Indietro

ⓘ Catoblepismo




Catoblepismo
                                     

ⓘ Catoblepismo

Catoblepismo è un neologismo coniato nel 1962 dalla penna delleconomista e banchiere Raffaele Mattioli. Con questa parola intendeva riferirsi ai patologici rapporti di commistione che si erano creati in Italia, prima della crisi economica del 1930, tra il mondo dellindustria e il sistema creditizio ordinario; leffetto di tale intreccio era linstaurazione di un circolo vizioso, in cui il controllato controlla il controllore.

Il nome deriva dal mitico catoblepa, un animale fantastico descritto da Plinio il Vecchio e da Claudio Eliano.

Il termine è tornato in auge nel 2013 per luso fattone da Fabrizio Barca, economista ed esponente del Governo Monti, per esemplificare lanomalia nei rapporti intessuti dai partiti politici italiani con lapparato statale.

                                     

1. Rapporti patologici tra sistema industriale e sistema creditizio

La situazione a cui faceva riferimento Mattioli era caratterizzata da un intreccio perverso di interessi e poteri in cui il sistema bancario creditizio ordinario esercitava il controllo sul sistema industriale, mentre questultimo risultava determinante per la sopravvivenza dellaltro. Ladozione di un simile modello di sviluppo economico aveva manifestato una serie di degenerazioni negli Anni Venti del Novecento, quando si registrarono ripetuti salvataggi di imprese operati dal sistema bancario.

Questa forma di interventismo, affidata al sistema creditizio ordinario, aveva portato alla subordinazione degli interessi della platea dei depositanti alla rete patologica di cointeressi che permeava il sistema economico e legava il sistema dirigenziale bancario a quello industriale. Inoltre, aveva favorito la conservazione, ostacolando lemergere di una nuova classe imprenditoriale borghese, che fosse capace di operare una rottura negli schemi del tradizionale assetto industriale italiano.

Con il diffondersi degli effetti della grande depressione economica degli Anni Trenta, questa commistione di interessi tra le due separate sfere economiche aveva "portato sullorlo del fallimento larga parte del sistema finanziario" italiano.

                                     

2. Anomalia nei rapporti tra partiti politici italiani e Stato

Il termine è stato riutilizzato nellaprile 2013 da Fabrizio Barca, Ministro per la coesione territoriale del Governo Monti, in una memoria propositiva da lui elaborata sul tema del rinnovamento del Partito Democratico, a cui aveva da poco aderito, e del partitismo italiano in generale, quale base per rifondare lo Stato e instaurare su nuove basi il rapporto con i cittadini.

Il termine coniato da Mattioli è servito a Fabrizio Barca per stigmatizzare i rapporti patologici che legano il sistema dei partiti politici italiani allo Stato, in una situazione in cui, escludendo i cittadini, partiti Stato-centrici e macchina dello Stato arcaica ed élite che li governano vanno daccordo, sostenendosi reciprocamente e producendo un equilibrio perverso, di sottosviluppo ".

Secondo Barca, affinché i partiti possano "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale", in base alla funzione assegnata loro dalla Costituzione italiana, è necessario che essi rompano il legame perverso con lo Stato, per divenire rete materiale e immateriale di mobilitazione di conoscenze e di confronto pubblico, informato, acceso, ragionevole e aperto, di idee e soluzioni con cui incalzare lo Stato ".

In questo contesto, il riferimento di Barca al neologismo di Mattioli collega il dibattito sulla crisi dei mercati finanziari iniziata nel 2008 alle più recenti critiche della partitocrazia.