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ⓘ Cittadella Giudiziaria




Cittadella Giudiziaria
                                     

ⓘ Cittadella Giudiziaria

Un primo progetto per la Cittadella risale agli anni ottanta quando, lallora giunta di Salerno ne prevedeva la costruzione nella zona orientale della città. Con linsediamento di Vincenzo De Luca nel 1993 e lopposizione di un procuratore aggiunto, Michelangelo Russo della Repubblica al progetto originario, larea dintervento fu spostata nel centro cittadino, dove sorgeva il dismesso scalo merci. Nel 1999 lamministrazione comunale bandì un concorso internazionale di idee, a cui invitò a partecipare 80 studi che però in gran parte non parteciparono. Vincitore del concorso fu larchitetto britannico David Chipperfield, con secondo e terzo classificato lo studio catalano Miralles-Tagliabue e il francese Dominique Perrault.

Dopo un primo avvio dei lavori nel 2003, con la previsione di chiudere il cantiere in circa due anni, i lavori si sono bloccati a causa della presenza di falde acquifere non considerate in progetto malgrado la presenza del vicino fiume Irno e, nel 2008 a causa del fallimento dellimpresa appaltatrice che si era aggiudicata la gara al massimo ribasso. Nello stesso anno, prima dello stop dei lavori, sono stati conclusi i lavori strutturali. Nel 2010 il cantiere è stato affidato alla ditta Soledil che ha consegnato le prime tre palazzine il 7 marzo 2014. I lavori per il completamento delle restanti, iniziati a gennaio 2016 sono stati affidati alla ditta Passarelli con un finanziamento di 27 milioni stanziato dal CIPE nellambito di un emendamento nella votazione sulla Legge di Stabilità 2014, con il quale si previde la destinazione di 30 milioni di euro per ledilizia giudiziaria con particolare riguardo per il completamento delle opere già cantierate. Il trasferimento degli uffici è iniziato nel 2017 e il completamento definitivo è avvenuto nellautunno del 2018.

                                     

1.1. Il progetto Aspetti urbanistici

La città giudiziaria si inserisce in unarea libera compresa fra il tratto terminale, verso il mare, della nuova strada urbana Lungo Imo ed il fascio dei binari del deposito delle Ferrovie dello Stato. Il complesso occupa unarea verde con orti interna al nucleo centrale della città che ben poteva costituire un parco urbano e si compone di sei blocchi edilizi disposti su una piastra intervallati da cinque corti che collegano gli edifici tra loro.

Lingresso principale è ubicato allestremità nord del sito, dove tra Via Dalmazia e Via Cacciatori dellImo è stata realizzata una misera piazzetta.

Laccesso pedonale avviene da tale piazza, attraverso un inutile porticato a corte. La corte è direttamente connessa alledificio di ingresso del Tribunale dove è ubicata la postazione di controllo principale. Un secondo ingresso pedonale sarà localizzato in prossimità della Corte dAppello.

                                     

1.2. Il progetto Aspetti architettonici-funzionali

Il progetto di David Chipperfield, esposto nel 2002 alla Biennale di Venezia, e in gran parte analogo a quello di Barcellona, prevedeva, in una prima fase, la costruzione di nove edifici, poi ridotti a sei, di altezza variabile, con finestre. Lidea è stata di creare un edificio giudiziario che non fosse intimidatorio ma rendesse piuttosto lidea di una giustizia popolare. Il progetto presenta un edificio centrale su cinque livelli che fa da fulcro della struttura caratterizzata da due torri, una di dieci livelli, laltra di tredici livelli. La prima torre a nord, è a sua volta affiancata da un edificio di quattro livelli chiuso posteriormente da un porticato ed aperta sul fianco nord alla nuova piazzetta Dalmazia, di fatto uno slargo ed al Faro della Giustizia, una scultura pagata ben 600mila euro. A sud svetta la seconda torre, la più alta, la cui imponenza è interrotta da 2 edifici: il primo di quattro livelli separato dalla torre da un porticato; il secondo edificio di sei livelli che chiude tutto il complesso a sud e si affaccia sullarea di via Vinciprova.

Dalla relazione illustrativa del progetto si legge, in contrasto con la realtà, che "Le scelte progettuali sono state indirizzate verso la massima valorizzazione del luogo e dellistituzione e verso la semplificazione e larmonia, per costruire con minimo sforzo e massima semplicità soluzioni durature." Si è così lavorato per realizzare un complesso edilizio che fosse estremamente semplice nella concezione e nella costruzione e privo di eleganza, varietà, flessibilità alle funzioni ed ai mutamenti spaziali.

Sempre nella relazione illustrativa si legge che: "Ledificio si e strutturato come uninfrastruttura che esprime con chiarezza le costanti del sistema giudiziario e dellistituzione rispondendo allo stesso tempo alle diverse variabili ed ai bisogni dei cittadino, della comunità, dei luogo e dei tempo. Il sistema di circolazione è stato articolato attraverso le corti che strutturano il percorso pubblico e stabiliscono una chiara gerarchia tra gli edifici, riflettendo le loro necessità di connessione ed il loro livello di sicurezza. Corti e Blocchi si interrelazionano e si caratterizzano a vicenda, ricercando modi per frammentare la monoliticità dellistituzione, rafforzando la natura pubblica del complesso nonché la sua dimensione umana e il suo senso di accoglienza. Il verde delle corti si struttura confermando lidea di apertura della costruzione e stabilendo continuità e ricchezza spaziale tra le sue singole parti."

Spazi e nuclei funzionali sono stati distribuiti nei sei edifici costituenti il complesso e situati su una piastra. Gli edifici sono collegati tra loro da un sistema di colonnati formanti delle corti, e ai piani superiori - secondo e terzo - da un sistema di passaggi.

                                     

1.3. Il progetto Le opere darte

In conformità alla legge 717 del 1949 la cosiddetta Legge 2%, che prevede linserimento obbligatorio di opere darte negli edifici pubblici, nel 2002 fu bandito un concorso internazionale di idee la cui giuria, presieduta dallo stesso David Chipperfield e da Achille Bonito Oliva, selezionò tre opere il Faro della Giustizia di Ben Jakober e Yannich Vu, scritte al neon riguardanti i temi della giustizia realizzate da Joseph Kosuth e tre video sul processo ingiusto alle idee di Franco Scognamiglio per arricchire la struttura.