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ⓘ Centro storico di Catanzaro




Centro storico di Catanzaro
                                     

ⓘ Centro storico di Catanzaro

Il centro storico di Catanzaro è un quartiere del capoluogo calabrese che ha assunto buona parte del suo aspetto attuale a seguito dei rimaneggiamenti decisi subito dopo lUnità dItalia. Con San Leonardo e Stadio forma la seconda circoscrizione cittadina.

                                     

1. Storia

Il quartiere è caratterizzato da un ricco e variegato patrimonio architettonico. Durante la dominazione borbonica fu soggetto a importanti rimaneggiamenti, che tuttavia furono ulteriormente integrati dopo il plebiscito del 1860, anche per fare fronte alle carenze igienico-sanitarie della città. Nel 1870 Michele Manfredi, Vincenzo Parisi e Pasquale Gigliotti ricevettero lincarico di redigere un piano regolatore, poi messo in pratica, a partire dal 1871, dal solo Manfredi.

                                     

1.1. Storia Il piano Manfredi

Il piano puntava principalmente a migliorare il sistema viario: in particolare fu modificato lassetto di via Bellavista attraverso la demolizione del cosiddetto "arco della villa", una componente della cinta muraria che delimitava la strada, furono costruiti nuovi punti daccesso intervenendo sulla collina che, nella parte settentrionale di Catanzaro, ospita il Castello normanno, fu ampliato corso Vittorio Emanuele, lodierno corso Mazzini, e fu demolita la "Porta di Mare". Questultimo intervento, tuttavia, subì numerose resistenze e fu attuato solo nel 1930.

Il piano, le cui tavole sono scomparse, può essere ricostruito grazie ad alcune relazioni del 1877, ad alcuni stralci pervenuti ai giorni nostri e ad alcune perizie: il progetto prevedeva la demolizione, completa o parziale, di 44 edifici a est di corso Vittorio Emanuele e lallineamento di quelli a ovest. Più specificamente, le demolizioni erano previste, oltre che sul corso, anche sulle parallele via Poerio e via Monte, con lobiettivo di permettere lampliamento della carreggiata e di realizzare di un nuovo impianto simmetrico, con la costruzione di edifici tuttora esistenti come il palazzo di Achille Fazzari. Tuttavia, a causa dellinadeguatezza della nascente legislazione unitaria, delle difficili trattative per lacquisto degli edifici, delle risicate finanze del comune e della frastagliata altimetria del quartiere, le opere furono condotte con lentezza o non furono completate. Nellambito dello stesso intervento, che si protrasse fino ai primi anni del XX secolo, fu abbassata la sede stradale fra la Chiesa di San Giovanni Battista e il liceo Galluppi, del quale fu anche modificata la facciata, fu adeguata via Cavour e furono realizzati numerosi interventi a ridosso di Palazzo Fazzari: prima acquisendo gli edifici fra la residenza e piazza Grimaldi che allepoca si chiamava piazza Mercanti, poi modificando lassetto urbanistico fra ledificio e piazza Matteotti e infine rendendo omogeneo il collegamento con Porta di Mare attraverso la modifica dellassetto di Palazzo Raffaelli allora Palazzo Ruggeri e del convento di San Rocco e un intervento di manutenzione sulla scalinata della chiesa di San Francesco. Gli ultimi lavori a essere completati furono quelli fra piazza Santa Caterina e San Rocchello, una zona nella quale numerosi proprietari si opposero allespropriazione, e la realizzazione dellIntendenza di Finanza.

                                     

1.2. Storia Il periodo fascista

Un nuovo piano di modifica fu stilato durante il Ventennio fascista: Marcello Piacentini, su incarico del podestà Larussa, progettò un intervento urbanistico che prevedeva la realizzazione della Casa del Fascio, di una galleria civica, di un teatro e di numerosi uffici e case. Lintervento, tuttavia, non fu portato a termine, come non fu completata la riqualificazione della zona fra piazza Prefettura, vico Preti, via Raffaelli e la Basilica dellImmacolata disposta nel 1939. Lunico edificio che vide la luce fu la sede dellIstituto Nazionale delle Assicurazioni.

                                     

1.3. Storia I bombardamenti del 1943 e la ripresa

Dopo i bombardamenti del 1943, che danneggiò pesantemente il centro storico, il consiglio comunale approvò un progetto di ricostruzione redatto da Francesco Armogida, varato il 17 dicembre 1947 e autorizzato nel 1948. Il piano, per quel che riguarda il centro storico, prevedeva il completamento dei lavori su Corso Mazzini progettati nel XIX secolo, con labbattimento degli edifici bombardati e larretramento di alcuni edifici, fra i quali Palazzo Mannella e Palazzo Susanna. Le opere furono completate nel 1975. Nel dopoguerra, inoltre, furono realizzati il Palazzo delle Poste e quello della Provincia. Nel 1970 crollò il muro di cinta del Complesso monumentale del San Giovanni.

                                     

1.4. Storia Il XXI secolo

Nel 1975 fu abbattuto Palazzo SerravallePalazzo Serravalle, non dopo una lunga discussione. Il Ministero dei Beni Culturali e diverse voci della cultura cittadina si erano opposti al progetto di demolizione dello storico edificio ritenendo più proficuo ristrutturare ledificio sottraendolo allo stato di abbandono in cui versava. Ma un incendio doloso del quale mai si trovarono gli autori, fece pendere la bilancia verso la decisione dellabbattimento. Attualmente al posto delledificio insistono i giardini Nicolas Green. Nel 2012, inoltre, è stata disposta la riqualificazione di piazza Matteotti, con la realizzazione di unarea verde battezzata "Giardino dei ciliegi". Lanno successivo è iniziata la ricostruzione del muro di cinta del Complesso monumentale del San Giovanni.