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ⓘ Valore legale del titolo di studio




                                     

ⓘ Valore legale del titolo di studio

Il valore legale del titolo di studio indica il grado di ufficialità e la validità di un titolo di studio, riconosciuti ai sensi della legge o da atti giuridici aventi la stessa forza o autorizzati dalla legge vigente nei vari Stati del mondo.

                                     

1. Caratteristiche

Il titolo di studio, secondo la scienza delleducazione, è un certificato che attesta linsieme di conoscenze e competenze apprese nel corso di studi. Le forme con cui viene data certezza pubblica a questo assunto, e garanzia della qualità della formazione secondo canoni socialmente accettati, variano da Paese a Paese a seconda del tipo di ordinamento giuridico, e delle tradizioni scolastiche, accademiche e professionali. In quasi tutti i Paesi, ad esempio, sono bandite le cosiddette "fabbriche di titoli" ingl.: diploma mills organizzazioni a scopo di lucro che rilasciano titoli di studio a pagamento e a fronte di scarso o nullo corrispettivo in termini di studio o dimostrazione di effettivo possesso di saperi congruenti con il livello comunemente accettato per il titolo stesso. In particolare, solo in alcuni Stati degli USA e in poche altre énclave giuridiche, tali organizzazioni possono operare legalmente.

Nel dibattito pubblico si parla genericamente e in modo astratto di "possesso di valore legale" da parte del titolo di studio intendendo lufficialità, la validità, o una combinazione di entrambe le caratteristiche, o di proprietà riconducibili a tali caratteristiche.

Le basi di questo concetto risiedono nei seguenti fatti:

  • una competente Autorità Pubblica introduce o riconosce un determinato titolo di studio come "titolo ufficiale" del proprio sistema di istruzione e di formazione;
  • il conferimento ad una persona di un particolare titolo di studio da parte di una competente autorità scolastica o accademica produce determinati effetti giuridici, individuati dalle situazioni giuridiche soggettive così attribuite al titolare da specifiche norme dellordinamento.

Ad esempio, per quanto riguarda lufficialità, il "possesso di valore legale" segnala la diversità di certi titoli di studio rispetto ad altri attestati o scritture private che, anche provenendo eventualmente da soggetti socialmente autorevoli, non siano compresi nel novero dei titoli definiti o riconosciuti formalmente in modo ufficiale. Tipicamente le Autorità Pubbliche decidono di proteggere legalmente certi titoli individuando o selezionando con apposite autorizzazioni amministrative le istituzioni scuole, Università ed analoghi enti che possono concederli, e in questo modo esercitano un controllo più o meno diretto sul sistema di istruzione e di formazione che viene così definito.

                                     

1.1. Caratteristiche Ufficialità dei titoli di studio

A seconda del Paese, vari concetti, metodi e prassi possono entrare in gioco per quanto attiene allo statuto di ufficialità dei titoli di studio in un certo sistema nazionale di istruzione e formazione. I due principali sono quelli di "riconoscimento" e di "accreditamento", a cui va aggiunto, poi, quello di "autorizzazione" questa classificazione non pregiudica luso dei termini nei contesti nazionali. Essi vanno applicati tanto agli istituti scolastici o accademici quanto ai singoli titoli e/o corsi di studio. In molti casi, titoli di studio conferiti da istituti riconosciuti o accreditati sono considerati come titoli "ufficiali" in modo automatico; tuttavia in altri casi il riconoscimento o laccreditamento degli istituti è distinto rispetto a quello dei corsi di studio e quindi rispetto allufficialità dei rispettivi titoli.

Il "riconoscimento" riguarda lo statuto di ufficialità come accordato in base alla legislazione nazionale. In molti Paesi, infatti, sono leggi e regolamenti adottati da Autorità Pubbliche che stabiliscono in maniera più o meno dettagliata requisiti e procedure per lassegnazione di un "potere ufficiale" di conferire specifici titoli di studio ad istituzioni scolastiche e accademiche, le quali sono considerate in tal guisa "riconosciute"; analoghe politiche e procedure possono riguardare, come già detto, i singoli corsi di studio. È evidente, poi, che scuole e Università istituite direttamente dallAutorità Pubblica e.g. di proprietà dello Stato o di Enti Territoriali dovranno necessariamente soddisfare requisiti normativi equivalenti a quelli per riconoscimento, che in tali casi viene a coincidere con lautorizzazione ad operare.

L"accreditamento" è una decisione formale adottata da una qualche autorità competente che può essere in generale anche una persona giuridica privata sulla qualità di un istituto scolastico o accademico o di un corso di studio, in base a requisiti più o meno dettagliati e predefiniti. Il modo con cui i processi di accreditamento sono condotti nei vari Paesi ed eventualmente da parte di varie organizzazioni, il ruolo e il grado di coinvolgimento delle Autorità Pubbliche, determinano l"ufficialità" dei titoli di studio correlati direttamente o indirettamente allaccreditamento.

                                     

1.2. Caratteristiche Validità dei titoli di studio

La validità dei titoli di studio ai fini scolastici, accademici, lavorativi e professionali dipende anchessa dal tipo di ordinamento giuridico, dalle scelte specifiche e dalle diverse tradizioni in vigore nei singoli Paesi.

La validità ai fini del proseguimento degli studi è definita e garantita dagli ordinamenti scolastici e accademici nazionali. Datori di lavoro privati e, con più formalità, le Pubbliche Amministrazioni, richiedono tipicamente titoli di studio "ufficiali" come requisito essenziale, in base alle specifiche della mansione. Quasi ovunque per laccesso alle professioni regolamentate è richiesto il possesso di un titolo di studio "ufficiale".

                                     

2.1. Nel mondo Unione europea

In tutta lUE il potere di conferire determinati titoli di studio è assegnato alle scuole, alle università, o alle altre istituzioni di istruzione superiore, dallo Stato - sia che si tratti di istituzioni pubbliche o private. In particolare, la responsabilità pubblica in materia di istruzione superiore e di ricerca è stata ribadita dal Consiglio dEuropa con una raccomandazione del 2007 che raccoglie e definisce i concetti fondamentali. Limplementazione del Processo di Bologna per la creazione dello Spazio Europeo dellIstruzione Superiore ha compreso la definizione e laccordo su uno schema generale dei cicli di studio accademici, su cui ogni Stato aderente mappa i propri corsi di studio nazionali.

La convenzione di Lisbona sul riconoscimento del titolo nella regione Europea di cui lItalia è firmataria, conferma la totale validità dei titolo stranieri elargiti e conferiti da istituzioni Europee autorizzate dal Ministero di competenza.

Il riconoscimento dei titoli di studio nellUnione europea è regolamentato dalle Direttive 89/48/CEE, 92/51/CEE, 95/43/CE, 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Non si applica alle professioni non regolamentate per le quali non è prevista liscrizione ad un albo e il possesso di un titolo di studio idoneo e alle professioni diversamente regolate da un sistema specifico di riconoscimento: medico, dentista, veterinario, ostetrica, infermiere, farmacista e architetto. Il sistema riguarda i cittadini di uno Stato membro non gli extracomunitari, anche se con permesso di soggiorno, con il possesso dei titoli necessari allesercizio di una professione in uno Stato membro iscritti o meno al relativo albo professionale e che intendono esercitarla in un altro Stato detto ospitante. Non esiste un sistema di riconoscimento automatico dei titoli abilitanti a una professione. Lautorità dello Stato ospitante accerta e deve concedere il riconoscimento se la professione che intende esercitare è la stessa per cui è in possesso dei titoli richiesti nello Stato di provenienza se la formazione ha durata e contenuti simili a quelli richiesti nello Stato ospitante per la medesima professione.

Il diritto comunitario ha posto dei vincoli: lautorità non può muovere rilievi in merito alla durata della formazione se questa differisce per meno di un anno, lesperienza lavorativa richiesta non può essere superiore a 4 anni, può al massimo imporre una sola misura di compensazione, ha un termine perentorio di 4 mesi per rispondere alle domande di riconoscimento in forma scritta e motivata con possibilità di ricorso.

Il riconoscimento dei titoli è limitato dal fatto che la preminenza del diritto comunitario sul diritto degli Stati membri non si applica al diritto amministrativo. Tanto la decisione quanto il ricorso si svolgono presso le autorità dello Stato ospitante secondo le sue leggi. In altre parole, le autorità comunitarie non hanno il potere di annullare una decisione amministrativa presa da unautorità nazionale: la Corte di Giustizia può imporre risarcimenti, ma è il singolo Stato interessato che deve poi recepirle e modificare le decisioni individuali.



                                     

2.2. Nel mondo Regno Unito

Nel Regno Unito il potere di conferire titoli accademici Degree Awarding Power è attribuito agli istituti di istruzione superiore dal Consiglio della Corona, che si avvale della Quality Assurance Agency per listruttoria sul merito. La stessa agenzia, poi, conduce degli audit istituzionali periodici, per verificare la sussistenza nel tempo della solidità istituzionale per quanto attiene al mantenimento degli standard accademici e della qualità dellofferta formativa, in modo congruente con il ruolo le responsabilità rivestite. Separatamente dallaccreditamento istituzionale e dalle verifiche periodiche esistono poi le procedure di accreditamento per singoli corsi di studio, rilevanti ai fini dellaccesso alle professioni regolamentate o ad albi e associazioni professionali, a cura di apposite Autorità riconosciute dove necessario dalla legge ma tipicamente controllate dalle singole comunità di professionisti.

                                     

2.3. Nel mondo Stati Uniti dAmerica

Negli USA sono i singoli Stati che autorizzano college ed università di vario tipo ad operare legalmente, poiché il governo federale degli Stati Uniti dAmerica non ha prerogative in materia. Tuttavia esiste un complesso sistema per laccreditamento di istituzioni e corsi di studio che è gestito da enti privati dette Agenzie o Commissioni a loro volta riconosciuti dagli Stati. Il principale riconoscimento ufficiale di tali Agenzie di accreditamento è però quello offerto dal Dipartimento dellIstruzione del Governo Federale USDE perché solo gli studenti di istituzioni accreditate da Agenzie da esso riconosciute hanno accesso a borse di studio federali.

I criteri per il riconoscimento sono fissati dalla legislazione federale, ad occuparsi della registrazione delle istituzioni di accreditamento è il "Department Of Education" che è tenuto per legge a redigere e pubblicare un elenco di Enti di Accreditamento. Anche il "Consiglio per lAccreditamento dellIstruzione Superiore" CHEA offe un riconoscimento importante per le Agenzie pur essendo un Ente privato, in quanto per laccesso a molti uffici pubblici, per le professioni regolate, e nella considerazione pubblica tale riconoscimento è equipollente a quello dellUSDE.



                                     

2.4. Nel mondo Italia

Il principio del valore legale dei titoli universitari è sintetizzato nel Testo unico delle leggi sullistruzione superiore: Le Università e gli Istituti superiori conferiscono, in nome della Legge, le lauree e i diplomi determinati dallordinamento didattico. Il Regolamento studenti prevede che le lauree e i diplomi conferiti dalle Università contengano esplicitamente la dicitura "Repubblica Italiana" per i titoli conseguiti a partire dal 1946 e "in nome della legge".

La riforma universitaria in Italia DM 509/1999, che ha introdotto i nuovi titoli accademici di laurea e di laurea specialistica, ha voluto confermare esplicitamente il principio del valore legale affermando che i titoli conseguiti al termine dei corsi di studio dello stesso livello, appartenenti alla stessa classe, hanno identico valore legale art. 4.3. I corsi di studio dello stesso livello, comunque denominati dagli atenei, aventi gli stessi obiettivi formativi qualificanti le conseguenti attività formative indispensabili, sono raggruppati in classi di appartenenza.

Il valore legale del titolo di studio è fondato su due pilastri: lordinamento didattico nazionale che fissa le caratteristiche generali dei corsi di studio e dei titoli rilasciati e lesame di Stato che ha la funzione di accertare - nellinteresse pubblico generale - il possesso di determinate conoscenze e competenze.

I titoli di studio hanno valore legale, ma non abilitante per le professioni: "le lauree e i diplomi conferiti dalle Università e dagli Istituti superiori hanno esclusivamente valore di qualifiche accademiche. Labilitazione allesercizio 5 professionale è conferita in seguito ad esami di Stato, cui sono ammessi soltanto coloro che: a) abbiano conseguito presso Università o Istituti superiori la laurea o il diploma corrispondente; b) abbiano superato, nel corso degli studi per il conseguimento del detto titolo, gli esami di profitto nelle discipline che sono determinate per regolamento" R.D. 31.8.1933, n. 1592; art. 172.

La distinzione tra qualifiche accademiche e qualifiche professionali è tipica dellordinamento italiano, e ha un fondamento nella Costituzione che dedica un intero articolo, il numero 33, alla responsabilità pubblica in materia di istruzione, istituzioni educative, e ruolo degli Esami di Stato "È prescritto un esame di Stato … per labilitazione allesercizio professionale" art. 33.

Lordinamento italiano prevede casi - a carattere di eccezione - di titoli di studio direttamente abilitanti alla professione; il carattere abilitante del titolo va comunque sempre determinato per legge è il caso dei titoli accademici abilitanti allesercizio di alcune professioni sanitarie.

Nellordinamento giuridico italiano il titolo di studio a cui viene attribuito valore legale è un certificato rilasciato da unautorità scolastica o accademica nellesercizio di una funzione pubblica. Esso riproduce gli estremi un atto pubblico compiuto da un pubblico ufficiale o da una commissione desame investita della medesima funzione che dispone il conferimento del titolo al candidato; pertanto si tratta di un atto di fede privilegiata ai sensi degli articoli 2699 e 2700 del Codice civile. Per potersi dare la potestà testé menzionata, lautorità in parola deve essere unamministrazione pubblica a ciò incaricata dalla legge, oppure un istituto privato legalmente riconosciuto dal Ministro competente, e il titolo di studio riferirsi ad un corso previsto da un regolamento didattico conforme a schemi nazionali definiti da leggi e regolamenti ministeriali o anche leggi regionali per i settori formativi di loro competenza. A questi titoli, e solo ad essi, viene accordata una specifica protezione legale.

Dal punto di vista dellefficacia giuridica il titolo afferma una certezza legale valevole erga omnes, il possesso di un titolo di studio con valore legale è per definizione una condizione necessaria, in base a specifiche norme dellordinamento, per:

  • la partecipazione a concorsi banditi dalla pubblica amministrazione e linquadramento in precisi profili funzionali lavorativi
  • il proseguimento degli studi nel sistema scolastico o accademico nazionale
  • lammissione ad esami di Stato finalizzati alliscrizione ad albi, collegi ed ordini professionali

Esistono tabelle di equipollenza fra classi di titolo del medesimo livello, come fra classi di diploma e classi di laurea, ai fini delliscrizione ad albi professionali o dellammissione a bandi pubblici di concorso.

Non sono invece contemplate tabelle di corrispondenza fra titoli di studio di livello differente, con lidentificazione di un titolo assorbente, ad esempio fra una classe di laurea e una classe di diploma.

In questo modo, sia per un concorso per esami che in un bando per titoli ed esami, aventi come requisito obbligatorio per lammissione un determinato diploma, il candidato deve essere in possesso esattamente del titolo richiesto; mentre non sono ammessi candidati con un titolo che certifica diverse e maggiori competenze quale la laurea che nello stesso ordinamento abilitano allinsegnamento nelle scuole di secondo grado e alliscrizione agli albi professionali relativi alle stesse competenze di studio.

Infine, i titoli di studio stranieri non hanno valore legale in Italia, se non a seguito di una dichiarazione di riconoscimento o di equipollenza, che può essere concessa in base a criteri e procedure sancite da accordi e trattati internazionali e recepite dalla legge.

Il concetto di "valore legale" non risulta tuttavia definito dallordinamento; si tratta quindi di una locuzione della dottrina liberamente applicata e poi discussa nel contesto della legislazione riguardante i titoli di studio, che estende e in effetti modifica lanalogo concetto relativo allefficacia probatoria di un documento nel processo. Esistono però norme che fanno riferimento al valore legale, come il D.M. 509/1999 e il D.M. 270/2004. Il tema del "valore legale" è stato oggetto di una indagine conoscitiva della VII Commissione del Senato, conclusasi nel febbraio 2012.

I sostenitori dellabolizione del valore legale del titolo di studio affermano che, a seguito delleliminazione, si innescherebbe automaticamente una concorrenza virtuosa che riguarderebbe ogni aspetto saliente del sistema formativo universitario, anche se tuttavia lamministrazione potrebbe cominciare a selezionare in modo clientelare, dando così peso diverso ai titoli di studio in base allistituto di istruzione di provenienza. I sostenitori del mantenimento del valore legale del titolo di studio affermano invece che esso ha svolto sino ad oggi unutile e insostituibile funzione di mediazione tra sistema formativo e mercato del lavoro. Labolizione del valore legale del titolo di studio era auspicata dalla loggia P2 nel Piano di rinascita democratica.

In particolare, ai sensi del testo unico delle leggi sullistruzione superiore si afferma che:

ma si chiarisce pure che art. 172

AllArt. 148 ora non più in vigore in questa forma si afferma che

Lart. 170 dispone poi:

La Legge 13 marzo 1958, n. 262, che regola il conferimento ed uso di titoli accademici, professionali e simili recita, allart. 1:

La stessa legge, allArt. 2, precisa:

Nellarticolo 10 della legge 30 novembre 1973, n. 766, compare la locuzione di "valore legale" dove si afferma che

La legge 9 maggio 1989, n. 168, che ha introdotto spazi più ampi per lautonomia delle Università, ha precisato che gli statuti universitari devono prevedere art. 16 comma 4

Con la riforma degli ordinamenti didattici ex D.M. 509/1999, che ha modificato la struttura dei cicli di studio con la laurea triennale e listituzione della laurea specialistica ora laurea magistrale, sono state introdotte le "classi" di lauree.

A tale riguardo, con il D.M. 22 ottobre 2004, n.270, che abroga e sostituisce il decreto del 1999, si dispone che: art. 4 comma 3

Per ciò che riguarda laccesso alle professioni si può richiamare quanto statuito dallarticolo 7, comma 1, del D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328, secondo cui

Si teme che una eventuale generalizzata e radicale abolizione del valore legale comporti una cessione di potere in materia di formazione da parte dello Stato non al mercato ma alle corporazioni professionali.

                                     
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