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ⓘ Arabesque (danza classica)




                                     

ⓘ Arabesque (danza classica)

Nella danza il termine arabesque si riferisce ad una fra le più note figure del balletto, in cui una gamba è en air allindietro le braccia sono distese in direzioni opposte.

Comparso in Francia, culla della danza classica, verso la fine del XVIII secolo, il termine ha subito unevoluzione, passando via a designare:

  • uno stile di danza classica
  • una figura coreografica composta da più ballerini
  • una posa del singolo ballerino
                                     

1.1. Storia Il genere arabesque-grotesque

Nella Francia della seconda metà del Settecento "arabesque" non è larabesco, ornamento di origine araba, ma è sinonimo di "grottesca", ossia dello stile decorativo allantica, creato da Raffaello ispirandosi agli affreschi delle ville romane dissotterrate alla fine del XV secolo. Tornate di moda con gli scavi di Ercolano e Pompei, le grottesche assumono in Francia la nuova denominazione di "arabesque", diventando una vera e propria moda che investe tutte le arti ivi compresa la danza.

Così come in pittura arabesque significa contrapporre alla perfezione del "Bello ideale" di Winckelmann rappresentato dallApollo del Belvedere Fig. 2, la stravaganza delle architetture immaginarie e delle chimere fantastiche delle decorazioni antiche Fig.2, nella danza della fine del Settecento, lo stile arabesque contrappone alla perfezione del modello ideale codificato dallAcadémie Royale de Danse di Luigi XIV figure libere o più genericamente tutti i nuovi atteggiamenti creati al di fuori dei canoni accademici Fig.3, in contrasto con i principi fondanti della danza francese tradizionale, e spesso ai limiti dellacrobazia.

Alla sua origine fine XVIII secolo – inizi XIX secolo larabesque intesa come posa rappresenta quindi lespressione di questo nuovo stile, e si configura quindi, contrariamente allepoca attuale, come figura libera, caratterizzata da posizioni diverse avanti o indietro di gambe e braccia, e quindi indeterminata.

                                     

1.2. Storia Noverre e il genere arabesque

Alla rigorosa definizione delle forme accademiche larabesque contrappone una più aperta e moderna visione del" Bello ideale” e, soprattutto, unindeterminatezza Blasis scriverà" le arabesque sono infinite” che preannuncia lestetica romantica. Questa indeterminatezza, insieme alla esasperata ricerca di originalità, susciterà lirrigidimento del mondo accademico che interpreta queste trasformazioni come una grave violazione della tradizione e una deprecabile forma di degenerazione. Nel 1804, nel IV tomo della nuova edizione di Lettres sur la Danse, sur les Ballets et les Arts, Jean-Georges Noverre si esprime riguardo allarabesque con grande disprezzo intendendola come un genere e non una figura:

                                     

1.3. Storia Larabesque come figura di gruppo

Alla fine del settecento, i danzatori Dauberval e Pierre Gardel usano il termine per indicare gruppi di danzatori e danzatrici i cui atteggiamenti sono ispirati ai fregi dellantichità e ai baccanali scolpiti nei bassorilievi depoca romanaFig. 4.

                                     

1.4. Storia Larabesque come posa

Sebbene larabesque riferita ad un atteggiamento del singolo danzatore sia già in uso in Francia alla fine del XVIII secolo, è Carlo Blasis, nel suo Traité élémentaire théorique et pratique de lArt de la danse del 1820, colui che per primo ne affronterà lanalisi estetica e strutturale, sottolineando al contempo la sua origine dalla pittura classica delle ville di Ercolano e Pompei e la sua affinità con gli affreschi di Raffaello nelle Logge Vaticane ’I bassorilievi antichi, alcuni frammenti di pitture greche, come quelle a fresco delle Logge del Vaticano dai bei disegni di Raffaello, ce ne hanno fornito lidea’. Il Blasis afferma in altri punti di essersi ispirato nella creazione delle attitudes chiamate arabesques, alle pitture, ai bronzi e ai marmi scoperti negli scavi di Ercolano. Siamo ancora in un periodo in cui, larabesque mantiene un carattere di indeterminatezza, in quanto la disposizione di gambe e braccia non è fissa, ma caratterizzata appunto, per contrapporsi alla codificazione accademica, da una certa libertà sia strutturale che interpretativa. Potrà quindi essere alzata sia la gamba dietro Fig. 8 che quella avanti Fig. 9, mentre latteggiamento del tronco e delle braccia è soggetto alle più diverse soluzioni.

Nelle figure delle tavole X-XII del Traité Fig.8-10 si deducono con chiarezza alcuni elementi strutturali:

  • la leggerezza aerea dei modelli antichi dalle Menadi ai Centauri di Ercolano e delle figure disegnate a tempera in stile pompeiano da Antonio Canova: il tronco a volte è pendente in avanti Fig. 10, le braccia sono liberamente allungate allindietro come le Vittorie alate Fig. 11 e 12 oppure poeticamente arrotondate come le volute decorative dellarte antica Fig. 15 e 16; in alcuni casi la schiena è innovativamente girata verso il pubblico arabesque" à dos tourné” Fig. 10.
  • lirradiamento, ossia la distribuzione delle diverse parti del corpo in direzioni diverse e opposte;
  • il dinamismo, lintensa carica espressiva e la gioia, tutte caratteristiche tipiche del Neoclassicismo e che anticipano lo stile romantico.
  • la degradazione, cioè lalleggerimento progressivo delle parti dal centro alla periferia.


                                     

1.5. Storia Varianti dellarabesque delle origini

Tra le arabesque delle origini si distingue una forma con le braccia protese in avanti, che in pieno Ottocento sarà definita" arabesque à deux bras” Fig. 15. Questa figura costituisce non solo un caso estremamente significativo di fusione di movimento danzante e gesto drammatico, ma anche un esempio di influenza della pittura sulla danza e, più genericamente, di trasversalità tra le arti.

                                     

1.6. Storia Lequivoco etimologico

Nel giro di poco tempo, la generazione attiva agli inizi dellOttocento perde la memoria non solo del significato profondo attribuito alla parola" arabesque” nel secolo precedente, ma anche delle origini stesse della nuova forma coreutica, per cui cè chi tenta addirittura di giustificare il termine con una improbabile derivazione esotica E.A. Théleur. Si riterrà erroneamente che la figura abbia tratto spunto dallarabesco, cioè dal motivo ornamentale arabo.

                                     

1.7. Storia Evoluzione tecnica dallOttocento in poi

In questo stesso periodo, larabesque inizia gradatamente ad acquisire la struttura che ha mantenuto al giorno doggi, di figura con la gamba sollevata indietro, le braccia distese in posizioni diametralmente opposte e il corpo decisamente inclinato in avanti.

Esistono tuttavia molte varianti soprattutto nelle braccia e nellorientamento del corpo. Questa costruzione caratterizza larabesque francese, danese e russa dagli anni Venti alla fine del XIX secolo.

Allinizio del Novecento, mentre Agrippina Vaganova, seppur con i debiti ammodernamenti, rispetterà la linea tradizionale, Enrico Cecchetti le opporrà una versione moderna e di sostanza fortemente tecnica. Infatti, nel metodo Cecchetti larabesque ha il tronco perpendicolare, fatta eccezione delle varianti in plié IV e V arabesque in cui il corpo si sposta in avanti per creare un contrappeso alla gamba sollevata indietro. Nella variante dell’”arabesque penchée” eseguita per esempio in Giselle, il busto si inclina notevolmente, ma lasciando sempre invariata langolazione fra busto e gamba Fig. 22.

La tendenza della tecnica attuale è un compromesso tra le due versioni: mentre il bacino si inclina in avanti per consentire alla gamba di sollevarsi più in alto possibile, il torace si slancia verso lalto per creare limpressione di leggerezza. Quanto allaltezza della gamba sollevata indietro, gli elevati livelli tecnici raggiunti nella seconda metà del XX secolo e il gusto sviluppatosi per un virtuosismo atletico che rasenta lacrobazia, hanno determinato un innalzamento progressivo della gamba stessa sino a superare ampiamente i novanta gradi.

Un altro elemento che ha subìto unevoluzione in alcuni metodi, negli ultimi cinquantanni, è il rapporto fra la coscia della gamba dietro e il bacino: al fine di esasperare la linea dinamica e aperta assunta dal corpo del danzatore, vi è la tendenza, propugnata ad esempio dal Metodo Balanchine e diffusa negli Stati Uniti, a lasciare che lanca corrispondente alla gamba alzata indietro segua leggermente il movimento di allungamento e di rotazione verso lesterno "en-dehors" della gamba stessa, per dare lillusione di una maggiore lunghezza della stessa, anziché restare allineata con lanca portante.



                                     

2.1. Classificazione delle arabesque Classificazione secondo il metodo Vaganova

  • Prima arabesque: il corpo è girato di profilo o di 45° rispetto allen face; la gamba alzata è quella che si trova dalla parte del pubblico; le braccia sono in posizione aperta al pubblico, il braccio corrispondente alla gamba poggiata a terra è teso in avanti e laltro si trova in seconda diretto verso il pubblico; lo sguardo è rivolto in avanti. Gambe e braccia sono aperte rispetto al pubblico la posa è senza opposizione; il tronco seppur slanciandosi verso lalto, mostra una dinamica curva nella schiena dovuta al contrappeso alla gamba indietro.
  • Seconda arabesque: il corpo è girato di profilo o di 45° rispetto allen face; la parte bassa del corpo ha la stessa posizione della prima arabesque, mentre la posizione della parte alta si inverte. La gamba alzata è quella che si trova dalla parte del pubblico; sia il torace che le braccia sono in posizione chiusa al pubblico, per cui sarà teso in avanti il braccio corrispondente alla gamba alzata mentre laltro è leggermente deviato indietro proporzionalmente alla leggera rotazione del torace; lo sguardo è rivolto al pubblico. Anatomicamente tale posizione chiusa del corpo è determinata da una rotazione del torace rispetto alla parte bassa del corpo. Rispetto al pubblico le gambe sono aperte, le braccia sono invece chiuse: la posa è costruita sullopposizione. La curva della schiena è visibile per la posizione di profilo del corpo.
  • Terza arabesque: il corpo è girato di 45 ° rispetto allen face; dalla parte del pubblico si trova la gamba portante; le braccia sono in posizione aperta al pubblico, il braccio corrispondente alla gamba poggiata a terra teso in avanti, e laltro in seconda diretto verso il pubblico; lo sguardo è rivolto in avanti. Rispetto al pubblico le gambe sono chiuse le braccia sono aperte: la posa è costruita sullopposizione.
  • Quarta arabesque: il corpo è girato di 45° rispetto allen face; dalla parte del pubblico si trova la gamba portante; le braccia sono in posizione chiusa al pubblico e lintera schiena è rivolta la pubblico; le braccia, in posizione quasi laterale rispetto al busto, formano ununica linea con la gamba sollevata dietro; lo sguardo è rivolto al pubblico. Rispetto al pubblico le gambe le braccia sono chiuse: la posa è senza opposizione.
                                     

2.2. Classificazione delle arabesque Classificazione secondo il metodo Cecchetti

Nonostante nella pratica il metodo Cecchetti comprenda 12 pose di arabesque, la terminologia ne presenta solo 5 per una virtuale analogia con le posizioni dei piedi. Le prime tre arabesque sono quelle di base, hanno il busto perfettamente eretto, distinguendosi tra loro per il rapporto tra le braccia e gambe; le altre due indicano genericamente ladattamento in plié della posa, in cui il corpo perde la verticalità si sposta in avanti per creare un funzionale contrappeso alla gamba.

  • Terza arabesque: è larabesque à deux bras ottocentesca ricorrente nei balletti romantici Giselle, La Sylphide ecc. ma con le braccia allungate decisamente in avanti e sfalsate.
  • Prima arabesque: Tronco eretto; a gambe aperte al pubblico corrisponde una disposizione analoga delle braccia che sono allungate esattamente da davanti a dietro al corpo in una linea leggermente discendente.
  • Seconda arabesque: Tronco eretto; a gambe aperte al pubblico corrisponde un incrocio totale delle braccia rispetto alle gambe. Permane la linea caratterizzante le arabesques: braccia allungate esattamente da davanti a dietro al corpo in una linea leggermente discendente.