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ⓘ Storia della UEFA Champions League




Storia della UEFA Champions League
                                     

ⓘ Storia della UEFA Champions League

La storia della UEFA Champions League, ovvero la massima competizione internazionale per club dEuropa, è iniziata nel 1955, con listituzione della Coppa dei Campioni dEuropa. Il torneo cambiò denonimazione nel 1992, venendo ribattezzato UEFA Champions League.

                                     

1.1. Storia Origini della competizione

Lidea di calcio internazionale è certamente legata agli incontri fra le squadre nazionali, essendo le società di club confinate nellambito interno a ciascun paese. Passa il tempo e talune nazioni organizzano manifestazioni comuni quali la Coppa dellEuropa Centrale 1927 la Coppa Latina 1949 e la Coppa Grasshoppers 1952, ma questi esperimenti si limitano sempre a unarea geografica di dimensioni contenute.

Il concetto di competizione paneuropea per formazioni di club nasce nel 1954, quando sui giornali sportivi francesi, principalmente in risposta ad alcuni articoli del Daily Mail in cui si afferma la supremazia del Wolverhampton a livello europeo, si apre un acceso dibattito su chi fosse la squadra più forte del continente tra gli spagnoli del Real Madrid, gli italiani del Milan, gli ungheresi dellHonvéd e gli stessi inglesi del Wolverhampton, formazioni allepoca ai vertici dei rispettivi campionati nazionali. Così il quotidiano transalpino LÉquipe, diretto da Gabriel Hanot, propone alla FIFA e alla neonata UEFA lidea di un campionato fra i maggiori club dEuropa. Il giornalista a tal proposito scrive:

Entrambe le associazioni non si mostrano entusiaste dellidea – e in questo erano sostenute dalla federazione nazionale inglese – ma, una volta che LÉquipe si muove privatamente con i dirigenti di numerose società, organizzando una riunione di rappresentanti di svariati club europei nella primavera del 1955, la FIFA impone allUEFA lorganizzazione del nuovo torneo. Il timore dellUEFA è quello che un campionato europeo per club possa avere un successo tale da oscurare sia i campionati nazionali, sia il nascente Campionato Europeo per Nazioni. La confederazione continentale decide pertanto di limitare il progetto, strutturandolo sul meccanismo delleliminazione diretta e ammettendo una sola società, indicata dalle federazioni nazionali, per ciascun paese.

Nasce così la Coppa dei Campioni dEuropa in francese Coupe des clubs champions européens, in inglese European Cup, che si disputerà sotto legida dellUEFA. Alla prima stagione del torneo prendono parte, su invito come avviene per la Coppa delle Fiere, sedici formazioni provenienti dalle principali federazioni calcistiche. Unica assenza di spicco è quella della Football Association inglese, che non ritiene il nuovo trofeo allaltezza del blasone dei fondatori del football.

La prima partita si gioca il 4 settembre 1955 a Lisbona tra lo Sporting Lisbona e gli jugoslavi del Partizan. Nessuna di queste due squadre vanta in quel momento il titolo nazionale nel proprio paese. Ogni singola federazione è infatti libera di designare la propria rappresentante in piena indipendenza, con la vaga condizione che la società prescelta avesse vinto almeno una volta il campionato nazionale in passato. Nei fatti, solo sette delle partecipanti sono campioni in carica; ciò lascerà uno strascico linguistico negli anni successivi, dato che lespressione Coppa dei Campioni dEuropa sarà tendenzialmente ridotta a Coppa dei Campioni nei paesi che subito hanno a rappresentarli la detentrice dello scudetto, e a Coppa dEuropa negli altri. La formula della competizione è la semplice eliminazione diretta con gare di andata e ritorno, a parte la finale che si disputerà a Parigi in campo neutro. I primi Campioni dEuropa sono gli spagnoli del Real Madrid, che battono i francesi del Reims davanti a 40.000 spettatori.

Il successo di pubblico di questa prima stagione convince cinque nuove nazioni, tra cui lInghilterra, a entrare in gara. LUEFA riesce a imporre che ciascuna federazione presenti il proprio campione in carica, con lunica eccezione, fino al 1960, della possibile coincidenza nella quale la squadra già detentrice del titolo di Campione dEuropa vinca il proprio campionato nazionale; in quel caso la seconda classificata in campionato sarà ugualmente ammessa alla competizione.

Il torneo ha un rapido sviluppo. Nel volgere di pochi anni tutte le 32 federazioni europee decisero di iscrivere i propri campioni; lultima a farlo è quella dellUnione Sovietica nel 1966. Lentusiasmo è tale che nel 1960 sarà creata una identica manifestazione per le vincitrici delle coppe nazionali, la Coppa delle Coppe, la cui prima vincitrice sarà la Fiorentina.

                                     

1.2. Storia Il dominio incontrastato del Real Madrid 1956-1960

La Coppa dei Campioni è dominata dal Real Madrid. Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás, Raymond Kopa, José Santamaría e Miguel Muñoz furono tra gli artefici delle cinque vittorie consecutive in Coppa dei Campioni tra il 1955-1956 e il 1959-1960. Tra le partite più rilevanti vi sono il 7-3 gol Di Stefano e 4 di Puskas contro lEintracht Francoforte nella finale dellHampden Park del 1960, davanti alle telecamere della BBC e dellEurovisione e a un pubblico di oltre 135.000 persone, la più grande affluenza di spettatori per una finale di Coppa dei Campioni.

Alla storica prima edizione della Coppa dei Campioni, contraddistinta da unalta media-gol, prendono parte 16 squadre: il Real Madrid campione di Spagna, lo Stade de Reims campione di Francia, il Milan campione dItalia, il Djurgården campione di Svezia, lAarhus campione di Danimarca, il Rot-Weiss Essen campione della Germania occidentale, lAnderlecht campione del Belgio, lHibernian Scozia, il Partizan Belgrado Serbia, il Budapesti Vörös Lobogó Ungheria, il Rapid Vienna Austria, il Saarbrucken Saarland, Gwardia Varsavia Polonia, PSV Eindhoven Olanda e Servette Svizzera. Nella prima storica partita, João Baptista Martins segna il primo gol della Coppa dei Campioni, portando in vantaggio lo Sporting: finirà 3-3, con due doppiette per Martins e Milutinović, attaccante del Partizan. Il 21 settembre 1955, laustriaco Alfred Körner segna 3 gol nella partita tra il suo Rapid Vienna e il PSV 6-1: è la prima tripletta nella storia della Coppa dei Campioni. Il 12 ottobre seguente, lo jugoslavo Miloš Milutinović realizza quattro gol nella sfida di ritorno contro lo Sporting Lisbona 5-2, infrangendo il record precedente: e il primo poker di reti nella storia del torneo. Ai quarti di finale il Budapest di Nándor Hidegkuti è eliminato dal lo Stade de Reims 8-6 ed esce anche il Partizan di Milutinović, al quale non basta il 3-0 rifilato al Real Madrid a causa della sconfitta rimediata nellandata per 4-0. Lattaccante jugoslavo, grazie a unaltra doppietta proprio contro il Real Madrid, raggiunge quota 8 reti e vince la classifica marcatori della Coppa Campioni. Alle semifinali arrivano Real Madrid, Stade de Reims, Milan e Hibernian: il Real Madrid di Alfredo Di Stéfano e Francisco Gento affronta il Milan di Gunnar Nordahl, Nils Liedholm, Juan Alberto Schiaffino e Cesare Maldini, nellaltra semifinale Raymond Kopa guida lo Stade de Reims contro lHibernian, arrivato tra le prime quattro dEuropa con le reti di Eddie Turnbull. Lo Stade de Reims regola facilmente gli scozzesi 3-0 complessivo, mentre il Real Madrid fatica a superare il Milan 4-2 allandata, 2-1 per il club italiano al ritorno, raggiungendo la finale grazie al 5-4 complessivo. In finale, entrambe le squadre schierano il 3-2-5: a Parigi, i francesi dello Stade de Reims passano subito in vantaggio e al 10 sono già avanti per 0-2 con le reti di Michel Leblond e Jean Templin. Quattro minuti più tardi Di Stéfano realizza l1-2 che accorcia le distanze e alla mezzora Héctor Rial rimette il punteggio in parità: si va allintervallo sul 2-2. Michel Hidalgo realizza il 2-3 per i francesi al 62, ma Marquitos pareggia nuovamente dopo pochi minuti e a dieci dalla fine, Rial firma il 4-3 del definitivo successo per la squadra spagnola. Davanti a 40.000 spettatori, i primi Campioni dEuropa furono gli spagnoli del Real Madrid. Il 13 giugno 1956, Santiago Bernabeu fece inserire una nuova clausola nel regolamento della competizione, la squadra vincitrice del trofeo avrebbe potuto difendere il titolo nelledizione successiva, Bernabeu così garantiva alla sua squadra, il Real Madrid la partecipazione alla competizione, pur non avendo vinto il campionato nazionale, come richiedeva il regolamento originario.

Lanno successivo cinque nuove federazioni decidono discriversi alla competizione europea: oltre allInghilterra anche Bulgaria, Cecoslovacchia, Lussemburgo, Romania e Turchia mentre la Saarland è annessa alla Germania Ovest. Nel primo turno il Manchester Utd travolge lAnderlecht 12-0, 10 dei quali segnati solo nella gara di ritorno 4 di Dennis Viollet, 3 di Tommy Taylor. Spiccano inoltre le triplette di Marc Boreux per lo Spora Lussemburgo nella sconfitta per 4-3 contro il Borussia Dortmund, quella di Arteche 3-0 dellAthletic Bilbao contro il Porto e quella di Alfred Kelbassa, nello spareggio tra Borussia Dortmund e Spora Lussemburgo conclusosi 7-0. Al primo turno i Busby Babes superano anche il Borussia Dortmund 3-2, mentre il Real Madrid si fa stoppare dal Rapid Vienna: dopo il 4-2 ottenuto allandata, gli spagnoli cadono 3-1 a Vienna tris di Ernst Happel, rischiando anche di uscire subito se non fosse per un gol Di Stéfano nella ripresa; allo spareggio i Blancos regolano il Rapid Vienna 2-0. Ai quarti di finale Matt Busby compie unaltra impresa: sotto di 3-0 contro lAthletic Bilbao, i Red Devils cedono 5-3; nel ritorno, giocato a Manchester, i Busby Babes vincono 3-0 - decisiva la rete di Johnny Berry all85 - e passano alle semifinali, dove sono raggiunti da Real Madrid, Fiorentina e la Stella Rossa del bomber Borivoje Kostić. Nelle semifinali, la Fiorentina affronta e batte la Stella Rossa 1-0, Maurilio Prini, il Real Madrid invece estromette il Manchester Utd 5-3, dove spicca anche un giovanissimo Bobby Charlton già in gol alla sua prima stagione europea. In finale, la Fiorentina resiste per 70 prima di cadere sotto i colpi del Real Madrid, che ha una potenza offensiva incredibile: da sinistra a destra del campo, Gento, Rial, Di Stéfano, Mateos e Kopa, appena arrivato dallo Stade de Reims. Lattaccante mancuniano Viollet è eletto a capocannoniere con 9 reti, davanti al compagno di squadra Taylor.

Nel 1957 debuttano altre tre nazioni, ovvero Irlanda, Irlanda del Nord e Germania Est, mentre la Turchia non presenta alcun club da mandare in Coppa dei Campioni. Al turno preliminare la Stella Rossa si ritrova di fronte i lussemburghesi del Dudelange: nel ritorno finisce 9-1, con due poker per Jovan Cokić e Kostić. Il Milan, vincente per 4-1 in casa col Rapid Vienna, si fa rimontare 5-2 nel ritorno ed elimina gli austriaci solo allo spareggio 4-2. Ai quarti di finale, il Milan supera facilmente il Borussia Dortmund 2-5, il Real Madrid infligge un 10-2 ai connazionali del Siviglia 4 gol Di Stéfano, anche gli ungheresi del Vasas arrivano a una storica semifinale, battendo lAjax 6-2. La quarta qualificata alle semifinali è il Manchester Utd dei Busby Babes che dopo aver vinto 3-1 sulla Stella Rossa allandata, si ritrova sullo 0-3 alla fine della prima frazione di gioco e gestisce il risultato fino al 3-3 finale. Il 6 febbraio 1958 però, laereo che doveva riportare i calciatori mancuniani a casa, partito da Belgrado e fermatosi a rifornirsi di benzina a Monaco di Baviera, si schianta nel tentativo di decollo prima contro la recinzione che circonda laeroporto poi su una casa: levento, noto come disastro aereo di Monaco di Baviera, causa la morte di 23 passeggeri dei 44 presenti sullaereo. Periscono, tutti molto giovani, i calciatori Liam Whelan, Tommy Taylor, David Pegg, Mark Jones, Eddie Colman, Roger Byrne e Geoff Bent, oltre a tre membri dello staff della squadra, otto giornalisti e quattro membri dellequipaggio. Inizialmente, il giovane talento Duncan Edwards si salva dallincidente, pur rimanendo ferito molto gravemente: due settimane più tardi morirà in ospedale a causa delle ferite riportate. Matt Busby, lallenatore dei Red Devils, rimane anchegli gravemente ferito nel disastro, riuscendo a riprendersi due mesi più tardi; in questo lasso di tempo lascia il posto al suo vice, Jimmy Murphy.

Nonostante la grandissima tragedia, il Manchester Utd deve continuare la competizione. In semifinale affronta il Milan: vince 2-1 in casa in rimonta, ma perde 4-0 al ritorno a Milano. Il Real Madrid si gestisce contro il Vasas e raggiunge la finale. La sfida rimane sullo 0-0 per tutto il primo tempo, venendo sbloccata da Schiaffino al 59; Di Stéfano pareggia, segnando il suo 10 gol nel torneo e vincendo di conseguenza la classifica marcatori, prima che Ernesto Grillo riporti il Milan in vantaggio; in 5 di gioco arrivano tre gol, lultimo segnato da Rial al 79, 2-2. Si va ai tempi supplementari: in quella che è ritenuta tra le migliori finali del torneo, gli italiani tengono un tempo, ma al 107 Gento chiude la partita consentendo al Real Madrid di alzare la sua terza Coppa Campioni consecutiva. La classifica marcatori va a Di Stéfano. In questa stagione il Real Madrid è nel miglior momento di condizione, riuscendo ad avere sia attacco prolifico sia una difesa solida e difficilmente superabile.

Lanno successivo la Coppa dei Campioni si amplia, arrivando a 28 partecipanti: 25 campioni nazionali, più i detentori e campioni di Spagna del Real Madrid, i vicecampioni di Spagna dellAtlético Madrid e, teoricamente, il Manchester Utd, invitato in seguito al disastro aereo di Monaco di Baviera che aveva colpito la squadra solo cinque mesi prima: alla fine i mancuniani declinarono lingresso nel tabellone. In seguito al sorteggio effettuato a Cannes, in Francia, partono dagli ottavi di finale, oltre ai campioni dEuropa del Real Madrid, anche CSKA Sofia, Helsingin Palloseura e Wolverhampton. A causa delle forti tensioni tra Grecia e Turchia, lOlympiakos rifiuta di giocare contro il Besiktas, che passa dunque agli ottavi di finale assieme agli svizzeri dello Young Boys che avrebbero dovuto affrontare i Red Devils. Nelle sfide del primo turno, spiccano le quattro reti di Just Fontaine nella partita tra Ards e Stade de Reims 1-4, l8-0 dellAtlético Madrid sul Drumcondra e il pesante 7-0 che la Juventus subisce alla sua prima partecipazione alla Coppa Campioni nella sfida di ritorno contro gli austriaci del Wiener 4 gol di Josef Hamerl, dopo aver vinto in casa per 3-1 tripletta di Omar Sívori. Ai quarti di finale lo Stade de Reims cade a Liegi contro lo Standard Liegi per 2-0, rimontando nellincontro di ritorno per 3-0 doppietta di Fontaine; Real e Atlético Madrid vincono facilmente contro Wiener SC 7-1, 4 gol firmati Di Stéfano e Schalke 04 4-1, accedendo alle semifinali assieme allo Young Boys. Lo Stade de Reims affronta e batte il club svizzero 3-1 complessivo. il Real invece lotta contro lAtlético, vincendo 2-1 la partita dandata ma perdendo 1-0 quella di ritorno; allo spareggio, come due settimane prima, è decisiva la rete dellungherese Ferenc Puskás, che lancia i Blancos alla loro quarta finale consecutiva. Nonostante il talento di Fontaine, capocannoniere della quarta edizione con 10 centri, il Real Madrid può vantare lo stesso attacco di due anni prima e una difesa ancora più forte rispetto agli anni precedenti: in quello che per Kopa è un derby dellex, gli spagnoli vincono 2-0 e si portano a casa la quarta Coppa Campioni, la seconda conquistata contro lo Stade de Reims.

Nel 1960, durante la quinta stagione della Coppa dei Campioni si svolge il sorteggio per le quattro squadre qualificate direttamente agli ottavi di finale in quel di Cernobbio, provincia di Como, in Italia. Oltre al Real Madrid, detentore della Coppa Campioni, partono dagli ottavi anche Stella Rossa, Young Boys, i danesi del BK 1909 e gli olandesi dello Sparta Rotterdam. Quella del 1959-1960 è la prima partecipazione del Barcellona alla Coppa Campioni. Al primo turno i lussemburghesi dello Jeunesse Esch superano i più quotati polacchi del Łódzki Klub Sportowy 6-2 e accedono al turno successivo: il 5-0 ottenuto in casa è la prima vittoria di una squadra lussemburghese nella storia del torneo. Nelle altre sfide, il CSKA Sofia ferma il Barcellona a Sofia 2-2 prima di cadere in Spagna 6-2, triplette di László Kubala ed Evaristo de Macedo. Da segnalare anche i cinque gol di Owe Ohlsson in IFK Göteborg-Linfield 6-1, la tripletta di Giancarlo Danova in Milan-Olympiakos 3-1 e il successo del TJ Cervena Hviezda Bratislava sul Porto 4-1. I finlandesi del KuPs, che dovevano giocare contro i tedeschi dellEintracht Francoforte, rinunciano a partecipare alla competizione per problemi economici. Agli ottavi di finale il Real Madrid sgretola lo Jeunesse Esch 12-2, tris di Puskas nel 7-0 rifilato allandata e il Barça schianta il Milan 5-1 con una tripletta dello scatenato Kubala. Sparta Rotterdam e Nizza superano rispettivamente IFK Göteborg e Fenerbahçe solo alla terza partita, con i punteggi di 3-1 e 5-1. Ai quarti di finale, a sorpresa, il Nizza batte il Real Madrid in rimonta da 0-2 a 3-2 grazie a tre gol di Victor Nurenberg. Nellincontro di ritorno il Real infligge un 4-0 ai francesi, eliminandoli dal torneo. Il Barcellona regola facilmente il Wolverhampton 4-0 in casa e 5-2 in Inghilterra tris di Sándor Kocsis, mentre Eintracht Francoforte e Rangers fanno più fatica ad estromettere Wiener SC 3-2 e Sparta Rotterdam 3-2 alla terza partita, grazie a due autogol degli olandesi. In semifinale lEintracht Francoforte travolge i Rangers 6-1 doppio Alfred Pfaff, il Real Madrid invece incontro e sconfigge i rivali del Barcellona per 3-1 doppio Di Stéfano; nel ritorno i tedeschi si ripetono, superando gli scozzesi con un altro punteggio tennistico, 6-3 con unaltra doppietta di Pfaff, mentre il Real Madrid chiude la pratica Blaugrana con un altro 3-1 firmato da due reti di Puskas. Si arriva alla finale tra Real Madrid ed Eintracht Francoforte: gli spagnoli sono nettamente favoriti, potendo vantare una rosa migliore ed avendo vinto le ultime 4 Coppe Campioni, mentre i tedeschi non hanno un undici imbottito di stelle né di tanti giocatori che militano nelle Nazionali, essendo arrivati in finale senza affrontare grandi squadre. Tuttavia, dopo 19 Richard Kreß sigla l1-0 per lEintracht, illudendo i suoi: i Blancos rimontano e a fine primo tempo sono avanti 3-1. Nella ripresa il Real Madrid allunga 5-1 e in cinque minuti si assiste a quattro gol - Puskas al 70, Stein al 71, Di Stéfano al 72, ancora Stein al 75 - e a fine partita il punteggio è un netto 7-3, tripletta Di Stéfano, poker di Puskas. Davanti a 127.000 spettatori riuniti nellHampden Park di Glasgow, il Real Madrid vince la sua quinta Coppa dei Campioni consecutiva record tuttoggi imbattuto. Lungherese Puskas, non più giovane e senza una condizione fisica ottimale, conclude la sua Coppa Campioni 1960 segnando 12 volte e di conseguenza vincendo in solitaria la classifica marcatori. Inoltre è il giocatore che ha segnato più gol nella finale della Coppa dei Campioni, grazie ai quattro gol rifilati allEintracht: nessuno riuscirà a battere questo record nei successivi 55 anni.

                                     

1.3. Storia I trionfi e la maledizione del Benfica 1961-1962

Nel 1961, oltre ai favoriti oltreché detentori della Coppa Campioni del Real Madrid, partono dagli ottavi di finale anche Panathīnaïkos, Amburgo e Burnley in seguito al sorteggio effettuato a Parigi. Nel primo turno, passano tutte le favorite, eccetto la Juventus, che si fa eliminare dal CSKA Sofia 2-0, 1-4 e lAjax, che cede contro i norvegesi del Fredrikstad. Accedono al turno successivo anche Spartak Hradec Králové e Wismut Karl-Marx-Stadt in seguito alle rinunce di Steaua Bucarest e Glenavon. Agli ottavi di finale, spicca il match-clou tra Real Madrid e Barcellona: a differenza dellanno prima, i Blaugrana sconfiggono i campioni dEuropa con un punteggio complessivo di 4-3 e per la prima volta dopo cinque anni il Real Madrid esce dalla Coppa Campioni. Ai quarti il Benfica supera anche lAarhus 7-2 grazie agli attaccanti José Augusto de Almeida e José Águas, il Rapid Vienna regola il Malmö 4-0, il Barcellona si libera facilmente dello Spartak Hradec Králové 5-1 mentre lAmburgo di Uwe Seeler arriva in semifinale in rimonta vincendo 4-1 in casa dopo aver perso 3-1 in Inghilterra. Il Benfica elimina il Rapid Vienna 4-1 e il Barcellona raggiunge la finale solo dopo la terza gara contro lAmburgo 1-0 a Barcellona, 2-1 ad Amburgo con un gol al 90 di Kocsis e 1-0 per gli spagnoli sul campo neutro di Bruxelles. In finale il Benfica schiera un undici esclusivamente portoghese, affidandosi alle spiccate doti realizzative di José Augusto e di Aguas supportati a dovere da Joaquim Santana, Mário Coluna e Domiciano Cavém; il Barcellona invece schiera un temibile reparto offensivo, composto dal brasiliano Evaristo, dallo spagnolo Luis Suárez e dai tre ungheresi Kubala, Kocsis e Zoltán Czibor. Al 21 Kocsis porta in vantaggio gli spagnoli, ma nel giro di 2 durante la mezzora di gioco Aguas realizza l1-1 e un autogol del portiere e capitano blaugrana Antoni Ramallets proietta il club di Lisbona verso il 2-1. Nella ripresa Coluna firma il parziale 3-1 e a 15 dalla fine Czibor accorcia sul 3-2: parte del merito va sicuramente allo stratega ungherese Béla Guttmann che condusse i suoi undici in una partita giocata in modo eccelso dal punto di vista tattico, andando a conquistare la sua prima Coppa Campioni, la prima nella storia del Benfica, divenendo la seconda squadra a vincere il titolo dopo legemonia del Real Madrid durata un lustro. Alla punta Aguas va la classifica marcatori, con 11 gol.

Alla settima stagione della Coppa dei Campioni, oltre ai detentori del Benfica, il sorteggio premia FC Haka e Fenerbahçe, assegnandoli direttamente agli ottavi di finale. Al primo turno, spiccano le triplette di Frans Bouwmeester in Feyenoord-IFK Göteborg 8-2, quella di Cliff Jones in Tottenham-Górnik Zabrze 8-1 e la cinquina di Bent Lofqvist in B 1913-Spora Lussemburgo 9-2. Inoltre la UEFA dà il passaggio del turno a tavolino per i tedesco-orientali del Vorwarts Berlino dopo che fu loro negato il visto dingresso nel Regno Unito per andare a giocare a Belfast Irlanda del Nord nellambito della crisi politica internazionale che portò allerezione del muro di Berlino. Agli ottavi di finale passano tutte le squadre secondo pronostico e ai quarti arrivano le prime sfide importanti: negli incontri dandata il Benfica perde 3-1 a Norimberga, lo Standard Liegi vince con un netto 4-1 sui Rangers, il Dukla Praga batte il Tottenham per 1-0 e la Juventus perde 0-1 contro il Real Madrid. Al ritorno, nonostante il 2-0 sullo Standard Liegi, i Rangers escono dalla competizione, seguiti da Norimberga 6-0 a Lisbona, due gol di Eusébio, Dukla Praga 4-1 a Londra, doppiette per Bobby Smith e Dave Mackay e Juventus, che si arrende solo alla terza sfida col Real Madrid 3-1 dopo aver vinto il ritorno per 1-0 proprio in casa dei Blancos con un gol di Sivori. In semifinale il Benfica contiene gli Spurs 4-3 e il Real passa agevolmente contro lo Standard Liegi 6-0, arrivando entrambe in finale: il Benfica è lattuale campione dEuropa, il Real Madrid invece ha vinto 5 delle ultime 6 edizioni e quando ha raggiunto la finale non ha mai perso. I Blancos schierano Gento, Puskas, Di Stéfano, Luis del Sol e Justo Tejada in attacco, mentre Béla Guttmann fa arretrare Coluna a centrocampo, aumentando così la potenza del suo reparto offensivo, composta da António Simões, Aguas, Eusébio e José Augusto. Puskas sblocca lincontro con una doppietta nel giro di 5, Aguas firma il 2-1 e Cavém pareggia il risultato prima che Puskas realizza la sua personale tripletta, portando il Real Madrid in vantaggio allintervallo. Nonostante il punteggio sfavorevole, Guttmann arriva negli spogliatoi dicendo "La partita è vinta. Loro sono morti". Nella ripresa, lallenatore ungherese mette Cavém in marcatura su Di Stéfano, per fare in modo di bloccare tutti i palloni indirizzati verso Puskas: dopo pochi minuti Coluna segna il 3-3 e intorno alla mezzora della seconda frazione di gioco Eusébio sigla una doppietta, portando il Benfica sul 5-3 e consentendo al club portoghese di vincere la sua seconda Coppa Campioni consecutiva, che sarà anche lultima. Guttmann infatti aveva contestato alla dirigenza lusitana di non aver ricevuto alcun premio per la vittoria della Coppa dei Campioni, avendo ricevuto un bonus maggiore per aver vinto il campionato lanno prima. Di conseguenza, Guttmann lancia una maledizione:

Effettivamente, da quel momento la squadra ha perso tutte le cinque finali di Coppa dei Campioni che ha successivamente disputato. Nel 1990, in occasione della finale col Milan che si giocava a Vienna, Eusébio pregò senza successo sulla tomba del suo ex allenatore. Di Stéfano, Puskas, Tejada, Lofqvist ed Heinz Strehl sono i capicannonieri di questa edizione, tutti a quota 7 gol.



                                     

1.4. Storia La supremazia milanese con la nascita della Grande Inter 1963-1965

La Coppa dei Campioni 1962-1963 si amplia a 30 partecipanti: tra queste vi sono i detentori del Benfica ormai orfani di Guttmann, sostituito dal cileno Fernando Riera. Al primo turno José Altafini e Raymond Crawford segnano 5 gol a testa nelle sfide Milan-Union Luxembourg 12 settembre 1962, 8-0 e Ipswich Town-Floriana 25 settembre 1962, 10-0 eguagliando il record di Ohlsson e Lofqvist. Da segnalare anche l8-1 inflitto dal Dundee ai danni del Colonia, che nella gara di ritorno vincerà con un netto 4-0, il 7-0 del Vasas sul Fredrikstad, ma soprattutto leliminazione anticipata del Real Madrid finalista lanno prima per mano dei belgi dellAnderlecht 3-3 in rimonta a Madrid, 1-0 in Belgio con gol di Jef Jurion. Al turno successivo passano anche le favorite Benfica, Milan, Stade de Reims e la sorpresa Anderlecht; ai quarti di finale il Milan travolge il Galatasaray, con protagonista assoluto Altafini che mette a segno 4 reti nell8-1 complessivo, il Benfica supera di misura il Dukla Praga 2-1, il Dundee elimina lAnderlecht 6-2 e il Feyenoord esclude dal torneo lo Stade de Reims. In semifinale, il Milan trova il Dundee e già nella partita dandata ottiene il biglietto per accedere alla finale 5-1, vano l1-0 degli scozzesi al ritorno mentre il Benfica se lassicura solo al termine dellincontro di ritorno conclusosi sul 3-1, dopo che landata era terminata a reti inviolate. Il Milan di Nereo Rocco è una squadra molto forte, che presenta diversi talenti: spiccano Altafini, i centrocampisti Gianni Rivera e Giovanni Trapattoni e il difensore centrale, nonché capitano, Cesare Maldini. Il punto forte del Benfica resta il reparto offensivo, con Simoes, Eusébio, José Augusto Torres, Santana e José Augusto con Coluna ormai definitivamente sceso nel ruolo di interno/regista. Eusébio porta in vantaggio i lusitani al 19: riceve palla sui 25 metri e, dopo uno scatto fulmineo, scarica un tiro imparabile per Ghezzi. Eusébio è il più pericoloso e tecnico dei suoi e dallaltra parte Altafini prova in tutti i modi a trovare il pari; ci riesce al 58 del secondo tempo con un tiro da fuori area, e al 70, su un calcio dangolo per il Benfica, nasce il contropiede che porta al 2-1 per la formazione italiana, con un assist di Rivera per il solito Altafini che da centrocampo viaggia indisturbato verso la porta avversaria battendo Costa Pereira, il quale, pur riuscendo a respingere il suo primo tiro da posizione ravvicinata, nulla può sulla ribattuta in porta. Prima Coppa Campioni per il Milan: al termine della competizione Altafini è premiato come miglior realizzatore con 14 reti. La maledizione lanciata solo un anno prima dallex allenatore del Benfica Béla Guttmann sembra essersi già avverata.

Nella nona stagione i partecipanti salgono a 31. Da questo momento in poi non ci saranno più i sorteggi per qualificare delle squadre al turno successivo: lunico club che potrà accedere agli ottavi di finale sarà il detentore della Coppa Campioni, in questo caso il Milan. Da segnalare la prima partecipazione dellInter alla competizione. Tra le sfide del primo turno va notato il poker di reti del francese Lucien Cossou in AS Monaco-AEK 7-2, l8-0 complessivo di andata e ritorno del Dukla Praga nei confronti dei maltesi di Valletta, l11-4 che il PSV rifila allEsbjerg fB, il 7-0 con il quale il Real Madrid liquida il Glasgow Rangers, il Lisburn Distillery che contro ogni pronostico ferma il Benfica di Eusébio campione dEuropa in carica sul 3-3 allandata prima di perdere 5-0 a Lisbona e la rimonta dello Jeunesse dEsch contro lHaka dal 4-1 rimediato in Finlandia al successo per 4-0 ottenuto in casa a pochi minuti dal termine del match a 6 dalla fine, i lussemburghesi erano sul 2-0. Agli ottavi si assiste a tre rimonte: quella del Dukla Praga sul Gornik Zabrze 2-0, 1-4, quella del Partizan Belgrado sullo Jeunesse dEsch 2-1, 1-5 e soprattutto quella del Borussia Dortmund che supera i portoghesi del Benfica per 5-0 dopo aver perso 2-1 in casa decisivo Franz Brungs con una tripletta. Passano ai quarti anche Inter, PSV, Zurigo grazie al lancio della moneta, dopo aver pareggiato 2-2 sia nelle due sfide regolari sia allo spareggio in gara 3 contro il Galatasaray; si fa notare il bomber Metin Oktay che firma due doppiette in queste tre partite, Real Madrid e Milan. Ai quarti il Borussia supera il Dukla Praga vince 4-0 a Praga ma cede 3-1 a Dortmund, lo Zurigo elimina di misura il PSV perde 1-0 in Olanda ma rimonta 3-1 tra le mura amiche, il Real Madrid esclude il Milan di Altafini per 4-3 4-1 in casa, 0-2 a Milano e lInter resta lunica squadra imbattuta del torneo, vincendo entrambi gli incontri col Partizan 2-0, 2-1. In semifinale lInter trova il Borussia Dortmund, il Real Madrid lo Zurigo: il club italiano raggiunge la finale vincendo con un complessivo 4-2 Sandro Mazzola segna due gol tra andata e ritorno, gli spagnoli faticano in Svizzera 1-2 e chiudono il discorso a Madrid, travolgendo lo Zurigo con un tennistico 6-0. LInter si presenta in finale potendo schierare uno squadrone, una delle formazioni nerazzurre più forti di sempre, quella della Grande Inter, con Sarti tra i pali, Picchi libero, Guarnieri, Burgnich e Facchetti in difesa, Tagnin sulla mediana, Luis Suarez e Mazzola mezzali, Mario Corso e Jair esterni dattacco con Aurelio Milani centravanti, guidato dal Mago Helenio Herrera; le Merengues potevano contare sullesperto José Santamaría in difesa e sul temibile quintetto offensivo formato da Gento, Puskas, Di Stéfano, Felo e Amancio. Mazzola, grande protagonista di questa edizione, apre le marcature sul finire del primo tempo, con lInter che va negli spogliatoi in vantaggio. Nella ripresa Milani sigla il 2-0, Felo accorcia le distanze al 70 ma cinque minuti più tardi è ancora Mazzola ad andare a segno: 3-1, prima Coppa Campioni anche per lInter, dopo il successo dei cugini del Milan avvenuto solo un anno prima. Per il Real Madrid è la seconda sconfitta in finale in tre anni e su 7 finali di Coppa Campioni disputate. Mazzola e Puskas condividono assieme allo jugoslavo Vladica Kovačević il titolo di miglior marcatore del torneo, con 7 centri a testa. Lungherese Puskas sale a 3 vittorie tra i capicannonieri, superando Di Stéfano fermo a 2 e centrando un altro record.

Nelledizione 1964-1965, il primo turno vede le quaterne di Nikola Kotkov in Lokomotiv Sofia-Malmo 8-3 e di José Torres in Aris Bonnevoie-Benfica 1-5. Si segnalano il passaggio del turno dei Rangers dopo la terza gara contro il Partizan Belgrado 3-1, 2-4, 3-1, tre reti a testa per gli scozzesi Ralph Brand e Jim Forrest, quello dellAnderlecht ai danni del Bologna per il lancio della moneta 1-0, 1-2, 0-0 e quello del Dukla Praga, sempre per il lancio della moneta, contro il Gornik Zabrze 4-1, 0-3, 0-0. Le favorite passano tutte agli ottavi, il Liverpool passeggia contro il KR 11-1 e il Panathinaikos fa più fatica del solito contro i dilettanti del Glentoran 5-4. Agli ottavi infatti i greci escono contro il Colonia 2-3; passano il turno anche Inter, Liverpool, Real Madrid, Rangers, DWS, Benfica e il Vasas, con un 8-7 contro il Lokomotiv Sofia. Ai quarti di finale, dopo un doppio 0-0 contro il Colonia, gli inglesi del Liverpool accedono al turno seguente solo grazie al lancio della moneta: li raggiungono, con risultati di misura, Inter 3-2 sul Rangers e Vasas 2-1 sul DWS. Nel match-clou dei quarti il Benfica sfida il Real Madrid: a Lisbona i portoghesi umiliano i Blancos 5-1 con una doppietta di Eusébio e al ritorno perdono 2-1 ancora Eusébio a segno, escludendo i madrileni dal torneo. In semifinale allInter riesce limpresa contro i Reds, rimontando l1-3 di Liverpool con un secco 3-0 a Milano; il Benfica invece, dopo aver vinto di misura in Ungheria, supera il Vasas per 4-0 a Lisbona e accede così alla finale. Herrera schiera una formazione quasi fotocopia dellanno precedente, mentre il neo allenatore del Benfica Elek Schwartz risponde con una prudente difesa a 4, José Neto unico centrocampista di ruolo e nella zona offensiva Simoes, Coluna schierato quasi da mezzala, Torres punta, Eusébio e José Augusto. In quel di San Siro, casa dellInter, la sfida, giocata su un campo zuppo di pioggia e ai limiti della praticabilità, vede il successo della formazione interista: al 42 Jair, pescato dentro larea avversaria, pur scivolando riesce a lasciar partire un destro insidioso che sfugge alle mani di Costa Pereira, gli passa sotto le gambe e supera la linea di porta; quando lestremo difensore del Benfica tenta nuovamente di respingere il pallone ributtandolo sul terreno di gioco, la sfera è già entrata in rete fino quasi a sfiorare i giornalisti appostati dietro. Si tratta del secondo successo consecutivo per lInter e della seconda sconfitta in tre anni per i portoghesi, da quando Guttmann ha lanciato la maledizione sulla squadra. A Eusébio e José Torres la magra consolazione daver vinto almeno la classifica capicannonieri con 9 reti a testa.

                                     

1.5. Storia La sesta coppa del Real, i primi titoli britannici e il "bis" del Milan 1966-1969

Dopo il ritorno alla conquista del massimo titolo continentale, il sesto della sua storia, da parte del Real Madrid nelledizione 1965-1966 a seguito della vittoria per 2-1 in finale sul Partizan Belgrado, la stagione successiva vide il trionfo del Celtic, primo e finora unico club scozzese a vincere la Coppa dei Campioni. I Bhoys sconfissero in finale lInter per 2-1 allEstádio Nacional di Lisbona, in Portogallo, il 25 maggio 1967. Gli italiani si portarono subito in vantaggio con Mazzola su rigore; da quel momento e soprattutto per lintero secondo tempo il Celtic attaccò con veemenza, fino a segnare con Gemmell, autore di un tiro dal limite dellarea. Il gol della vittoria lo siglò Chalmers all83º con una deviazione sotto rete. I calciatori biancoverdi passarono alla storia come i Lisbon Lions "Leoni di Lisbona". La rosa del Celtic, non disponendo di molti giocatori di grande abilità tecnica, basava il suo gioco sulla propria forza atletica e sulla vivacità degli attacchi, portati avanti grazie alle floride condizioni fisiche dei suoi elementi.

Il Celtic è lunico club scozzese ad aver raggiunto la prestigiosa finale di Coppa dei Campioni e lunica squadra al mondo ad averlo fatto con giocatori interamente provenienti dal vivaio. Tutti i giocatori erano scozzesi e nati vicino allo stadio. È inoltre la prima squadra a vincere il nuovo trofeo in palio, la prima a realizzare un treble continentale con la vittoria nella stessa stagione di campionato e coppa nazionale, e Coppa dei Campioni e anche la prima formazione campione dEuropa a non appartenere al calcio latino, che fino a quel momento aveva monopolizzato la massima competizione continentale con i successi di compagini spagnole, portoghesi e italiane.

Grazie anche al trio dattacco formato da Bobby Charlton, George Best e Denis Law, nel 1967-1968 il Manchester Utd divenne invece il primo sodalizio inglese a conquistare la Coppa dei Campioni, sconfiggendo in finale il Benfica di Eusébio allo Stadio Imperiale di Wembley a Londra per 4-1 dopo i tempi supplementari. I Red Devils vi si erano qualificati battendo 1-0 il Real Madrid e rimontando da 3-1 a 3-3 nel ritorno al Bernabéu.

Nelledizione 1968-1969 torna ad imporsi il Milan di Nereo Rocco, che nella finale di Madrid batte lAjax con il risultato 4-1 grazie alla tripletta di Prati ed al gol di Sormani per gli olandesi a segnare fu Vasović. LAjax era guidata da Rinus Michels e aveva in rosa, tra gli altri, Johan Cruijff: lallenatore aveva impostato la sua squadra su un calcio fatto di completa partecipazione al gioco di tutti gli elementi in ogni momento dellincontro, e in cui i ruoli non erano rigidamente definiti ma modificabili a seconda della situazione e delle necessità il cosiddetto calcio totale. Il Milan di Nereo Rocco aveva quali punti di forza labilità di Gianni Rivera, regista da cui dipendeva lorganizzazione del gioco, la solidità della difesa e la capacità di effettuare rapidi contropiedi.

                                     

1.6. Storia Il ciclo olandese: legemonia del calcio totale 1970-1973

LOlanda rappresentata dallAjax nella finale persa nel 1968-1969 contro il Milan, riesce a ottenere comunque una vittoria grazie al Feyenoord di Rotterdam che nelledizione del 1969-1970 batte dopo i tempi supplementari gli scozzesi del Celtic per 2-1.

LAjax si rifarà prontamente affermandosi nel movimento calcistico europeo con la conquista di tre Coppe dei Campioni consecutive, nel 1971, 1972 e 1973. La prima a Wembley contro il Panathinaikos, squadra greca arrivata alla finale dopo aver eliminato la Stella Rossa di Belgrado 1-4 in Jugoslavia e rimonta 3-0 ad Atene. Con un colpo di testa su cross dalla sinistra Van Dijk porta in vantaggio gli olandesi dopo gli attacchi iniziale; poi i greci si riprendono e sfiorano il pareggio con Antoniadis. LAjax spreca svariate occasioni per il raddoppio, ma il risultato restò in bilico fin quasi a fine gara, quando un gol di Arie Haan su assist di Johan Cruijff dà alla squadra di Amsterdam la certezza della vittoria. Nelle altre due finali lAjax vince per 2-0 sullInter e per 1-0 sulla Juventus. Le ragioni del successo degli olandesi sono sostanzialmente due: la disciplina tattica introdotta dallallenatore Rinus Michels e il contributo di Johan Cruijff. Già nelle edizioni degli anni sessanta lAjax è stata la culla del cosiddetto "calcio totale" totaalvoetbal in olandese, una nuova concezione tattica che supera la tradizionale divisione del lavoro in campo tra difensori, centrocampisti ed attaccanti. Secondo questa filosofia tutti i calciatori devono partecipare al gioco in ogni suo aspetto.

Il calcio totale dellAjax sembra destinato a non tramontare fino a quando Cruijff sceglierà di seguire lex allenatore Michels al Barcellona, nel tardo 1973. Ștefan Kovács, tecnico rumeno, riesce a dirigere la squadra con successo durante le edizioni 1971-1972 e 1972-1973, concentrando il gioco sulle figure di rilievo della sua squadra: egli torna quindi ad affidarsi più ai giocatori di grande tecnica che alla disciplina tattica, come invece fa Michels. Con la partenza di Cruijff e quella successiva di Johan Neeskens più avanti, lAjax faticherà a imporsi in Coppa dei Campioni per oltre 20 anni.



                                     

1.7. Storia Lascesa del Bayern Monaco 1974-1976

Dopo lAjax è il Bayern a dominare la competizione. Guidato da Franz Beckenbauer composto da giocatori come Sepp Maier, Gerd Müller, Uli Hoeneß e Paul Breitner, il Bayern vince la Coppa dei Campioni per tre volte consecutive nella metà degli anni settanta. Il gioco dei tedeschi è sì caratterizzato dallattenzione alla tattica e al gioco corale, ma è allo stesso tempo supportato da individualità di vaglia, che rendono possibili le positive prestazioni della propria squadra di club e anche della Nazionale: gran parte della Nazionale tedesca occidentale è infatti composta da giocatori del Bayern.

La prima Coppa è conquistata nel 1974 ai danni dellAtlético Madrid, guidato in panchina da Juan Carlos Lorenzo. La svolta arriva nel secondo tempo supplementare quando il gol su punizione di Luis Aragonés portò in vantaggio gli spagnoli. È il difensore Schwarzenbeck, a un minuto dalla fine, a segnare il gol del pareggio. L1-1 costrinse le due squadre alla ripetizione della gara e stavolta la compagine tedesca vinse 4-0 con doppiette di Höness e Müller. Nel 1975 il Bayern ha la meglio su un Leeds Utd che domina per larghi tratti la finale, ma che viene battuto per 2-0 al Parco dei Principi di Parigi gol di Roth e Muller. I bavaresi completarono lopera sconfiggendo il St. Étienne allHampden Park di Glasgow nelledizione del 1975-1976. Anche qui la vittoria arriva al termine di una gara difficile col Saint Etienne, capace di colpire due pali e impegnare severamente il portiere Maier. A decidere la gara una punizione dal limite di Roth nel primo tempo.

La squadra subirà poi un lento declino, come i precedenti club dominanti: il Bayern non vincerà nessunaltra Coppa dei Campioni per 25 anni.

                                     

1.8. Storia Il lungo monopolio inglese, la sorpresa Amburgo e la strage dellHeysel 1977-1985

La squadra che inizia questo ciclo è il Liverpool guidato da Bob Paisley, che può disporre di una squadra formata da elementi di sicuro valore come il portiere Ray Clemence, i difensori Phil Neal e Alan Kennedy, i centrocampisti Jimmy Case, Emlyn Hughes e Terry McDermott, gli attaccanti Ray Kennedy, John Toshack e Kevin Keegan, eletto Pallone doro in due occasioni. Sono tutti giocatori di livello internazionale, regolarmente convocati dalle loro rappresentative nazionali. Il Liverpool arriva alla finale dello Stadio Olimpico di Roma del 1976-1977 contro il Borussia Mönchengladbach, già battuta nella finale di Coppa UEFA del 1972-1973. I Reds vincono per 3-1 e si laurearono campioni dEuropa per la prima volta, successo che replicheranno lanno successivo nella finale di Wembley contro i belgi del Bruges grazie alla rete di Kenny Dalglish.

Alla fine degli anni settanta inizia un periodo di dominio delle squadre inglesi, che ottennero sei vittorie consecutive ed un totale di sette vittorie in otto anni. Nelledizione 1978-1979 il Liverpool campione uscente si fa sconfiggere al primo turno da una connazionale, il Nottingham Forest. Il Forest, guidato da Brian Clough, conquisterà poi il titolo europeo sconfiggendo gli svedesi del Malmö per 1-0 a Monaco. Gli uomini di Clough partecipano alledizione 1979-1980 come detentori del titolo, arrivando alla finale del 28 maggio 1980 allo Stadio Santiago Bernabéu dove affrontano i campioni tedeschi dellAmburgo. Gli inglesi passano in vantaggio al 19º minuto con John Neilson Robertson e si chiudono nel catenaccio, riuscendo a neutralizzare le punte tedesche. Il Nottingham Forest conquista così anche la Coppa del 1980. Il Forest basava il suo gioco specialmente sulla forte difesa; la città di Nottingham divenne il più piccolo centro abitato ad avere una squadra campione dEuropa per club.

Il Liverpool torna in finale nel 1981 dopo aver eliminato il Bayern Monaco in semifinale. I "Reds" mettono in bacheca il loro terzo trofeo battendo il Real Madrid a Parigi per 1-0 con la rete di Alan Kennedy a otto minuti dal termine.

Alla sua prima partecipazione in Coppa dei Campioni nella stagione 1981-1982, lAston Villa vince la competizione superando in finale il Bayern Monaco di Karl-Heinz Rummenigge, sconfitto per 1-0 al Feijenoord Stadion di Rotterdam, nonostante il portiere titolare, infortunato, debba abbandonare il terreno di gioco dopo appena dieci minuti dal fischio di inizio. Il protagonista di quella finale diventa il secondo portiere Nigel Spink, che risulta decisivo nella vittoria finale grazie a numerose parate che consentirono ai Villans di portarsi a casa il trofeo. Il club di Birmingham continua così il dominio europeo degli inglesi di quegli anni.

La finale della Coppa dei Campioni 1982-1983 si gioca il 25 maggio 1983 allo Stadio Spiridon Louis di Atene ed è la prima senza squadre inglesi dopo sette anni. A contendersi la Coppa ci sono la Juventus allenata da Trapattoni e guidata in campo da Michel Platini e Roberto Bettega, e i campioni tedeschi dellAmburgo. LAmburgo affonda subito il colpo: dopo appena otto minuti Felix Magath sorprende Dino Zoff fuori dai pali e lo supera con un pallonetto dal limite dellarea. La Juventus non riesce a pareggiare. LAmburgo diventa la seconda compagine tedesca a vincere la Coppa dei Campioni dopo il tris del Bayern Monaco negli anni settanta.

Nel stagione 1983-1984 arriva la quarta Coppa dei Campioni del Liverpool, vinta ancora una volta allo Stadio Olimpico di Roma, questa volta contro la squadra di casa, la Roma. Dopo laddio di Ray Clemence, il Liverpool si è affidato al portiere dello Zimbabwe Bruce Grobbelaar, ex combattente e giramondo aveva giocato al calcio in Sudafrica e in Canada. Per la prima volta nella storia la finale di Coppa dei Campioni fu decisa ai calci di rigore, dopo un sofferto pareggio per 1-1 siglato da Phil Neal e Roberto Pruzzo. Nei tiri dagli 11 metri risulta determinante Bruce Grobbelaar, che indusse Conti e Graziani a sbagliare i loro tiri. La Coppa dei Campioni prese di nuovo la strada dellInghilterra. Il Liverpool diventa così la prima squadra capace di vincere il trofeo per quattro volte dopo il Real Madrid negli anni cinquanta, mentre Grobbelaar divenne il primo calciatore africano a vincere la competizione.

A successi in campo internazionale corrisponde anche un elevato tasso delinquenziale di molti dei suoi tifosi gli hooligans, autori di violenti raid teppistici sia in Inghilterra sia in altre zone dellEuropa. Nonostante molte opposizioni, la finale della Coppa dei Campioni 1984-1985 è assegnata allHeysel di Bruxelles. Anche in questa edizione è il Liverpool a qualificarsi per la finale, dove trova per il secondo anno di fila la squadra Campione dItalia, questa volta la Juventus. Gli incidenti prima della partita – cui fa da contraltare linefficienza della polizia belga, impreparata a gestire la situazione venutasi a creare – costano la vita a 39 persone e il bando quinquennale di tutte le squadre inglesi dalle competizioni europee - eccettuato lo stesso Liverpool, per il quale il bando è di sei stagioni - e la fine del ciclo continentale dei Reds. La squadra inglese si fa sconfiggere per 1-0 da un dubbio rigore di Platini concesso per un atterramento dellattaccante polacco Boniek avvenuto in realtà fuori dallarea di rigore.

Il giorno dopo lUEFA esclude le squadre inglesi a tempo indeterminato dalle Coppe europee. Il provvedimento di esclusione sarà applicato fino al 1990, un anno dopo la Strage di Hillsborough, che vedrà sempre protagonisti anche se stavolta senza colpe i tifosi del Liverpool.

                                     

1.9. Storia I successi inaspettati di Steaua, Porto e PSV 1986-1988

Con lesclusione delle squadre inglesi dal calcio europeo si conclude il loro periodo di egemonia e si ha lemergere di nuove formazioni sul palcoscenico continentale; negli anni immediatamente successivi alla Strage dellHeysel si verificano infatti le inattese vittorie in Coppa dei Campioni di squadre come la Steaua Bucarest Romania, il Porto Portogallo e il PSV Paesi Bassi.

Nella stagione 1985-86 simpongono i rumeni della Steaua Bucarest. I punti di forza degli uomini di Emerich Jenei sono la solidità difensiva e lefficacia del contropiede. Giocatori quali il capitano Gavril Balint, gli attaccanti László Bölöni e Victor Pițurcă, il regista Belodedici e il portiere Duckadam guidano la Steaua fino alla finale del 7 maggio 1986 allo Stadio Ramón Sánchez Pizjuán di Siviglia, in Spagna, dove si trovano di fronte proprio una compagine spagnola, il Barcellona, allenato da Terry Venables. La Steaua raggiunge il suo principale obiettivo: portare la sfida ai calci di rigore. Dopo aver mantenuto inviolata la sua porta nel corso della partita, Duckadam para tutti e quattro i rigori battuti dal Barcellona, consegnando di fatto la Coppa alla Steaua.

Nella stagione 1986-87 il Porto guidato da Artur Jorge vince il suo primo alloro continentale, battendo per 2-1 il Bayern Monaco. La finale è reputata una tra le più belle della Coppa dei Campioni, con il gol del pareggio dei portoghesi firmato di tacco da Rabah Madjer. I tedeschi hanno una rosa ricca di uomini desperienza e alla guida in panchina vi è Udo Lattek; i portoghesi possono contare su giocatori dotati di fantasia e creatività come Juary e Paulo Futre.

Nelledizione 1987-88 il PSV Eindhoven, allenato da Guus Hiddink e composto da giocatori di rilievo come Ronald Koeman, Eric Gerets, Soren Lerby e Wim Kieft, vince la Coppa dei Campioni per la prima e sinora unica volta nella sua storia, battendo in finale il Benfica ai calci di rigore dopo che i tempi regolamentari e supplementari si erano conclusi a reti inviolate. Il PSV si aggiudica il trofeo senza più vincere alcuna partita dopo gli ottavi di finale: i biancorossi estromettono dalla competizione il Bordeaux ai quarti e il Real Madrid in semifinale grazie ai gol in trasferta pareggiando quattro volte.

                                     

1.10. Storia Le due vittorie consecutive del Milan 1989-1990

Sul finire degli anni ottanta irrompe nel panorama calcistico europeo il nuovo Milan presieduto da Silvio Berlusconi e guidato in panchina da Arrigo Sacchi, che nelledizione 1988-89, con in campo il trio olandese composto da Marco van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard, torna a vincere il trofeo dopo ventanni. Il cammino in coppa inizia con un doppio successo sui bulgari del Vitosha Sofia: 2-0 allandata e 5-2 a San Siro con 4 reti di Van Basten. Nel secondo turno i rossoneri affrontano gli insidiosi jugoslavi della Stella Rossa Belgrado: dopo aver pareggiato a Milano per 1-1, il match di ritorno viene sospeso per nebbia con gli slavi in vantaggio per 1-0 e la replica dellincontro, giocata lindomani a mezzogiorno, termina con lidentico punteggio dellandata; il Milan riesce a qualificarsi ai rigori. Eliminati i tedeschi del Werder Brema, i rossoneri si presentano in semifinale contro il Real Madrid: la partita al Bernabéu finisce 1-1, ma al ritorno a Milano la squadra di Sacchi sconfigge i madrileni per 5-0. La finale si disputa al Camp Nou di Barcellona contro lo Steaua Bucarest e con una doppietta a testa di Gullit e Van Basten i rossoneri simpongono con un rotondo 4-0.

Il Milan rivince la competizione anche nelledizione successiva, battendo il Benfica per 1-0 con un gol di Rijkaard nella finale di Vienna.



                                     

1.11. Storia Le affermazioni della Stella Rossa e del Barcellona 1991-1992

Nelledizione del 1990-1991 il Milan campione in carica viene eliminato ai quarti di finale dopo il doppio confronto con lOlympique Marsiglia. I francesi si fanno sconfiggere ai rigori nella finale dello Stadio San Nicola di Bari dagli iugoslavi della Stella Rossa di Belgrado, che così conquistano il loro primo trofeo continentale dopo un pareggio a reti inviolate. Lesclusione delle squadre inglesi dalle Coppe europee era già terminata alla fine della stagione precedente, ma il Liverpool, campione nazionale, non poté partecipare a questa edizione della Coppa dei Campioni in quanto i Reds erano stati sottoposti a una squalifica di sei anni a seguito dei ben noti fatti di Bruxelles.

Le squadre inglesi tornano a disputare la massima competizione nei primi anni novanta, ma nessuna di esse riesce a superare gli ottavi di finale, anche perché ostacolate dalla regola dei "tre stranieri": lUEFA infatti preclude ai club lutilizzo di più di tre giocatori stranieri nellambito dei tornei da essa organizzati quindi nella Coppa dei Campioni, nella Coppa delle Coppe e nella Coppa UEFA. La limitazione ha effetti negativi particolarmente sulle squadre del Regno Unito in quanto sia lUEFA che la FIFA considerano lInghilterra, lIrlanda del Nord, la Scozia e il Galles come "nazioni distinte".

Il periodo è positivo per le formazioni italiane: tre di esse - Sampdoria, Milan e Juventus - giungono a turno in finale per sette stagioni consecutive, conquistando il trofeo però solo in due occasioni.

Lultimo atto della Coppa dei Campioni 1991-1992 si disputa allo stadio di Wembley e viene vinto dal Barcellona, che batte la Sampdoria. I blaugrana, allenati da Johan Cruyff, sono soprannominati Dream Team "Squadra dei Sogni", come la squadra di pallacanestro statunitense che giocherà alle Olimpiadi di Barcellona 1992. Il club catalano può annoverare giocatori come Josep Guardiola, José Mari Bakero, Aitor Begiristain, Jon Andoni Goikoetxea, Ronald Koeman, Michael Laudrup e Hristo Stoichkov, futuro Pallone doro nel 1994 ma anche la squadra blucerchiata schiera alcuni tra i più forti giocatori del panorama italiano ed europeo dellepoca, tra cui Gianluca Pagliuca, Roberto Mancini e Gianluca Vialli: la gara è per lunghi tratti dominata dalla squadra ligure, i cui attaccanti sprecano molte occasioni, ma è decisa da un potente tiro di Ronald Koeman su punizione nel secondo tempo supplementare che consente ai catalani di laurearsi campioni dEuropa per la prima volta nalla loro storia.

                                     

1.12. Storia Il quinto successo del Milan le sconfitte contro Olympique Marsiglia e Ajax 1993-1995

In questi anni per la consolidata formula della vecchia Coppa dei Campioni inizia una vera rivoluzione: dal 1992 la fase a gruppi, che designa le due finaliste, viene denominata UEFA Champions League. Il successo di questo format determina negli anni laumento progressivo del numero delle squadre partecipanti agli innovativi gironi allitaliana, con partite che si disputano sia il martedì che il mercoledì in tutta Europa.

La stagione 1992-1993, prima edizione ufficiale dellUEFA Champions League e trentottesima della Coppa dei Campioni, vede il successo dellOlympique Marsiglia, prima compagine francese a vincere un torneo continentale. I transalpini, finalisti perdenti due anni prima, superano il Milan di Fabio Capello giunto in finale dopo 10 successi su altrettante partite per 1-0 con rete di Basile Boli. Successivamente lOlympique Marsiglia è escluso dalla Supercoppa europea e dalla Coppa Intercontinentale in seguito allo scandalo di corruzione Affaire VA-OM, che coinvolge il presidente del club Bernard Tapie. Il Milan vicecampione dEuropa è chiamato a giocare la Coppa intercontinentale e la Supercoppa europea al posto dei marsigliesi, ma esce sconfitto in entrambe le occasioni. Sempre nella stagione 1992-1993 lOlympique Marsiglia si vede revocare il titolo nazionale che ha conquistato nel mese di maggio ma non la Champions League. I marsigliesi non sono neppure autorizzati a difendere la Champions nel 1993-1994: sarà il Monaco a rappresentare la federazione francese e per la prima volta una squadra vincitrice del torneo non parteciperà alledizione successiva.

Nella stagione 1993-1994 viene introdotta unulteriore modifica al regolamento: dopo i primi due turni ad eliminazione diretta si dà vita a due gironi allitaliana di quattro squadre ciascuno. Per stabilire chi giocherà la finale, le prime due classificate di entrambi i gruppi si andranno ad affrontare in semifinali incrociate prime contro seconde a gara unica in casa delle due meglio piazzate. La finale di Atene del 18 Maggio 1994 vede il Milan contrapporsi al Barcellona allenato da Cruijff, rinforzatosi ulteriormente con lingaggio del centravanti brasiliano Romário prelevato dal PSV. I rossoneri, pur privi della coppia centrale difensiva titolare Baresi e Costacurta e dei lungodegenti Van Basten, Papin e Lentini, vincono 4-0 grazie alla doppietta di Massaro nel primo tempo e ai gol di Savicevic e Desailly agli inizi della ripresa e conquistano il loro quinto titolo europeo. Quel punteggio rappresenta il maggior scarto di reti mai registrato in una finale di Coppa dei Campioni/Champions League, insieme con quello della ripetizione della finale del 1974 e del 1989, ma rimane inferiore, in termini di gol complessivamente segnati, al 7-3 della finale del 1960 tra Real Madrid ed Eintracht Francoforte. Marcel Desailly, che aveva vinto la Champions League lanno prima con il Marsiglia, diventa il primo giocatore a laurearsi campione dEuropa in due stagioni consecutive con squadre differenti e anche il primo a riuscirci con lavversaria il Milan che la sua ex squadra lOlympique Marsiglia aveva battuto nelledizione precedente 1992-1993.

Il Milan, ancora allenato da Fabio Capello, raggiunge la finale per il terzo anno consecutivo nelledizione 1994-1995, ma perde per 1-0 contro lAjax di Louis van Gaal a Vienna. I lancieri, al loro quarto successo, il primo dal 1972-73, presentano una squadra formata in gran parte da giocatori provenienti dalle sue formazioni giovanili, tra cui il 19enne attaccante Patrick Kluivert, autore del gol della vittoria.

                                     

1.13. Storia La seconda coppa della Juventus le finali perse contro Borussia Dortmund e Real Madrid 1996-1998

Il 22 maggio 1996, a 11 anni dalla tragica notte di Bruxelles, torna a vincere la Juventus, guidata in panchina da Marcello Lippi. Nella finale disputata allOlimpico di Roma, la Juventus di un giovane Alessandro Del Piero fa suo il trofeo contro i detentori dellAjax, superandoli per 4-2 ai tiri di rigore dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sul punteggio di 1-1. Jari Litmanen risponde sul finire del primo tempo regolamentare al gol del bianconero Ravanelli. Ai rigori, dopo gli errori di Sonny Silooy e di Edgar Davids per gli olandesi, è decisivo il tiro trasformato da Vladimir Jugović.Gianluca Vialli diventa il primo attaccante europeo, nonché sesto giocatore italiano in assoluto dopo gli ex bianconeri Sergio Brio, Antonio Cabrini, Gaetano Scirea, Marco Tardelli e Stefano Tacconi ad aver vinto le tre competizioni stagionali UEFA.

Da questo momento il mondo del calcio inizia ad adattarsi ai cambiamenti radicali dovuti alla sentenza Bosman, che consente a tutti i calciatori dellUnione Europea di trasferirsi gratuitamente alla scadenza del proprio contratto, ma limpatto più importante è subito dalla Champions League: questa sentenza vieta infatti alle leghe calcistiche nazionali dei Paesi UE, e anche alla UEFA, di porre un qualsivoglia "tetto" al numero di calciatori stranieri tesserabili qualora ciò discriminasse cittadini dellUnione Europea. Con la sentenza Bosman quel limite poté ancora essere imposto, ma limitatamente allingaggio dei soli calciatori extracomunitari.

Il Borussia Dortmund entra nel novero delle compagini campioni dEuropa nelledizione 1996-1997, allorquando i tedeschi sconfiggono i detentori della Juventus per 3 a 1 nella finale di Monaco di Baviera dopo aver precedentemente superato in semifinale gli inglesi del Manchester United. Il centrocampista portoghese Paulo Sousa diviene il secondo calciatore della storia, dopo Marcel Desailly, a conquistare il trofeo per due stagioni di fila militando in due diverse formazioni ed il primo a farlo battendo proprio la sua ex-squadra, la Juventus, con la quale aveva primeggiato nella manifestazione appena un anno prima.

Nelledizione successiva, lUEFA apre le porte della Champions League alle seconde classificate degli otto migliori campionati continentali guarda anche Formula del torneo; sarà il Real Madrid guidato da Jupp Heynckes ad aggiudicarsi il titolo, ponendo fine alla propria astinenza di successi nel massimo torneo continentale che durava dal 1966. Il club della capitale iberica vince infatti la sua settima Coppa la prima sotto la denominazione Champions League battendo la Juventus per 1-0 nella finale disputata allAmsterdam Arena, con una rete di Predrag Mijatović in sospetta posizione di fuorigioco non ravvisata dallarbitro. Per i bianconeri di Marcello Lippi si tratta della seconda sconfitta in due finali consecutive del torneo, evento mai verificatosi prima nella storia della competizione.

                                     

1.14. Storia Il ritorno alla vittoria di Manchester Utd e Bayern Monaco e due nuovi trionfi per le Merengues 1999-2002

Ledizione 1998-1999 incorona il Manchester Utd, capace di centrare il cosiddetto treble, ovvero la vittoria, in ununica stagione, di campionato, coppa nazionale e Champions League. I Red Devils escono imbattuti da un difficile raggruppamento comprendente anche Barcellona e Bayern Monaco, e superano due italiane, Inter e Juventus, nei quarti e in semifinale.

In finale anche laltra squadra, il Bayern Monaco, è in procinto di realizzare il treble, conducendo la gara per 1-0 con un gol su calcio di punizione di Mario Basler. I tedeschi sembrano avere la vittoria in pugno dominando per lunghi tratti lincontro, pur non riuscendo a raddoppiare anche per merito del portiere Peter Schmeichel in quella che sarà la sua ultima partita tra le fila dei mancuniani. Quando larbitro Pierluigi Collina decreta tre minuti di recupero prima della fine delle ostilità, tutti i giocatori del Manchester si portano nellarea avversaria alla ricerca del pareggio. Su un calcio dangolo battuto poco dopo il 90 da David Beckham segna il subentrato Teddy Sheringham. Giusto un minuto dopo, da un altro corner di Beckham scaturisce un secondo gol, stavolta realizzato da Ole Gunnar Solskjær su assist dello stesso Sheringham: il repentino cambiamento del risultato significa disperazione per i bavaresi e trionfo per i Red Devils, il secondo dopo quello del 68 ed il primo per un club inglese dal 1984. Inoltre questanno per la prima volta si erano affrontate in finale due squadre approdate al torneo tramite il turno preliminare.

Ledizione 1999-2000 coincide con un nuovo cambiamento della formula della Champions League, ora aperta anche alle terze classificate delle sei principali federazioni e alle quarte classificate delle migliori tre vedi anche Formula del torneo.

In questa stagione le squadre spagnole tornano al dominio europeo. Dopo aver vinto due Coppe dei Campioni nel 1992 con il Barcellona e nel 1998 con il Real Madrid, la Spagna ha tre semifinaliste nella Champions League 1999-2000 Real Madrid, Valencia e Barcellona. In questultima edizione si gioca la prima finale tra due squadre di uno stesso paese Real Madrid e Valencia. La prima finale del nuovo millennio, tutta spagnola, si disputa nello Stade de France di Parigi, dove si era disputata la finale della prima edizione della Coppa dei Campioni, ed è vinta dal Real Madrid, che sconfigge il Valencia per 3-0. Prima della finale il Real ha avuto la meglio sul Bayern Monaco in semifinale e sul Manchester Utd nei quarti.

Nella UEFA Champions League 2000-2001 la Liga spagnola ha due semifinaliste, Real Madrid e Valencia. È questultima squadra ad arrivare in finale, allo stadio Meazza di Milano, dove viene superata dal Bayern Monaco per 5-4 dopo i calci di rigore 1-1 alla fine dei tempi regolamentari. Lallenatore tedesco Ottmar Hitzfeld vince così la sua seconda Coppa dei Campioni con due squadre diverse, a quattro anni di distanza dal trionfo con il Borussia Dortmund nel 1997. Per il Valencia si tratta della seconda sconfitta consecutiva in finale, come già successo alla Juventus tra il 1997 e il 1998. Il Bayern Monaco sa mettere a frutto le proprie doti nellinterpretazione tattica delle partite, riuscendo a vincere il suo quarto trofeo superando squadre maggiormente dotate dal punto di vista tecnico.

Dalla finale della UEFA Champions League 2001-2002 ne esce vincitore il Real Madrid. Sono almeno due le analogie con la vittoria del Real nel 1960: la nazionalità dellavversaria il Bayer Leverkusen, squadra tedesca come lEintracht Francoforte battuto nel 1960 e lo stadio lHampden Park di Glasgow, dove si era disputata la finale del 1960. Mentre la squadra del 1960 era formata da campioni come Di Stéfano e Puskás, quello del 2002 è il Real dei cosiddetti Galácticos "Galattici", cioè dei giocatori molto quotati che vengono acquistati ogni anno. In semifinale i madridisti prevalgono sui connazionali del Barcellona, mentre nella finale hanno la meglio sul Bayer Leverkusen allenato da Klaus Toppmöller, sconfitto per 2-1 il 15 maggio 2002.

I tedeschi sfiorano il treble, classificandosi secondi nelle tre competizioni più importanti. Nella Bundesliga tedesca perdono cinque punti nelle ultime tre giornate a favore del Borussia Dortmund, che si aggiudicò poi il campionato; in Coppa di Germania vengono sconfitti in finale per 4-2 dallo Schalke 04; in Champions League si fanno battere dal Real Madrid. Inoltre, fatto singolare, anche la Nazionale tedesca si classificherà seconda al campionato del mondo 2002.

                                     

1.15. Storia Il sesto titolo del Diavolo e l exploit del Porto 2003-2004

La stagione 2002-2003 segna il ritorno delle squadre italiane al vertice del calcio europeo. Dopo aver dominato la competizione durante gli anni novanta, il Milan e la Juventus avevano vissuto una crisi, culminata nelledizione 2000-2001, quando nessuna squadra italiana aveva raggiunto i quarti di finale. La tendenza è invertita nella Champions League 2002-2003, in cui, delle quattro semifinaliste, tre sono italiane Milan, Juventus e Inter. In semifinale vi è il primo storico derby europeo tra le milanesi, un doppio confronto nel quale le due squadre sono sopraffatte dalla paura di perdere nei confronti dei rispettivi cugini. Alla fine prevale il Milan. Dopo lo 0-0 dellandata in "casa", i rossoneri impongono il pari in "trasferta". Decisivo è il gol di Ševčenko. Inutile la rete a cinque minuti dal termine del giovane attaccante nigeriano Obafemi Martins. La Juventus affronta il Real Madrid e lo sconfigge per 3-1 al "Delle Alpi" dopo aver perso allandata per 2-1 al Santiago Bernabéu. Decisivi sono i gol di Trezeguet, Del Piero e Nedved e il rigore parato da Buffon a Luís Figo. Inutile la rete del grande ex Zinédine Zidane.

Ad aggiudicarsi il trofeo è il Milan, di nuovo campione dopo nove anni. In finale, il 28 maggio allOld Trafford di Manchester, i rossoneri sconfiggono ai calci di rigore la Juventus, priva dello squalificato Pavel Nedvěd, nella prima finale della Coppa dei Campioni-Champions League con entrambe le contendenti italiane. La partita si conclude a reti bianche dopo i tempi supplementari e si decide dal dischetto. Poche le occasioni da gol, tra cui un gol annullato a Ševčenko, una grande parata di Buffon su Filippo Inzaghi e una traversa colpita da Antonio Conte. Ai tiri dal dischetto Dida para tre conclusioni avversarie, mentre Andrij Ševčenko trasforma il rigore decisivo che consegna al Milan la coppa. Il capitano Paolo Maldini la solleva quarantanni esatti dopo il padre Cesare, campione dEuropa 1962-1963 con i rossoneri a Londra. Clarence Seedorf aveva conquistato la sua terza Champions League, diventando il primo calciatore ad aggiudicarsi tre Coppe con tre squadre diverse: infatti aveva già vinto la Coppa con lAjax nel 1995, proprio contro il Milan, e col Real Madrid nel 1998. Per Marcello Lippi si tratta della terza finale di Champions League persa, dopo quella del 1997 e del 1998 da allenatore della Juventus. In totale il tecnico viareggino ha disputato quattro finali di Champions League vincendone una, a Roma nel 1996.

La Coruña il Deportivo, sconfitto per 4-1 a San Siro dal Milan campione dEuropa uscente, è in grado di battere gli italiani per 4-0 nella gara di ritorno, nei quarti di finale del 2004. Sempre nel corso di quella edizione e sempre nei quarti di finale, oltre allinopinata eliminazione del Milan vi è quella di una compagine blasonata come il Real Madrid, sconfitto dal Monaco. Nellaltro quarto di finale si scontrano le inglesi Arsenal e Chelsea, formazione che prevale nel doppio confronto. La finale è tra due outsider come il Monaco allenato da Didier Deschamps e il Porto di José Mourinho, che simpone per 3-0.

                                     

1.16. Storia Lincredibile rimonta del Liverpool, il "bis" del Barça e la rivincita rossonera 2005-2007

Ledizione 2004-2005 viene vinta ai calci di rigore dal Liverpool contro il Milan nella finale di Istanbul. Questa stagione è caratterizzata da un lungo susseguirsi di vittorie della squadra rossonera. Allinizio i milanesi concludono al primo posto il proprio raggruppamento e poi eliminano il Manchester Utd negli ottavi di finale doppio 1-0, lInter nei quarti successi per 2-0 in casa e 3-0 a tavolino nel ritorno e il PSV Eindhoven in semifinale vittoria per 2-0 a Milano e sconfitta per 3-1 al Philips Stadion. Il 25 maggio, nella finale di Istanbul, la decima nella storia rossonera, il Milan chiude il primo tempo in vantaggio per 3-0 contro il Liverpool, grazie al repentino gol del capitano Paolo Maldini e alla doppietta di Crespo. Nel secondo tempo, tuttavia, i rossoneri si fanno raggiungere sul 3-3 in soli sei minuti, durante i quali un rigore parato dal portiere rossonero Dida fu poi ribadito in gol da Xabi Alonso. La gara procede ai tempi supplementari, dove il portiere polacco Jerzy Dudek è autore di un salvataggio su un tiro ravvicinato di Ševčenko, e quindi ai calci di rigore. Qui il Milan fallisce tre tiri dal dischetto di cui lultimo, decisivo, proprio con lattaccante ucraino. È quindi la squadra inglese a sollevare la coppa, la quinta nella storia dei Reds di Liverpool.

Ledizione 2005-2006 si conclude con la vittoria del Barcellona. I catalani, allenati dallex campione del Milan Frank Rijkaard, impressionano per la capacità di abbinare un gioco a tratti spettacolare e la concretezza delle squadre esperte. Ronaldinho diventa il miglior giocatore del torneo. Nella finale di Parigi superano, per 2-1 in rimonta, gli inglesi dellArsenal, guidati da Thierry Henry. Questa partita, inoltre, ha segnato la trasmissione da parte di Sky Italia del primo evento televisivo in diretta visibile in alta definizione con un nuovo decoder satellitare.

Nella stagione 2006-2007 si assiste alla rivincita del Milan ai danni del Liverpool. Dopo unestate caratterizzata dallo scandalo del calcio italiano del 2006 il Milan, che ha rischiato di non iscriversi in Champions in quanto in esso coinvolto, deve partire dal terzo turno preliminare contro la Stella Rossa. Il passaggio del turno dà così ai rossoneri il diritto di partecipare alla fase a gironi della competizione per lottava volta negli ultimi 10 anni.

Dopo essersi classificati primi nel proprio girone e aver superato nella fase ad eliminazione diretta gli scozzesi del Celtic Glasgow e i tedeschi del Bayern Monaco, il Milan approda alle semifinali. Tra le squadre qualificate alle semifinali figurano anche tre inglesi: Liverpool, Chelsea e Manchester Utd.

Proprio il Milan risulta la squadra più solida delle quattro, riuscendo a prevalere su di esse. Superati i mancuniani, i milanesi raggiungono in finale il Liverpool, che in semifinale aveva battuto, come due anni prima, il Chelsea. Allo Stadio Olimpico di Atene, proprio come nel 1994 contro il Barcellona, il Milan solleva la coppa per la settima volta quinta volta negli ultimi ventanni.

Il nuovo presidente dellUEFA Michel Platini è intento a ripristinare la vecchia cerimonia di premiazione che, come in passato, avviene nella tribuna dello stadio e non sul terreno di gioco, come è abitudine fare negli ultimi anni. Lultima squadra ad alzare il trofeo dalla tribuna era stato il Milan ad Atene nel 1994: la formazione italiana replica nel 2007 nel medesimo impianto.

Dopo ledizione 1998-1999, per la seconda volta nella storia della competizione arrivano in finale due squadre qualificatesi al torneo tramite il turno preliminare.

                                     

1.17. Storia Terzo alloro continentale per Man Utd, Barcellona e Inter 2008-2010

Nella stagione 2007-2008 la Champions League viene vinta dal Manchester Utd, che battendo in finale il Chelsea nella prima finale tutta inglese della competizione, diventa campione dEuropa per la terza volta.

Alle semifinali si prospetta una situazione simile a quella delledizione 2002-2003 e anche a quella dellanno prima: infatti, 3 squadre su 4 sono della stessa nazionalità, in questo caso inglese. Da una parte si affrontano per la terza volta in quattro anni in semifinale Liverpool e Chelsea; dalla parte opposta del tabellone si affrontano il Manchester Utd e il Barcellona. I Reds pregiudicano la qualificazione nella partita di andata con un autogol negli ultimi minuti di John Arne Riise. Laltra semifinale di andata tra catalani e mancuniani termina 0-0, con Cristiano Ronaldo che fallisce un rigore in avvio; la gara di ritorno, più tattica, si conclude con la qualificazione degli inglesi, vittoriosi grazie a un gol di Scholes.

In finale i Red Devils sfidano il Chelsea, giunto per la prima volta alla finale della massima competizione europea grazie ad un 3-2 allextratime col Liverpool. Prima finale tutta inglese della storia del torneo, la terza tra squadre di uno stesso paese dopo quelle del 2000 e del 2003. Il primo tempo finisce con il parziale di 1-1, con Cristiano Ronaldo a segno di testa per il Manchester Utd al 25 e Frank Lampard per il Chelsea, al termine di unazione confusa al 44, con dedica del gol alla madre morta poco tempo prima alzando le mani al cielo. Il risultato rimane immutato fino alla fine dei tempi regolamentari e dei tempi supplementari durante i quali al 115 Didier Drogba viene espulso per uno schiaffo a Nejmania Vidic. Ai tiri di rigore falliscono Ronaldo clamorosamente per i mancuniani, e il capitano John Terry per i londinesi, scivolato al momento del tiro sullultimo rigore e fallendo loccasione di portare i Blues per la prima volta sul tetto dEuropa, proprio quando sembravano a un passo dal successo. Lerrore decisivo è quello di Anelka al settimo rigore, il cui tiro è parato da van der Sar.

La massima competizione europea dellannata 2008-2009 viene vinta dal Barcellona, che sconfigge in finale i detentori del Manchester Utd aggiudicandosi il trofeo per la terza volta nella finale disputata a Roma allo Stadio Olimpico.

Questanno la Juventus rientra in Champions dopo tre anni; torna sul palcoscenico europeo anche il Bayern Monaco, assente da una stagione, mentre manca dopo sei anni di soddisfazioni il Milan. Dopo la fase a gironi sono presenti il Barcellona, i campioni in carica di Manchester, le altre inglesi Liverpool e Arsenal, lInter, la Juventus e la Roma, il Real Madrid e il Chelsea, oltre a Sporting Lisbona, Porto, Villarreal e Atlético Madrid.

Nelle semifinali figurano quindi ancora tre inglesi più il Barcellona, come lanno precedente, con la differenza dellArsenal al posto del Liverpool. Il Barcellona batte il Chelsea grazie al gol in trasferta in pieno recupero di Andrés Iniesta, mentre il Manchester si impone sullArsenal.

In finale il risultato si sblocca al decimo minuto, quando Samuel Etoo porta in vantaggio il Barcellona. Il secondo tempo vede una netta supremazia del Barcellona, e a dodici minuti dal fischio finale Xavi, in azione sulla fascia destra, crossa per Lionel Messi, che realizza di testa la rete del 2-0. Il Barcellona dellallenatore Josep Guardiola, già vincitore nel 1991-1992 da giocatore, diventa la prima squadra spagnola a mettere a segno un treble: oltre alla Champions, aveva vinto anche Liga e Coppa del Re.

Ledizione 2009-2010 fa registrare la vittoria dellInter di José Mourinho, che torna a vincere il trofeo dopo 45 anni. Per i nerazzurri è la terza Coppa dei Campioni della loro storia, la prima da quando ha cambiato denominazione in UEFA Champions League. Si qualificano agli ottavi di finale tre italiane Inter, Milan e Fiorentina, tre inglesi Chelsea, Arsenal e Manchester Utd, il Real Madrid e il Barcellona, le francesi Bordeaux e Olympique Lione, il Siviglia, il Bayern Monaco, lOlympiakos, il CSKA Mosca, il Porto e lo Stoccarda.

Passati gli ottavi, nel primo dei quattro quarti di finale i Red Devils vengono eliminati dal Bayern Monaco, che passa il turno grazie ai gol segnati in trasferta. Nel secondo il derby francese tra Lione e Bordeaux si risolve in favore dei primi, che accedono alla semifinale per la prima volta nella loro storia. Dallaltra parte del tabellone la sfida Inter-CSKA si risolve con una doppia vittoria dei nerazzurri per 1-0, mentre il Barcellona supera lArsenal con un pareggio in trasferta per 2-2 e un 4-1 casalingo, grazie ad una quaterna di Lionel Messi dopo la realizzazione di Nicklas Bendtner nella riedizione della finale di Parigi nel 2006. Le semifinali sono Bayern Monaco-Lione e Inter-Barcellona. I bavaresi hanno la meglio sui francesi, sconfiggendoli con il punteggio complessivo di 4-0 1-0 e 3-0, mentre lInter, dopo la vittoria casalinga per 3-1 sul Barcellona, nel ritorno al Camp Nou perde per 1-0, resistendo in 10 per larga parte della gara e qualificandosi per la finale dopo 38 anni di attesa; lultima raggiunta dai nerazzurri risaliva infatti al 1972, persa 2-0 a Rotterdam contro lAjax di Cruijff.

Nella finale del 22 maggio 2010 a Madrid si sfidano quindi Bayern Monaco e Inter: i due club si affrontano dopo aver realizzato entrambi un double coi successi in campionato e coppa nazionale. Allo Stadio Santiago Bernabéu, è una doppietta di Milito a sancire il 2-0 con cui lInter si laurea campione dEuropa diventando inoltre la prima squadra italiana a centrare un treble ; i tedeschi appaiano invece il Milan a quota quattro finali perse, dopo quelle del 1982 contro lAston Villa per 0-1, del 1987 contro il Porto e del 1999 contro il Manchester Utd, queste ultime entrambe per 1-2.

                                     

1.18. Storia Il quarto successo del Barcellona, il primo del Chelsea e il quinto del Bayern 2011-2013

Il 28 maggio 2011 il Barcellona diviene campione dEuropa per la quarta volta nella sua storia battendo a Wembley il Manchester Utd anche in questo caso si trattò di una rivincita, essendosi le due squadre affrontate due anni prima a Roma per 3-1 con i goal di Pedro, Lionel Messi e David Villa. Con una squadra giovane, formata in prevalenza da ragazzi provenienti dalle giovanili, ottiene la terza vittoria in sei anni.

Nella prima fase spicca nel Gruppo A il primo posto del Tottenham che supera la squadra campione in carica, lInter. Nel Gruppo D, invece, il Copenaghen entra nella storia del calcio del proprio Paese, diventando la prima squadra danese ad accedere agli ottavi di finale della Champions League, essendosi qualificata seconda dietro i futuri campioni del Barcellona e superando il Rubin Kazan. Nel corso della fase a eliminazione diretta si possono registrare leliminazione del Tottenham per mano delle merengues, la riedizione della Supercoppa UEFA 2009 tra Barcellona e Shakhtar Donetsk, la riedizione della finale del 2008 tra Red Devils e Blues, e quella tra Bayern e Inter dellanno precedente. Si riaffrontano Barcellona e Arsenal.

In semifinale, lo Schalke 04 di Raul che aveva estromesso lInter verrà a sua volta eliminato dalla formazione mancuniana, che vincerà 0-2 a Gelsenkirchen e poi 1-4 allOld Trafford. Laltra semifinale verrà vinta dal Barcellona sul Real Madrid per un risultato complessivo di 1-3, 0-2 a Madrid e 1-1 al Camp Nou.

Con la quarta affermazione del Barcellona la Spagna diventa la nazione con il maggior numero di Coppe dei Campioni/Champions League.

Il 19 maggio 2012, il Chelsea di Roberto Di Matteo vince la prima Champions League della sua storia, battendo in finale il Bayern Monaco ai calci di rigore 3-4, dopo l1-1 dei tempi regolamentari.

Nella fase a gironi delledizione 2011-2012 spiccano la qualificazione del Napoli agli ottavi, a discapito del Manchester City di Roberto Mancini, luscita di scena del Manchester Utd e la qualificazione come prima del proprio girone dellAPOEL. Negli ottavi spiccano i quattro gol di Mario Gomez nel 7-0 con il quale il Bayern estromette il Basilea dopo la sconfitta in casa degli elvetici ed i cinque di Leo Messi ai danni del Bayer Leverkusen. Per quanto riguarda i club italiani, una rete di Brandão estromette lInter e Ivanović fa lo stesso contro il Napoli, mentre il Milan si qualifica soprattutto grazie al 4-0 di San Siro allandata contro unArsenal tignoso e mai rinunciatario. Ai quarti termina la favola dellAPOEL, battuto con un 8-2 complessivo dal Real ed il Barcellona sconfigge con qualche brivido e con 2 rigori un Milan mai domo. Doppio successo per Bayern e Chelsea.

Nelle semifinali il Bayern, dopo i calci di rigore, riesce a sconfiggere i Galacticos di José Mourinho, andando così a giocarsi la finale in casa, allAllianz Arena. La rivale dei bavaresi sarà il Chelsea, che riuscirà ad eliminare il Barcellona di Josep Guardiola, nonostante la situazione di 10 contro 11 per più di unora. Da notare che entrambe le eliminazioni del Barcellona nella gestione Guardiola sono arrivate in superiorità numerica contro la squadra che avrebbe poi battuto in finale il Bayern alzando la coppa. La finale si accende all83 con un gol di testa di Muller e il Chelsea riacciuffa la parità a 2 dal 90 con il solito Drogba, che aveva già deciso di lasciare i Blues al termine della stagione. Ai supplementari Čech neutralizza un rigore dellex di turno Robben mentre nella serie dal dischetto sbagliano Olić e Schweinsteiger con Drogba che manda in paradiso i londinesi.

Grazie alla vittoria del Chelsea, lInghilterra diventa, a pari merito con lItalia, la seconda nazione ad aver vinto più volte lambito trofeo.

Nelledizione 2012-2013 trionfa Bayern Monaco, che sconfigge in finale i connazionali del Borussia Dortmund, in una storica finale tutta tedesca.

Nella fase a gironi vi è da segnalare luscita dei campioni in carica del Chelsea, terzo dietro la Juventus prima e Šachtar secondo, lultimo posto del Manchester City e il primo posto del Borussia Dortmund, che scavalca il Real Madrid.

Agli ottavi vi è la supersfida tra Real Madrid e Manchester Utd, vinta tra le polemiche dagli spagnoli. Da segnalare il passaggio del turno della Juventus contro gli scozzesi del Celtic e leliminazione del Milan contro il Barcellona. Avanzano anche Galatasaray, Málaga, Paris Saint-Germain, Borussia Dortmund e Bayern Monaco.

Ai quarti la Juve viene eliminata dal Bayern doppio 0-2 e insieme ai bavaresi passano Borussia Dortmund rocambolesca rimonta da 1-2 a 3-2 oltre il recupero contro il Málaga, Barcellona contro il PSG, e Real Madrid contro il Galatasaray.

Le due semifinali sanciscono il dominio tedesco: Il Bayern si impone nettamente sul Barcellona 4-0 in casa e 3-0 fuori casa e il Borussia Dortmund elimina il Real Madrid 4-1 in casa e 0-2 in trasferta.

Nella finale tutta tedesca il Bayern passa in vantaggio al 61 con gol di Mandžukić. Il Borussia pareggia al 69 con rigore di Gündoğan ma viene beffato dal gol di Robben all89. Il Bayern conquista così il quinto successo nella competizione, portando a 7 il numero delle Champions vinte dalle tedesche. Allo stesso tempo i bavaresi realizzano il treble vincendo la Bundesliga e la Coppa di Germania.

                                     

1.19. Storia La décima del Real Madrid e il pokerissimo blaugrana 2014-2015

Ledizione 2013-14 celebra la conquista della "Décima" da parte del Real Madrid inseguita per oltre 12 anni, sconfiggendo in finale i concittadini dellAtlético Madrid nella seconda finale spagnola della storia, la prima tra due squadre della stessa città.

Agli ottavi di finale il Real supera con estrema facilità i tedeschi dello Schalke 04 con un 6-1 allandata e 3-1 al ritorno, lo stesso fa lAtlético Madrid con il Milan di Seedorf battendolo 0-1 allandata e 4-1 al ritorno. Mentre il PSG elimina il Bayer Leverkusen con 4-0 allandata e 2-1 al ritorno. Da segnalare i passaggi del turno da parte di Barcellona, Chelsea, Bayern Monaco, Manchester Utd e Borussia Dortmund.

Nei quarti di finale cè il derby spagnolo fra Atlético Madrid e Barcellona, che finisce con leliminazione a sorpresa del Barça, mentre il Real Madrid elimina con estrema difficoltà il Borussia Dortmund; completano il quadro il passaggio del turno da parte del Chelsea di Mourinho sul PSG ribaltando l1-3 dellandata con un 2-0 al ritorno e del Bayern Monaco sui Red Devils 1-1 e 3-1.

Nelle semifinali si registra il passaggio del Real Madrid a discapito del Bayern Monaco con 1-0 e 0-4 e dellAtletico a svantaggio del Chelsea 0-0 e 1-3.

Nella finale al 36 lAtlético Madrid passa in vantaggio e rimane avanti per quasi tutta la partita subendo il pressing del Real Madrid; al 93 il Real pareggia con Sergio Ramos e si va ai supplementari. Al 110 il Real Madrid passa in vantaggio con un gol di Bale, poi al 118 Marcelo segna il gol del 3-1 e infine su rigore Cristiano Ronaldo segna il gol del definitivo 4-1, portandosi a quota 17 gol e diventando il capocannoniere più prolifico della storia della UEFA Champions League in una singola stagione superando Messi e Altafini.

Nelledizione 2014-2015 si registrano laccesso alla finale dopo 12 anni della Juventus, ottenuta estromettendo i campioni in carica del Real Madrid, ma soprattutto il quinto trionfo degli spagnoli del Barcellona. I bianconeri superano il girone formato da Malmö, lOlympiakos e Atlético Madrid, chiudendo alle spalle dei soli madrileni. Seguono i successi contro il Borussia Dortmund per 2-1 e 3-0 e il passaggio del turno contro il Monaco. In semifinale eliminano con un 2-1 e un 1-1 al Bernabéu il Real Madrid, con il madrileno Álvaro Morata autore di due delle tre reti juventine una allandata ed una al ritorno. Per quanto riguarda i blaugrana, il girone viene superato brillantemente contro APOEL, Ajax e Paris Saint-Germain. Agli ottavi un 2-1 esterno e un 1-0 in casa contro i Manchester City permettono loro di accedere ai quarti dove incontrano nuovamente i campioni di Francia che vengono travolti 3-1 e 2-0. In semifinale un 3-0 rifilato al Bayern Monaco rende vano il 3-2 subito in Baviera al ritorno.

La finale viene decisa da Ivan Rakitić e Luis Suárez inframezzati dal pareggio di Morata. Nei minuti finali la Juventus si getta in avanti alla ricerca del pari ma viene punita da una ripartenza finalizzata da Neymar per il 3-1 finale. Per il Barcellona si tratta della quarta affermazione negli ultimi dieci anni. I blaugrana divengono inoltre la prima squadra a bissare un treble continentale. La Spagna è quindi la prima nazione a vincere il trofeo per due stagioni consecutive da quando la competizione è stata ribattezzata "Champions League". La Juventus, dal canto suo, subisce invece la sua sesta sconfitta nelle finali di Coppa Campioni/ Champions League, un record assoluto.

                                     

1.20. Storia Nuovo predominio blanco in Europa 2016-2018

Nella stagione 2015-2016 la Champions League viene vinta per la seconda volta in tre anni dal Real Madrid, che nella finale di Milano supera ancora una volta lAtlético Madrid. Ai gironi il Real ha la meglio sul Paris Saint-Germain, sullo Šachtar e sul Malmö FF, prima di superare la Roma agli ottavi doppio 2-0 e il Wolfsburg ai quarti sconfitta per 0-2 e vittoria per 3-0. In semifinale dopo un pareggio per 0-0 allEtihad con il Manchester City, il Real vince a Madrid per 1-0 e accede allatto conclusivo della manifestazione. LAtlético Madrid, tra le altre, riesce a superare ai quarti di finale i campioni in carica del Barcellona ed in semifinale il Bayern Monaco di Guardiola, approdando alla sua seconda finale di Champions League in tre anni.

Nella finale del 28 maggio gli uomini di Zidane sono molto aggressivi nei primi minuti e in vantaggio al 15 grazie ad un gol di Ramos. Al 48 Griezmann fallisce il calcio di rigore del possibile pareggio e sembra condannare alla sconfitta gli uomini di Simeone. LAtlético, però, non si disunisce e pareggia al 79 con il subentrato Carrasco. Nei tempi supplementari le occasioni sono poche, complice la stanchezza, quindi si procede con i tiri di rigore. Al quarto tentativo per la sua squadra Juanfran colpisce il palo, mentre Ronaldo non sbaglia e consegna lundicesima coppa alla sua squadra. Zidane diventa il primo allenatore francese a vincere la competizione.

Nelledizione 2016-2017 il Real Madrid, battendo per 4-1 la Juventus, vince il suo dodicesimo titolo e diventa la prima squadra a trionfare per due volte consecutivamente dallistituzione della Champions League: lultima squadra a riuscire nellimpresa nella vecchia Coppa dei Campioni era stato il Milan di Sacchi. La Juventus elimina nei quarti il Barcellona 3-0 allandata e 0-0 al ritorno mentre in semifinale è la volta del sorprendente Monaco 2-0 in trasferta e 2-1 in casa. Nellaltra semifinale il Real Madrid, dopo aver superato ai supplementari il Bayern Monaco, ha estromesso lAtlético per il quarto anno di fila, vincendo 3-0 allandata e perdendo 2-1 al ritorno.

In finale, dopo un primo tempo equilibrato chiusosi sull1-1 con le reti di Ronaldo e Mandžukić, gli spagnoli dominano la gara segnando ancora con Casemiro, Ronaldo e Asensio. La Juventus perde la settima finale su nove disputate incrementando ulteriormente il proprio primato negativo, mentre il Real Madrid vince il terzo trofeo negli ultimi quattro anni. Mai prima di questa edizione del torneo una squadra italiana era stata battuta con tre gol di scarto in finale.

Ledizione 2017-2018 vede per il terzo anno consecutivo il successo finale del Real Madrid. Dopo aver terminato al secondo posto un girone con Tottenham e Borussia Dortmund, i blancos eliminano in ordine il Paris Saint-Germain, vincendo 3-1 e 2-1, la Juventus, con un secco 3-0 a Torino prima della sconfitta per 1-3 a Madrid, e infine il Bayern Monaco, vincendo 2-1 in Baviera e pareggiando 2-2 in casa. L’altra finalista è il Liverpool di Klopp, capace di eliminare agli ottavi il Porto, ai quarti il Manchester City e in semifinale la Roma.

La finale vede una buona partenza del Liverpool, tuttavia luscita dal campo per infortunio di Salah condiziona gli inglesi, che nel secondo tempo cedono nettamente agli spagnoli: un clamoroso errore del portiere Karius permette a Benzema di segnare il gol del vantaggio; il Liverpool prova a rientrare in gara con il gol del pareggio di Mané, ma poi è il subentrato Bale a realizzare la doppietta che regala il successo finale al Real Madrid. Gli spagnoli conquistano il trofeo per la tredicesima volta nella loro storia; Zinédine Zidane diventa l’unico allenatore a vincere tre Coppe dei Campioni/Champions League consecutive, mentre Ronaldo si riconferma capocannoniere del torneo per il sesto anno di fila con 15 gol settima volta in totale.

                                     

1.21. Storia Il sesto alloro dei Reds nella seconda finale tutta inglese 2019

Nelledizione 2018-19 ad aggiudicarsi il titolo è il Liverpool, battendo i connazionali del Tottenham giunti per le prima volta in finale di Coppa Campioni-Champions League. I reds, dopo essersi qualificati solo allultima giornata della fase a gruppi, affrontano agli ottavi il Bayern Monaco sconfitto 3-1 tra andata e ritorno, il Porto sconfitto 6-1 ai quarti e in semifinale il Barcellona: dopo la sconfitta subita allandata per 3-0, la formazione guidata da Jurgen Klopp è protagonista di una partita incredibile ad Anfield, dove vince per 4-0 qualificandosi per la finale di Madrid.

Anche gli spurs si qualificano allultima giornata del girone, per poi sconfiggere il Borussia Dortmund agli ottavi, il Manchester City ai quarti 1-0 per i londinesi allandata, clamoroso 4-3 per i citizens nella gara di ritorno con il gol del 5-3 annullato al 95º dal VAR e lAjax in semifinale, che aveva precedentemente eliminato Real Madrid e Juventus. Dopo essersi imposti per 1-0 in trasferta nella gara dandata, al ritorno ad Amsterdam gli olandesi allintervallo sono già avanti 2-0; nel secondo tempo però il Tottenham riesce a ribaltare il risultato grazie alla sbalorditiva tripletta di Lucas Moura, che segna il terzo decisivo gol al 93º.

Nella finale al Wanda Metropolitano i reds si portano subito avanti con un rigore di Salah; la partita procede senza particolari sussulti, fino a quando Origi segna il definitivo raddoppio che consente al Liverpool di alzare al cielo il trofeo dopo 14 anni. Capocannoniere delledizione è Lionel Messi con 12 reti.

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