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ⓘ Chiesa della Santissima Annunziata di Portoria




Chiesa della Santissima Annunziata di Portoria
                                     

ⓘ Chiesa della Santissima Annunziata di Portoria

La chiesa della Santissima Annunziata di Portoria, più conosciuta come chiesa di Santa Caterina è un edificio religioso cattolico del centro cittadino di Genova, nel quartiere di Portoria.

Alla chiesa, situata al margine del quartiere di Piccapietra nei pressi della spianata dellAcquasola, si accede da una piazzetta laterale alla via Bartolomeo Bosco, sul retro del moderno palazzo di Giustizia, che incombe con il suo prospetto in vetro e cemento su quanto resta delloriginario sagrato. Un altro ingresso, collegato ad una scala interna, si trova in via IV Novembre, dal lato dellAcquasola. Sulla piazzetta si affacciano anche lingresso del convento dei Cappuccini e quello della cappella superiore, in cui era custodito il corpo di S. Caterina, prima del suo trasferimento allinterno della chiesa.

                                     

1. Storia

La chiesa dellAnnunziata, la cui storia è strettamente legata a quella dello scomparso ospedale di Pammatone fu costruita con lannesso convento, a partire dal 1488 dai Minori francescani, che la officiarono fino al 1538, quando ad essi subentrarono i Cappuccini, ancora oggi presenti nella chiesa, che prestarono assistenza spirituale ai malati nelladiacente ospedale di Pammatone fino alla sua chiusura negli anni venti del Novecento. I cappuccini si alternarono nel tempo con altre congregazioni Gesuiti dal 1566 al 1578, Camilliani dal 1607 al 1719 ed ancora dal 1735 al 1777 e per periodi più brevi i "preti riformati di Tortona" e gli Agostiniani facendovi ritorno definitivamente nel 1838.

Sin dalla sua edificazione, la chiesa dellAnnunziata è stata strettamente legata al vicino ospedale, al quale era anche fisicamente collegata da un passaggio interno. Il 16 settembre 1510 vi furono celebrati i funerali di Caterina Fieschi Adorno. Dalla sua canonizzazione, nel 1737, la chiesa, nella quale è conservato il suo corpo incorrotto, è comunemente conosciuta come "chiesa di S. Caterina". Dal 1927, pur conservando lintitolazione alla SS. Annunziata, la chiesa è stata ufficialmente dichiarata "Santuario di S. Caterina".

Nel 1538 con lampliamento della cinta muraria che passava accanto al complesso fu demolita una parte del chiostro e del convento e tutta larea absidale della chiesa, con laltare del Fasolo e la tomba di Giuliano Adorno, marito di S. Caterina Fieschi.

Nel 1556 il governo della Repubblica autorizzò i Protettori dellospedale a ricostruire la chiesa rioccupando parte dei terreni già espropriati per motivi strategici, purché il nuovo edificio distasse dalle mura almeno ventisei palmi genovesi circa sette metri.

Varie famiglie genovesi tra il XVI e il XVIII secolo arricchirono la chiesa di opere darte, chiamando ad eseguirle i più valenti artisti dellepoca.

In occasione delle leggi di soppressione degli ordini religiosi, emanate nel periodo napoleonico 1810 e nuovamente nel 1866, i frati furono autorizzati a restare nella chiesa e nellospedale come preti secolari.

Restauri furono eseguiti tra il 1885 e il 1894 e nuovamente nel 1926. Parte del convento fu gravemente danneggiato dal bombardamento aereo del 23 ottobre 1942 che distrusse quasi completamente il vicino ospedale, ormai dismesso, mentre venne risparmiata la chiesa.

Nel 1960 lurna con le spoglie di S. Caterina dalla cappella detta del "Deposito" venne trasferita nella sua attuale collocazione allinterno della chiesa. Il mausoleo della santa, già nella cappella superiore, fu ricostruito dallarchitetto Eugenio Fuselli e solennemente inaugurato dal cardinale Giuseppe Siri l8 maggio 1960.

                                     

2.1. Descrizione artistica Esterno

Dal sagrato si accede alla chiesa attraverso un doppio portale in marmo di fattura rinascimentale con lesene con testine di frati e capitelli decorati con foglie dacanto, opera di Pier Antonio Piuma 1521. Il portale è sormontato da decori barocchi in gesso di Andrea Casaregis 1780 e da un ovale che incornicia il bassorilievo in stucco dellAnnunciazione, di Francesco Maria Schiaffino 1744.

Alla sinistra, sulla porta del convento una lunetta in pietra di Gaspare della Scala fine del XV secolo raffigurante le Stimmate di san Francesco riporta la data di fondazione del complesso 8 giugno 1488 e mostra sullo sfondo il profilo della prima chiesa.

                                     

2.2. Descrizione artistica Interno

Linterno ha tre navate sorrette da pilastri, costituiti dalle originarie colonne di marmo bianco e nero rivestite in laterizio. Lungo le navate laterali si aprono dieci cappelle, in origine tombe gentilizie delle famiglie che contribuirono alla costruzione ed al mantenimento del complesso. Nella volta un grande medaglione racchiude laffresco di Giuseppe Passano realizzato nel 1837, in occasione del centenario della canonizzazione della santa raffigurante il Trionfo di S. Caterina, contornato da una serie di affreschi minori con figure di santi.

Per i numerosi artisti del XVI secolo che lavorarono alla sua decorazione la chiesa è stata definita "il grande cantiere del Cinquecento genovese". Tra questi Giovan Battista Castello, Luca Cambiaso, Lazzaro e Pantaleo Calvi, Andrea e Ottavio Semino. Oltre a questi la chiesa conserva opere di pittori e scultori di artisti dal XVII al XIX secolo.

Lorgano della ditta Bianchi di Novi Ligure risale al 1892.



                                     

2.3. Descrizione artistica Presbiterio e abside

Nel presbiterio, fatto costruire nel 1563 dal nobile Battista Grimaldi, laltare in marmo è sormontato da un Crocifisso ligneo di Giambattista Bissone 1597-1657, già appartenuto alla casaccia di Santa Maria di Castello.

Nella volta dellabside e nei peducci, affreschi raffiguranti Cristo Giudice e i quattro Evangelisti, opere di Giovan Battista Castello detto "il Bergamasco" 1563. Alle pareti tre dipinti di Luca Cambiaso Annunciazione, Chiamata degli Eletti e Cacciata dei reprobi. Nel pavimento cè lo stemma della famiglia Grimaldi, realizzato con intarsi marmorei.

                                     

2.4. Descrizione artistica Cappelle a destra

  • Prima cappella: dedicata a Santa Caterina, già gentilizia della famiglia De Franchi. Sullaltare, ornato da quattro colonne di marmo nero di Como, Apparizione di Cristo a santa Caterina, di Pietro Raimondi, allievo del Piola; sulla parete, Transito di santa Caterina, di Carlo Giuseppe Ratti.
  • Seconda cappella: dedicata alla Madonna Assunta, già gentilizia della famiglia Giudice-Calvi. Sullaltare ancona raffigurante con l Assunzione della Vergine ; sulla volta Incoronazione di Maria Santissima, alle pareti Annunciazione e Adorazione dei pastori, tutte opere attribuite a Ottavio Semino
  • Terza cappella: già gentilizia della famiglia Rotolo-Pallavicino, dal 1960 vi è collocato il mausoleo di santa Caterina. Il corpo incorrotto della santa è composto in unurna di bronzo e cristallo sorretta dal complesso marmoreo realizzato nel 1738 da Francesco Maria Schiaffino, comprendente un altare e quattro statue raffiguranti lAmor divino, la Fortezza, la Penitenza e lObbedienza. Nella parete dellabside si trova la tomba della venerabile Battistina Vernazza, figlia di Ettore Vernazza. Nella volta e sui peducci, affreschi di Pantaleo Calvi.
  • Quarta cappella: dedicata alla Natività di Nostro Signore, già gentilizia della famiglia Pinelli. Sullaltare Presepio di Andrea Semino, al quale sono attribuiti anche laffresco nella volta e i due quadri alle pareti, raffiguranti l Annuncio della nascita di Gesù ai pastori e il Sogno di san Giuseppe.
  • Quinta cappella: dedicata alla Madonna Addolorata, già gentilizia della famiglia Cavanna. Alle pareti Gesù nellorto degli ulivi di Luca Cambiaso e una Pietà, di Lazzaro Calvi. Nei peducci tre Profeti e due Sibille Eritrea e Cumana di Pantaleo Calvi.
                                     

2.5. Descrizione artistica Cappelle a sinistra

  • Prima cappella: dedicata a San Francesco, già gentilizia della famiglia Cambiaso. Sullaltare, proveniente dalla scomparsa chiesa di Nostra Signora della Pace, Sacra Famiglia e San Francesco dAssisi di Domenico Piola, già nella demolita chiesa di San Domenico. Alla parete Predica di santAntonio a Ezzelino da Romano, di Giuseppe Palmieri.
  • Seconda cappella: dedicata ai Re Magi, già gentilizia della famiglia Zoagli-Cicala. Sullaltare gruppo marmoreo della Madonna della Misericordia, di Giacomo Antonio Ponsonelli e una tela raffigurante l Adorazione dei Magi, di Luca Cambiaso 1570. Dello stesso Cambiaso le figure di profeti ai lati dellaltare e laffresco nella volta Padre Eterno tra gli angeli.
  • Terza cappella: dedicata alla Visitazione della Beata Vergine Maria, già gentilizia della famiglia Fabra-Costanzi. Dipinto raffigurante Nostra Signora del Sacro Cuore Mattia Traverso, 1941. Nella volta Storiette della Vergine Ottavio Ghissoni, 1606.
  • Quarta cappella: già dedicata alla Pietà, ora fonte battesimale. Da questa cappella si accede alla scala che porta allAcquasola. Alle pareti vari dipinti di autori anonimi di scuola genovese e Gesù confortato dallAngelo, di Giovanni Carlone. Le figure di santi francescani nella volta sono di Oldoino Multedo fine XIX secolo.
  • Quinta cappella: dedicata a SantAntonio, con dipinti raffiguranti SantAntonio che predica ai pesci e SantAntonio col Bambino Gesù di Giuseppe Palmieri, Visitazione con i santi Agostino e Nicola da Tolentino di Aurelio Lomi, San Camillo de Lellis di Domenico Parodi. Nella volta Profeti e due Sibille Libica e Tiburtina di Pantaleo Calvi. Sullaltare paliotto in marmo raffigurante la Sacra Famiglia, proveniente dalla chiesa della Pace, demolita nellOttocento per la costruzione di via XX Settembre.


                                     

2.6. Descrizione artistica Convento di Santa Caterina

Al convento annesso alla chiesa, a cui si accede dal sagrato, è formato da un insieme composito di edifici attorno al piccolo chiostro quattrocentesco, non aperto al pubblico, che conserva ancora gli affreschi originali con scene bibliche e di vita conventuale.

                                     

2.7. Descrizione artistica Cappella superiore

Accanto a quello che immette nel chiostro, un altro ingresso, attraverso un ampio scalone, conduce ai piani superiori del convento e alla cappella superiore, in cui era conservata un tempo lurna di santa Caterina. La cappella, la cui sistemazione nel XVIII secolo si deve a Gaetano Cantoni è affrescata da Santo Tagliafichi 1822 con raffigurazioni della santa nella volta S. Caterina in gloria e sulle pareti Visione e miracolo di S. Caterina.

                                     

2.8. Descrizione artistica Museo dei Beni Culturali Cappuccini

Il museo annesso alla chiesa raccoglie numerosi beni artistici provenienti dai conventi dei cappuccini della Liguria. Accanto a opere darte di pittori genovesi dei secoli tra Cinquecento e Settecento, sono esposti arredi sacri ed oggetti di artigianato e di arte povera cappuccina. Il museo, nato nel 1970 come "Museo di vita cappuccina", fu fondato da padre Cassiano da Langasco, che aveva raccolto nei conventi cappuccini numerosi oggetti darte povera e di uso quotidiano, realizzati dagli stessi frati. Arricchitosi nel tempo anche di opere di artisti quali lo Strozzi e il Fiasella, è stato inaugurato nel 2006 con lattuale denominazione.

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