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ⓘ Punta Calamizzi




Punta Calamizzi
                                     

ⓘ Punta Calamizzi

Punta Calamizzi, anticamente Pallantiòn o Promontorio Reggino, era una lingua di terra che sinoltrava per alcuni chilometri nel mare su cui fu costituito nel corso del II millennio a.C. il primo nucleo abitativo dellantica città di Reggio Calabria, che si è inabissata nel XVI secolo.

Presso Punta Calamizzi vi era la foce del fiume Apsìas oggi fiumara Calopinace, mentre il promontorio stesso - riparo naturale dai venti e dalle correnti dello Stretto - costituiva lantico porto di Reggio.

Con il nome di Calamizzi viene oggi invece indicata la spiaggia che si estende a Sud del Calopinace, e che oggi conserva tale nome appartenuto in origine ad una zona non più esistente.

                                     

1. Il sito

Larea costituisce la zona più antica della città di Reggio Calabria, abitata in origine dalle popolazioni autoctone, dagli Aschenazi, dagli Ausoni e, successivamente punto dapprodo dei coloni greci che qui fondarono Rhegion, prima città-stato in Calabria che divenne tra le più fiorenti della Magna Grecia.

Tucidide definì Reggio per il promontorio di Punta Calamizzi come "Acrotèrio dItalia", che sembrava volersi ricongiungere alla Sicilia in unarmoniosa estensione, come fosse la decorazione sommitale di un tempio di prestigio, immortalata dallautore in una frase che sintetizzò la bellezza, la grazia e la magnificenza della città dello stretto, che stava come una decorazione terminale dellItalia greca, come fosse appunto il "tempio dItalia".

Questa lingua di terra che anticamente costituiva il porto naturale di Reggio al riparo dalle correnti dello stretto e dai venti, sprofondò per un movimento bradisismico il 20 ottobre 1562 e con essa anche un monastero che vi sorgeva, causato dalla deviazione del fiume Calopinace che fu eseguita qualche decennio prima per la costruzione del Castelnuovo Fortino a Mare, fortificazione sul fronte a mare della città.

Nei primi decenni del XX secolo nel periodo della ricostruzione, si è recuperata la zona mutilata dalla storia consentendo la costruzione della nuova stazione ferroviaria Reggio Calabria Centrale, mentre il nuovo porto fu costruito a nord della Rada dei Giunchi nel corso del IX secolo, poi ampliato nel XX secolo.

                                     

2. Il porto di Reggio nellantichità

I problemi della topografia di Reggio greca hanno impegnato, sin dal XVIII secolo, non solo la letteratura antiquaria locale, ma anche la saggistica archeologica. Fra essi, la localizzazione del porto.

Infatti Diodoro Siculo 16.68.4-5 e Plutarco Tym. 9.4 e 10.1-4 forniscono descrizioni ed informazioni, che è possibile riferire a situazioni topografiche e a dati archeologici, noti dalla cartografia e dagli scavi, ma non più dallevidenza urbanistica. I cataclismi e lintervento umano hanno mutato, nei secoli, laspetto dei luoghi e la stessa orografia ed idrografia della città antica, superstiti ancora alle soglie delletà moderna.

Il racconto che Diodoro e Plutarco danno della sosta di Timoleonte, nel 344 a.C., risale con ogni evidenza ad una stessa fonte, che si dimostra precisamente informata sulla topografia reggina. Tale fonte risulta essere Athanis di Siracusa, storiografo del IV secolo a.C., che proseguì il περὶ Σιχελίας di Filisto, esponendo la storia contemporanea dal 350 a.C. circa. Lopera oggi perduta si svolgeva perciò tra la caduta di Dionisio II ed il ritiro di Timoleonte dalla scena politica, trattando in dodici libri il breve periodo di circa un quindicennio. la sua era dunque una trattazione dettagliata, non solo narrava avvenimenti che gli erano contemporanei, ma per sua origine siracusana, doveva anche avere una conoscenza diretta dei luoghi dove Timoleonte aveva operato. Pertanto Athanis va giudicato fonte attendibile nei particolari topografici su Reggio, che la tradizione diodereo-plutarchea ci ha conservato di lui.

Nel novembre del 2007 una spedizione subacquea sembra aver riportato alla luce i resti dellantico tempio di Artemide Fascelide il famoso santuario reggino che sorgeva proprio presso Punta Calamizzi.

                                     

3. Etimologia

Secondo una delle ipotesi sul toponimo, esso potrebbe derivare da unomonima località greca chiamata appunto Kalamitsi, dunque probabilmente durante la fondazione o la colonizzazione di Reggio, o in tempi successivi, alcuni oriundi ellenici vollero celebrare il ricordo della contrada da cui provenivano per una qualche presunta affinità paesaggistica o territoriale. Ciò farebbe ritenere che essi provenissero dalla Kalamitsi della Calcidica o da quella della Messenia avvalorando dunque la tesi delle due differenti stirpi di coloni, o meno probabilmente da altri posti con lo stesso nome, come ad esempio le Kalamitsi nellisola di Leucade e nella prefettura cretese della Canea.