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ⓘ Riforma monetaria di Aureliano




                                     

ⓘ Riforma monetaria di Aureliano

La Riforma monetaria di Aureliano, venne attuata attorno al 274 allo scopo di risolvere il periodo di crisi del III secolo, denominato dellanarchia militare, iniziato con la fine della dinastia dei Severi, che aveva comportato pesanti conseguenze economiche e sociali. Tale riforma portò ad una revisione del sistema monetale imperiale romano. Loccasione di questa riforma fu data ad Aureliano dalla rivolta, repressa nel sangue, di Felicissimo e dei monetarii di Roma del 271.

                                     

1. Contesto storico

Con la fine della dinastia dei Severi, il disastroso periodo dellanarchia militare, nellambito della crisi del III secolo, portò lImpero romano ad una progressiva decadenza ed agonia a livello di produzione agricola e di traffici commerciali, insieme ad un costante calo demografico, dovuto alle continue guerre civili, lungo i confini settentrionali ed orientali, oltre a carestie ed epidemie.

La vittoria di Claudio il Gotico contro i Goti nella battaglia di Naisso del 268 caratterizzò, però, una significativa svolta dallinizio della crisi. Con lui, ma soprattutto con il suo successore Aureliano 270-275 tornarono sotto il dominio degli "Imperatori legittimi", sia limpero delle Gallie sia il regno di Palmira, che si erano staccati dalla parte centrale durante il Principato di Gallieno: limpero romano era nuovamente riunito. Vi è da aggiungere che il prezzo da pagare per la sopravvivenza e la riunificazione dellImpero fu molto alto, anche in termini territoriali. Già sotto Gallieno nel 260, vennero abbandonati in modo definitivo i cosiddetti Agri decumates, oltre ai territori della provincia delle Tre Dacie proprio sotto Aureliano attorno al 271.

Le continue scorrerie da parte dei barbari nei ventanni successivi alla fine della dinastia dei Severi avevano messo in ginocchio leconomia ed il commercio dellImpero romano. Numerose fattorie e raccolti erano stati distrutti, se non dai barbari, da bande di briganti e dalle armate romane alla ricerca di sostentamento, durante le campagne militari combattute sia contro i nemici esterni, sia contro quelli interni usurpatori alla porpora imperiale. La scarsità di cibo generava, inoltre, una domanda superiore allofferta di derrate alimentari, con evidenti conseguenze inflazionistiche sui beni di prima necessità.

A tutto ciò si aggiungeva un costante reclutamento forzato di militari, a danno della manovalanza impiegata nelle campagne agricole, con conseguente abbandono di numerose fattorie e vaste aree di campi da coltivare. Questa impellente richiesta di soldati, a sua volta, aveva generato una implicita corsa al rialzo del prezzo per ottenere la porpora imperiale. Ogni nuovo imperatore o usurpatore era costretto, pertanto, ad offrire al proprio esercito crescenti donativi e paghe sempre più remunerative, pagate attraverso crescenti e nuove emissioni di moneta, con grave danno per l aerarium imperiale, spesso costretto a coprire queste spese straordinarie con la confisca di enormi patrimoni di cittadini privati, vittime in questi anni di proscrizioni "di parte".

Vi è da aggiungere che queste nuove emissioni generarono una costante riduzione del metallo effettivamente presente nelle monete in modo progressivo, pur conservando queste ultime identico valore teorico. Ciò ebbe, però, leffetto prevedibile di causare uninflazione galoppante iperinflazione causata da decenni di svalutazione della moneta, iniziata fin dagli imperatori della dinastia dei Severi, che per far fronte alle necessità militari avevano ampliato lesercito di un quarto e raddoppiata la paga base. Le spese militari costituivano poi il 75% circa del bilancio totale statale, in quanto poca era la spesa "sociale", mentre tutto il resto era utilizzato in progetti di prestigiose costruzioni a Roma e nelle province; a ciò si aggiungeva un sussidio in grano per coloro che risultavano disoccupati, oltre ad aiuti al proletariato di Roma congiaria e sussidi alle famiglie italiche simile ai moderni assegni familiari per incoraggiarle a generare più figli.

                                     

2. Principali novità della riforma

Aureliano cercò di frenare la svalutazione della moneta agendo principalmente su due leve: sul valore dei nominali e sullorganizzazione delle zecche, che si erano affiancate a quella principale di Roma. Si trattava di una serie ridotta di zecche imperiali, create durante il periodo della crisi del III secolo e collocate soprattutto in posizioni strategiche: da quella di Antiochia dal 240?, a quella di Colonia Agrippinensium dal 257, Cizico da Valeriano-Gallieno, Lugdunum dal 257, Siscia dal 260, Serdica, Tripolis, Ticinum mentre la vicina zecca di Mediolanum, aperta dal 257 venne chiusa e Viminacium dal 239.

Se da una parte favorì il potenziamento di zecche provinciali imperiali, in modo che potessero operare in modo continuativo, non saltuario come accadeva prima, dallaltra parte ridusse i volumi della zecca di Roma, che impiegava un numero di addetti ormai imponente e difficile da gestire sul piano sociale, chiudendone ben 7 officine su 12, tra quelle preposte alla coniazione di moneta di mistura. Le zecche imperiali non vanno, però, confuse con quelle provinciali e/o coloniali = prodotte dalle antiche colonie romane, che battevano moneta circolante solo su piccole frazioni dei territori imperiali e che, con la riforma, furono abolite ad eccezione della zecca dAlessandria dEgitto. Si trattava di centinaia di piccole zecche locali, presenti soprattutto nelle province orientali, che emettevano monete di bronzo.

Ciò portò inevitabilmente ad un aumento considerevole della massa monetaria messa in circolazione, ma anche ad un miglior controllo sulle emissioni, marcando le stesse con le iniziali della zecca ed, in alcuni casi, anche di quelle dellofficina. Si procedette, infine, a cancellare dalle nuove monete di bronzo la vecchia scritta "S C", non avendo più ragione di essere.

                                     

3. Monete e pesi

Per prima cosa Aureliano operò sullaureo, che era passato nel tempo da un peso teorico di 1/40 di libbra epoca di Cesare a 1/45 sotto Nerone, con una svalutazione dell11% per raggiungere sotto Caracalla un peso di 1/50 di libbra 6.54 g. Nel corso poi di tutto il III secolo la svalutazione era continuata fino ad Aureliano. Nel 274, questultimo riportò il peso dellaureo ad 1/50 di libbra, come si può vedere nella tabella qui sotto e come risulta anche da alcune emissioni monetali che riportano sul retro "IL", tradotta da alcuni numismatici in ex una libra auri quinquaginta aurei ".

Aureliano, una volta risolto il problema della moneta in oro, affrontò il grave problema del costante svilimento dellantoniniano, e quindi dellargento, introducendo una nuova moneta, chiamato Aurelianus secondo quanto ci racconta la Historia Augusta, che aveva un peso medio attorno a 1/84 di libbra = 3.89 grammi, inizialmente portato a 4.21 grammi ed un titolo del 4-5% di argento, oggi comunemente chiamato aurelianiano o radiato grande. Questa nuova moneta riportava sul dritto il busto dellImperatore con la testa radiata o quello dellaugusta con il crescente lunare, in esergo la sigla XXI ", che alcuni studiosi moderni hanno interpretato come vigesima pars unius nummi ", vale a dire la percentuale di argento contenuta nella moneta 1:20 pari al 5%. La funzione che di questa moneta ne da Zosimo sarebbe quella di sostituire le monete false per tranquillizzare e difendere il pubblico che la utilizzava per i pagamenti.

Introdusse, poi, una seconda moneta, che aveva un peso medio attorno a 1/126 di libbra = 2.60 grammi ed un titolo del 2.5% di argento. Questa seconda moneta riportava sul dritto il busto dellImperatore con la corona dalloro, sul rovescio la sigla VSV ", che alcuni studiosi moderni hanno interpretato come usualis ", vale a dire usus publicus, ovvero il denarius communis, rappresentando probabilmente sia una riesumazione del denario, sia il modo per sostituire lantoniniano, completamente cancellato dalla riforma. Altri studiosi interpretano la scritta, più semplicemente, come Vota soluta quinquennalia ".

Si aggiunga che il mondo romano non aveva più riserve e produzioni sufficienti di argento per far fronte alla richiesta crescente di emissioni monetali, causando così una costante riduzione del titolo delle monete stesse. Le cause furono molteplici: dalla diminuita disponibilità poiché le miniere della Dacia non erano più raggiungibili a causa delle invasioni barbariche; minore rendimento delle altre miniere provinciali per la difficoltà nel reperire la mano dopera; crescente aumento del costo per il mantenimento degli eserciti; aumento dei tributi pagati ai barbari per comprare la pace lungo le frontiere imperiali romane.

Venne, infine, riordinato il sistema delle monete di bronzo, rimenttendo in circolazione dei nominali, sulla base di tre differenti pezzature, che ricordavano il sesterzio con un peso di circa 18.75 g, il dupondio 12.60 g e lasse 7.93 g, anche di solo rame. Al bronzo venne sostituita una lega di piombo, stagno e rame.



                                     
  • periodo attorno all anno 271. La vita di Domiziano è testimoniata da Zosimo, che lo vuole arrestato e punito da Aureliano per tradimento, e dalla Historia
  • Crisi del terzo secolo. La sua sconfitta per mano dell imperatore romano Aureliano coincise con la riunificazione delle Gallie all Impero romano. È elencato
  • l imperatore Aureliano dovette sedare una seconda rivolta in Gallia, molto probabilmente quella di Faustino. Per motivare l assenza di monete coniate
  • Goti e l esercito romano guidato dall imperatore romano Claudio II e da Aureliano comandante della cavalleria La vittoria romana annullò la minaccia
  • dell arrivo di Aureliano si recasse propria a Emesa a cercare sia i rinforzi militari che la benedizione divina. Venne tuttavia sconfitta da Aureliano il quale
  • poter raccogliere un secondo esercito per fermare Aureliano Aureliano ben accolto dagli abitanti di Antiochia, attaccò e conquistò Dafne, per proseguire
  • l Imperatore romano, Aureliano decise di chiudere la vicina zecca milanese nel 274 a vantaggio della nuova. Nella nuova zecca di Ticinum furono create
  • consolato assieme al padre, ma nell autunno di quello stesso anno il padre fu deposto dall imperatore romano Aureliano e Tetrico iunior apparve nel trionfo

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