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ⓘ Alluvione della Maremma grossetana del novembre 2012




                                     

ⓘ Alluvione della Maremma grossetana del novembre 2012

L alluvione della Maremma grossetana del novembre 2012 è stato un grave evento calamitoso che ha interessato la parte centro-meridionale della provincia di Grosseto il 12 novembre 2012, causando la perdita di 6 vite umane, una per lesondazione del fiume Chiarone, una per lesondazione di un canale presso il Lago di Burano nei dintorni di Capalbio le altre tre per il crollo di un ponte sul fiume Albegna nei pressi di Marsiliana, oltre a due feriti in gravissime condizioni, uno dei quali deceduto il 30 dicembre dello stesso anno. Per lesondazione di vari corsi dacqua si sono verificati allagamenti ed ingentissimi danni nelle campagne tra i bacini dei fiumi Ombrone, Albegna, Fiora, Nestore e Paglia e nel centro abitato di Albinia nel comune di Orbetello, frazione rimasta completamente allagata con circa 150 sfollati a causa dellesondazione del fiume Albegna, su un totale di circa 700 sfollati in tutta la provincia. Anche il patrimonio culturale è stato colpito con il crollo di un bastione rinascimentale e di un tratto delle mura di Magliano in Toscana. Numerose sono state le infrastrutture rese inagibili, tra le quali la Strada statale 1 Via Aurelia e la Ferrovia Tirrenica che sono state interrotte presso Albinia, oltre a numerose strade della viabilità locale, a seguito dei gravi danni causati dai disastrosi effetti del maltempo.

A Grosseto si è registrata una piena record dellOmbrone, rimasto in golena per tre giorni, di durata maggiore rispetto a quella del 1966 ma senza grossi danni in città, nonostante il panico nella frazione di Istia dOmbrone dove lacqua ha raggiunto alcune case nei pressi del ponte; le frazioni di Rispescia e di Alberese, inoltre, sono rimaste isolate per due giorni.

A livello provinciale levento è paragonabile allalluvione di Grosseto del 4 novembre 1966, con la differenza che levento del 2012 ha colpito più duramente il settore meridionale della provincia, mentre levento del 1966 causò i maggiori danni lungo la Valle dellOmbrone, nella parte centro-settentrionale del territorio provinciale.

Le precipitazioni intense hanno interessato anche la zona del Monte Amiata, compreso il versante senese, oltre ad una vasta area di Lazio e Umbria a cavallo tra la Maremma laziale, la Tuscia e lOrvietano, dove in particolare si sono verificate piene eccezionali, con conseguenti esondazioni, di alcuni affluenti di destra del Tevere tra i quali il Nestore,con 1000 mc/sec. a Marsciano,sommersa dalla esondazione con ingenti danni e soprattutto il Paglia, suo principale tributario di destra, che con una piena straordinaria di 1.500 mc/sec, ha completamente sommerso la parte bassa del comune di Orvieto causando ingenti danni.

                                     

1. Avviso di criticità

La mattina dell11 novembre 2012 il Servizio Idrologico Regionale della Toscana emetteva un avviso di criticità di livello massimo valido fino alle ore 24 del 12 novembre 2012 per varie zone della Toscana centro-meridionale, tra le quali anche la Valle dellOmbrone, la Val dOrcia, le valli dei fiumi Bruna, Albegna e Fiora, zone poi coinvolte nel tragico evento alluvionale, oltre ad altre aree come le isole dellArcipelago Toscano, la Valtiberina, il Casentino, il Valdarno superiore, la Valdichiana, la valle del fiume Cecina e la Val di Cornia.

Visto lelevato livello dellallerta emessa, che ipotizzava il rischio di accumuli superiori ai 250 mm in 24 ore nelle aree interessate, la Provincia di Grosseto chiedeva ai singoli comuni di adottare ogni misura preventiva per fronteggiare la situazione e per informare adeguatamente la popolazione sui rischi connessi allevento previsto.

                                     

2. Genesi ed evoluzione dellevento

Il 10 novembre 2012 un complesso sistema di basse pressioni e perturbazioni formatosi tra lOceano Atlantico e la Spagna si spostava rapidamente verso il Mediterraneo occidentale iniziando ad interessare lItalia nord-occidentale e determinando nella seconda parte della giornata piogge piuttosto abbondanti sulla Liguria. Nel contempo sui Balcani andava rinforzandosi un esteso campo di alta pressione, che così fungeva da blocco per lo spostamento delle perturbazioni verso est, comportando in tal modo un rinforzo dello scirocco caldo ed umido richiamato verso lItalia dalla bassa pressione presente sul Mediterraneo occidentale. Di conseguenza in serata la perturbazione si intensificava, alimentata dallo scirocco, generando forti temporali nelle ore notturne tra la Versilia, la Garfagnana, la Lunigiana e il litorale pisano, fino ad arrivare alla città di Livorno, tutte zone nelle quali venivano registrati in poche ore accumuli di pioggia compresi tra i 100 e i 250 millimetri.

Tra la mattina ed il primo pomeriggio di domenica 11 novembre 2012 laria più fresca e secca in arrivo dallAtlantico riusciva per alcune ore ad invadere la Toscana, portando un temporaneo e relativo miglioramento del tempo; tuttavia lazione di blocco dellalta pressione sui Balcani, in opposizione alla bassa pressione ormai profonda sul Mediterraneo occidentale, manteneva in vita un forte ed umido vento di scirocco tra il Canale di Sicilia ed il Tirreno meridionale. Verso il tardo pomeriggio lo scirocco raggiungeva nuovamente la Toscana meridionale attraverso un fronte caldo che - a causa delle posizioni relative di basse ed alte pressioni nelle vicinanze dellItalia, e per la presenza ad alta quota di una corrente a getto distesa nella stessa direzione del fronte - è rimasto stazionario in loco per circa 30 ore. Lungo il fronte caldo si generava un sistema convettivo lineare a mesoscala molto intenso, ossia un temporale particolarmente esteso che portava piogge abbondanti e nubifragi tra la Maremma grossetana, parte della provincia di Siena e della provincia di Viterbo e lUmbria tirrenica. Il temporale rinnovava la sua struttura rigenerandosi continuamente dalle ore 18 di domenica 11 novembre fino alle ore 23 di lunedì 12 novembre 2012, quando il maltempo si attenuava rapidamente. Il miglioramento del tempo è stato favorito dalla formazione di una nuova bassa pressione sul Marocco, che tornava a richiamare laria umida sospinta dallo scirocco non più in direzione della Toscana ma verso la Sardegna prima le Baleari poi.

                                     

3. Dati pluviometrici dellevento

A livello pluviometrico, numerose stazioni del Servizio Idrologico Regionale della Toscana hanno registrato accumuli pluviometrici record, mai registrati precedentemente nel corso delle relative serie storiche, andando perfino a superare i massimi del novembre 1966; al tempo stesso, alcune stazioni pluviometriche, tra cui quelle di Orbetello-San Donato e di Magliano in Toscana-Poggio Perotto, in sole 24 ore tra la serata dell11 e la serata del 12 novembre 2012 facevano registrare accumuli precipitativi superiori alla metà della pioggia totale che mediamente cade in un anno parte dellarea maggiormente interessata dai fenomeni intensi ha medie storiche pluviometriche annue comprese tra i 500 e i 600 mm.

Di seguito sono elencati alcuni record pluviometrici registrati nel corso dellevento alluvionale da alcune stazioni del Servizio Idrologico Regionale della Toscana:

  • Scansano-Pomonte: 345.2 mm/24 h nel novembre 1966 furono registrati 250.8 mm totali mensili;
  • Roccalbegna-Usi: 314.0 mm/24 h nel novembre 1966 furono registrati 284.7 mm totali mensili.
  • Orbetello-San Donato: 373.0 mm/24 h precedente 185.0 mm/24 h il 3 novembre 1966;

Oltre ai suddetti record pluviometrici giornalieri, a seguito delle precipitazioni del 12 novembre 2012 varie stazioni pluviometriche dellarea interessata hanno fatto registrare il nuovo record pluviometrico di precipitazioni totali mensili con 18 giorni ancora a disposizione per ritoccare ulteriormente il record verso lalto: tra esse sono da segnalare le stazioni idrologiche di Abbadia San Salvatore e di Piancastagnaio in provincia di Siena, sul versante del Monte Amiata da cui origina la valle del fiume Paglia, oltre alle già citate stazioni pluviometriche di Orbetello-San Donato, Scansano-Pomonte e Roccalbegna-Usi, e alle stazioni idrologiche di Magliano in Toscana-Poggio Perotto, Manciano, Marsiliana, Manciano-Capanne, Pitigliano nellArea del Tufo e Santa Fiora sul versante grossetano dellAmiata; altre stazioni hanno comunque raggiunto tra il 1° e il 12 novembre 2012 accumuli precipitativi prossimi a quello del record storico mensile, che a fine mese potrebbe essere superato in caso di ulteriori precipitazioni.

Riportiamo anche i dati registrati nelle immediate vicinanze dei confini grossetani, ad esempio le due stazioni meteorologiche relative ad Acquapendente VT a cura di MeteoAquesio. La prima situata ad una altitudine di 340 s.l.m. località Fornace ha registrato, in poco meno di 40 ore, laccumulo di 256 mm. La seconda situata ad una altitudine di 734 s.l.m. ubicata presso la riserva naturale Monte Rufeno ha registrato, in poco meno di 40 ore, laccumulo pluviometrico di 465 mm. Questultima stazione si è trovata per alcune ore proprio nella parte più attiva della traiettoria del temporale autorigenerante, registrando un accumulo record accompagnato da altissimi valori di rain rate.



                                     

4. Indagini

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto ha avviato le indagini per fare luce su tutte le responsabilità penali, aprendo quattro distinti fascicoli a seguito dellevento alluvionale che ha interessato gran parte del territorio provinciale.

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