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ⓘ Eyalet di Habesh




Eyalet di Habesh
                                     

ⓘ Eyalet di Habesh

L Eyalet di Habesh era un eyalet dellImpero ottomano che circondava il Mar Rosso. Esso comprendeva Massaua, Hergigo, Suakin le loro parti interne. Più tardi, incorporò anche Zeila ed altre parti della Somalia nord-occidentale. La città di Harar nella moderna Etiopia fu aggiunta più tardi nel XIX secolo, dopo che lamministrazione delleyalet venne trasferita allEgitto sul finire del XIX secolo ed il suo pascià aveva conquistato la città.

Il termine per lo eyalet deriva dalla forma araba al-Habašah, Bilād al-Habašah del termine semitico per abissini Habesha, il quale è ora usato per denominare solo quei popoli etiopi ed eritrei provenienti dalle regioni montuose conosciute anche come Kabessa.

Come il controllo ottomano nel Nord Africa, Yemen, Bahrein e Lahsa, gli ottomani non avevano un "effettivo controllo a lungo termine" al di fuori dei porti dove vi era una presenza diretta degli ottomani e guarnigioni.

                                     

1. Storia

Dopo la scomparsa del Sultanato di Dahlak, il breve governo di Ahmad ibn Ibrihim al-Ghazi era collassato e lImpero di Etiopia si era affievolito nel suo potere, gli ottomani ottennero così le sponde principali del Mar Rosso. I porti di Sawakin, Massaua e Zeila vennero occupati da Özdemir Pasha, che venne nominato beilerbei nel 1555, e nel 1557 venne ufficialmente costituita la provincia di Habesh. Massaua passò per importanza economica al secondo posto, e la capitale amministrativa venne presto spostata presso il Mar Rosso, a Gedda ove rimase dalla fine del XVI secolo sino al XIX secolo; Medina servì temporaneamente come capitale nel XVIII secolo.

I primi due anni di quel periodo portarono ad unespansione del dominio ottomano nellarea interna. Vassalli degli imperatori etiopi cambiarono orientamenti e si allearono con Özdemir Pasha. Lespansione subì un blocco nel 1578 e gli ottomani si ritirarono da gran parte delle aree montuose. Durante i secoli successivi, lamministrazione ottomana mantenne perlopiù un governo di tipo indiretto. Solo sullisola di Massaua ove risiedeva il governatore ottomano vi era un controllo attento dei commerci e delle tasse; a Sawakin le autorità ottomane nominarono ufficiali locali. Le guarnigioni di Hargigo, costituite perlopiù da curdi, albanesi, turchi ed arabi, mischiati alla popolazione locale, mantennero i loro titoli le loro rendite tradizionali.

Pochi sono le fonti per larea del eyalet di Habesh risalenti al XVI secolo, mentre gran parte delle informazioni ci pervengono dagli scritti di Cengiz Orhonlu tra la fine del XVI secolo ed il XVII secolo.

Quando Mehmet Ali riuscì a combattere ed a vincere la guerra ottomano-saudita, egli ricevette lamministrazione dellHabesh nel 1813. Suo figlio Ahmad Tushun Pasha venne nominato wali by con un firman che gli concesse anche il controllo sui porti di Sawakin e Massaua. Il controllo dellHabesh da parte di Muhammad Ali fu solo temporaneo; dopo la fine dellemergenza di Wahhabi, essa tornò al governo ottomano nel 1827. Massaua e Sawakin le vennero riassegnate nel 1846, sino alla sua morte nel 1849.

Nel 1866, ad ogni modo, lHabesh venne separato da Gedda e formalmente incorporato nel chedivato dEgitto come entità separata. LHabesh cessò di esistere nella sua forma tradizionale a partire dal 1869 e venne rimpiazzato da una serie di governatorati egiziani.

                                     

2. Limportanza dellEyalet di Habesh

Linteresse specifico ottomano nellarea delleyalet di Habesh per la sua particolare posizione geografica: la regione disponeva di porti ed una linea costiera sul Mar Rosso nei pressi del Bab-el-Mandeb e verso lOceano Indiano specificatamente per le coste di Zeila e della Somalia. La marina ottomana continuava ad essere sempre relativamente debole sin dalla sua nascita e pertanto la conquista di queste aree si dimostrava fondamentale per rafforzare linfluenza e la potenza.

Solimano si riconosceva anche dei doveri nella conquista dellHabesh:

Tutti gli anni venivano portati avanti dei raids contro gli infedeli dellHabash, sulle orme di Allah, sulla via della guerra santa, e la loro lotta era dura. Dal porto di Suakin menzionato sopra ogni anno provengono centinaia di cavalli arabi dalle terre del Said Alto Egitto che vengono venduti agli infedeli della provincia dellAbissinia. Questo ha portato a dei problemi al punto che i musulmani di Zeila inviarono lettere ai popoli tribali di Suakin chiedendo "perché vendete dei cavalli agli infedeli nel vostro stesso paese? Con quei cavalli essi diverranno ancora più potenti e li useranno per combatterci. Non siete più musulmani?".

Dopo la conquista del 1517, gli ottomani si interessarono alla regione per via dell hajj. Avendo sottomesso i difensori musulmani dell hajj, gli ottomani, essendo divenuti i successori a questi stati, vennero incaricato di proteggere e provvedere il passaggio sicuro di tutti gli hajj. Legemonia portoghese nel Mar Rosso e nellOceano Indiano, ad ogni modo, concesse a loro una parte del controllo dell hajj. Con il medesimo spirito, altri stati musulmani della regione vedevano negli ottomani i difensori dei loro fratelli musulmani:

Lo Scià di Hormuz, Sharafaldin, scrisse una lettera al sultano Solimano per provvedergli aiuto militare per espellere i portoghesi da Hormuz. I governanti di Gujerat provvidero anchessi aiuto agli ottomani.

Infine gli ottomani vedevano nella conquista dellarea la possibilità di arginare linfluenza dei portoghesi nellarea ove già avevano costruito una fortezza alle isole Dahlak dalla quale condizionavano il controllo dellintera regione, anche attraverso alleati locali.

                                     

2.1. Limportanza dellEyalet di Habesh Risorse

Parte delle ragioni che sottostavano allespansione ottomana era anche laiuto ad altri stati musulmani, ma la ragione economica era ovviamente preminente. Dal momento che le armi venivano fornite direttamente dallImpero ottomano, i musulmani locali fornivano tasse derivate dal commercio sul Mar Rosso. Già dal 1532, inoltre, gli ottomani costruirono canali tra il Nilo ed il Mar Rosso, così che le spezie potessero essere trasportate via acqua direttamente verso Istanbul.

Secondo Andre de Oviedo, gli ottomani erano interessati allarea alla prospettiva di catturare schiavi per le loro galee, oltre ad approvvigionamenti, ferro ed altri beni di rilievo. Secondo Selman Reis, ambizioso ammiraglio ottomano del Mar Rosso, la costa nello specifico le isole Dahlak era ricco di perle oltre che di oro e di avorio che venivano descritti da Selman come "illimitati".

Malgrado le allettanti promesse di Selman Reis, lHabesh non fruttò mai grandi risorse agli ottomani, in parte perché il commercio delle spezie non era molto proficuo, ma principalmente perché le parti interne più ricche ancora non erano state conquistate e gli ottomani si limitavano al possesso delle calde e secche coste marittime.

Il commercio degli schiavi rappresentava indubbiamente unaltra importante risorsa della regione, dal momento che gli schiavi venivano reperiti dalle carovane che si recavano in visita a Massaua. Anche se linteresse ottomano nellHabesh diminuì difatti dalla fine del XVI secolo, esso continuò ad essere un luogo strategicamente fondamentale e salvaguardato perciò dalle galee ottomane durante tutto il XVII secolo.

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