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ⓘ Psicoanalista




Psicoanalista
                                     

ⓘ Psicoanalista

Lo psicoanalista è colui che esercita la psicoanalisi, con espresso riferimento a coloro che si definiscono freudiani o post-freudiani.

Nelluso comune è anche usato il termine psicanalista, riferito, in prevalenza, ai professionisti di orientamento lacaniano. Tale paragrafia fonemica è andata consolidandosi nel corso del tempo, così come luso di "psicologo analista" con riferimento a quegli psicoanalisti che si rifanno alle teorie junghiane.

Nel linguaggio non specialistico, il termine viene spesso usato, in maniera impropria, per indicare chiunque pratichi unattività psicoterapeutica. Sempre nel linguaggio comune, quando sia chiaro il contesto della frase, il termine viene abbreviato in analista.

                                     

1. Professione

Lo psicoanalista è un professionista che opera attraverso precise opzioni di setting, e con finalità tanto terapeutiche quanto conoscitive. Storicamente, dal punto di vista terapeutico, la psicoanalisi si costituisce come trattamento elettivo per disordini di tipo nevrotico tramite lanalisi sistematica delle difese e del transfert allinterno della cornice relazionale che si viene a costituire tra paziente e analista. Lanalisi delle difese e del transfert permetterebbe al paziente di comprendere meglio la natura della propria esperienza psichica e psicopatologica, consentendo al soggetto la "sostituzione di atti psichici inconsci con atti psichici coscienti" Freud, 1925, p. 225. Una migliore padronanza degli aspetti della vita psichica inconscia costituirebbe di per sé il fattore terapeutico principale, promuovendo una migliore conoscenza della propria vita psichica.

Solitamente, lo psicoanalista pratica la propria professione di analista nel proprio studio privato, ed al paziente viene chiesto di rispettare alcune norme precise setting senza le quali non si potrebbe avviare un lavoro psicoanalitico: nellambito della psicoanalisi classica, la disponibilità ad unalta frequenza di sedute settimanali da due a quattro e la loro durata 45-50 minuti, luso del lettino, o chaise-longue, su cui il paziente si sdraia mentre lanalista siede alle sue spalle, le modalità di pagamento, sono alcuni criteri funzionali tramite i quali si costruisce la cornice relazionale entro cui si dipanerà il rapporto analista-paziente.

Le regole del setting psicoanalitico classico ad esempio, per quanto concerne il numero di 2-4 sedute settimanali sono leggermente diverse da quelle della più diffusa psicoterapia psicoanalitica che prevede solitamente due sedute settimanali.

Il training per divenire psicoanalisti è molto lungo, selettivo e complesso, ed è parallelo o successivo a quello, comunque necessario, per lottenimento dellabilitazione allesercizio della psicoterapia; segue solitamente procedure di selezione e linee guida di formazione rigorosamente stabilite dalle diverse società psicoanalitiche nazionali ed internazionali, e prevede sempre per il candidato molti anni di "analisi personale", "analisi didattica" e supervisione clinica oltre a tirocini, corsi e seminari teorico-clinici.

                                     

2.1. Legislazione Italia

La legge 18 febbraio 1989 n. 56 ha disciplinato lesercizio delle professioni di psicologo e psicoterapeuta in senso lato. In particolare, ha istituito lOrdine degli psicologi e ha subordinato lesercizio dellattività psicoterapeutica "ad una specifica formazione professionale, da acquisirsi dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia sia lacquisizione di una specifica formazione acquisita presso istituti che, come risulta sia dagli atti parlamentari che dalla successiva evoluzione della materia, vanno intesi come società o associazioni private. In ambito freudiano, si possono distinguere la Società Psicoanalitica Italiana SPI e l’Associazione Italiana di Psicoanalisi AIPsi, facenti parte dell’International Psychoanalytical Association IPA, insieme all’Associazione Studi Psicoanalitici ASP, alla Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione SIPRe, all’Istituto di Psicoanalisi Esistenziale e all’Istituto Erich Fromm di Psicoanalisi Neofreudiana facenti parti dell’International Federation of Psychoanalytic Societies IFPS. In ambito junghiano, invece, si possono trovare l’Associazione Italiana di Psicologia Analitica AIPA e il Centro Italiano di Psicologia Analitica CIPA facenti parte dell’International Association for Analytical Psychology IAAP.

Liter della legge è stato lungo e travagliato. Iniziato presso il Senato nel corso della VI legislatura, non ebbe per lungo tempo il voto definitivo della Camera sia per le interruzioni delle legislature, sia per alcune perplessità circa lopportunità di regolamentare lattività psicoterapeutica. Venne infine raggiunta unintesa distinguendo tra scuole di specializzazione universitaria e associazioni private, nel nome di "esigenze di realismo rispettoso della vasta gamma di modalità psicoterapeutiche, in cui si riscontrano metodiche acquisibili in appropriate sedi accademiche, opportunamente apprezzate, e metodiche ad orientamento psicodinamico in particolare, la psicoterapia psicoanalitica, acquisibili solo mediante una particolare esperienza personale che non può essere offerta in sede scolastica".

In generale, infatti, lesercizio di una professione non richiede di averne fatto diretta esperienza non è necessario aver subito interventi chirurgici per esercitare la chirurgia, ma la formazione dello psicoanalista richiede in primo luogo il completamento di unanalisi personale. Questa non solo non può avere una durata predeterminata, ma difficilmente potrebbe essere certificata da un organismo pubblico, anche per la presenza di tradizioni consolidate ma diverse tra loro.

Data la specificità della formazione di uno psicoanalista, emersero anche orientamenti favorevoli a un riconoscimento "di fatto" delle associazioni di più consolidata tradizione. In particolare, si discusse un emendamento che avrebbe autorizzato lesercizio della psicoterapia anche a chi, con laurea in discipline diverse dalla psicologia, avesse svolto "dopo la laurea almeno due anni di attività o di formazione psicoterapeutica in società di tradizione almeno decennale e di importanza nazionale riconosciute da omologhe associazioni professionali internazionali", ma venne respinto.

La legge 56/89 si propone infatti da un lato di riconoscere lesistenza di una pratica psicoanalitica di consolidata tradizione ma basata su processi di formazione non disciplinabili per legge, dallaltro di tenere la collettività al riparo dai cosiddetti "selvaggi", cioè da sedicenti psicoanalisti di dubbio valore e serietà.

Permangono ancora perplessità e resistenze da parte di alcuni psicoanalisti di orientamento lacaniano, ma AIPA, CIPA e SPI - le tre associazioni citate nel dibattito parlamentare - hanno chiesto e ottenuto da tempo il riconoscimento delle loro scuole di formazione da parte del Ministero dellUniversità e della Ricerca. Ad esse si sono aggiunte anche altre associazioni di diverso orientamento e/o costituite dopo lapprovazione della legge 56/89. Lelenco completo degli istituti di specializzazione in psicoterapia, psicoanalitici e non, è consultabile sul sito del Ministero.

Sono tuttavia dirimenti in Italia alcune sentenze, le quali ormai univocamente concludono che "la psicoanalisi è pur sempre una psicoterapia che si distingue dalle altre per i metodi usati per rimuovere i disturbi mentali, affettivi emotivi e comportamentali".