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ⓘ Muhammad ibn Isma'il




Muhammad ibn Ismail
                                     

ⓘ Muhammad ibn Ismail

Muhammad ibn Ismāʿīl è stato lottavo Imam dagli ismailiti. Muhammad b. Ismāʿīl b. Jaʿfar al-Sādiq, chiamato dai suoi seguaci Muhammad al-Maktūm o al-Maymūn è stato il primo degli Imam nascosti ismailiti, che costituiscono una branca minoritaria, ma storicamente assai rilevante, dellIslam sciita.

Era figlio di Ismāʿīl b. Jaʿfar, erede designato dallImam Jaʿfar al-Sādiq, che sarebbe però morto secondo le diverse tradizioni nel 763 o nel 775, ma che i suoi seguaci giudicarono "occultatosi" agli occhi del mondo per proteggere se stesso, in un quadro salvifico tipico dello Sciismo, sia settimano o ismailita, sia duodecimano o imamita. Alla morte nel 765 del nonno di Muhammad ibn Ismāʿīl, Jaʿfar al-Sādiq, un conflitto relativo alleredità spirituale contrappose i seguaci di Muhammad ibn Ismāʿīl - che affermavano che il trasferimento dellImamato sarebbe avvenuto normalmente di padre in figlio - a quelli del fratello minore di Ismāʿīl b. Jaʿfar, Mūsā al-Kāzim. Questi ultimi, maggioritari, costituirono di fatto la branca duodecimana dello Sciismo.

La tradizione ismailita sembra preferire la data del 775 per la morte di Jaʿfar, ed è dunque essa, per costoro, la data dellassunzione del potere spirituale, in veste di Imam ismailita, di Muhammad ibn Ismāʿīl.

Per chi non giudica plausibile la ghayba dellottavo Imam ismailita e la sua immortalità, la morte di Muhammad sarebbe avvenuta nell813.

                                     

1. Biografia

Muhammad ibn Ismāʿīl visse per 24 anni quando era ancora vivente il nonno Jaʿfar al-Sādiq e trascorse 20 anni nel seno della sua famiglia a Medina. Durante tutto questo periodo si tenne rigorosamente defilato dalla vita pubblica, fino alla morte del nonno nel 765, tanto che solo qualche intimo conosceva la sua vera identità. Era effettivamente ricercato dal Califfo abbaside Hārūn al-Rashīd, avversario accanito, come il padre al-Mansur, dellAhl al-Bayt, che aveva combattuto gli Omayyadi e che si sentiva defraudata del Califfato dai suoi antichi alleati abbasidi.

Da Medina si dice che egli avesse inviato suoi missionari non solo per divulgare la sua visione dellIslam ma anche per cercare una contrada dove potersi mettere al sicuro dalle minacce abbasidi. Quando il califfo Hārūn al-Rashīd ricevette informazioni che lo riguardavano, inviò immediatamente suoi emissari perché lo arrestassero. Muhammad ibn Ismāʿīl riuscì tuttavia a mettersi in salvo grazie a un tunnel sotterraneo che si era fatto scavare a tal fine.

Nel 799, suo zio Mūsā al-Kāzim, riconosciuto dai duodecimani come loro Imām, fu a sua volta incarcerato a Baghdad dal califfo Hārūn al-Rashīd e fatto avvelenare.

Durante la sua fuga, Muhammad b. Ismāʿīl era accompagnato da Maymūn al-Qaddāh Chi parlava comunque a nome di Muhammad ibn Ismāʿīl si faceva chiamare Maymūn al-Qaddāh.

Ammettendo lipotesi dellesistenza dei due personaggi, Muhammad b. Ismāʿīl avrebbe avuto nell828 un figlio, di nome ʿAbd Allāh al-Wāfī mentre Maymūn al-Qaddāh avrebbe generato un figlio, chiamato anche lui ʿAbd Allāh. Malgrado i due si facessero schermo dei propri figli omonimi, questa possibile confusione e lo scambio dei ruoli tra costoro, servì agli Abbasidi per gettare il discredito sulla validità dei califfi fatimidi nel 1010. Questo periodo di vita clandestina valse a Muhammad il suo soprannome di al-Maktūm "il Silenzioso".

Nell805, il califfo al-Rashīd impartì lordine a Ishāq b. al-ʿAbbās, governatore di Rayy vicino allattuale città di Teheran, di arrestare Muhammad b. Ismāʿīl e di spedirglielo a Baghdad. Ma il governatore, che praticava segretamente la fede ismailita, non obbedì. Le spie del califfo gli rivelarono che non solo lImam alloggiava presso al-ʿAbbās ma che era proprio da lì che partivano i suoi missionari dāʿī.

Ii governatore del Khorāsān, provincia orientale della Persia, affliggeva i suoi sudditi con tasse eccessive. Hārūn al-Rashīd decise di deporre questo suo governatore e al contempo di arrestare gli ismailiti. In un incontro tra i due a Rayy, il governatore del Khorāsān tornò però nelle grazie del califfo grazie a una serie di stupendi doni offertigli mentre Ishāq b. al-ʿAbbās, governatore di Rayy, pur imprigionato e torturato a morte, non rivelò alcunché alle autorità abbasidi.

Muhammad b. Ismāʿīl cercò rifugio presso un altro governatore, amico degli ismailiti, nella regione persiana di Hamadân, dove trascorse una vita accettabile. Sorpreso in preghiera in moschea da un agente abbaside, Muhammad b. Ismāʿīl dovette fuggire più a meridione, nel Khūzistān provincia lungo lattuale confine con lIraq, chiamata anche ʿArabistān. Da lì riparò di nuovo in Khorasan sotto le mentite spoglie di un mercante e sinsediò a Shapur, nella provincia del Fars Sud Ovest dellIran.

Inseguito continuamente dagli Abbasidi, Muhammad b. Ismāʿīl trovò finalmente rifugio nella valle del Ferghana, nel NE dellattuale Uzbekistan, ai piedi della catena montuosa del Pamir. Morì nell813 ma per i suoi seguaci sarebbe anchegli "entrato in ghayba e a succedergli fu suo figlio ʿAbd Allāh al-Wāfī.

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