Indietro

ⓘ Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki




Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki
                                     

ⓘ Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki

I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki furono due attacchi nucleari operati sul finire della seconda guerra mondiale dagli Stati Uniti in Giappone, che segnarono lepilogo del conflitto. Il mattino del 6 agosto 1945 alle ore 8:15 laeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica "Little Boy" sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dellordigno "Fat Man" su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100 000 a 200 000, quasi esclusivamente civili. Per la gravità dei danni diretti e indiretti causati dagli ordigni e per le implicazioni etiche comportate dallutilizzo di unarma di distruzione di massa, si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra di tali armi.

                                     

1. Descrizione

Il ruolo offensivo dei bombardamenti nella resa dellImpero giapponese, così come gli effetti le giustificazioni, sono stati oggetto di innumerevoli dibattiti. Negli Stati Uniti prevale la posizione secondo cui i bombardamenti atomici sarebbero potuti servire ad accorciare la seconda guerra mondiale di parecchi mesi, risparmiando le vite dei soldati sia alleati, sia giapponesi e dei civili, destinati a perire nelle operazioni di terra e daria nella prevista invasione del Giappone. In Giappone lopinione pubblica tende invece a sostenere come i bombardamenti siano crimini di guerra perpetrati per accelerare il processo di resa del governo militare giapponese.

Altri sostengono che essi non potessero essere giustificati solo da una vittoria sul fronte giapponese ormai vicino alla resa, ma che fossero una dimostrazione di potenza verso quello che si profilava come il nuovo nemico, ovvero lUnione Sovietica. Altri ancora aggiungono alle motivazioni quella di testare la potenza dellordigno costato miliardi di dollari su una città e ciò spiegherebbe i due bombardamenti in cui si usarono le due tipologie di bomba prodotte. Universalmente condivisa è comunque la presa di coscienza della gravità dellevento, che non è più stato replicato.

Gli Stati Uniti, con lassistenza militare e scientifica del Regno Unito e del Canada, erano già riusciti a costruire e provare una bomba atomica nel corso del Progetto Manhattan, un progetto scientifico-militare teso a costruire lordigno atomico prima che gli scienziati impegnati nel Programma nucleare tedesco riuscissero a completare i propri studi per dare a Hitler unarma di distruzione di massa. Il primo test nucleare, nome in codice "Trinity", si svolse il 16 luglio 1945 ad Alamogordo, nel Nuovo Messico. Una bomba di prova, denominata "The Gadget" fu fatta esplodere con successo. I lanci su Hiroshima e Nagasaki furono quindi la seconda e terza detonazione della storia delle armi nucleari.

Il mese precedente al bombardamento la conquista di Okinawa, che aveva causato la morte di 150 000 civili e militari giapponesi e la perdita di circa 70 000 soldati statunitensi, aveva offerto una base ideale per la conquista del Giappone, ma preoccupava i comandi Alleati, che temevano perdite tre o anche quattro volte superiori, dato lacceso patriottismo dei soldati giapponesi, crescente a mano a mano che arretravano verso la madrepatria.

Il presidente degli Stati Uniti dAmerica Harry Truman, che venne a conoscenza dellesistenza del Progetto Manhattan solo dopo la morte di Franklin D. Roosevelt, decise di utilizzare la nuova bomba sul Giappone. Nelle sue intenzioni dichiarate il bombardamento doveva determinare una risoluzione rapida della guerra, infliggendo una distruzione totale e infondendo quindi nel governo giapponese il timore di ulteriore distruzione: questo sarebbe stato sufficiente per determinare la resa dellImpero giapponese.

Il 26 luglio 1945 Truman e gli altri capi di Stato Alleati stabilirono, nella dichiarazione di Potsdam, i termini per la resa giapponese. Il giorno seguente i giornali giapponesi riportarono la dichiarazione, il cui testo venne diffuso anche radiofonicamente in tutto limpero del Sol Levante, ma il governo militare la respinse. Il segreto della bomba atomica era ancora custodito e la sua esistenza non venne minimamente accennata nella dichiarazione.

                                     

2. La scelta degli obiettivi

Nel corso di una riunione tenutasi negli Stati Uniti a maggio 1945 vennero suggeriti, come obiettivi, le città di Kyōto, Hiroshima, Yokohama, Kokura e Nagasaki oppure gli arsenali militari. Nel corso della riunione si decise di non utilizzare la bomba atomica esclusivamente su un obiettivo militare per evitare di mancare lobiettivo e quindi "sprecare" la bomba. Nella decisione finale dovevano difatti essere tenuti in maggior conto gli effetti psicologici che lutilizzo della bomba atomica doveva avere sul governo giapponese. Inoltre era opinione diffusa che la nuova bomba dovesse avere un effetto sufficientemente spettacolare affinché fosse riconosciuta a livello mondiale. Alla fine la scelta cadde su Kyōto, noto centro intellettuale giapponese che proprio per questo dopo fu risparmiata e sostituita con Kokura, Nagasaki e Hiroshima, che ospitava un importante deposito dellesercito.

Il bombardamento sulle due città del Giappone non fu comunque la prima volta in cui gli Alleati bombardarono città delle potenze dellAsse, né la prima volta in cui tali bombardamenti causarono numerose perdite civili. In Germania il sistematico bombardamento delle città tedesche causò centinaia di migliaia di vittime, che culminarono con il bombardamento di Dresda che causò la morte di 35 000 persone e la distruzione di una delle maggiori città darte tedesche. Stessa sorte toccò peraltro allItalia, che vide pesantemente bombardati i maggiori centri industriali e portuali di tutta la penisola con enormi devastazioni e perdite umane.

Il bombardamento di Tokyo del marzo del 1945 causò più di 100 000 vittime e danni enormi in termini urbani e architettonici. Nellagosto del 1945 altre sessanta città giapponesi vennero pesantemente bombardate e tra le più colpite, oltre a Tokyo, fu senza dubbio Kōbe.

                                     

2.1. La scelta degli obiettivi Hiroshima durante la guerra

Nel 1945 Hiroshima era una città di grande importanza militare e industriale e nei suoi pressi erano presenti alcune basi militari, come il quartier generale della Quinta Divisione e quello del maresciallo Shunroku Hata, secondo quartier generale dellesercito a cui faceva capo lintero sistema difensivo del Giappone meridionale. Hiroshima era una base minore, dedita al rifornimento e allappoggio per le forze armate. La città era soprattutto un centro per le comunicazioni, per lo stoccaggio delle merci e un punto di smistamento delle truppe: per questo motivo fu deliberatamente tenuta fuori dalle rotte dei bombardieri, proprio per permettere lo studio degli effetti di una bomba atomica in un ambiente ideale.

La priorità per lo sgancio della bomba fu infine data proprio a Hiroshima dopo la segnalazione che essa era lunico tra gli obiettivi che non avesse al suo interno e nei dintorni campi per i prigionieri di guerra. Il centro della città ospitava una grande quantità di edifici di cemento armato e alcune strutture più leggere. In periferia larea era congestionata da una miriade di piccole strutture di legno, usate come locali da lavoro, posizionate tra una casa e laltra. Alcuni stabilimenti industriali si estendevano non lontano dal limite periferico della città. Le case erano di legno, con soffitti leggeri, e molti edifici industriali avevano a loro volta pareti a incastro di legno.

La città nella sua interezza era potenzialmente ad altissimo rischio dincendio. La popolazione di Hiroshima aveva raggiunto un picco di 381 000 abitanti prima della guerra, ma prima del bombardamento atomico la popolazione era rapidamente diminuita a causa di unevacuazione generale ordinata dal governo giapponese, tanto che il 6 agosto si contavano circa 255 000 abitanti. Si calcola questa cifra sulla base dei dati mantenuti per lapprovvigionamento della popolazione che era razionato le stime sugli operai e sui soldati presenti in città al momento del bombardamento sono, di fatto, molto poco accurate.



                                     

2.2. La scelta degli obiettivi Nagasaki durante la guerra

La città di Nagasaki era uno dei maggiori porti del Giappone meridionale, di grande importanza bellica a causa delle sue diversificate attività industriali, che spaziavano nella produzione di munizioni, navi, equipaggiamenti militari e altri materiali bellici. Contrariamente alla Nagasaki moderna, allepoca la gran parte delle abitazioni era costruita con una struttura in legno, o addirittura interamente in legno, e con i tetti in mattonelle.

Molte delle piccole industrie e dei vari stabilimenti ospitavano nelle vicinanze alloggi in legno per gli operai, quindi facilmente infiammabili e ovviamente non in grado di sostenere lesplosione di bombe, men che meno nucleari. La città inoltre si era sviluppata senza piano regolatore, come consuetudine del modello urbano nipponico, cosicché le case molto spesso erano adiacenti ai fabbricati industriali.

Fino allo sgancio della bomba atomica Nagasaki non era mai stata sottoposta a bombardamenti su larga scala, anche se il 1º agosto 1945 un certo numero di bombe ad alto potenziale era stato sganciato sulla città più precisamente sui cantieri navali e sul porto, nella parte meridionale e sulla fabbrica dacciaio e darmi Mitsubishi, mentre sei bombe caddero sullospedale e scuola medica di Nagasaki e altre tre nelle sue immediate vicinanze. Anche se i danni procurati da questo bombardamento furono assai modesti, suscitarono comunque la preoccupazione della popolazione e molti decisero di abbandonare la città per rifugiarsi in campagna, riducendo in tal modo il numero di abitanti presenti al momento dellattacco nucleare.

Per ironia della sorte la città di Nagasaki era una delle più ostili al governo militare e al fascismo giapponese sia per la tradizione socialista ancor viva malgrado le forti persecuzioni degli anni trenta, sia perché ospitava la più grande e antica comunità cristiana soprattutto cattolica giapponese, tradizionalmente più ben disposta verso gli stranieri in generale e gli occidentali in particolare. A nord di Nagasaki erano inoltre presenti campi per prigionieri di guerra britannici, impegnati a lavorare nelle miniere a cielo aperto di carbone: alcune fonti parlano di otto prigionieri morti a seguito dello sgancio della bomba nucleare a Nagasaki.

                                     

3.1. I bombardamenti Hiroshima

La scelta della data del 6 agosto si basò sul fatto che nei giorni precedenti diverse nubi stratificate coprivano la città, mentre il giorno dellattacco il tempo era variabile. Per la scelta fu deciso di far decollare, prima della missione vera e propria, un B-29 senza armamento, il cui compito era quello di indicare al comando la situazione del tempo sopra le città scelte per lo sgancio. Lobiettivo inizialmente designato per il bombardamento atomico era Kokura, ma a causa delle nubi estremamente fitte che sovrastavano la città si decise di cambiare bersaglio. Quando gli altri B-29 stavano già volando ricevettero la risposta affermativa per bombardare Hiroshima. Tutti i dettagli, la pianificazione precisa della tabella di volo, la bomba a gravità e larmamento della bomba con i suoi 60 kg di U 235 uranio 235, vennero studiati nei minimi particolari e tutto si svolse così come era stato stabilito a tavolino.

Circa unora prima del bombardamento la rete radar giapponese lanciò un allarme immediato, rilevando lavvicinamento di un gran numero di velivoli statunitensi diretti nella zona meridionale del Giappone. Lallarme venne diffuso anche attraverso trasmissioni radio in moltissime città nipponiche e fra queste anche Hiroshima. Gli aerei si avvicinarono alle coste dellarcipelago giapponese ad una quota molto elevata.

Poco prima delle 08:00 la stazione radar di Hiroshima stabilì che il numero di velivoli entrati nello spazio aereo giapponese era basso, probabilmente non più di tre, perciò lallarme aereo venne ridimensionato. I tre aeroplani statunitensi erano i bombardieri Enola Gay, The Great Artiste e un altro aereo, in seguito chiamato Necessary Evil, cioè "male necessario".

Il normale allarme aereo non venne azionato, dato che veniva normalmente attivato solo allapprossimarsi dei bombardieri. Alle 08:14 e 45 secondi l Enola Gay sganciò "Little Boy" sul centro di Hiroshima, il sensore altimetrico era tarato per effettuare lo scoppio alla quota di 600 m dal suolo, dopo 43 secondi di caduta libera. Immediatamente dopo lo sgancio laereo fece uninversione di 178°, prendendo velocità con una picchiata di circa 500 m e perdendo quota, allontanandosi alla massima velocità possibile data dai quattro motori a elica. Lesplosione si verificò a 580 m dal suolo, con uno scoppio equivalente a sedici chilotoni, uccidendo sul colpo tra le 70 000 le 80 000 persone. Circa il 90% degli edifici venne completamente raso al suolo e tutti i cinquantuno templi della città vennero completamente distrutti dalla forza dellesplosione.

Testimone oculare del bombardamento di Hiroshima fu il padre gesuita e futuro generale dei gesuiti Pedro Arrupe, che allora si trovava in missione in Giappone presso la comunità cattolica della città e che portò aiuto ai sopravvissuti. Riguardo al bombardamento atomico egli scrisse:

                                     

3.2. I bombardamenti Reazione giapponese al primo bombardamento

Loperatore di controllo di Tokyo della Società radiotelevisiva giapponese si rese conto che la stazione di Hiroshima non era più in onda; tentò di ristabilire il programma usando unaltra linea telefonica, ma anche questo tentativo fallì. Circa venti minuti più tardi il centro telegrafico ferroviario di Tokyo si accorse che la linea telegrafica principale aveva smesso di funzionare subito a nord di Hiroshima. Da alcune piccole fermate ferroviarie entro 16 km dalla città giunsero notizie ufficiose e confuse di una terribile esplosione a Hiroshima. Tutte queste notizie furono trasmesse ai quartier generali del Comando generale giapponese.

Le basi militari cercarono ripetutamente di mettersi in contatto con la stazione di Controllo dellesercito di Hiroshima. Lassoluto silenzio da quella città sconcertò gli uomini dei quartier generali; sapevano che non cera stata nessuna potente incursione nemica e che a Hiroshima al momento non cera nessun ragguardevole deposito di esplosivi. Un giovane ufficiale del Comando generale giapponese fu incaricato di volare immediatamente a Hiroshima, atterrare, rilevare i danni e quindi tornare a Tokyo con informazioni attendibili per il comando. Nei quartier generali cera la sensazione diffusa che non fosse accaduto nulla di serio, che si stesse esagerando la portata di un problema di dimensioni limitate.

Lufficiale del comando andò allaeroporto e decollò in direzione sud-ovest. Dopo circa tre ore di volo, quando mancavano ancora circa 160 km a Hiroshima, lufficiale e il suo copilota videro una grande nuvola di fumo provocata dalla bomba. Nel chiaro pomeriggio stavano bruciando le macerie di Hiroshima. Il loro aereo raggiunse presto la città, attorno alla quale volavano increduli. Una grande cicatrice sul terreno ancora ardente e coperta da una spessa nuvola di fumo era tutto ciò che era rimasto. Atterrarono a sud della città e lufficiale del comando, dopo aver comunicato con Tokyo, cominciò immediatamente a organizzare le operazioni di soccorso.

Nella capitale nipponica le prime informazioni di ciò che aveva realmente causato il disastro vennero dallannuncio pubblico della Casa Bianca a Washington, sedici ore dopo lattacco nucleare a Hiroshima. Lavvelenamento da radiazione le necrosi provocarono malattie e morti successive al bombardamento per circa il 20% di coloro che erano sopravvissuti allesplosione iniziale. Alla fine del 1945 ulteriori migliaia di persone morirono per via dellavvelenamento da radiazioni, portando il totale di persone uccise a Hiroshima nel 1945 a circa 200 000. Da allora molte migliaia di persone morirono per cause legate alle radiazioni: questa cifra include tutti coloro che si trovavano in città al momento dellesplosione o che furono successivamente esposti al fallout ed erano morti prima di tale censimento.



                                     

3.3. I bombardamenti Sopravvivenza di alcune strutture

Alcuni degli edifici in cemento armato a Hiroshima erano costruiti in modo molto resistente per via del pericolo di terremoto in Giappone le ossature di questi edifici non crollarono, sebbene si trovassero molto vicino al centro della zona danneggiata della città. Al momento della detonazione in aria della bomba atomica lesplosione si riversò verso il basso più che lateralmente, il che favorì maggiormente la sopravvivenza della sala della prefettura per la promozione industriale, ora comunemente conosciuta come Genbaku o "Cupola della bomba-A", progettata e realizzata dallarchitetto ceco Jan Letzel, che si trovava a pochi metri da ground zero le sue rovine furono chiamate Memoriale della pace di Hiroshima e vennero rese un sito Patrimonio dellumanità dellUNESCO nel 1996, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti e della Cina.

                                     

3.4. I bombardamenti Eventi tra il 7 e il 9 agosto

Dopo il primo bombardamento il presidente Truman annunciò: "Se non accettano adesso le nostre condizioni, si possono aspettare una pioggia di distruzione dallalto, come mai se ne sono viste su questa terra". L8 agosto furono lanciati volantini e furono dati avvertimenti al Giappone da Radio Saipan la zona di Nagasaki non ricevette volantini di avvertimento fino al 10 agosto, nonostante questa campagna informativa continuasse dallinizio del mese.

Un minuto dopo la mezzanotte del 9 agosto, ora di Tokyo, lArmata Rossa lanciò unoffensiva verso la Manciuria con oltre 1 500 000 uomini, 26 137 cannoni, 5 556 mezzi corazzati e 5 000 aeroplani. Quattro ore dopo il governo di Tokyo venne formalmente informato che lUnione Sovietica aveva rotto il patto di neutralità e dichiarato guerra allImpero giapponese secondo gli accordi intercorsi con gli Alleati per aprire il nuovo fronte entro tre mesi dalla fine della guerra in Europa. Gli ufficiali anziani dellesercito imperiale giapponese inizialmente sottovalutarono la portata dellattacco sovietico, ma ben presto decisero di imporre la legge marziale, di concerto con il ministro della guerra Anami, per arrestare chiunque avesse tentato di firmare una pace.

Il 7 agosto Yoshio Nishina, che sarebbe poi morto di cancro nel 1951, e altri fisici atomici furono mandati a Hiroshima a constatare i danni ed effettivamente testimoniarono che la città era stata distrutta dal bombardamento nucleare; tuttavia lesercito giapponese, tra cui lammiraglio Soemu Toyoda, stimò che non più di una o due bombe supplementari potevano essere sganciate, concludendo che dopo "ci sarebbe più distruzione, ma la guerra potrebbe andare avanti". La pianificazione per il secondo attacco venne stabilita dal colonnello Tibbets, in qualità di comandante del 509º Gruppo bombardieri di base a Tinian: inizialmente previsto per l11 agosto contro Kokura, lattacco venne anticipato di due giorni per le pessime condizioni meteorologiche previste dopo il 10 agosto.

                                     

3.5. I bombardamenti Nagasaki

La mattina del 9 agosto 1945 lequipaggio del Boeing B-29 Superfortress, il bombardiere designato per la missione, si alzò in volo con a bordo la bomba atomica soprannominata "Fat Man", alla volta di Kokura, lobiettivo iniziale della missione. Tuttavia le nubi non permisero di individuare esattamente lobiettivo e dopo tre passaggi sopra la città, ormai a corto del carburante necessario per il viaggio di ritorno, laereo venne dirottato sullobiettivo secondario, Nagasaki. Intorno alle 07:50 ora di Tokyo il silenzio sulla città giapponese venne squarciato dallallarme aereo che durò fino alle 08:30. Alle 10:53 i sistemi radar giapponesi segnalarono la presenza di solo due bombardieri e il comando giapponese, ritenendo che si trattasse solo di aerei da ricognizione, non lanciò lallarme.

Poco dopo, alle 11:00, losservatore del bombardiere, creduto aereo di ricognizione, sganciò degli strumenti attaccati a tre paracadute: questi strumenti contenevano dei messaggi diretti al professore Ryokichi Sagane, fisico nucleare dellUniversità Imperiale di Tokyo che aveva studiato allUniversità di Berkeley assieme a tre degli scienziati responsabili della bomba atomica, perché informasse la popolazione dellimmane pericolo che stavano per correre I messaggi vennero ritrovati dalle autorità militari, ma non furono consegnati al destinatario.

Alle 11:02, alcuni minuti dopo aver incominciato a sorvolare Nagasaki, il capitano avvistò visivamente, così come era stato ordinato, il nuovo obiettivo, che era ancora una volta nascosto dalle nubi. Dato che non era pensabile tornare indietro e rischiare un ammaraggio dovuto alla mancanza di carburante con unarma atomica a bordo, il comandante decise, in contrasto con gli ordini, di accendere il radar in modo da individuare lobiettivo anche attraverso le nubi: così "Fat Man", che conteneva circa 6.4 kg di plutonio-239, venne sganciata sulla zona industriale della città. La bomba esplose a circa 470 m daltezza vicino a fabbriche darmi; a quasi 4 km a nord-ovest da dove previsto: questo "sbaglio" salvò gran parte della città, protetta dalle colline circostanti, dato che la bomba cadde nella valle di Urakami.

Tuttavia il computo delle vittime rimase drammaticamente elevato. Le stime sul numero dei morti allistante variano da 22.000 a 75.000 persone. Secondo la maggior parte delle valutazioni, almeno 35000 - 40 000 dei 240 000 residenti a Nagasaki vennero uccisi allistante e oltre 55 000 rimasero feriti. Il numero totale degli abitanti uccisi viene comunque valutato intorno alle 80 000 persone, incluse quelle esposte alle radiazioni nei mesi seguenti. Tra le persone presenti a Nagasaki il 9 agosto vi era anche un ristretto numero di sopravvissuti di Hiroshima. Nei mesi successivi alle esplosioni, il numero complessivo di vittime nelle città di Hiroshima e Nagasaki superò le 200 000 persone.

                                     

3.6. I bombardamenti Reazione al secondo bombardamento

I due bombardamenti nellarco di così pochi giorni, le centinaia di migliaia di vittime e la potenza annientatrice di questarma costrinsero i giapponesi alla resa il 15 agosto 1945; era la fine della seconda guerra mondiale. I superstiti del bombardamento vennero chiamati hibakusha 被爆者 una parola giapponese che significa letteralmente "persona esposta alla bomba". Superstiti e soccorritori divennero il nucleo del pacifismo giapponese del dopoguerra e da allora il Paese nipponico è diventato paladino dellabolizione delle armi nucleari in tutto il mondo. Durante il periodo post-bellico si utilizzò questo termine al posto di "sopravvissuti" per non esaltare la vita, cosa che allepoca sarebbe stato considerato come una grave mancanza di rispetto nei confronti dei molti morti. Al 31 marzo 2011, 219 410 hibakusha erano ufficialmente riconosciuti come tali dal governo giapponese.

                                     

4. Il dibattito storico

Lutilizzo delle armi atomiche nellopinione pubblica e in quella degli studiosi fu un avvenimento molto controverso che generò sentimenti differenti, alcuni favorevoli, altri di opposizione nei confronti della scelta. Ancora oggi il peso morale dellazione statunitense è oggetto di molti dibattiti.

                                     

4.1. Il dibattito storico Favorevoli allimpiego dellarma atomica

I sostenitori del bombardamento, sebbene ammettano che la classe dirigente civile in Giappone mandasse con cautela e discrezione comunicati diplomatici fin dal gennaio 1945, successivamente allinvasione di Luzon nelle Filippine, fanno notare come gli ufficiali militari giapponesi fossero unanimemente contrari a qualsiasi negoziazione prima dellutilizzo della bomba atomica.

Mentre alcuni membri della classe dirigente civile utilizzarono canali diplomatici segreti per dare vita a una negoziazione di pace, non potendo da soli negoziare una resa o addirittura un cessate il fuoco, il Giappone, in quanto monarchia costituzionale, sarebbe potuto intervenire in un accordo di pace solo con il consenso unanime del governo giapponese, il quale era dominato dai militari dellesercito imperiale e della marina imperiale, tutti inizialmente contrari a qualsiasi accordo di pace.

Si sviluppò così uno stallo di tipo politico tra i capi giapponesi militari e quelli civili, che vedeva i militari sempre più determinati a combattere, nonostante i costi le scarse probabilità di vittoria. In molti continuarono a credere che il Giappone potesse negoziare termini di resa maggiormente favorevoli continuando a infliggere numerose perdite alle forze nemiche, così da portare a termine la guerra senza unoccupazione del Giappone o un cambiamento di governo.

Lo storico Victor Davis Hanson evidenzia laumentata resistenza giapponese, benché futile in retrospettiva dato che era sempre più chiaro che lesito della guerra non poteva essere rovesciato dalle potenze dellAsse. La battaglia di Okinawa mostrò questa determinazione nel combattere a tutti i costi. Più di 120 000 giapponesi e 18 000 statunitensi vennero uccisi nella più sanguinosa battaglia del teatro del Pacifico, solo otto settimane prima della resa del Giappone. In realtà ci furono più morti nella battaglia di Okinawa che nei primi istanti seguenti lo scoppio delle due bombe atomiche. Quando lUnione Sovietica dichiarò guerra al Giappone l8 agosto 1945 e portò avanti loperazione Tempesta dAgosto, lesercito imperiale giapponese ordinò alle sue mal equipaggiate e indebolite forze in Manciuria di combattere fino allultimo uomo. Il maggiore generale Masakazu Amanu, capo delle operazioni al quartier generale imperiale, dichiarò che era assolutamente convinto che le opere difensive, incominciate allinizio del 1944, potessero respingere qualsiasi invasione Alleata delle isole giapponesi con perdite minime.

I giapponesi non si sarebbero arresi facilmente a causa della loro forte tradizione di orgoglio e onore: molti seguivano il codice dei samurai e avrebbero combattuto fino alla morte del loro ultimo uomo. Dopo essersi convinta che la distruzione di Hiroshima fu causata da unarma nucleare, la classe dirigente civile ottenne maggior forza per la sua opinione secondo cui il Giappone doveva riconoscere la sconfitta e accettare i termini della dichiarazione di Potsdam. Dopo la distruzione di Nagasaki limperatore Hirohito in persona dovette intervenire per porre fine allimpasse nel gabinetto.

Secondo alcuni storici giapponesi, i capi civili che caldeggiavano la resa videro nei bombardamenti atomici la loro salvezza. Lesercito si rifiutava incrollabilmente di arrendersi, così come i militari del gabinetto di guerra siccome il gabinetto funzionava per consenso unanime, anche un solo contrario poteva impedire laccettazione della dichiarazione. La fazione per la pace prese quindi i bombardamenti come nuovo argomento per imporre la resa. Koichi Kido, uno dei più stretti consiglieri dellimperatore Hirohito, dichiarò: "Noi del partito della pace fummo aiutati dalla bomba atomica nel nostro tentativo di porre fine alla guerra". Hisatsune Sakomizu, il capo segretario di gabinetto nel 1945, definì i bombardamenti "unopportunità doro data dal cielo al Giappone per porre fine alla guerra". Secondo questi e altri storici, la classe dirigente civile pro pace fu in grado di usare la distruzione di Hiroshima e Nagasaki per convincere i militari che nessuna quantità di coraggio, abilità e combattimento impavido poteva aiutare il Giappone contro il potere delle armi atomiche. Akio Morita, fondatore della Sony e ufficiale della marina giapponese durante la guerra, conclude anchegli che fu la bomba atomica e non i bombardamenti convenzionali dei B-29 a convincere lesercito giapponese ad accettare la pace.

I sostenitori dei bombardamenti fanno inoltre notare che lattesa della resa giapponese non era unopzione priva di costi: a causa della guerra i non combattenti morivano in tutta lAsia a un ritmo di circa 200 000 al mese. I bombardamenti incendiari avevano ucciso più di 100 000 persone in Giappone dal febbraio 1945, direttamente o indirettamente, e quel massiccio bombardamento convenzionale sarebbe proseguito prima di uninvasione. Il blocco sottomarino le operazioni di minamento delloperazione Starvation avevano sensibilmente ridotto le importazioni giapponesi. Unoperazione complementare contro le ferrovie giapponesi stava per prendere il via, isolando le città dellHonshu meridionale dal cibo che cresceva in altre parti del Giappone. Questo, combinato con il ritardo nei rifornimenti di assistenza degli Alleati, avrebbe potuto risultare in un maggior numero di vittime per il Giappone, a causa di carestia e malnutrizione, rispetto a quello che si ebbe con gli attacchi. "Immediatamente dopo la sconfitta, alcuni stimarono che 10 milioni di persone erano probabilmente destinate a morire di fame", notò lo storico Daikichi Irokawa. Nel frattempo, in aggiunta agli attacchi sovietici, vennero programmate delle offensive per settembre nella Cina meridionale e in Malesia.

Gli statunitensi fecero una previsione sulla perdita di soldati nella prevista invasione del Giappone, anche se il vero numero di morti e feriti stimati è soggetto a qualche dibattito e varia a seconda delle stime dalla persistenza e affidabilità della resistenza giapponese e a seconda che si consideri che gli statunitensi avrebbero invaso solo Kyūshū nel novembre 1945 o invece che si sarebbe reso necessario un successivo sbarco nei pressi di Tokyo, previsto per il marzo 1946. Anni dopo la guerra il segretario di Stato James Byrnes sostenne che mezzo milione di vite statunitensi sarebbero andate perse e tale numero è stato ripreso da molti, ma nellestate del 1945 i pianificatori militari statunitensi prevedevano 20 000 – 110 000 morti in combattimento per liniziale invasione del novembre 1945, con allincirca un numero da tre a quattro volte superiore di feriti il numero totale di morti in combattimento per gli Stati Uniti su tutti i fronti della seconda guerra mondiale era di 292 000.

Queste stime vennero fatte usando informazioni che sottostimavano di molto la forza giapponese che venne raccolta per la battaglia di Kyushu, in numero di soldati e kamikaze, per almeno un fattore tre. Molti consiglieri militari sostennero che lo scenario peggiore poteva coinvolgere fino a un milione di vite statunitensi, tenendo anche conto di uneventuale accanita resistenza da parte dei civili fra i quali era stato diffuso un programma di lotta in caso di invasione con qualsiasi mezzo, da armi da fuoco a canne di bambù e lotta partigiana fanatica contro gli invasori.

Oltre a ciò, la bomba atomica velocizzò la fine della seconda guerra mondiale in Asia, liberando centinaia di migliaia di cittadini occidentali, compresi circa 200 000 olandesi e 400 000 indonesiani rōmusha dai campi di concentramento giapponesi. Senza contare che le truppe giapponesi avevano commesso atrocità contro milioni di civili come il massacro di Nanchino e lanticipata fine della guerra impedì ulteriori spargimenti di sangue. I sostenitori evidenziano inoltre un ordine dato dal ministero della guerra giapponese il 1º agosto 1944.

Lordine riguardava lesecuzione di tutti i prigionieri di guerra Alleati, che erano oltre 100 000, se una invasione del Giappone avesse avuto luogo. Rispondendo allargomentazione per cui luccisione di civili su vasta scala era immorale e un crimine di guerra, i sostenitori dei bombardamenti hanno sostenuto che il governo giapponese aveva dichiarato la guerra totale, ordinando a molti civili compresi donne e bambini di lavorare in fabbriche e uffici militari e di combattere contro qualsiasi forza invadente. Padre John A. Siemes, professore di filosofia moderna allUniversità Cattolica di Tokyo e testimone dellattacco atomico su Hiroshima, scrisse:

Come ulteriore argomentazione contro laccusa di crimine di guerra, alcuni sostenitori dei bombardamenti hanno evidenziato limportanza strategica di Hiroshima, come base della II Armata giapponese, e di Nagasaki, come principale centro di produzione delle munizioni. Alcuni storici hanno anche sostenuto che gli Stati Uniti desideravano porre fine alla guerra rapidamente per minimizzare le potenziali acquisizioni sovietiche di territorio controllato dai giapponesi, ragion per cui inoltre a volte si sostiene che il bombardamento atomico sia stato il primo atto della guerra fredda: oltre ad arginare la loro espansione, il bombardamento sarebbe stato così una dimostrazione di forza nei confronti dei sovietici e un monito a livello militare.

Gli statunitensi, superati dai russi nella battaglia di Berlino agli inizi di maggio, non sarebbero ancora arrivati secondi. Infine i sostenitori indicano anche i piani giapponesi, ideati dalla loro Unità 731, di lanciare aerei kamikaze riempiti di pulci infestate con la peste per infettare la popolazione di San Diego California. La data doveva essere il 22 settembre 1945, anche se non vi sono sicurezze e appare poco probabile che il governo giapponese avrebbe permesso di distogliere così tante risorse dagli scopi difensivi nella difficile situazione logistica in cui versava. Per quanto riguarda lItalia è da ricordare lappoggio dato allazione degli statunitensi da parte de lUnità, organo ufficiale dellallora Partito Comunista Italiano, allindomani dello sgancio delle bombe. Il 10 agosto 1945 pubblicò infatti un articolo dal titolo Al servizio della civiltà che così recitava: "Le notizie che lAviazione statunitense ha usato la bomba atomica sono state accolte in certi ambienti con senso di panico e con parole di riprovazione. Questo ci sembra uno strano complesso psicologico, una formale obbedienza a un astratto umanitarismo".



                                     

4.2. Il dibattito storico Oppositori allimpiego dellarma atomica

Il Progetto Manhattan era stato originariamente concepito per contrastare il programma atomico della Germania nazista e con la sconfitta tedesca diversi scienziati che lavoravano al progetto sentirono che gli Stati Uniti non dovevano essere i primi a usare una tale arma. Due dei principali critici del bombardamento furono Albert Einstein e Leó Szilárd, che assieme avevano spronato la prima ricerca sulla bomba nel 1939 con una lettera scritta a quattro mani indirizzata al presidente Franklin D. Roosevelt, per poi cambiare idea una volta saputo delleffettivo potere distruttivo della bomba inizialmente Einstein sottovalutò questa capacità. Szilard, che in seguito avrebbe giocato un ruolo importante nel Progetto Manhattan, sostenne:

Nei giorni precedenti molti scienziati incluso il fisico nucleare statunitense Edward Teller sostennero che il potere distruttivo della bomba poteva essere dimostrato senza fare vittime, per esempio sganciando la bomba in una zona non abitata del Giappone come "avvertimento" nei confronti del governo giapponese. Questa soluzione però non ottenne favori perché avrebbe comportato il consumo a vuoto di una bomba erano costose e richiedevano tempi lunghi per la loro costruzione e non vi erano certezze che un tale test avrebbe invece informato i giapponesi del pericolo spingendoli ad allertarsi ancora di più per cercare di intercettare uneventuale missione di attacco atomico.

I bombardamenti, assieme ad altri attacchi ai civili, si potevano ritenere violazioni delle Convenzioni dellAia del 1899 e del 1907, che erano state ratificate dal Senato degli Stati Uniti nel 1902 e nel 1908. La Convenzione dellAja del 1907 concernente le leggi e gli usi della guerra per terra, vigente allepoca, recitava allarticolo 25: "È vietato attaccare o bombardare, con qualsiasi mezzo, città, villaggi, abitazioni o edifizi che non siano difesi".

Lesistenza di resoconti storici che indicano che la decisione di usare le bombe atomiche venne presa allo scopo di provocare una resa anticipata del Giappone tramite luso di un potere impressionante, unita allosservazione che le bombe vennero usate di proposito su obiettivi che includevano dei civili, ha fatto sì che alcuni commentatori osservassero che levento fu un atto di terrorismo di Stato. Lo storico Robert Newman, che è a favore della decisione di sganciare le bombe, prese laccusa di terrorismo di Stato abbastanza seriamente da replicare che la pratica del terrorismo è giustificata in alcuni casi.

Alcuni hanno sostenuto che i giapponesi erano già sostanzialmente sconfitti e quindi luso delle bombe non era necessario. Il generale Dwight Eisenhower consigliò così il segretario alla guerra Henry Stimson nel luglio del 1945. Lufficiale più alto in grado nel teatro del Pacifico, il generale Douglas MacArthur, non venne consultato in anticipo, ma disse in seguito che sentiva che non ci fosse giustificazione militare per i bombardamenti. La stessa opinione venne espressa dallammiraglio di flotta William Leahy capo di Stato maggiore del presidente, dal generale Carl Spaatz comandante delle forze aeree strategiche statunitensi nel Pacifico, dal brigadiere generale Carter Clarke ufficiale dei servizi segreti militari che preparò i telegrammi giapponesi intercettati per gli ufficiali statunitensi; dallammiraglio Ernest King capo delle operazioni navali statunitensi e dallammiraglio di flotta Chester Nimitz comandante in capo della flotta del Pacifico.

Eisenhower scrisse nelle sue memorie The White House Years:

Lindagine degli Stati Uniti sul bombardamento strategico, dopo aver intervistato centinaia di civili e militari giapponesi dopo la resa del Giappone, riportò:

Si deve comunque notare che lindagine assunse che continuati attacchi al Giappone, con ulteriori vittime dirette o indirette, sarebbero stati necessari per costringere alla resa entro le date menzionate di novembre o dicembre. Altri asseriscono che il Giappone aveva cercato di arrendersi per almeno due mesi, ma gli Stati Uniti rifiutarono insistendo su una resa incondizionata. In effetti, mentre diversi diplomatici favorivano la resa, i capi dellesercito giapponese erano impegnati a combattere una battaglia decisiva su Kyūshū, sperando che avrebbero potuto negoziare termini migliori per un armistizio in seguito cosa che gli statunitensi sapevano dalla lettura delle comunicazioni giapponesi intercettate. Il governo giapponese non decise mai quali termini, oltre la conservazione di un sistema imperiale, avrebbe accettato alla fine della guerra. Ancora il 5 agosto il Consiglio supremo era diviso, con i sostenitori della linea dura che insistevano che il Giappone dovesse smobilitare le proprie forze, senza processi per crimini di guerra e senza occupazione. Solo lintervento diretto dellimperatore Hirohito pose fine alla disputa, dopo che si tentò pure un colpo di Stato militare per impedire la resa.

Secondo unaltra critica gli Stati Uniti avrebbero dovuto aspettare un breve periodo per valutare gli effetti dellentrata in guerra dellUnione Sovietica. Gli Stati Uniti sapevano, al contrario del Giappone, che lUnione Sovietica aveva accettato di dichiarare guerra al Giappone tre mesi dopo la vittoria in Europa e tale attacco venne in effetti lanciato l8 agosto 1945. La perdita di qualsiasi possibilità che lUnione Sovietica potesse servire da mediatore neutrale per un negoziato di pace, accoppiata allentrata in combattimento dellArmata Rossa il più grande esercito attivo del mondo, avrebbe potuto essere sufficiente a convincere i militari giapponesi del bisogno di accettare i termini della dichiarazione di Potsdam, oltre a qualche condizione per limperatore.

Poiché nessuna invasione statunitense era imminente, si è sostenuto che gli Stati Uniti non avevano niente da perdere nellaspettare diversi giorni per vedere se la guerra poteva essere cessata senza luso della bomba atomica. Per come si svolsero i fatti la decisione di arrendersi del Giappone venne presa prima che la portata dellattacco sovietico alla Manciuria, allisola di Sachalin e alle isole Curili fosse nota, ma se la guerra fosse continuata i sovietici sarebbero stati in grado di invadere Hokkaidō ben prima dellinvasione alleata. Altre fonti giapponesi hanno affermato che gli stessi bombardamenti atomici non furono la ragione principale della capitolazione.

Essi sostengono invece che furono le rapide e devastanti vittorie sovietiche sul continente nella settimana seguente la dichiarazione di guerra che spinsero al messaggio di resa del Giappone il 15 agosto 1945. Diverse organizzazioni hanno criticato i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki su basi morali. Per citare un esempio, un rapporto del 1946 del Concilio Nazionale delle Chiese intitolato Guerra atomica e fede cristiana include il seguente passaggio:

Anche la scelta di utilizzare bersagli civili anziché militari è stata spesso criticata. Da una parte i militari statunitensi erano ansiosi di utilizzare le bombe atomiche sulle città per poter verificare al meglio le potenzialità di un ordigno nucleare sul campo di battaglia, dallaltra cè da rimarcare che gli Stati Uniti stavano già portando avanti una politica di massicci attacchi incendiari su obiettivi civili in Giappone. Durante questi attacchi il 20% degli esplosivi aveva lo scopo di spezzare le strutture di legno degli edifici mentre il restante 80%, composto da piccole bombe incendiarie, dava fuoco alle città. Tali raid distrussero completamente molte città giapponesi compresa Tokyo ancor prima dellutilizzo di armi atomiche. Questi tipi di bombardamenti vennero condotti a causa del fatto che lindustria giapponese era estremamente dispersa tra gli edifici civili, con tante piccole fabbriche a conduzione familiare operanti in mezzo alle abitazioni.

                                     

4.3. Il dibattito storico Il primo atto della guerra fredda

È opinione diffusa che i bombardamenti atomici non mirassero solo a una pronta resa del Giappone, ma costituissero anche un monito allalleato sovietico. La resa del Giappone prima del concordato intervento sovietico in Estremo Oriente non solo avrebbe evitato la creazione di diverse zone doccupazione, come era avvenuto in Germania, ma avrebbe inoltre privato lUnione Sovietica di pegni territoriali da far valere al tavolo della pace. Si è trattato inoltre di unostentazione spettacolare di una nuova potenza distruttrice permessa dalluso congiunto dellaviazione e dellarma nucleare non posseduta dallUnione Sovietica, potenza essenzialmente terrestre che sarebbe stata molto vulnerabile ai bombardamenti strategici. Lo scopo era quindi bilanciare lo strapotere sovietico terrestre ottenuto grazie alla decisiva vittoria contro il Terzo Reich con la minaccia di una ritorsione spaventosa contro la quale non apparivano possibili difese. In tale logica va inquadrato il laconico accenno di Truman a Stalin, durante la conferenza di Potsdam, riguardo a una nuova arma e al fatto che lincursione su Hiroshima avvenne prima dello spirare del termine concordato per lintervento sovietico in Estremo Oriente.

                                     

5. Il bombardamento nella cultura di massa

  • Il film Hiroshima 28 1974 sceneggiato da Patrick Lung Kong e girato in occasione del 28º anniversario del bombardamento atomico del Giappone rimane una delle più forti e intense testimonianze del dolore dei sopravvissuti.
  • La cantante tedesca Sandra Cretu nel 1990 ha inciso e pubblicato come singolo la canzone-tributo Hiroshima.
  • Nel 1984 il gruppo musicale U2 pubblicò la canzone The Unforgettable Fire, brano dellomonimo album ispirata da una mostra darte dallo stesso nome sulle vittime del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, che si tenne presso The Peace Museum "Museo della Pace" di Chicago.
  • Yoko Ono e Paul McCartney hanno dedicato alla memoria del terribile evento un brano sperimentale chiamato Hiroshima Sky Is Always Blue, in cui suonano anche Sean Lennon figlio di Yoko Ono e John Lennon, James McCartney figlio di Linda Eastman e Paul McCartney e Linda Eastman moglie di Paul McCartney.
  • Lartista polacco Leszek Nowosielski ha dedicato allevento una composizione in ceramica, esposta presso il Centro della memoria di Hiroshima a Tokyo.
  • Gli artisti Stephen Moore e Ann Rosenthal hanno esaminato sessantanni di vita allombra della bomba nel loro progetto pluridecennale Infinity City e nel loro sito web documentano il loro viaggio nei siti storici dei tre continenti, esplorando le espressioni artistiche sulleredità nucleare statunitense.
  • Il film Hiroshima mon amour 1959 sceneggiato da Marguerite Duras si ispira parzialmente al bombardamento. Il film, diretto da Alain Resnais, dedica ampio spazio a documentare la devastazione e gli effetti delle ustioni sulle vittime.
  • Il manga giapponese Gen di Hiroshima parla dei bombardamenti; lanime dello Studio Ghibli Una tomba per le lucciole descrive i bombardamenti statunitensi sul Giappone; il film Rapsodia in agosto di Akira Kurosawa è uno degli esempi più lampanti e meglio riusciti di manga e film che trattano il bombardamento e il contesto della seconda guerra mondiale.
  • Del 1984 è la Trinity Mass del compositore newyorkese James Yannatos, una messa da requiem ampliata, con intenti di compianto e monito, con testi in varie lingue sullevento, comprese testimonianze di sopravvissuti. Il titolo è ripreso dal nome in codice che fu scelto da J.R. Oppenheimer per il primo test della bomba atomica.
  • Hiroshima mon amour è anche il titolo di una canzone degli Ultravox del 1977, ed è anche il nome dato a un locale e circolo culturale pubblico di Torino nel 1987.
  • Nel videogioco Fallout 3 è presente unarma capace di sparare piccole bombe nucleari. Larma in questione è chiamata "Fat Man", riferimento alla bomba sganciata su Nagasaki.
  • Il gruppo italiano Nomadi ricorda il bombardamento atomico nella canzone Il pilota di Hiroshima.
  • Zipang è un anime che illustra il viaggio indietro nel tempo fino alla seconda guerra mondiale di una moderna nave giapponese dellSDF. La serie fornisce uno sguardo sulle condizioni di vita del tempo e sulla visione moderna del bombardamento da parte del popolo giapponese.
  • Hiroshima di Daniele Santoro è il titolo di una cronistoria poetica nei luoghi dellinferno atomico.
  • Il gruppo britannico heavy metal degli Iron Maiden ha scritto una canzone che parla della bomba atomica intitolata Brighter than a thousand suns "Più luminosa di mille soli", contenuta nel loro album A Matter of Life and Death del 2006.
  • Il compositore Robert Steadman scrisse un pezzo musicale sia per cantanti sia per musica da camera intitolato Hibakusha Songs. Commissionato dallImperial War Museum North di Manchester, è stato eseguito per la prima volta nel 2005.
  • Lanime In questo angolo di mondo del 2016 racconta la vita di una famiglia durante la seconda guerra mondiale, nella città di Kure ed a Hiroshima.
  • Il gruppo di rock progressivo canadese dei Rush ha scritto una canzone intitolata The Manhattan Project, che descrive gli eventi che hanno portato al bombardamento di Hiroshima.
  • Il brano musicale Trenodia alle vittime di Hiroshima di Krzysztof Penderecki è stato scritto e arrangiato nel 1960 come reazione a un fatto ritenuto senza senso dal compositore polacco. Il 12 ottobre 1964 Penderecki scrisse: "Lasciate che la trenodia esprima la mia ferma convinzione che il sacrificio di Hiroshima non sarà mai dimenticato e perso".
  • Il gruppo di synth pop britannico Orchestral Manoeuvres in the Dark OMD ha realizzato nel 1980 Enola Gay, suo maggior successo, che commemora e denuncia nello stile proprio del genere la tragedia del bombardamento atomico.
  • La storia di Sadako Sasaki, una giovane superstite del bombardamento di Hiroshima a cui venne diagnosticata la leucemia, è stata raccontata in diversi libri e film. I più conosciuti di questi lavori è stato il libro di Eleanor Coerr Sadako and the Thousand Paper Cranes Sadako le mille gru di carta ", e quello di Karl Bruckner Sadako Will Leben "Sadako vuole vivere", pubblicato in Italia come Il gran sole di Hiroshima. Sasaki, confinata in un ospedale a causa delle sue precarie condizioni di salute, creò 989 origami, così come vuole unantica leggenda giapponese, che vuole che il creatore di mille gru di carta possa esprimere un desiderio prima di morire.
                                     

5.1. Il bombardamento nella cultura di massa Filmografia

  • Hiroshima il giorno della bomba - documentario del programma Ulisse il piacere della scoperta di Alberto Angela
  • Hiroshima mon amour - film di Alain Resnais del 1959
  • Hiroshima 28 - film di Patrick Lung Kong del 1974
  • Hiroshima - dettagliato documentario incentrato sulle decisioni politiche del bombardamento, diretto da Koreyoshi Kurahara e Roger Spottiswoode del 1995
  • Rapsodia in agosto - film di Akira Kurosawa del 1991
  • Pioggia nera - film di Shōhei Imamura del 1989
                                     
  • mondiale e i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki erano ancora vicini: nel 1945, gli Stati Uniti lanciarono una bomba nucleare sulla città di Hiroshima
  • resa dell Impero giapponese, a seguito dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki L uso di queste armi è controverso, ancor oggi in sede storiografica
  • venne utilizzato nella prima bomba atomica Fat Man che venne utilizzata nei Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki Prima del D - Day si recò in Europa
  • gruppo di scienziati e ingegneri civili Britannici visitando il Giappone per documentare gli effetti dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki e le
  • occidentale sono stati rimossi i riferimenti al nazismo e ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki Il videogioco presenta similarità con la serie Front
  • Tibbets Raymond K. Beahan BOCKSCAR Enola Gay Nagasaki Hiroshima 509th Operations Group Bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki Fat Man Little Boy

Anche gli utenti hanno cercato:

hiroshima e nagasaki tesina, hiroshima nagasaki date, hiroshima prima e dopo, ricostruzione di hiroshima,

...
...
...