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ⓘ Ștefan III cel Mare




Ștefan III cel Mare
                                     

ⓘ Ștefan III cel Mare

Ștefan III, detto anche Ștefan cel Mare, in italiano, Stefano il Grande, è stato voivoda di Moldavia dal 1457 al 1504, diventando così il sovrano moldavo ad aver governato più a lungo.

Ștefan difese il suo regno dalle ambizioni espansionistiche del Regno dUngheria, del Regno di Polonia e dellImpero ottomano. La lunga guerra contro i turchi ed il grande successo militare nella Battaglia di Vaslui lo resero molto popolare in Europa, tanto che Papa Sisto IV lo nominò verus christianae fidei athleta "vero campione della fede cristiana". Venerato come santo dalla Chiesa ortodossa, che lo ricorda il 2 luglio, Ștefan pagò al sultano turco il riscatto per il Monte Athos, garantendo così la sopravvivenza di questa enclave monastica fondamentale per la storia della Chiesa dOriente.

                                     

1.1. Biografia Le origini

Figlio del voivoda Bogdan II di Moldavia, Ștefan apparteneva alla casa reale dei Mușatini. Secondo i racconti popolari tramandati di generazione in generazione, Ștefan sarebbe stato concepito durante un soggiorno di una notte di Bogdan a Borzești, dove egli trascorse la notte a casa di una giovanissima e bellissima vedova, per ripartire lindomani verso Suceava. Prima di partire però, lasciò alla giovane come regalo un anello doro sul quale erano raffigurate la corona reale e la firma del re.

Dopo alcuni mesi la donna avrebbe partorito un bambino che fu appunto chiamato Ștefan. Alletà di dieci anni, Ștefan venne incolpato della morte di un suo coetaneo e venne portato assieme alla madre a Suceava davanti al sovrano che era, anche se da poco, proprio Bogdan. Una volta davanti al re la donna gli mostrò lanello che lui le aveva donato 10 anni prima e gli disse che quello che aveva davanti non era altro che suo figlio. Bogdan allora lo prese sotto la sua protezione al palazzo reale.

Nel 1451 Bogdan II venne ucciso dal fratellastro Petru III Aron, che sferrò un attacco furtivo durante un matrimonio di uno dei boiardi di Bogdan. Il re fu catturato e decapitato mentre Ștefan riuscì a scappare e si rifugiò in Transilvania sotto la protezione del comandante militare János Hunyadi e poi in Valacchia, presso suo cugino Vlad III Țepeș.

                                     

1.2. Biografia La scalata al potere

La Moldavia a partire dal 1451 precipitò in un periodo buio, determinato da vari scontri tra i due pretendenti al trono, Petru III Aron e Alexăndrel di Moldavia, e diverse guerre civili. Giovedì 12 aprile del 1457 Ștefan, ormai ventiquattrenne, assieme a 6000 cavalieri valacchi si scontrò con le forze di Petru sulle rive del fiume Doljești e poi nuovamente il 14 aprile presso Orbic, dove Pertu Aron venne sconfitto e dove abbandonò lo scontro per rifugiarsi nel Regno di Polonia. Ștefan allora, uscitone vincitore, si diresse verso Suceava dove chiese che i vari esponenti del regno si radunassero sulla pianura chiamata câmpia Dreptății, vicino al castello reale, dove davanti ai grandi proprietari terrieri, ai nobili e ai più importanti esponenti della Chiesa ortodossa fu proclamato principe e incoronato.

Nel 1459 Ștefan lanciò unoffensiva contro il Regno di Polonia, per eliminare Petru Aron. Il voivoda ed il re Casimiro IV di Polonia siglarono un accordo: la Moldavia riconobbe la Polonia quale suzerain e il fuggiasco Aron venne formalmente bandito dalle terre dei Mușatini.

                                     

1.3. Biografia Il regno

A partire dal 1462 Ștefan raffreddò i suoi rapporti con la Valacchia. Vlad III rifiutò infatti di cedergli la preziosa fortezza di Chilia, sul Mar Nero nellattuale Ucraina, e la difese da un attacco congiunto di moldavi e turchi: durante lo scontro lo stesso Ștefan venne ferito ad una caviglia dallo scoppio di una granata, restando menomato allarto per tutta la vita. La fortezza venne conquistata solo nel 1465, quando Vlad III venne imprigionato da Mattia Corvino dUngheria. Nel 1466 Ștefan riottenne la Fortezza di Chotyn dalla Polonia.

Il crescente potere del voivoda moldavo indispettì il sovrano ungherese. Con il pretesto di punire linterferenza di Ștefan in Transilvania ove il principe cercava il fuggiasco e sempre pericoloso Petru Aron, Mattia Corvino attaccò la Moldavia nel 1467 ma venne sconfitto nella Battaglia di Baia. Mattia e Ștefan conclusero a questo punto un accordo di pace in chiave anti-turca mentre il voivoda moldavo riusciva finalmente a catturare e far uccidere Petru Aron 1468.

Nel 1470, con la Battaglia di Lipnic, Ștefan stroncò una tentata invasione da parte dei Tartari. Nel 1471, Ștefan attaccava la Valacchia, ormai divenuta vassalla dellImpero ottomano. Quattro anni dopo 1475, il voivoda affrontava in campo aperto il sultano Maometto II e lo sconfiggeva nella Battaglia di Vaslui, ponendo un freno temporaneo al dilagare dei turchi nei Balcani. Nel 1476 Ștefan venne sconfitto nella Battaglia di Valea Albă ma, fallito lAssedio di Cetatea Neamțului 1476, i turchi furono costretti a ritirarsi causa pestilenza. Mentre richiedeva inutilmente aiuti ai sovrani europei per la crociata contro Istanbul la sua determinazione nel "tagliare il braccio destro ai pagani" gli valse lappellativo di "vero atleta del cristianesimo" da parte del Papa Sisto IV, Ștefan depose il voivoda valacco Radu III cel Frumos Radu il bello, fratello di Vlad III limpalatore e lo sostituì con Basarab III Laiotă cel Bătrân Laiota il vecchio. Tornò in Valacchia nel 1482, quando depose il filo-ottomano Basarab IV Țepeluș cel Tânăr esattamente il giovane piccolo impalatore e lo sostituì con Vlad Călugărul Vlad il monaco, altro fratello di Vlad III, che si rivelò un alleato più affidabile.

Nel 1484 i turchi tornarono in Moldavia, conquistando la fortezza di Chilia e Cetatea Albǎ. Ștefan sconfisse gli invasori nella Battaglia di Cătlăbuga 16 novembre 1485 e nuovamente nella Battaglia di Șcheia nel marzo del 1486. A partire dal 1494, aiuti concreti a Ștefan per la crociata contro i turchi vennero promessi da Giovanni I Alberto di Polonia che iniziò ad imbastire una coalizione polacco-moldava cui avrebbe partecipato anche il marchese Giovanni di Brandeburgo.

Nel corso del 1496, Giovanni Alberto riuscì faticosamente a raccogliere unarmata di 80.000 polacchi. A questo punto la crociata degenerò però in un conflitto tra polacchi e moldavi Guerra polacco-moldava per il controllo della Galizia. Ștefan temette infatti un tradimento da parte di Giovanni Alberto, sospettandolo di voler assicurare il trono moldavo al fratello Sigismondo Jagellone. Dopo il fallito Assedio di Suceava 1497, la Battaglia della Foresta di Cosmin chiuse la contesa in favore del voivoda Ștefan che non riuscì però a stroncare definitivamente Giovanni Alberto.

Pressato dalla nuova minaccia costituita dal sempre più potente regno polacco, il 20 agosto 1503, Ștefan concluse un accordo di pace con il sultano Bayezid II che garantì alla Moldavia lindipendenza in cambio di un tributo annuale.



                                     

1.4. Biografia La fine

Ștefan era rimasto gravemente ferito ad una caviglia da una scheggia di granata durante lassalto a Chilia nel 1462. La ferita, mai adeguatamente guarita, peggiorò nel 1486, quando il voivoda rimase schiacciato sotto il suo cavallo nella Battaglia di Șcheia. La menomazione aveva spinto Ștefan a circondarsi di dottori e guaritori: Hermann, "bacalaurio in medicina", lastrologo Battista de Vesentio, il genovese maestro Zoano Barbero 1468, Isaac Beg 1473, don Antonio Branc ed i veneziani Mateo Muriano 1502 e Hieronimo di Cesena 1503.

Nel 1503 la situazione di Ștefan, ormai anche affetto dalla gotta che aveva immobilizzato le sue mani oltre che le sue gambe, peggiorò: il 9 novembre, il re dUngheria Ladislao II Jagellone scriveva al Doge di Venezia che "il voivoda di Moldavia era tormentato da un vecchio male". Il 30 giugno 1504 i dottori di Ștefan tra cui Hieronimo di Cesena operarono a Suceava la cauterizzazione della vecchia ferita alla gamba del sovrano. Loperazione debilitò lanziano voivoda che morì la mattina del 2 luglio 1504.

Ștefan cel Mare venne sepolto presso il Monastero di Putna, dove, dopo essere riusciti a conquistare Suceava, i turchi ne trafugarono il corpo insieme alla sua spada. Il suo corpo venne restituito solamente nel secolo scorso, mentre la sua spada si trova tuttora ad Istanbul, nel museo del Topkapi.

                                     

2. Canonizzazione

Al volgere del XX secolo la Chiesa ortodossa rumena decise di santificare Ștefan cel Mare. Il processo di canonizzazione cominciò il 20 giugno 1992. Ștefan III di Moldavia è ora noto come "Santo Principe Stefano il Grande" ed è festeggiato dalla Chiesa ortodossa il 2 luglio, giorno della sua morte.

                                     

3. Lascito

Benché attraversato da numerosi combattimenti, il lungo regno di Ștefan fu nondimeno sede di sviluppo artistico e culturale: non meno di 44 chiese e monasteri vennero eretti; alcuni di essi sono inclusi tra i patrimoni dellumanità dellUNESCO.

Ștefan fu il solo principe moldavo ad essere riuscito a stabilire rapporti diplomatici e culturali con lItalia, soprattutto con Roma e con Venezia, identificando nel proprio nome la prima presa di contatto del popolo moldavo con la civiltà italiana.

Il Monumento di Stefano il Grande, a Chișinău, è oggi il più importante monumento della Moldavia. La vittoria del principe a Vaslui è stata celebrata con una grande statua equestre sul luogo della battaglia e nel film Ștefan cel Mare - Vaslui 1475 del regista rumeno Mircea Drăgan in occasione del cinquecentesimo anniversario dello scontro 1975. Leffigie di Ștefan compare sulla monetazione moldava Leu moldavo. Un altro notevole monumento a Stefano il Grande si trova a Bălți.

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