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ⓘ Giacomo Cantelli




Giacomo Cantelli
                                     

ⓘ Giacomo Cantelli

Nacque a Montorsello, località nei pressi di Vignola. Nellatto di battesimo risulta con il cognome Betti, antica famiglia di Vignola. Il cognome Cantelli, derivato da un soprannome, fu assunto dal padre dopo la nascita del primogenito.

Studiò letteratura a Bologna e al termine degli studi fu assunto come segretario dal marchese Obizzi di Ferrara. In seguito si trasferì a Venezia, diventando molto noto come geografo. Fece un viaggio a Parigi, probabilmente come accompagnatore di un ambasciatore di Francia a Venezia che ritornava alla corte di Luigi XIV.

Nella capitale francese ebbe contatti con i cartografi Guillaume Sanson figlio di Nicolas Sanson, Jacques-André Duval e Michel-Antoine Baudrand. Questultimo ne parla in una lettera a Ludovico Antonio Muratori. Al ritorno a Bologna divenne segretario del conte Rinieri Marescotti. Viaggiò molto in Italia e a Roma incontrò leditore Giovanni Giacomo De Rossi, che nel 1672 cominciò a pubblicare le sue carte geografiche. Tra i suoi primi lavori vi furono le carte della Terrasanta, del regno di Persia e di alcune parti dellImpero Ottomano.

Nel 1680 e 1681 furono pubblicate sullatlante "Mercurio Geografico", edito a Roma da Giovanni Giacomo De Rossi, le sue carte dellalta e della bassa Lombardia. Questi lavori denotano una forte influenza dello stile di Giovanni Antonio Magini, ma presentano anche elementi nuovi, come lindicazione più precisa dei confini territoriali. Queste due carte furono eseguite con la scala di 60 miglia italiane = 121 mm.

Nel 1682 pubblicò a Roma le carte del Regno di Sicilia e della Cina. Lanno successivo uscirono quelle della Tartaria, della Grecia, delle isole Molucche, delle Filippine con le isole della Sonda, dellIndia divisa in due parti: "di qua dal Gange" e "di là dal Gange" e dellUngheria orientale. Nel 1684 pubblicò varie carte europee, tra cui quella del corso del Danubio, dellarciducato dAustria, della Dalmazia e del Peloponneso.

La sua fama di cartografo si era ormai consolidata, tanto che venne chiamato sia dal papa Innocenzo XI che dal duca di Modena e Reggio Francesco II dEste, che lo desideravano entrambi come cartografo ufficiale. Scelse la corte di Francesco II, e in novembre 1685 fu nominato geografo di corte. Dal 1686 al 1689 eseguì numerose carte di paesi e territori europei. Costruì di sua mano un mappamondo e un globo celeste, che rimasero esposti per qualche tempo nellatrio della Biblioteca Estense a Modena.

Nel 1691 Cantelli, insieme con Bernardino Ramazzini, convinse il duca a chiamare a Modena Benedetto Bacchini, che fu poi nominato storiografo della corte estense. Nella sua autobiografia, pubblicata postuma nel 1721, il Bacchini scrive che in marzo del 1697 successe al Cantelli come direttore della biblioteca estense.

Nella prima edizione del Mercurio Geografico furono pubblicate 19 sue carte, assieme ad altre del Sanson e del Baudrand. Nel 1692 uscì una seconda edizione in due volumi, che conteneva soltanto lavori da lui eseguiti 88 carte, intagliate al bulino dallincisore Antonio Barbey. Un elenco di 63 carte del Cantelli fu fatto dallo storico Luigi Vischi nel 1886.

I suoi ultimi lavori 1694-1695 furono una carta della Spagna e una dellItalia nord-occidentale con il Delfinato e la Provenza. Morì nel 1695, probabilmente a Modena, alletà di 52 anni.