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ⓘ Franco tiratore




Franco tiratore
                                     

ⓘ Franco tiratore

Franco tiratore, in senso proprio, è una locuzione per definire un combattente che spara contro truppe regolari, da solo o nellambito di piccoli gruppi, specialmente in centri abitati occupati dal nemico o in corso di occupazione. Il termine "franco" sta a indicare che questo tipo di combattenti non opera seguendo gli ordini generali impartiti dai rispettivi comandanti per determinate azioni militari, ma si tratta di combattenti cui è concessa una notevole libertà di azione e iniziativa, soggetti al solo imperativo di ostacolare i movimenti del nemico e/o comunque arrecargli i danni della perdita di uomini.

Secondo il moderno significato, in politica, il "franco tiratore" è invece colui che, approfittando del voto a scrutinio segreto, non segue le indicazioni del proprio partito o gruppo parlamentare cui appartiene.

                                     

1. Origine militare della locuzione

La locuzione, rintracciabile in italiano a partire dal 1870, ha origine militare ed è un calco del francese franc-tireur. La prima traccia individuabile dellespressione si trova nei resoconti giornalistici della guerra franco-prussiana, usata per definire un "combattente o piccolo gruppo di combattenti che pratica azioni di guerra contro truppe regolari per evitare loccupazione o levacuazione di centri abitati".

I francs-tireurs rappresentarono la prima ossatura dellesercito dei Vosgi che, sotto la guida di Giuseppe Garibaldi, combatté nellultima fase della guerra franco-prussiana del 1870. Fu al ritorno in patria dei volontari che la traduzione "franchi tiratori" si diffuse anche in Italia.

Alcune fonti riportano che lorigine dellespressione ha, in francese, radici più antiche: i franc tireurs furono infatti milizie volontarie istituite per difendere la Francia in occasione delle invasioni del 1792 e del 1815. Tali milizie, più note come tirailleurs, vennero inquadrate nellesercito regolare da Napoleone Bonaparte, dando vita alla fanteria leggera. Al termine della prima guerra mondiale in Germania furono organizzati alcuni Freikorps, per lappunto "corpi franchi".

La locuzione tornò dattualità nella seconda guerra mondiale durante la battaglia di Firenze dellestate 1944, dove i cosiddetti cecchini si contrapposero alle forze di liberazione sparando dai tetti della città. Sempre nellultimo conflitto mondiale, i Francs-tireurs et partisans FTP furono un importante gruppo della Resistenza francese.

                                     

2. Dal lessico militare a quello politico

Il prestito dal lessico militare a quello politico-giornalistico arrivò negli anni cinquanta del XX secolo, quando lespressione fu utilizzata per la prima volta secondo la definizione corrente. Di fatto, però, lespressione conservò laccezione di cecchino che, nascosto e dunque imprevisto, provoca danni ad una parte.

Durante la Rivoluzione cubana, Ernesto Che Guevara utilizzò lo pseudonimo El Francotirador Il Franco tiratore per il suo articolo intitolato El principio de la fin Linizio della fine, nella rubrica Sin bala en el directo Senza colpo in canna, sul primo numero del giornale El Cubano Libre, ciclostilato e distribuito clandestinamente nelle zone della Sierra Maestra, dal novembre 1957 a metà dellanno successivo.

                                     

2.1. Dal lessico militare a quello politico Il franco tiratore nella prassi politica

Le più frequenti manifestazioni dei franchi tiratori si sono verificate in Italia durante lelezione del presidente della Repubblica o di componenti della Corte costituzionale o del Consiglio superiore della magistratura.

Celebri sono rimasti i franchi tiratori democristiani durante le elezioni del Presidente della Repubblica per impedire lavanzata di avversari interni al partito chiudendo la strada della presidenza a politici come Amintore Fanfani, Arnaldo Forlani, Cesare Merzagora; ma anche di altri partiti come Giuliano Vassalli o Carlo Sforza; anche Giovanni Leone fu bloccato dai franchi tiratori nel 1964 ma riuscì a diventare presidente nel 1971. Anche lelezione di Romano Prodi al Quirinale il 19 aprile 2013, al quarto scrutinio, fu bloccata da 101 franchi tiratori che nel segreto dellurna votarono in maniera difforme a quanto concordato dalle segreterie dei partiti del centrosinistra che sostenevano la candidatura.

Il fenomeno, tuttavia, si verificava anche durante le votazioni che riguardano leggi particolarmente controverse. Per limitarne lincidenza, nel 1988 i regolamenti della Camera e del Senato furono riformati riducendo i casi in cui è previsto lo scrutinio segreto. Da un sistema che contemplava la possibilità dello scrutinio segreto per tutti i tipi di votazione e lo rendeva obbligatorio per i voti finali sui progetti di legge, si passò a un regime con il voto a scrutinio palese assunto come prassi per tutte le votazioni ad eccezione di quelle che riguardano le persone alla Camera e una procedura più complessa per il voto segreto al Senato. In entrambi i casi è escluso il voto segreto sulla legge finanziaria e su quelle che comunque prevedono spese o entrate. La riforma fu motivata con la necessità di non confondere i ruoli fra maggioranza e opposizione.