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ⓘ Assurdo




Assurdo
                                     

ⓘ Assurdo

Il termine assurdo, col significato di "dissonante"), indica tutto ciò che è contrario alla logica, contraddittorio o che genera un senso di ridicolo.

                                     

1.1. Storia del concetto Nellantichità

Lassurdo è stato oggetto della storia del pensiero in varie forme: con Parmenide, nella filosofia del linguaggio, quando mette in evidenza lassurdità di certe espressioni linguistiche che pure il senso comune adopera normalmente come sensate. Infatti è logico pensare che nominare una cosa che non abbia realtà sia un assurdo eppure, ad esempio, noi parliamo sia di luce che di buio non riflettendo sul fatto che il buio sia unassenza di realtà, una mancanza della realtà della luce, quindi un non essere che non esiste e che non può essere pensato poiché solo lessere è.

Anche nella tradizione esoterica della mistica ebraica sviluppatasi in Europa a partire dal VII-VIII secolo. compare nella Cabala la considerazione dellassurdo di fronte allimpossibilità di raggiungere la verità con la ragione.

La riflessione sullassurdo porta il pensiero rinascimentale alla convinzione che sia possibile il disvelamento dei segreti della natura, del mistero, lapparente assurdo, incomprensibile agli occhi dei profani appare chiaro ai veri sapienti: la cabala, lars inveniendi, la lingua sapienziale, la gematria, sono gli strumenti di quei poteri magici che permettono alluomo di dominare lassurdo.

                                     

1.2. Storia del concetto Lirrazionalismo

Lassurdo non implica la non esistenza: infatti può rappresentare una realtà costituita da riflessioni e sentimenti che incidono pesantemente sul senso del vivere e della realtà, così come è stato evidenziato dalle cosiddette "filosofie dellassurdo" che criticano la caoticità e lassenza di senso e quindi lirrazionalità della vita stessa.

La considerazione dellassurdo costituisce largomento fondamentale dellirrazionalismo ontologico che va distinto da quello gnoseologico: questo infatti giudica la complessità della realtà tale da sfuggire alla conoscenza razionale per cui bisogna affidarsi allintuizione o alla fede o ad altre forme immediate, dirette, di conoscenza; quello ontologico, invece, considera la realtà stessa nella sua essenza irrazionale e la vita delluomo dominata dal caso, dallimprevedibilità da quellassurdo che è espressione della crisi del mondo attuale.

Laccettazione dellassurdo dellesistenza ha comportato pesanti conseguenze nel pensiero del secolo XX:

  • la ricerca di nuovi valori da sostituire ai precedenti.
  • il rifiuto di tutti i valori legati alla tradizione politica, morale e religiosa
  • la negazione della validità del pensiero scientifico, logico e storico come interpretazioni della realtà;

Un irrazionalismo ontologico, che coinvolge anche la gnoseologia, è quello della "filosofia dellassurdo" di Giuseppe Rensi che partendo da una sua personale convinzione "che è insieme assunto teorico e doloroso precipitato della sua esperienza personale: la persuasione amarissima e al tempo stesso sbandierata e assaporata con acido compiacimento che il mondo e la realtà siano intrinsecamente dis-ordinati, costitutivamente sconvolti e stravolti, infettati radicitus da un male che è anzitutto irrazionalità e quasi derisoria assurdità."

                                     

2. Nella letteratura

Nella letteratura lassurdo è stato usato con contrastanti significati: Sartre e Camus ad esempio, nei loro romanzi e opere teatrali hanno trattato dellassurdo implicito nellesistenza delluomo in forme letterarie classiche, non diverse da quelle utilizzate da altri autori: la loro, e fra questi anche James Joyce e Franz Kafka, è una trattazione logica dallesterno dellassurdo.

Nellopera di Eugène Ionesco e Samuel Beckett, invece, lautore si cala allinterno dellassurdità, "la riflessione è montata con la forma" annullando così ogni tentativo logico di comprensione per cui al lettore non rimane che accettare interamente il non-senso.

Lassurdo comico inteso come riferimento artistico del rifiuto del reale e come capacità di "giocare" col linguaggio per creare situazioni surreali paradossali ha trovato corrispondenza in diversi autori come Lewis Carroll che, pur esperto di logica e matematica, con il romanzo Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò 1871, fa una parodia della logica divertendosi a capovolgere ogni senso comune della realtà. Fra gli autori che hanno apertamente dichiarato di considerare Alice una fonte di ispirazione per le loro opere si possono ricordare James Joyce e Jorge Luis Borges

In Italia, massimo rappresentante dellassurdo comico è Dario Fo il cui "moralismo, capace di autentica indignazione, è comunque travestito di regola nelle forme del grottesco, del paradosso, dellassurdo."