolastica il termine modo viene applicato anche in senso ontologico riferendolo alle determinazioni secondarie o accidentali della sostanza.

In questo senso San Tommaso elenca quattro modi dellessere:

  • lessere soggetto al divenire nella generazione e corruzione dei corpi;
  • lessere in sé e per sé che equivale alla sostanza.
  • lessere in altro riguarda le qualità e quantità delle cose che per sussistere devono riferirsi a ciò che non muta come sostrato: la sostanza;
  • lessere solo nella mente nelle negazioni o privazioni della materialità;

Con la disputa teologica riguardante il dogma cristologico, cioè sulla duplice natura di Cristo nellunità della persona, la dottrina dei modi si complicò con lintroduzione della distinzione tra modi sostanziali e accidentali.

Il termine modo è ancora riferito allontologia in Cartesio che se ne avvale per indicare una qualità secondaria che può riguardare la sostanza ma rimane diversa dallattributo che è una qualità primaria della stessa sostanza: "Allorché io penso più genericamente che questi modi o qualità sono nella sostanza, senza considerarli diversamente che come delle dipendenze di tale sostanza, li chiamo attributi."

                                     

1.1. Spinoza Attributi di Dio e modi

Quando definiamo Dio cerchiamo di definirlo nei suoi attributi ma questi attributi non possiamo limitarli ad una certa categoria, dovremo invece riferire a Lui tutti gli attributi possibili ed immaginabili: ciascuno di questi attributi poi deve essere infinito e perfetto nel suo genere come Dio: e ciascuno è eterno come Dio, perché gli attributi sono Dio stesso.

Gli attributi non sono un nostro modo di concepire Dio o la sostanza perché gli attributi sono la reale espressione di Dio o tutti gli attributi di Dio, cioè anche se noi non concepissimo questi attributi, Egli li avrebbe ugualmente perché la sostanza esiste di una sua propria realtà indipendentemente da me che la penso.

Ma tutti gli attributi che noi possiamo immaginare di Dio si riducono sostanzialmente a due, gli unici che noi riusciamo effettivamente a conoscere: pensiero ed estensione res cogitans e res extensa, per usare i termini di Cartesio.

I modi, invece, sono le "affezioni della sostanza, "modificazioni accidentali" della sostanza, ovvero le manifestazioni particolari degli attributi i quali, nella loro infinità, coincidono con Dio.

I modi sono dunque i singoli corpi modificazioni accidentali dellestensione, le singole idee modificazioni del pensiero. In questo senso i modi non hanno sostanzialità in quanto esistono e possono essere pensati soltanto in virtù degli attributi della Sostanza. Il sostegno di ogni realtà dunque è Dio, unica sostanza infinita.

                                     

1.2. Spinoza La differenza con Cartesio

A differenza di Cartesio che le intende come due distinte sostanze, la res cogitans e la res extensa per Spinoza sono due attributi di Dio, due forme con cui lunica sostanza divina si manifesta a noi come il complesso di tutti i fenomeni naturali, cioè tutte le cose che riguardano la materia, e il complesso di tutti i fenomeni non materiali, di tutte le cose che riguardano il pensiero.

Quindi tutte le cose materiali derivano dallattributo dellestensione e tutte le cose non materiali derivano dallattributo del pensiero o meglio, come dice Spinoza le cose le idee sono rispettivamente i modi di essere dellattributo estensione e i modi di essere dellattributo pensiero.

Cè perfetta identità tra Dio e i suoi attributi. Infatti quando pensiamo il pensiero e lestensione lo concepiamo in sé e per sé, intuitivamente, in maniera diretta e non mediata da altri concetti, come facciamo per la concezione della sostanza. Così mentre lestensione si concepisce in sé e per sé come la sostanza, come Dio e quindi anche gli attributi invece ad esempio il movimento, lo si può capire solo facendo riferimento a qualcosa che ha in sé lestensione, quindi il movimento è un modo dellestensione. Se penso unidea la potrò pensare solo facendo riferimento al pensiero, quindi quellidea sarà un modo del pensiero. I modi dunque non sono concepibili in sé e per sé ma sono resi concepibili dagli attributi ovverosia dalla sostanza.

                                     

1.3. Spinoza La natura perfetta come Dio

I singoli modi, cioè le singole cose connesse col pensiero e con lestensione, sono naturalmente contingenti e imperfetti ma linsieme, la totalità dei modi è perfetta come è perfetta la sostanza. È solo la visione irrazionale individuale a farci vedere limperfezione delle cose. Se io potessi contemplare il mondo materiale e non materiale nella sua totalità allora coglierei la mirabile perfezione del tutto.

Ogni modo finito è prodotto da un altro modo finito, cioè luniverso è come una catena di anelli infiniti di causa effetto. Ma Dio non è la causa efficiente di ogni modo, non è il primo anello della catena ma è la catena stessa. Cioè se definiamo Dio come Natura naturans questa coincide con la Natura naturata.

  • Natura naturans come causa e come Dio in sé;
  • Natura naturata come linsieme dei modi e come Dio espresso.

Dio è natura che si fa natura. Tutto ciò che appare bene, male o imperfezione, dipende dalla nostra immaginazione che dà uninterpretazione soggettiva e non coglie il mirabile ordinamento del tutto.

Le cose sono state prodotte da Dio con somma perfezione perché sono state conseguite con somma precisione che è perfettissima