Indietro

ⓘ Razza nordica




Razza nordica
                                     

ⓘ Razza nordica

La razza nordica è una delle tre sub-razze nelle quali, in passato, veniva suddivisa la cosiddetta "Razza caucasica" secondo i canoni della antropometria fisica.

La classificazione fu proposta in alcuni studi di antropologia fisica tra le fine del XIX e la prima metà del XX secolo; secondo queste teorie le persone appartenenti alla "razza nordica" si trovavano soprattutto nei paesi nordici, lEuropa settentrionale, in particolare la penisola scandinava e in parte nellEuropa centrale e nellEuropa orientale; erano caratterizzati dalla pigmentazione chiara di occhi, capelli e colore della pelle umana, statura tendenzialmente alta, faccia stretta e cranio allungato dolicocefalia.

I tratti psicologici dei nordici furono descritti come veritieri, equi, competitivi, ingenui, riservati ed individualisti. Altre supposte sub-razze furono la "Razza alpina", la "Razza dinarica", la "Razza baltica orientale" e la "Razza mediterranea".

Il nordicismo fu unideologia del separatismo razziale che vedeva i Nordici come un gruppo razziale in via di estinzione, questo soprattutto nel libro dellavvocato statunitense Madison Grant 1865-1937 intitolato The Passing of the Great Race: Or, The Racial Basis of European History del 1916, questideologia fu popolare soprattutto nel tardo XIX secolo e nei primi anni del XX in alcuni paesi nordoccidentali, centrali e settentrionali dellEuropa, come pure in America del Nord e in Australia.

Il nazionalsocialismo ebbe a sostenere che la razza nordica costituisse il grado più alto possibile della "razza ariana" e che pertanto venisse a rappresentare la "razza superiore" Herrenvolk.

                                     

1. Contesto

A metà del XIX secolo il razzismo scientifico sviluppò la teoria dellarianesimo, ritenendo che gli europei ariani fossero un ramo innato superiore dellumanità, responsabile della maggior parte dei successi ottenuti dalla civiltà occidentale. Larianismo derivò dallidea che i parlanti originari delle lingue indoeuropee costituissero una razza a parte o una sub-razza distintiva della più ampia "razza caucasica". Fra i primi che tentarono una connessione tra i popoli di razza nordica e gli Indoeuropei vi fu il conte francese Joseph Arthur de Gobineau 1816-1882; secondo questa visione, gli Indoeuropei in età arcaica popolavano un urheimat settentrionale da cui in seguito partirono verso sud migrando in larga parte dellEurasia, dove importarono la loro lingua e religione, stabilendosi come casta superiore fra le genti pre-indoeuropee o pre-ariane.

Il suo principale sostenitore fu come detto il diplomatico Arthur de Gobineau 1816-1882, nel suo Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane 1853-55. Sebbene Gobineau non abbia equiparato i popoli nordici con gli ariani sostenne però che i "germanici" fossero i migliori rappresentanti moderni della razza ariana. Adattando i commenti dellesponente della storiografia romana Publio Cornelio Tacito tratti dalla sua opera De origine et situ Germanorum e di altri scrittori romani, sostenne che i puri nordici avessero rigenerato lEuropa solo a seguito della caduta dellimpero romano dOccidente a causa della diluizione razziale presente nei suoi governanti.

Nel 1880 diversi linguisti e antropologi sostennero che gli stessi ariani avessero avuto la loro origine in qualche parte del settentrione europeo. Lantropologo tedesco-statunitense Theodor Poesche 1825-1899 propose che gli ariani originassero nel "vasto Rokinto" che diffuse lidea che gli ariani fossero emersi dalla Scandinavia e che potrebbero essere identificati dai caratteri distintivi nordici dati dal biondismo i capelli biondi e dagli occhi azzurri.

Il biologo britannico Thomas Henry Huxley 1825-1895 fu daccordo con lui, coniugando il termine Xanthochroidi per riferirsi agli europei sufficientemente biondi settentrionali, a differenza dei più scuri popoli mediterranei chegli chiamò Melanochroidi. Huxley concluse anche che questi ultimi Melanochroidi, che descrisse come dei "bianchi scuri", fossero a loro volta una mescolanza razziale di Xanthochroidi e Australioidi oggi definiti come Australomelanesoide.

Questa distinzione venne ripetuta anche dallo scrittore statunitense Charles Morris 1833-1922 nel suo libro The Aryan Race 1888, secondo cui gli originali ariani potrebbero essere identificati dai loro capelli biondi e da altri aspetti nordici, come la dolicocefalia il cranio allungato. Allargomento venne dato un ulteriore impulso dallantropologo francese Georges Vacher de Lapouge 1854-1936 nel suo libro LAryen: Son Rôle Social 1899, in cui sostenne che i popoli biondi dolicocefali erano dei capi naturali, destinati a governare i popoli affetti da Brachicefalia.

Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche 1844-1900 si era riferito anche lui nei propri scritti alle "bestie bionde", avventurieri amorali che dovevano essere i progenitori delle cultura creative. Nella Genealogia della morale 1887 ebbe a scrivere:

                                     

2. Definizione delle caratteristiche

Fu lantropologo francese di origini russe Joseph Deniker 1852-1918 il primo a proporre laggettivo "nordico" "nordique" per riferirsi ad un gruppo etnico termine che coniò per primo razziale settentrionale definendolo in base alle sue caratteristiche fisiche: sufficientemente biondo, con i capelli alquanto ondulati, occhi chiari e pelle rossastra, alta statura e un cranio dolicocefalico. Ai sei "gruppi caucasici" da lui individuati Deniker adattò quattro gruppi etnici secondari, tutti considerati intermedi ai nordici: il nordoccidentale, il sub-nordico, i vistolani provenienti dal fiume Vistola ed infine i sub-adriatici.

Leconomista statunitense William Z. Ripley 1867-1941 affermò di poter definire scientificamente una "razza teutonica" nel suo libro The Races of Europe 1899. Suddivise gli europei in tre sottocategorie principali: teutonica discendenti dei Teutoni, la razza alpina e la razza mediterranea.

Secondo Ripley la razza teutonica risiedeva in Scandinavia, nella Germania settentrionale, nei Paesi baltici, nella Prussia orientale, nella Polonia settentrionale, nella regione del Nord Russia, in Gran Bretagna, in Irlanda, ed infine in alcune parti dellEuropa centrale e dellEuropa orientale: essa era caratterizzata da capelli lisci, pelle chiara, occhi azzurri, alta statura, corpo sottile, faccia stretta e naso aquilino. Vacher de Lapouge aveva chiamato questa razza "Homo Europaeus".

Madison Grant, nel suo libro The Passing of the Great race 1916 riprese la classificazione di Ripley e così descrisse il tipo nordico o baltico:

Sempre secondo Grant la razza alpina, più bassa di statura e più scura nella colorazione, con una testa più rotonda, era predominante nellEuropa centro-orientale attraverso la Turchia le steppe eurasiatiche dellAsia centrale e del Circondario federale meridionale russo. La razza mediterranea invece, con capelli e occhi scuri, naso aquilino, carnagione olivastra, complessione moderata o scarsa e cranio modesto o lungo, disse che fosse prevalente nellEuropa meridionale, in Medio Oriente e in Nordafrica.

                                     

3. XX secolo

Nel 1902 larcheologo tedesco Gustaf Kossinna 1858-1931 identificò gli "originali ariani" il popolo dei proto-indoeuropei con la cultura nordica tedesca detta cultura della ceramica cordata o "dellascia da combattimento"; questargomentazione si guadagnò vasti consensi nei successivi due decenni. Kosinna pose lUrheimat protoindoeuropea nella regione dello Schleswig-Holstein, sostenendo che a partire da lì si espansero poi in tutto il continente europeo teoria nordica.

Si venne quindi a stabilire un forte legame fra gli Indoeuropei, i Germani e i popoli "biondi-dolicocefali" del nord; anche lantropologo austriaco Karl Penka 1847-1912 fu della stessa opinione. Questa stessa teoria sarà ripresa successivamente dal nazionalsocialismo, che ne fece un caposaldo delle basi ideologiche della Germania nazista.

Anche lo statunitense Grant supportava lorigine nordica dei Popoli indoeuropei; i tratti chiari scrisse che i polacchi che sono venuti negli Stati Uniti durante il XIX secolo e i primi decenni del XX, non rappresentavano una sezione trasversale della popolazione polacca, ma una più alta, bionda e allungata, un gruppo a capo di tutti i polacchi nel suo complesso ". La distinzione tra alta e bassa fronte, derivata da tali teorie, venne anche sancita nel linguaggio comune.

Fu lopera già menzionata del sociologo-economista Ripley che diffuse lidea dellesistenza di tre razze biologiche europee. Ripley prese in prestito la terminologia di Deniker del "Nordico" egli aveva già da parte sua utilizzato il termine "Teutonico"; la sua suddivisione delle razze europee si basava su una varietà di misure prese attraverso lantropometria, ma focalizzandosi soprattutto sul loro indice cefalico e sulla statura.

Rispetto a Deniker Ripley sostenne una visione razziale semplificata proponendo ununica razza teutonica legata a quelle particolari aree geografiche in cui predominavano le caratteristiche nordiche, posizionando queste aree ai confini degli altri due tipi razziali europei, lalpino e il mediterraneo, riducendo in tal modo il ramo caucasoide dellumanità a tre gruppi distinti.

Allinizio del XX secolo il modello a tre nordico/alpino/mediterraneo di Ripley si era ben consolidato. La maggior parte dei teorici della razza del XIX secolo come Joseph Arthur de Gobineau, lantropologo tedesco Otto Ammon 1842-1916, Georges Vacher de Lapouge e lo scrittore britannico naturalizzato tedesco Houston Stewart Chamberlain 1855-1927 preferivano parlare di "ariani", "teutoni" e "indoeuropei" invece di "razza nordica". Il teorico dellantisemitismo Chamberlain considerò nel suo testo I fondamenti del diciannovesimo secolo del 1899 la razza nordica come esser composta da popoli originatisi a partire dai Celti e dai Germani, nonché da alcuni Slavi; Chamberlain chiamò quei popoli celto-germanici le sue idee avrebbero fortemente influenzato le basi ideologiche del nazismo e del conseguente odio razziale del regime nazista.

Solamente nel corso degli anni venti cominciò a rivelarsi una forte parzialità usata per il termine Nordico e per un certo periodo la parola fu utilizzata in modo quasi intercambiabile con quella di Ariano. Più tardi, tuttavia, il nordico non sarebbe più stato unificato con lariano, lindoeuropeo o il germanico. Ad esempio il ministro nazista per lalimentazione Richard Walther Darré 1895-1953, che aveva sviluppato un concetto del contadino tedesco come razza nordica, utilizzò il termine ariano per riferirsi alle tribù dellaltopiano iranico.

Anche la nozione di una razza europea settentrionale distinta venne respinta da diversi antropologi per motivazione inerenti alla craniometria. Lantropologo tedesco Rudolf Virchow 1821-1902 screditò la richiesta a seguito di uno studio craniometrico, che diede risultati sorprendenti rispetto alle teorie contemporanee del razzismo scientifico sulla razza ariana. Durante il congresso antropologico svoltosi a Karlsruhe nel 1885 Virchow denunciò il "misticismo nordico", mentre il suo collaboratore Josef Kollmann giunse ad affermare che i cittadini europei - fossero essi tedeschi, italiani, inglesi o francesi - appartenevano ad una "miscela di diverse razze". dichiarano inoltre che i risultati ottenuti dalla frenologia hanno portato a "combattere contro ogni teoria relativa alla superiorità di questa o quella razza europea".



                                     

3.1. XX secolo Gunther 1922

Nel libro Rassenkunde des deutschen Volkes" Scienza razziale del popolo tedesco, pubblicato nel 1922, il ricercatore tedesco sulleugenetica Hans F.K. Günther 1891-1968 individuò ben cinque razze principali europee - invece delle solite tre - aggiungendovi la "razza est-baltica" relativa alla razza alpina e la razza dinarica relativa alla razza nordica alle categorie di Ripley. Questopera produsse la sua influenza nella di poco successiva pubblicazione di Die Rassenkarte von Europa 1925 del geografo tedesco Ewald Banse 1883-1953 il quale combinò le ricerche di Deniker, di Ripley, di Grant, dellarcheologo tedesco Otto Hauser 1874-1932, di Günther, del medico tedesco Eugen Fischer 1874-1967 ed infine dellantropologo austriaco Gustav Kraitschek 1870-1927.

Negli Elementi razzili della storia europea Günther identificò unulteriore razza che chiamò "preasiatica" in Andalusia e Marocco, che credeva fosse stata portata in Europa attraverso le invasioni dei Mori. Identificò poi una "razza interna asiatica" che risiedeva nella Scandinavia settentrionale Lapponia e nellAsia settentrionale russa; infine identificò la "razza orientale" residente e originaria della penisola arabica, nonché una razza dei "vicini-asiatici" proveniente dalla Persia.

Gunther concluse dicendo che la Germania era una delle nazioni più razziali dEuropa e che tutti i gruppi razziali, nelle loro varie distribuzioni, potrebbero essere ritrovati in qualsiasi nazione europea. Gunther sostenne poi che gli ebrei fossero una nazionalità e non una razza, comprendente diversi gruppi razziali tra cui anche i nordici, ma soprattutto i pre-asiatici e i popoli dellAsia orientale.

                                     

3.2. XX secolo Coon 1939

Lantropologo fisico statunitense Carleton Stevens Coon pubblica la sua riedizione di The Races of Europe nel 1939 nel quale illustra le sue teorie circa levoluzione della razza caucasica. Egli suddivise la razza nordica in tre tipi principali: Corded dalla Cultura della ceramica cordata, Danubian della pianura danubiana e Keltic o Hallstatt, oltre ad un tipo neodanubiano ed ad una varietà di tipi nordici alterati dallibridazione con tipologie europoidi paleolitiche. I "nordici esotici" sarebbero stati invece tipi morfologicamente nordici che si separarono stanziandosi in luoghi lontani dal centro originario sito nel nordovest europeo, zona di massima concentrazione nordica.

Coon considera i nordici come un sottoramo parzialmente depigmentato del ramo razziale mediterraneo. Suggerisce inoltre che il tipo nordico è emerso come il risultato di una miscela di un ceppo mediterraneo neoltico del Danubio con il successivo elemento Corded, proveniente dalle steppe a nord del Mar Nero; quindi i tipi nordici possono mostrare rispettivamente una predominanza del tipo Corded o di quello Danubiano. Ulterioriori tipologie nordiche sono costituite dalle varietà Keltic perché particolarmente diffusa tra i popoli celtici e Hallstatt dalla cultura di Hallstatt che sarebbero emerse durante letà del ferro europea in Europa centrale; il tipo Hallstatt secondo Coon: ha trovato un rifugio in Svezia e nelle vallate orientali della Norvegia meridionale ".

Coon riconosce inoltre la seguente terminologia degli autori precedenti:

  • Tipo anglosassone, "un sottotipo nordico contenente una miscela paleolitica superiore non ridotta.
  • Sub-nordico, "un gruppo razziale che si situerebbe parzialmente nella regione del Mar Baltico orientale ed in parte nelle categorie neodanubiane";
  • Noric, "un nordico biondo, dinarizzato;
  • Osterdal, "il classico nordico delletà del ferro, come si trova oggi nelle vallate orientali norvegesi";
  • Tipo Tronderlagen o Tronder, "una varietàdi nordici con un elemento Corded eccessivo ed una miscela del Paleolitico superiore";
  • Fenno-nordic, un "ipotetico ramo orientale della razza nordica";
                                     

3.3. XX secolo Teoria della depigmentazione

La teoria di Coon del 1939 che vuole la razza nordica come il risultato di un processo di variazione di depigmentazione del maggiore patrimonio razziale costituito dalla razza mediterranea venne anche sostenuta dal suo mentore Earnest Hooton 1887-1954, che nello stesso anno pubblica Twilight of Man in cui annota:

Uno studio condotto negli anni novanta dal sociologo Ulrich Mueller rilevò che la depigmentazione dei popoli nordici attorno al Mar Baltico si verificò con molta probabilità a causa della carenza di vitamina D tra i popoli che lì vivevano tra i 10 e i 30 mila anni fa, che avevano una mancanza di accesso a cibi ricchi di vitamina D come i prodotti lattiero-caseari dellepoca. La depigmentazione permise una maggiore quantità di luce ultravioletta B assorbita attraverso la pelle per poter sintetizzare la produzione di vitamina D.

                                     

4. Nordicismo

Allinizio del XX secolo il concetto di razza superiore nordica era diventato talmente familiare che lo psicologo britannico William McDougall 1871-1938 affermò in un suo scritto datato 1920 che:

I "nordicisti" sostennero che i nordici avevano prodotto tutti i livelli superiori delle antiche civiltà, anche tra le civiltà mediterranee dellantichità, che erano declinate una volta che questa razza dominante venne assimilata. In tal modo sostennero che le testimonianze antiche suggerivano che gli antichi romani come Marco Porcio Catone, Lucio Cornelio Silla e limperatore romano Nerone fossero biondi o rossi di capelli.

Alcuni nordicisti ammisero che la razza mediterranea fosse superiore a quella nordica in termini di capacità artistiche; tuttavia la razza nordica continuò ad essere considerata superiore in quanto, sebbene i popoli mediterranei fossero stati sofisticati in ambito culturale, i nordici vennero presentati per essere innovatori e conquistatori, avendo uno spirito avventuroso a cui nessunaltra razza avrebbe mai potuto paragonarsi.

La razza alpina venne solitamente considerata come inferiore rispetto ai nordici e ai mediterranei, costituendo la classe contadina tradizionale, mentre i nordici occuipavano il posto dellaristocrazia e guidavano il mondo della tecnologia e i mediterranei furono considerati più esperti nel campo della letteratura e dellarte in genere.

Gli oppositori del nordicismo respinsero queste argomentazioni. Lo scrittore e antropologo italiano anti-nordicista Giuseppe Sergi 1841-1936 affermò nella sua opera La razza mediterranea 1901, che ebbe una notevole influenza ai suoi tempi che non esisteva alcuna prova che i livelli superiori delle antiche società fossero nordici, insistendo anzi sul fatto che le prove storiche e antropologiche contraddicessero tali affermazioni. Sergi sostenne che i mediterranei costituivano "la più grande razza del mondo", con un vantaggio creativo preponderante nei confronti della razza nordica; secondo lui i mediterranei furono i fondatori di tutte le principali civiltà antiche, dalla Mesopotamia allantica Roma.

Questa stessa argomentazione venne più tardi ripetuta anche dallesperto di etnologia britannico Charles Gabriel Seligman 1873-1940 il quale crisse che deve essere riconosciuto che la razza mediterranea ha effettivamente più successo e meriti al suo attivo di qualsiasi altra ". Anche Coon insistette nel dire che tra gli abitanti dellantica Grecia lelemento nordico è debole, come probabilmente lo è stato fin dai tempi di Omero. È la mia reazione personale nei confronti dei greci viventi - che la loro continuità con i propri antenati del mondo antico è notevole - piuttosto che lopposto ".



                                     

4.1. Nordicismo Negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti dAmerica il principale portavoce del nordicismo fu il sostenitore delleugenetica Madison Grant. Il suo libro del 1916 intitolato The Passing of the Great Race, or the Racial Basis of European History Il passaggio della grande razza o il fondamento razziale della storia europea sul nordicismo si rivelò essere molto influente nellambito del pensiero che propugnava la segregazione razziale negli Stati Uniti dAmerica e finanche nella creazione di politiche governative.

Grant utilizzò la sua teoria come giustificazione per le politiche contro limmigrazione attuate negli USA per tutto il corso degli anni venti, sostenendo che gli immigrati provenienti da alcune aree specifiche europee, come gli italiani, gli irlandesi e gli altri provenienti dallEuropa meridionale e dallEuropa orientale, rappresentassero un tipo inferiore europeo e che il loro numero allinterno dei confini nazionali non avrebbe dovuto essere incrementato. Grant e ltri sollecitarono questa politica fino alla restrizione completa per i non europei, come i cinesi e i giapponesi.

Grant sostenne che la razza nordica fu la responsabile della maggior parte dei grandi successi ottenuti dallumanità e che la mescolanza razziale fosse il "suicidio della razza"; a meno che non venissero adottate severe politiche di eugenetica la razza nordica sarebbe presto stata soppiantata dalle razze inferiori. Il futuro presidente degli Stati Uniti dAmerica Calvin Coolidge ne convenne, affermando che le leggi biologiche ci dicono che alcune persone non si mescoleranno o si fonderanno, facendo sì che i nordici si propaghino con successo; mentre il mescolamento con altre razze mostra come suo principale risultato un deterioramento da entrambe le parti ".

L"Atto dimmigrazione del 1924" venne controfirmato e convertito in legge da Coolidge. Questo provvedimento fu progettato per ridurre considerevolmente il numero di immigrati provenienti dalle regioni meridionali, sudorientali ed orientali dellEuropa, oltre che dalla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, escludendo totalmente gli immigrati asiatici ma favorendo altresì limmigrazione proveniente dalle isole britanniche, dalla repubblica di Weimar, dalla Danimarca, dalla Svezia e dalla Norvegia.

La diffusione di queste idee influenzò anche la cultura popolare. Francis Scott Fitzgerald rievocò in parte le idee di Grant attraverso un personaggio de Il grande Gatsby, mentre lo scrittore anglofrancese Hilaire Belloc scherzosamente apostrofò l"Uomo nordico" in una sua poesia e in un saggio in cui realizzò una feroce satira degli stereotipi nordicisti, alpini e mediterranei.

                                     

4.2. Nordicismo Il pensiero nordicista in Germania

Entro i confini tedeschi linfluenza dl pensiero nordicista rimase molto forte ed era conosciuto con il termine "Nordischer Gedanke" pensiero nordico. Questa prola venne coniata dagli eugenetici tedeschi Erwin Baur 1875-1933, Eugen Fischer 1874-1967 e Fritz Lenz 1887-1976; nella loro opera in comune del 1921 intitolata Leredità umana si innsistette sulla superiorità innata della razza nordica.

Adattando gli argomenti del filosofo tedesco ottocentesco Arthur Schopenhauer e di altri alla teoria dellevoluzionismo darwiniano, sostennero che le qualità diniziativa e della forza di volontà individuale dei precedenti maggiori rappresentanti della cultura della Germania erano qualità sosrte dalla selezione naturale, a causa del paesaggio impervio in cui si sono evoluti i popoli nordici: ciò assicurò che gli individui più deboli non sopravvivessero. Questo argomento fu ricavato da precedenti idee eugenetiche e del darwinismo sociale; secondo gli autori la razza nordica nacque durante lera glaciale da

Continuarono anche a sostenere lipotesi che "loriginale civiltà indo-germanica" venne trasportata dai migranti nordici fino al subcontinente indiano e che fisionomia degli indiani appartenenti alla casta superiore del Brahmano vedi sistema delle caste in India "rivelerebbe unorigine nordica".

In questo periodo la repubblica di Weimar era ben abituata alle teorie della razza e della superiorità razziale a causa della lunga presenza del movimento völkisch, la filosofia che voleva che i tedeschi costituissero un unico popolo o Volk, legato da sangue comune. Mentre il "Volkismo" era popolare soprattutto tra le classi sociali più basse della Germania e costituiva più una versione romantica del nazionalismo etnico, il nordicismo attrasse antropologi ed eugenetici tedeschi.

Hans F.K. Günther, uno degli studenti di Fisher, definì il "pensiero nordico" nel suo libro programmatico Der Nordische Gedanke unter den Deutschen ; esso divenne presto il tedesco maggiormente influente in questo campo. La sua "Breve etnologia del popolo tedesco" 1929 venne ampiamente diffusa.

Nel suo Rassenkunde des deutschen Volkes del 1922 Günther identifica cinque principali razze europee invece di tre, aggiungendo alle categorie di Ripley la "razza baltica orientale" e la razza dinarica; utilizzò inoltre il termine "Ostic" invece di alpino, concentrandosi sugli attributi mentali specifici apparentemente distinti per ogni razza.

Günther criticò invece lidea di Völkish, affermando che i tedeschi non erano razionalmente uniti, ma che rappresentavano in realtà uno dei popoli più distinti razzialmente dellintera Europa, Nonostante questo fatto molti Völkisti che fusero il Völkismo con il nordicismo abbracciarono le idde di Günther, in particolar modo i nazisti.

                                     

4.3. Nordicismo Nordicismo nazista

Adolf Hitler lesse "Leredità umana" poco prima di scrivere il suo Mein Kampf e lo definì come la prova scientifica della base razziale della civilizzazione. I suoi argomenti furono ripetuti anche dallideologo nazista Alfred Rosenberg nel suo libro del 1930 intitolato Il mito del XX secolo. Le teorie razziali naziste consideravano gli "Atlantidei" discendenti di Atlantide come una razza di esseri superiori nordici e Rosenberg ebbe a scrivere di una razza superiore nordico-atlantica la cui civiltà fu perduta per colpa della corruzione interna e del tradimento.

Secondo Rosenberg la razza nordica si sarebbe evoluta su un territorio oramai perduto sulla costa occidentale europea, discendente dei mitici atlantidei, migrata poi nellEuropa settentrionale per allargarsi ulteriormente in seguito a sud verso lIran e lIndia ove fondò le culture ariane dello zoroastrismo e dellinduismo. Come già pensato da Madison Grant e altri, anchegli sosteneva che lenergia produttiva dei nordici era degenerata a partire dal momento in cui si mescolò con i popoli inferiori.

Con lascesa al potere di Hitler la teoria della razza nordica divenne normativa allinterno della cultura tedesca. In alcuni casi il concetto di nordico divenne un ideale quasi astratto piuttosto che una mera categoria razziale. Per esempio il teorico della razza Hermann Gauch ebbe a scrivere nel 1933 in un libro che fu vietato nella Germania nazista che agli uccelli può essere insegnato a parlare meglio di altri animali è spiegato dal fatto che le loro bocche sono nordiche nella struttura ". Affermò inoltre che nelluomo la forma della gengiva nordica permette un movimento superiore della lingua ed è questo il motivo per cui il parlare ed il canto nordico sono più ricchi ".

Tali visioni erano estreme ma la teoria nordica più tradizionale fu comunque istituzionalizzata. Hans F.K. Günther, iscrittosi al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori nel 1932, venne elogiato come un pioniere del pensiero razziale, rappresentante di una luce illuminante della teoria nordica. La maggior parte dei commenti ufficiali nazisti sulla razza nordica si basano essenzialmente sulle opere di Günther e Rosenberg lo insignì con una medaglia per il suo lavoro svolto nel campo dellantropologia.

Il medico Eugen Fischer e il genetista Fritz Lenz 1887-1976 furono anche nominati in posizioni di alto livello che sovrintendevano alla politica delligiene razziale. Il libro di Grant divenne il primo testo non tedesco fatto tradurre e pubblicare dalleditoria nazista e allo statunitense capitò di mostrare orgogliosamente agli amici una lettera di Hitler dichiarante che il libro era diventato "la sua Bibbia".

Lo Stato nazista usò tali idee sulle differenze tra le razze europee nellambito delle varie politiche discriminatorie e coercitive che culminarono nellOlocausto Shoah. Ironicamente nella prima edizione del suo popolare libro Grant classificò i tedeschi come primariamente nordici, mentre nella sua seconda edizione - pubblicata dopo che gli Stati Uniti dAmerica erano entrati nella prima guerra mondiale - aveva riclassificato lattuale potente nemico come dominato dalla razza alpina inferiore.

Il lavoro di Günther fu essenzialmente in accordo con quello di Grant e lantropologo tedesco affermò spesso che il popolo germanico non era sicuramente un popolo completamente nordico. Hitler stesso avrebbe dovuto minimizzare limportanza del nordicismo in pubblico per un tale motivo. Il modello tripartito standard collocava la maggior parte della popolazione della Germania nazista nella categoria alpina, questi specialmente dopo lAnschluss.

J. Kaup guidò un movimento opposto a quello di Günther. Kaup ritenne che una nazione tedesca, di cui tutti i cittadini appartenessero ad una "razza tedesca" nel senso di popolazione, avrebbe offerto uno strumento maggiormente socioeconomico rispetto al concetto di un tipo nordico ideale di Günther a cui avrebbero potuto appartenere solo pochi tedeschi.

La legislazione nazista che dentificava le affinità etniche e razziali degli ebrei riflette più il concetto di popolazione che quello di razza; difatti la discriminazione non era limitata agli ebrei appartenenti alla "razza orientale-armenoide", ma era bensì diretta contro la totalità dei membri della popolazione ebraica.

Il giornalista ebreo-tedesco Kurt Caro 1905-1979, emigrato a Parigi nel 1933 per servire poi nella British Army a partire dal 1943, fece pubblicare un libro sotto lo pseudonimo di Manuel Humbert che pretendeva di smascherare il Mein Kampf dichiarando la composizione razziale della popolazione ebraica presente in Europa centrale: il 23.8% appartenenti alla "razza lapponidiana", il 21.5% alla razza nordica, il 20.3% alla "razza armenoide", il 18.4% alla razza mediterranea ed infine il 16% alla razza orientale.

Nel 1939 Hitler aveva oramai abbandonato la retorica nordicista a favore dellidea che il popolo tedesco nel suo complesso fosse unito da diverse qualità "spirituali"; tuttavia le politiche delleugenetica nazista continuavano a favorire il nordico sugli alpini e gli altri gruppi razziali, questo in particolare durante la guerra quando furono prese decisioni circa lincorporazione dei popoli conquistati nel Reich. Nel 1942 Hitler dichiarò in privato:

Hitler e Heinrich Himmler prevedevano di utilizzare le SS come base per la "rigenerazione razziale" dellEuropa dopo la vittoria finale del nazismo. Le SS dovevano costituire unélite razziale scelta sulla base delle pure qualità nordiche. Rivolgendosi agli ufficiali della 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler" Himmler dichiarò:



                                     

4.4. Nordicismo Il pensiero nordicista in Italia

Nel regno dItalia il nordicismo ebbe un effetto divisivo in cui la sua influenza portò gli abitanti dellItalia settentrionale a considerarsi parte del patrimonio nordico razziale e considerandosi lunico popolo davvero civilizzato della penisola italiana, mentre guardava negativamente agli abitanti dellItalia meridionale come non nordici e quindi biologicamente inferiori.

Il nordicismo fu assai controverso in Italia a causa delle comuni percezioni nordiche della razza mediterranea e soprattutto per il fatto di considerare gli italiani meridionali come dei degenerati razziali. La distinzione tra un nord Italia superiore e un sud degenerato fu promossa dallorientalista Carlo Formichi 1871-1943, vicepresidente dellAccademia Italiana, che nel 1921 disse che lItalia aveva bisogno di una grande rivoluzione., un ritorno al genio della nobile razza ariana, che è dopo tutto la nostra razza, ma che è stata superata dalla civiltà e dalla mentalità semitica ".

Almeno alcuni degli stereotipi sullItalia meridionale furono creati dal criminologo Cesare Lombroso 1835-1909, un antropologo ebreo italiano di origine Sefardita; per le sue controverse teorie Lombroso fu espulso dalla "Società italiana di antropologia ed etnologia" nel 1882. La dottrina lombrosiana viene attualmente considerata alla stregua di una pseudoscienza.

                                     

4.5. Nordicismo Nordicismo fascista

La posizione della storia del fascismo italiano nei confronti del nordicismo cambiò da uniniziale ostilità fino ad esserne favorevole. Il fascismo italiano rigettò fortemente la comune concezione nordica della razza ariana la quale idealizzava gli ariani puramente con alcuni tratti fisici puramente nordici come il colore della pelle pallido, i capelli biondi e gli occhi chiari.

Lantipatia di Benito Mussolini e di altri fascisti italiani nei confronti del nordicismo era basata sullesistenza di ciò che consideravano il complesso di inferiorità mediterraneo che sostenevano fosse stato instillato negli stessi mediterranei dalla propagazione di tali teorie da parte dei nordici tedeschi e anglosassoni i quali consideravano razzisticamente i popoli mediterranei come dei degenerati e quindi a loro parere inferiori.

Tuttavia le rivendicazioni tradizionaliste nordiche caddero a causa della storia di un colore della pelle umana più scuro, cosa questa che i nordicisti rimproverarono a lungo allantropologia, attraverso la teoria della depigmentazione la quale affermava che i popoli più chiari erano stati depigmentati a partire da una pelle più scura; questa teoria venne largamente accettata come punto di vista ufficiale antropologico.

Lantropologo statunitense Carleton Stevens Coon nella sua opera The races of Europe 1939 sottoscrisse in pieno la teoria della depigmentazione che affermava he la pelle chiara della razza nordica era il risultato di uno "scolorimento" dei loro antenati appartenenti alla razza mediterranea. Mussolini rifiutò di far tornare nuovamente lItalia dentro questo complesso dinferiorità, inizialmente respingendo con decisione lipotesi nordicista.

Agli inizi degli anni trenta, con laumento del potere del Partito Nazionalsocialista in Germania e con laccento posto da Hitler su una concezione nordicista della razza ariana, si manifestarono forti tensioni tra fascisti e nazisti sulla "questione razziale". Nel 1934 a seguito dellassassino da parte dei nazisti del cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss alleato dellItalia ed esponente dellaustrofascismo, Mussolini rispose rabbiosamente con unaperta denuncia del nazismo. Egli rimproverò il nordicismo nazista, sostenendo che lenfatizzazione data dai nazisti ad una supposta "razza germanica" comune nordica fosse nientaltro che unassurdità, dichiarando chiaramente che "una razza germanica non esiste. ripetiamo, non esiste. Gli scienziati lo sanno, Hitler lo sa".

Che i tedeschi non fossero puramente nordici fu riconosciuto fu riconosciuto anche dal teorico razziale nazista Hans F.K. Günther nel suo libro intitolato Rassenkunde des deutschen Volkes Scienza razziale del popolo tedesco, 1922 dove Günther riconosceva i tedeschi essere composti di ben cinque razze subtipiche ariane: razza nordica, razza mediterranea, razza dinarica, razza alpina ed infine razza orientale del Baltico. Egli concludeva però con laffermazione che i nordici costituissero il punto più alto in una gerarchia razziale dei cinque sottotipi.

Nel 1936 le tensioni tra lItalia e la Germania si ridussero le relazioni divennero via sempre più amichevoli. Proprio in quel 1936 il Duce decise di lanciare un programma razziale ed ebbe molto ad interessarsi degli studi razziali condotti dallo scrittore e musicista Giulio Cogni 1908-1983. Cogni era un nordicista ma non equiparò leredità nordica con lidentità germanica, come comunemente facevano ancora i nordicisti tedeschi.

Cogni si era recato in Germania, dove rimase impressionato dalla teoria razziale nazista, cercando così di creare la propria versione della teoria razziale. L11 settembre del 1936 Cogni inviò a Mussolini una copia del suo libro appena pubblicato ed intitolato Il Razzismo. Cogni dichiarò laffinità razziale dei sottotipi razziali mediterranei e nordici della razza ariana e sostenne che lintersezione degli ariani nordici e degli ariani mediterranei in Italia ha finito col produrre una sintesi superiore degli ariani italiani.

Cogni affrontò la questione delle differenze razziali tra gli italiani settentrionali e meridionali dichiarando che questi ultimi erano mescolati tra razze ariane e non ariane, tesi questa sostenuta a causa dellinfiltrazione dei popoli asiatici in epoca romana e successivamente delle invasioni arabe; in quanto tali Cogni vide i meridionali come inquinati da tendenze orientalizzanti.

In seguitò muto di opinione affermando che nordici e italiani meridionali erano gruppi strettamente connessi sia a livello razziale che spirituale; la sua idea fu che fossero generalmente responsabili di ciò che di meglio produsse la civiltà europea. Inizialmente Mussolini non rimase particolarmente colpito dal lavoro di Cogni, ma le sue idee entrarono nella politica ufficiale razziale fascista qualche anno dopo.

Nel 1938 Mussolini cominciò a preoccuparsi del fatto che se il fascismo italiano non avesse riconosciuto il patrimonio nordico degli italiani, il complesso mediterraneo dinferiorità sarebbe tornato a manifestarsi allinterno della società. Pertanto nellestate del 1938 il governo fascista riconobbe ufficialmente gli italiani come eredità nordica e di origine nordico-mediterranea ed in un incontro con i membri del Partito Nazionale Fascista nel giugno del 1938, Mussolini si auto-identificò come nordico e dichiarò che la politica precedente della messa a fuoco sul mediterraneismo doveva essere sostituita da una messa al centro della discussione dellarianesimo.

Nel luglio 1938 Mussolini dichiarò che gli italiani avevano un forte patrimonio nordico, in particolare attraverso leredità della tribù germanica dei Longobardi i quali conquistarono la penisola a seguito della caduta dellimpero romano dOccidente, concludendo con laffermare che la mescolanza dei romani mediterranei con i longobardi nordici fu lultima mescolanza razziale significativa che si verificò in Italia e che nessunaltra se ne verificò da allora in poi.

                                     

5. La rivalutazione post-nazista e il declino del nordicismo

Ancor prima dellavvento del nazismo il concetto di "razza" di Madison Grant perdette sempre più il favore negli Stati Uniti dAmerica a causa del clima politico polarizzante successivo alla prima guerra mondiale, tra cui la Grande migrazione afroamericana e la Grande depressione. Nel corso degli anni trenta la critica del modello nordicista crebbe in Gran Bretagna e in America. Lo storico britannico Arnold J. Toynbee 1889-1975 in un suo Studio sulla Storia 1934 sostenne che le civiltà più dinamiche sono sorte da culture razziali miste. NellEuropa meridionale la teoria nordicista ebbe comprensibilmente una minor influenza,

Ciò richiese labbandono della "gradazione razziale bianca" di Grant a favore della teoria della "goccia-discesa", che fu abbracciata sia ai suprematisi del potere bianco sia dai suprematisti neri vedi supremazia nera. Fra questi ultimi vi furono Marcus Garvey e, in parte, William Edward Burghardt Du Bois, almeno nel suo pensiero successivo.

Con lascesa del nazismo molti critici non mancarono di indicare i difetti della teoria, ripetendo gli stessi argomenti espressi da Sergi e da altri, il fatto ciò che la prova inerente allantico successo nordico fosse assai sottile quando si trovava in opposizione alle antiche civiltà mediterranee e non solo. Anche lequazione dellidentitò nordica e ariana venne ampiamente criticata.

Nel 1936 il giornalista M. W. Fodor, scrivendo per The Nation, affermò senza mezzi termini che il nazionalismo germanico razziale si fosse in realtà sviluppato da un forte complesso di inferiorità:

Alcuni nazionalisti lombardi assunsero questa tesi anche in Italia, ma dopo listituzione del governo fascista di Benito Mussolini le teorie razziali non furono più, in un primo momento, così importanti. Mussolini ebbe a dichiarare ancora nel 1940: nulla mi farà mai credere che le razze biologicamente pure possano dimostrare di esistere realmente ".

Dopo la seconda guerra mondiale la categorizzazione dei diversi popoli in "superiori" e "inferiori" scadette ulteriormente dal favore politico e scientifico, portando infine finalmente alle categorizzazioni di tali teorie come razzismo scientifico. La divisione tripartita dei caucasici in gruppi nordici, alpini e mediterranei persistette però tra alcuni scienziati fino agli anni sessanta, in particolare nel libro di Carleton Stevens Coon intitolato The Origin of Races 1962.

Già gli stessi accademici di studi razziali come A. James Gregor criticarono pesantemente il nordicismo. Nel 1962 Gregor stesso lo definì come "una filosofia della disperazione", perché la sua ossessione nei riguardi della purezza la condannò definitivamente allestremo pessimismo e allisolazionismo.

Ma ancora nel 1977 lantropologo svedese Bertil Lundman scrisse un libro intitolato The Races and Peoples of Europe il quale citava una resunta razza nordica ; della stessa opinione dei suoi predecessori Gustaf Kossinna, Madison Grant e Karl Penka fu anche Lundman 1899-1993, che localizzò lancestrale Urheimat ad est della Turingia:

Oggigiorno tali studi sono stati sostituiti dalla genetica delle popolazioni. Inoltre lo sviluppo della teoria kurganica sulle origini degli Indoeuropei ha messo in discussione lequazione nordicista di identità ariana e nordica, poiché ha collocato i primi parlanti indoeuropei in Asia centrale e/o nellestrema Europa orientale, non dovrebbe in tedesco essere tradotto come "Teutonisch", tranne quando non si riferisca al popolo storico dei Teutoni.

                                     

5.1. La rivalutazione post-nazista e il declino del nordicismo Prime critiche: la teoria della depigmentazione

Il nordicismo è stato oggetto di critiche sostanziali. Carleton Steven Coon nel suo lavoro intitolato The Races of Europe 1939 sottoscrisse la teoria della depigmentazione la quale affermava che la pelle chiara della "razza nordica" fosse il risultato della depigmentazione verificatasi tra i suoi antenati di razza mediterranea.

La teoria della depigmentazione ricevette un notevole supporto dagli antropologi successivi; nel 1947 lantropologo statunitense Melville Jacobs ebbe ad osservare che per molti antropologi fisici nordicisti si intende un gruppo con una percentuale particolarmente elevata di biondo, che rappresentano un Mediterraneo depigmentato" ". Nel suo lavoro Races of Man 1963, seconda edizione 1965 la geologa ed archeologa Sonia Mary Cole andò oltre fino a sostenere che la razza nordica appartiene alla suddivisione Europoide dei "Mediterranei bruni", ma che si differenzia solo attraverso la sua più elevata percentuale di capelli biondi e occhi chiari.

Lantropologo delluniversità di Harvard Claude Alvin Villee Jr. fu anchehli un rilevante sostenitore di questa teoria, scrivendo che la suddivisione nordica rappresenta un ramo parzialmente depigmentato del gruppo mediterraneo ". La Colliers Encyclopedia fino al 1984 conteneva una voce apposita per questa teoria, citando il sostegno dato ad essa dallantropologia.

                                     

5.2. La rivalutazione post-nazista e il declino del nordicismo Ludmann 1977

Con la sua opera intitolata The Races and Peoples of Europe 1977 Ludmann fu tra gli ultimi accademici a sostenere lesistenza della razza nordica e parimenti delle altre razze e sub-razze

                                     

5.3. La rivalutazione post-nazista e il declino del nordicismo Antropologia forense

Alcuni scienziati forensi, patologi e antropologi fino agli anni novanta hanno continuato ad utilizzare la suddivisione tripartita dei caucasoidi in nordici, alpini e mediterranei, basandosi lantropometria cranica. Lantropologo Wilton M. Krogman ad esempio identificò la "razza nordica craniale" nella sua opera Lo scheletro umano in medicina forense 1986 come "dolicocranica".

Nel suo lavoro Patologia Forense pubblicato nel 1991 Bernard Knight, professore di patologia forense vedi scienza forense usa anchegli il modello triartito ed identifica la razza nordica sulla base della sua forma dolicocefalica del cranio.

Gli antropologi forensi del XXI secolo però non continuano più ad utilizzare la suddivisione tripartita dellEuropoide, bensì riconoscono solo il sudetto Europoide, il Negroide e il Mongoloide, questo attraverso lanalisi dei resti scheletrici e non facendo più sottodivisioni di questi gruppi.

                                     

6. XXI secolo

Nel XXI secolo vi è un punto di vista prevalente tra molti antropologi e biologi: il fatto cioè che le "razze pure" non solo non esistono e non sono mai esistite.

Con laffermarsi negli ultimi decenni della teoria kurganica, perfezionata da Marija Gimbutas a partire dal secondo dopoguerra, che localizza lUrheimat proto-indoeuropea nelle steppe pontico-caspiche, la teoria nordica, e in particolare germanico-scandinava, sullorigine degli Indoeuropei ha definitivamente perso credibilità fra gli accademici.

Il tipo fisico delle genti della cultura di Jamna differiva in vari aspetti da quello presente nel neolitico nellEuropa centro-settentrionale; inoltre si ipotizza che lindoeuropeizzazione dellEuropa Antica in particolare ad ovest del fiume Elba, come testimoniato da più approfonditi e meno datati studi antropologici, non avvenne tramite limmigrazione diretta di popolazioni Kurgan dal sud della Russia, ma principalmente attraverso un processo graduale di assimilazione culturale e di acculturazione della popolazione indigena.

                                     

6.1. XXI secolo Genetica della popolazione

Lemergere della genetica delle popolazioni ha minato ulteriormente le categorizzazione degli europei in gruppi originari chiaramente definiti. Uno studio del 2007 sulla storiagenetica del continente europeo ha scoperto che la differenziazione genetica più importante in Europa avvenne su una linea da nord a sud-est dallEuropa settentrionale ai Balcani, con un ulteriore asse est-ovest di differenziazione in tutta Europa.

Tuttavia i finlandesi sembrano rappresentare uneccezione nei gruppi genetici europei, in quanto sembrano non condividere forti legami di relazione genetica con gli altri paesi europei, ma sembrano invece essere geneticamente un gruppo piuttosto isolato.

Quando si prende in esame il cromosoma Y si rilevano tre grandi Aplogruppi i quali rappresentano la maggior parte della discendenza patrilineare europea.

                                     
  • dettagliate di razza in Europa. In particolare, nel volume Les races et les peuples de la Terre 1900 sosteneva sei tipi di razze primarie nordica litorale
  • Alldeutscher Verband Guido von List Misticismo nazista Nazismo esoterico Razza nordica Pangermanismo Volkshalle John Rosenthal, The Ummah and das Volk: on
  • Siberian Husky è un cane di taglia media di lontana origine siberiana. È una razza da lavoro, anche se è diventato fra i più apprezzati cani da compagnia.
  • Lo Shikoku 四国犬 Shikoku - ken? è una razza canina originaria del Giappone, più precisamente dell isola di Shikoku. In giapponese viene anche chiamato Kochi - ken
  • razza ariana e, anzi, di tutte le altre razze, vide i popoli della razza nordica o teutonici. Secondo Chamberlain: Alcuni antropologi ci avrebbero insegnato
  • Con mitologia norrena, mitologia nordica o mitologia scandinava ci si riferisce all insieme dei miti appartenenti alla religione tradizionale pre - cristiana
  • suo primo libro, intitolato Il contadinato come fonte vitale della razza nordica Das Bauerntum als Lebensquell der nordischen Rasse Nel 1930 seguì
  • Maggioritariamente, dal 1870 al 1936 essa sosteneva la superiorità di una presunta razza nordica o germanica, su tutte le altre. Usate durante il XIX secolo a sostegno

Anche gli utenti hanno cercato:

caratteri somatici e razze, gruppi umani, occhio caucasico, zigomi alti origine,

...
...
...