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ⓘ Atomismo




Atomismo
                                     

ⓘ Atomismo

L atomismo è una teoria filosofica su basi fisiche basata sulla pluralità dei costituenti fondamentali della materia e realtà fisica: gli atomisti hanno teorizzato che il mondo naturale consista in due parti, gli atomi indivisibili e il vuoto.

                                     

1. Introduzione

Latomismo è nato nella Grecia "ionica" coste dellattuale Asia Minore probabilmente verso la fine del VII secolo a.C. Esso si profila in modo netto solo nel secolo successivo grazie a Leucippo, che da Mileto emigra ad Abdera e fonda una scuola dove avrà come allievo principale Democrito. Latomismo non si limita ad essere unontologia, ma ha sia in Democrito che in Epicuro dei risvolti etici molto importanti. Per quanto la presente voce concerna principalmente gli aspetti ontologici dellatomismo, in quanto sono essi a caratterizzarlo sotto il profilo teorico, per completezza dinformazione si fornisce qualche cenno alletica con alcune citazioni significative.

Bisogna notare che il pluralismo ontologico espresso nel mondo ionico, che si oppone decisamente al monismo religioso di Senofane e al monismo metafisico di Parmenide, ha un altro importante esponente in Anassagora. Nativo di Clazomene, emigrato ad Atene nel 462 a.C., egli espone la sua teoria dei semi di tutti gli aspetti dellessere che Aristotele ribattezzerà "omeomerìe" o omeomeri. A differenza di quello leucippeo il pluralismo ontologico anassagoreo non prevede elementi neutri, gli atomi, che acquistano qualità evidenti e percepibili solo nei loro aggregati. Per Anassagora gli elementi primi ed ultimi di ogni genere di cose reali sono già" qualificati”, in quanto semi delle cose stesse.

Ma la teoria di Anassagora presenta anche difficoltà teoriche rilevate da Aristotele, che critica il Noûs, il principio formativo infinito-indefinito, come un deus ex machina sovrapposto, mentre latomismo di Leucippo è più coerente perché ogni atomo ha "in sé" la ragione del suo essere. Esso perde coerenza soltanto quando lo si mescoli con quello di Democrito, il che è avvenuto molto presto, già nel IV secolo a.C., con effetti disastrosi sulla sua credibilità. Latomismo leucippeo sembra infatti essere stato indeterministico, mentre quello democriteo è sicuramente deterministico.

Latomismo fu combattuto aspramente da Platone e dai suoi seguaci, che vi vedevano una dottrina empia, della quale bisognava cercare di far scomparire ogni traccia. In effetti sia da parte sua che dei suoi seguaci lintento deve essere stato realizzato, vista la completa sparizione di tutti i testi originali sullatomismo. Diogene Laerzio nelle sue Vite dei filosofi riporta la seguente testimonianza: "Aristosseno nelle sue "Memorie sparse" afferma che Platone ebbe lintenzione di bruciare tutte le opere di Democrito.". Non è noto se ciò sia effettivamente avvenuto. Rimane il fatto che i testi di Leucippo e di Democrito non ci sono pervenuti, per quanto del secondo le testimonianze siano molto più abbondanti.

                                     

2. Latomismo di Leucippo

Nellatomismo di Leucippo che deve essere distinto da quello di Democrito la materia è costituita da elementi microscopici, indivisibili e impercettibili, qualificati da forma, disposizione e posizione, contenuti nello spazio infinito, considerato vuoto. Nel vuoto essi si muovono casualmente e rapidamente, e il loro movimento determina le loro combinazioni e la formazione dei corpi materiali. Il frammento 289 catalogato da Hermann Diels nel suo Doxographi Graeci dovrebbe appartenere alla Grande cosmologia e pare il più attendibile al riguardo per quanto evidentemente incompleto. Un breve passo significativo:

Gli atomi sono sostanze elementari invisibili ed indivisibili, atomi compongono la materia percettibile ne sono linvisibile sostanza o lessenza. Lessere nella sua globalità, è fatto di atomi che ne sono elementi di base e formano i corpi estesi che lo costituiscono insieme al vuoto. Su queste caratteristiche degli atomi Democrito riprende fedelmente Leucippo; quindi è solo per la causalità aggregativa, deterministica, che se ne discosta completamente.

Dalla leggenda che Leucippo fosse stato ad Elea e avesse avuto rapporti con Zenone qualcuno ha voluto vedere le due realtà atomistiche lo spazio vuoto e gli atomi come una risposta ai paradossi di Zenone sulla natura del movimento.

Latomismo verrà più tardi ripreso da Epicuro che ripristina il caso come causa del moto degli atomi e teorizza la parenklisis come casuale inclinazione del loro moto, determinandone le collisioni. Unaltra novità importante introdotta da Epicuro nella fisica atomistica è il "peso", in base al quale gli atomi cadono secondo la verticale, con la parenklisis, che ne declina il percorso e li fa collidere. La collisione provoca uninterazione di tipo aggregativo secondo una reinterpretazione della cosmogonia leucippea.

Lucrezio Caro nel I secolo a.C. darà allatomismo epicureo una forma poetico-didascalica nel suo De rerum natura, traducendo il termine greco parenklisis nel latino clinamen. Lo scrittore latino introduce elementi esistenzialistici, drammatici e pessimistici, che sono assenti in Epicuro, la cui etica edonistica ed eudemonistica non poteva ammettere turbamenti esistenziali del tipo di quelli introdotti da Lucrezio.

Latomismo è imprescindibile dal materialismo e in larga misura è a tutti gli effetti una forma di ateismo: Leucippo, Democrito ed Epicuro, pur nelle loro differenze, rigettano ogni tentativo di distinzione fra trascendente e immanente. E ciò per quanto Epicuro non neghi lesistenza degli dei, ma li releghi in lontani "inframondi", dove assumono un mero valore simbolico come modelli di beatitudine astratta.

                                     

3. Latomismo di Democrito

Con Democrito la filosofia si sposta nel nord della Grecia: nasce nel 460 a.C. ad Abdera. Nel corso della sua vita intraprende numerosi viaggi: in Etiopia, in Persia e in India. Soggiornò anche ad Atene per un breve periodo. Per questo venne in contatto con i pitagorici e conobbe le filosofie di Talete e Parmenide.

Democrito apporta un cambiamento sostanziale nella cosmologia atomistica del maestro, perché elimina il caso come causa dellessere e lo sostituisce con la necessità. Probabilmente indotto a farlo per rendere meglio ragione del formarsi dei corpi nel mondo vivente, Democrito non ha mai spiegato perché lo abbia fatto ed anzi, appropriandosi della paternità della Grande cosmologia, che è di Leucippo, ha complicato la situazione. Dopo di lui infatti il suo nome e quello di Leucippo vengono legati equivocamente insieme e il Corpus democriteum degli scritti atomistici presenta in alcuni punti delle contraddizioni, dove ciò che parrebbe casuale viene poi definito come necessario.

Mentre le testimonianze su Democrito sono numerose, con il risultato che il suo atomismo si è costituito per molti aspetti, come quello "canonico", quelle su Leucippo sono molto ridotte. Pertanto, seppure Leucippo debba essere considerato pensatore filosoficamente più importante di Democrito, storiograficamente è la figura di questi a dominare la scena.

Latomismo nei termini posti da Democrito, e depurato delle contraddizioni interne sul piano cosmologico, riprende il concetto di arché posto nel VII secolo a.C. dai naturalisti milesii e lo traduce con atomos nel senso pluralistico di atomoi. Egli è un grande naturalista, attento osservatore di tutti gli aspetti del vivente, e pone a base della sua concezione una "natura" che è pura "materia", eliminando dal mondo reale ogni elemento di trascendentalità.

Facendo questo, ogni concetto di divinità risulta eliminato anchesso. Tutto ciò che "è nella natura"; in essa vi sono tutte le cause possibili di ogni ente esistente possibile. Laggregazione degli atomi forma i corpi definiti della realtà percepibile e il loro disgregarsi restituisce alla natura stessa i suoi elementi di base, in una fenomenologia puramente meccanicistica che non ha bisogno di nullaltro per verificarsi, ma ciò che per Leucippo era frutto del caso, e ritornerà ad esserlo con Epicuro, per Democrito è il frutto di unassoluta necessità.

Democrito è soprattutto un acuto osservatore che trae dalle sue osservazioni importanti conclusioni di carattere biologico e persino psicologico, ma che comunque non riguardano la teoria atomistica in senso stretto. Se Epicuro rimodula la teoria atomistica introducendo i concetti di peso dellatomo e di parenklisis o declinazione, Democrito può essere considerato infatti un precursore delle teorie galileane nel distinguere tra qualità primarie e secondarie. Sosteneva infatti che solo le determinazioni quantitative possono essere attribuite allatomo e non le qualitative. Un esempio di quei principi semplici che nascono dal materialismo atomistico ed entrano nella cultura greca e poi romana contro i "bizantinismi" della metafisica.

La teoria di Democrito ha incontrato nel corso della storia molte critiche, in quanto esclude dallorigine delluniverso una causa divina. In primo luogo cè Platone che, nonostante disapprovasse latomismo, non citò mai nei suoi Dialoghi Democrito; Aristotele invece manifesta un totale dissenso, dichiarando che il proprio pensiero era in completa antitesi con quello democriteo. Con il trionfo del cristianesimo latomismo venne bandito in quanto teoria atea per eccellenza. Infine nel XX secolo si iniziò a studiare questa teoria con obiettività storiografica e ci si rese conto della sua rilevanza oggettiva.



                                     

4. Platone e latomismo

Latomismo, un indirizzo di pensiero ontologico fiorente nel V secolo a.C. conosce una profonda eclissi nel secolo successivo, in coincidenza con limporsi dellidealismo platonico, trovando un relativo rilancio solo nel IV secolo con Epicuro. Per capire la radicalità dellopposizione idealismo/atomismo occorre precisare il principio di partenza dei due indirizzi: lidea o spirito nellidealismo, la natura o materia nellatomismo. Per gli atomisti la realtà consisteva negli aggregati atomici immersi nel vuoto. Per Platone essa consta di una dualità, con un principio divino, il Bene, corredato da "idee" quali sue espressioni o attributi e una materia inerte e priva di vero essere. Le idee, matrici attive dellessere, operano vivificando la materia, mero ricettacolo informe e passivo. Essa "riceve" forma e realtà da esse mostrandosi, in quanto "formata" in una sorta di collezione di "copie". Sono infatti esse a dare forme, significati e realtà a una materia che, di per sé stessa, non possiederebbe esistenza. Quello della materia è quindi tema irrilevante per Platone, ed è adombrato rapsodicamente e con sufficienza qua e là, ad eccezione che nel Timeo 50, a-c, dove vi si sofferma nel modo seguente:

La materia partecipa in un modo "oscuro" e solo "in qualche modo" della realtà dellintelleggibile: lIdea suprema, lo Spirito, lAnima del mondo. Però non è più lassoluto non-essere di Parmenide ma è diventata un "qualcosa". Essa viene così ammessa allessere, ma al gradino più basso, mentre per gli atomisti essa costituiva la totalità dellessere. È evidente come Platone non potesse che mostrare disprezzo per gli atomisti in quanto materialisti e avesse fatto della lotta alla filosofia atomistica un proprio compito primario.

Secondo uninterpretazione più morbida dellopposizione atomismo/platonismo la contrapposizione potrebbe venire colta solo nel fatto che Democrito propende per una concezione di necessità del reale, mentre Platone vede come divino il "fine" verso cui il reale è necessitato a convergere. Si può anche intravedere una certa complementarità tra i due filosofi, nella misura in cui entrambi sono deterministi, e per il fatto che Platone ha dovuto in qualche modo confrontarsi col pensiero atomistico, assai noto nellAtene di Pericle insieme a quello di Anassagora.

                                     

5. Aristotele e latomismo

La testimonianza di Aristotele sullatomismo è importante per due motivi, perché in ordine di tempo è la meno lontana dalla fioritura di esso, nel V secolo.a.C, e poi perché è abbastanza probabile che ai suoi tempi qualche scritto originale se non di Leucippo almeno di Democrito fosse ancora in circolazione, malgrado il comune ostracismo per lempietà di quel pensiero e la distruzione fisica operata dai fedelissimi di Platone.

Gli elementi della concezione atomistica, nella testimonianza aristotelica, non sono più i quattro di Empedocle, ma due: il "pieno" e il "vuoto", lessere e il non-essere, dove questo è reale quanto laltro. Ma gli agenti cosmogonici reali, i produttori di realtà, sono gli atomi nella loro pluralità. Perciò: "gli atomi, con le loro differenze, sono la causa di tutte le altre cose" e si distinguono "per figura, ordine e posizione". Inoltre:

Ciò che noi percepiamo per mezzo dei sensi non è reale, bensì è reale la struttura che lo genera, essa è formata da atomi vaganti nel vuoto, ed è perciò da questi che si originano le sensazioni che noi percepiamo. Le sensazioni sono comunque qualità secondarie in quanto dipendono dalla persona che ne viene interessata, e si verificano sotto forma di flussi di eidola, che effluiscono dalloggetto verso il soggetto percipiente.

Per Democrito gli atomi hanno solo due qualità: la grandezza e la forma geometrica; ogni aggregato di atomi può disporsi secondo un ordine differente, formando composti diversi. Gli aggregati di atomi generano in noi delle percezioni sensibili quando vengono a contatto con i nostri sensi. Gli atomi sono dotati di un moto proprio dovuto ad una forza naturale interna agli stessi; tale moto determina la massa degli atomi, in quanto essa dipende dalla velocità che acquistano gli atomi stessi urtando altri atomi. Dal moto degli atomi hanno origine i corpi materiali.

Oltre al testo sopra citato della Metafisica, è importante notare anche alcuni testi del De generatione et corruptione perché ci confermano due cose: la prima che Aristotele era convinto che Leucippo e Democrito avessero sostenuto le stesse tesi, la seconda che conferma quanto già sostenuto nella Fisica IV, 6-9, e cioè che egli negava lesistenza del vuoto, ritenendo il cosmo un" tutto pieno”. Va comunque dato atto ad Aristotele di avere esposto lessenza e i dettagli del pensiero atomistico senza fare forzature eccessive e di parte, rimanendo il suo giudizio relativamente neutrale sia nella Fisica sia nella Metafisica e sia nel Sulla generazione e la corruzione, che è ad essi posteriore e che concerne specificamente la parte dellatomismo di competenza di Democrito.

Interessante è anche il passo in cui scrive:

Aristotele ammette che latomismo è conforme ai fenomeni, ma poi, affermando poco dopo: "E questi corpi sono in movimento nel vuoto per lui infatti esiste il vuoto …", ci conferma di non credere nellesistenza del vuoto e quindi, implicitamente, di negare validità teorica allatomismo. Ma non è cosa nuova, aveva già detto infatti:

Il fatto più importante da considerare è che Aristotele non si è preoccupato come molti dopo di lui di dirimere le contraddizioni dellatomismo,ma le ha evidenziate per sottolineare il fatto che la teoria atomistica era insostenibile:

                                     

6. Latomismo di Epicuro

Quando Aristotele muore, nel 322 a.C., lascia una scuola fiorente a Teofrasto, colui che con le sue ricerche gli ha fornito il materiale su cui ha costruito le sue ultime opere. Latomismo è ormai pressoché dimenticato, ma non nellarea ionica. È in essa, a Samo, che nasce nel 341 Epicuro, da padre ateniese; sin da adolescente si interessa di filosofia. Il suo primo maestro è un platonico, Panfilo, ma poi a Teo ha come maestro Nausifane, che è un atomista democriteo, quindi un anti-platonico. Epicuro impara a conoscere Democrito e lascia da parte Platone; egli sarà un democriteo, ma con molte riserve e con la volontà di adottare un punto di vista filosofico originale. Intorno al 320 a.C. Epicuro emigra ad Atene e qui, tra il 307 e il 306 a.C., apre la sua scuola, il "Giardino".

Epicuro ha un carattere" esclusivista”, nel" Giardino” si discute di filosofia, ma specialmente della sua. Peraltro, non solo nega lesistenza di Leucippo per non dovergli nulla sul caso come causalità ontica primaria, nega persino di esser stato allievo dei suoi maestri. Diogene Laerzio ci dice:

Epicuro, pur avendo debiti culturali che nega, ha profuso molto "di suo" e di straordinario in un momento in cui platonismo e aristotelismo dominavano e letica stoica predicava lausterità a cui egli contrappone un eudemonismo imparato dai Cirenaici. Sul piano della fisica è la Lettera ad Erodoto quella in cui troviamo una sintesi del suo pensiero cosmologico, preceduta da una definizione di un criterio gnoseologico. La conoscenza si ha dopo un primo stadio sensistico, per cui la percezione genera elementi primari e grezzi, cui segue la loro razionalizzazione mentale:

Un volta fissati i criteri del conoscere Epicuro entra in argomento con una premessa importante:

Sin qui a grandi linee Epicuro ripete Democrito e lo fa anche dove riprende la teoria degli eidola = simulacri con qualche precisazione in più:

Ma ora veniamo al suo atomismo:

Fatte queste premesse Epicuro precisa più avanti che la parenklisis per rimbalzo dipende dal fatto che il vuoto non è del tutto vuoto, perché gli atomi nel loro percorso rettilineo incontrano delle "resistenze, e sono queste la causa della parenklisis:

Il moto rettilineo degli atomi nel vuoto, il loro differente peso, il casuale incontro con delle "resistenze", il cambiamento di direzione, gli urti, i rimbalzi. Da tutto ciò nascono le cose che popolano luniverso secondo Epicuro.



                                     

7. Latomismo di Lucrezio

Il De rerum natura non è solo un poema didascalico in cui viene tradotto in poesia latomismo di Epicuro, ma è molto di più. È la reinterpretazione di unontologia da parte di un uomo sensibile, che la rende più viva attraverso levocazione poetica facendone una filosofia esistenzialistica ante litteram. In più Lucrezio enuncia anche un ateismo radicale mai posto prima di lui in modo così chiaro. Epicuro comunque è il suo eroe e così ne parla:

Le religioni sono viste come le mistificatrici per eccellenza le principali cause dellignoranza e dellinfelicità umana:

Il pensiero lucreziano dunque nega ogni sorta di provvidenzialismo, ma il poeta latino non può essere considerato ateo. Infatti egli non nega lesistenza degli dèi; al contrario egli immagina nel V libro del De rerum natura che gli dèi vivano negli intermundia, dei mondi celesti, completamente disinteressati delle vicende umane a differenza degli dèi della tradizione olimpica: essi costituiscono dunque la perfetta immagine del sapiente epicureo. Il non-ateismo di Lucrezio contiene dunque, a conti fatti, è frutto di una critica molto più sottile e radicale allidea tradizionale di religione. Ma, tornando allatomismo, veniamo al punto in cui Lucrezio ribadisce la parenklisis e la traduce nel latino clinamen:

Per quanto la critica a Lucrezio nella cultura romana avesse trovato largo spazio insieme allaffermasi dello stoicismo, nondimeno esso ha agito come moderatore dei rigori etici dello stoicismo, specialmente in Seneca.

La critica della Chiesa ai contenuti della poesia lucreziana è stata molto dura ed è anche entrata in circolazione la diceria che egli fosse morto pazzo per aver ingerito un filtro damore.

                                     

8. Latomismo nel mondo romano

LAtomismo si diffuse nel mondo latino e specialmente a Roma grazie soprattutto al De rerum natura di Lucrezio. Alla fine del I secolo a.C. la potenza romana è già enorme, ma il suo livello culturale è piuttosto basso, ad eccezione della tecnologie costruttive e di qualche esempio di buona poesia. Sia in fatto di filosofia che di scienza e matematica Roma è tributaria della Grecia; ciò che vi è di cultura "alta" è greco e greci sono gli intellettuali immigrati che fanno didattica per chi se lo può permettere, ma ciò che caratterizza la filosofia in ambito romano è il sincretismo.

È difficile trovarvi quindi un atomismo puro, lo si trova quasi sempre mescolato allo scetticismo, allo stoicismo, allaristotelismo o al platonismo della Nuova Accademia. Il centro dellepicureismo italiano è però Napoli, dove, verso la metà del I secolo a.C., il greco Siro fonda una comunità filosofica sul modello epicureo che ha tra i suoi frequentatori il giovane Virgilio. Ad Ercolano il siriaco Filodemo di Gadara, anchegli epicureo, è ospite nella villa di Calpurnio Pisone Cesonino; qui dispensa la sua filosofia a discepoli della nobiltà locale.

Naturalmente il documento più importante dellatomismo romano resta il poema di Lucrezio, amato da molti, ampiamente diffuso, ma forse non sempre capito sino in fondo. Un apprezzato divulgatore dellepicureismo è anche Gaio Amalfinio, di cui parla Cicerone in Tusculanae Disputationes, ma si tratta di un epicureismo monco, privo di ontologia atomistica, e quasi esclusivamente basato su di unetica edonistica che tradisce lo spirito più profondo di quella originale di Epicuro.

Nel complesso comunque lepicureismo non ha molto successo nel mondo romano se non attraverso la sua banalizzazione. A livello privato sono molte le persone che si pensano epicuree perché amano la buona tavola e i piaceri del sesso, senza sapere che luno e laltro sono del tutto assenti nelletica epicurea, la quale, al contrario, consiglia sobrietà nellalimentazione, moderazione nei piaceri fisici, dedizione piena alla riflessione filosofica. Eppure sarà questa falsa interpretazione dellepicureismo ad avere successo, e di ciò gli apologeti cristiani faranno un uso diffamatorio, con poche eccezioni.

Di fatto già allinizio della nostra era, in ambito romano lo stoicismo ha largamente surclassato lepicureismo. I pochi pensatori degni di nota nel mondo romano sono degli stoici. Con laffermarsi del cristianesimo, nel IV secolo, la filosofia epicurea è diventata solo più una "controparte" da citare alloccasione. Giustino e San Girolamo indicavano gli epicurei come dediti alla crapula, allubriachezza, alla fornicazione, alladulterio, allomosessualità, alla sodomia, allincesto, al crimine in generale. Grandi santi come Ambrogio e Agostino ampliano il catalogo delle bassezze epicuree.

                                     

9. Latomismo nel Medioevo

Nel Medioevo assistiamo ad un quasi completo abbandono delle teorie atomistiche, poiché sono considerate forme intollerabili e demoniache di materialismo e di ateismo. Vennero invece assimilati sia il platonismo e sia laristotelismo, più conciliabili con la dottrina cristiana, e in parte anche lo stoicismo, come dottrine "razionalizzanti" e "rafforzanti" i termini della Rivelazione divina testimoniata nei Vangeli.

In particolare il platonismo alimenta le correnti mistiche e laristotelismo quelle razionalistiche. La scoperta di un frammento attribuito ad Aristotele e conciliabile con la sua fisica enuncia il principio dei "minima naturalia", qualcosa di molto vicino alla teoria di Anassagora, perché prevede la qualitatività degli elementi dellessere come limite ultimo della sua divisibilità. Ma è in ambito islamico e in particolare con Averroè che i minima finirono per essere teorizzati come "elementi" dellessere e in quanto tali più tardi ritenuti i possibili protagonisti delle reazioni alchemiche.

                                     

10. Latomismo dal Rinascimento allOttocento

Già in epoca tardo-romana si può dire che fosse cominciata quellemarginazione e quella lunga eclissi dellatomismo dalla scena culturale che durerà sino al secolo XV. Ma occorre anche dire che fin dallinizio dellera cristiana parlare di atomismo significava praticamente solo discutere lepicureismo nei suoi elementi etici più che cosmologici.

La ricomparsa dellepicureismo sulla scena culturale inizia quando Poggio Bracciolini scopre nel 1417 un manoscritto del De rerum natura in un recesso della biblioteca dellabbazia di San Gallo, in Svizzera. Per la prima metà del Quattrocento il testo resta noto solo ad una ristretta cerchia di intellettuali, ma con linvenzione della stampa anche il poema di Lucrezio, comincia a fare qualche sporadica apparizione. Accanto a Lorenzo Valla, che nel De vero bono del 1433 seconda versione del De voluptate aveva confrontato la dottrina cristiana con quella stoica e quella epicurea, va ricordato Cosma Raimondi 1400 circa-1436 come il primo vero assertore dellepicureismo in epoca rinascimentale con una coraggiosa Defensio Epicuri.

Alla generale indifferenza o diffidenza nei confronti dellepicureismo supplirà Erasmo da Rotterdam scrivendo, in polemica contro Lutero, nel 1524 o poco dopo, il dialogo Epicureus. In esso si tenta una conciliazione tra ledonismo epicureo e la visione cristiana della vita, sostenendo che il vivere cristianamente non esclude la possibilità di perseguire anche il piacere. Segue poi un recupero un po paradossale di Epicuro da parte del teologo Pierre Galland, che nel 1551 sostiene addirittura che il messaggio epicureo ha un fondamento religioso; anche Michel de Montaigne sviluppa una tesi analoga, rifacendosi ad alcuni passi del De rerum natura di Lucrezio.

Ma è Pierre Gassendi, il quale, tramite il De vita et moribus Epicuri 1647 ed il Syntagma philosophicum 1658, postumo, opera il recupero dellepicureismo. Adattandolo al cristianesimo Gassendi ottiene due scopi importanti: rimodulare la dottrina cristiana con unontologia pluralistica che si accordi con la Genesi e con la nuova fisica teorizzata da Newton. Questa infatti implica la pluralità degli elementi dellessere come particulae elementari, e soprattutto il vuoto. Gli atomi con Gassendi cessano di essere gli elementi-base di una materia eterna, ma diventano creazioni di Dio e suoi strumenti. Nel Settecento compare una letteratura libertina che proclama ledonismo e riprende molti aspetti dellepicureismo, ma sono specialmente filosofi materialisti atei come Julien Offroy de La Mettrie e Denis Diderot ad assumere i principi epicurei. Il primo in maniera più esplicita nei suoi Lanti-Seneca o Discorso sulla felicità del 1748 e nel Sistema di Epicuro del 1749. Occorre però sottolineare che oltre a Newton anche un altro grande scienziato come Robert Boyle è un sostenitore della struttura atomistica, della materia primaria e dellesistenza del vuoto.

Sotto il profilo filosofico-letterario lepicureismo trova notevole interesse in Gran Bretagna già dal 1700, ma specialmente nellOttocento. Il grande poeta Percy Bysshe Shelley farà dellepicureismo lucreziano la sua bandiera in diverse opere, a partire dalla tragedia Prometheus Unbound Prometeo liberato del 1819. Né va dimenticato Giacomo Leopardi che nel suo pessimismo e ateismo esistenziale ha ben presenti gli analoghi sentimenti espressi da Lucrezio nel De rerum natura.

La validità della teoria atomistica trova il suo definitivo riconoscimento scientifico con la chimica del Settecento e soprattutto dellOttocento. Sono i chimici a scoprire la profonda verità della tesi atomistica. Già alla fine del 1700 la teoria atomistica si conferma in accordo con la nuova scienza. Ciò avviene con gli esperimenti di John Dalton 1766-1844, che redige una prima tavola dei pesi atomici, e con quelli di William Prout 1785-1850, che misura indirettamente le proprietà dellatomo confermando che tutti i pesi atomici sono dei multipli del peso atomico dellidrogeno. Il sistema periodico degli elementi di Dmitrij Ivanovič Mendeleev, che vede la luce nel 1870, darà una sistematizzazione della teoria atomica, ma diciassette anni dopo Joseph John Thomson scopre lelettrone e da quel momento si sa che anche latomo non è indivisibile.



                                     

11. Latomismo moderno e contemporaneo

La fisica del Novecento conferma la validità dellatomismo come tesi filosofica fondamentale per ogni studio sul mondo materiale. Il pensiero materialistico ed ogni altro ad esso assimilabile devono fare i conti con la costituzione atomica della materia attraverso i suoi sottocostituenti, che a poco a poco vengono alla luce sempre più numerosi. Dopo la storica scoperta dellelettrone, che ha aperto la strada maestra, è stata la volta del protone, scoperto da Rutherford nel 1919, e poi del neutrone, scoperto da Chadwick nel 1932. Lesistenza del neutrino fu avanzata da Pauli nel 1931, ma esso fu per la prima volta osservato solamente nel 1956.

Nella fisica quantistica, avviene una rivisitazione dellatomismo, unita alla teoria ondulatoria della materia. La materia è descritta sia come corpuscoli che come onda, entrambe confermate dai dati sperimentali. Nellinterpretazione quantistica, al dualismo atomi-vuoto, si sostituisce il dualismo Coscienza-onda: i fenomeni sono fatti di atomi organizzati in un insieme coordinato e finalizzato, che si formano quando la coscienza osserva unonda di energia vibrante-infinite probabilità. Questonda è adimensionale nel senso che non si trova in una singola coordinata nello spazio-tempo, ma in ogni spazio e in ogni tempo con diversa probabilità, finché la coscienza non la rende unica e univoca con losservazione. La coscienza trasforma londa in atomi fa "collassare" un atomo ondulatorio in un atomo corpuscolare di cui rileva o la posizione o la velocità: delle infinite possibilità con le quali londa di energia può manifestarsi in atomi e fenomeni, la coscienza ne realizza una e una sola. Pertanto, non è vero che i fenomeni e gli atomi sono "lapparenza", perché nella sua unicità anche la realtà fenomenica conserva la sua oggettività, da intendersi però come intersoggettività uguale per tutte le coscienze osservanti non più separabile dalla coscienza misurante che ora la determina a partire da unonda, come invece avveniva nella scienza precedente.

Con lazione, produttrice di atomi, della coscienza su unonda può spiegarsi anche il Big bang come fenomeno quantistico, e diviene però rilevante definire il soggetto misurante la coscienza con la fisica quantistica: se la scienza newtoniana non è in grado definire una grandezza fondamentale come la massa, la spiegazione quantistica sposta il problema alla definizione del soggetto cosciente, che rimane un dato di fatto per losservatore, ma che non è né misurabile né riproducibile, e anche definita come onda-informazione non materiale non è differenziata dallonda che va ad osservare e trasformare.