Indietro

ⓘ Domenico Carbone (generale)




Domenico Carbone (generale)
                                     

ⓘ Domenico Carbone (generale)

Domenico Carbone è stato un generale italiano, comandante del genio della III Armata del Regio esercito durante la prima guerra mondiale, tenente generale, ispettore generale del genio. Nominato, alla fine della guerra, cavaliere dellOrdine Militare di Savoia, nel 1920. Inventore della "granata Carbone". È ricordato con una sala presso il Museo del Genio a Roma. È a lui dedicata dal 6 maggio 1923 la Via Domenico Carbone in Villalvernia.

                                     

1.1. Biografia La carriera nellesercito

Di famiglia oriunda genovese, nacque a Reggio Calabria nel 1854, da Francesco e da Marianna Putorti, fu avviato giovanissimo alla carriera militare. Come i fratelli minori Demetrio Carbone e Vincenzo Carbone generale generali del Regio esercito e Leonardo Carbone generale medico della Regia marina fu allievo dellaccademia militare di Torino dal novembre 1872, dove divenne ufficiale nel 1875 con il grado di sottotenente del genio. Passò quindi alla Scuola dApplicazione dArtiglieria e Genio Torino dove frequentò brillantemente i Corsi, fu promosso tenente ed assegnato al 1° Regg.to Genio. Divenne insegnante di fortificazione alla scuola di applicazione di Modena. Fu decorato di medaglia dargento al Valor Civile, a Piacenza, avendo con la sua compagnia salvato diverse persone che stavano per annegare, durante uninondazione del Po. Nel 1882, in occasione delle" grandi manovre” fu alloggiato a Villalvernia ove conobbe la futura moglie che sposerà nel 1884 promosso capitano. Venne poi promosso maggiore a Torino nel 1894 e trasferito prima a Casale Monferrato e nel 1899 presso lIspettorato Generale del Genio in Roma. Da tenente colonnello venne trasferito a Roma presso il Ministero della Guerra Ufficio Difesa presso il Corpo di Stato Maggiore dove rimarrà per undici anni. Da colonnello ebbe gli incarichi di direttore dellofficina di costruzioni di Pavia e direttore del genio di Alessandria. Perse a Reggio Calabria ben quattro nipoti, figlie di un altro fratello Giuseppe e di Macrina Putorti, nel Terremoto di Messina del 1908. Nel 1911 venne promosso maggior generale, fu comandante del genio a Torino Eseguì ispezioni in Libia e al rientro in Italia, alle fortificazioni al confine con la Francia. Resse la carica di ispettore del genio.

                                     

1.2. Biografia Grande guerra

Si distinse durante le campagne del 1915 e del 1916, con il grado di tenente generale, come comandante del genio della III armata, comandata dal duca dAosta detto il duca invitto, e come comandante del genio di Verona I Armata. Al passaggio dellIsonzo 1917 per il suo eroico comportamento gli viene concessa la medaglia dargento al valor militare. Ottenne il riconoscimento di cavaliere dellordine militare di Savoia. Nel 1918 ebbe le attribuzioni di ispettore generale territoriale del genio. Nel 1919 fu collocato in P.A. Continuò a risiedenre a Roma presso il Palazzetto di Venezia, ove insieme alla moglie donna Marina Valerio, dama di palazzo di S.M. la Regina, godette di grande prestigio e considerazione presso la Corte. Le sue grandi capacità tecniche sono oggi ricordate, dagli esperti di genio militare, per lo più per aver ideato, fatto realizzare ed impiegare sistemi innovativi di combattimento, a supporto della strategia adottata dagli Alti Comandi militari durante la Grande guerra.

                                     

1.3. Biografia La granata Carbone

Il Generale Domenico Carbone, è ricordato come linventore della "granata Carbone", una delle prime a forma cilindrica, con maniglia antesignana del successivo ananas, adottata durante la Grande guerra sul finire del 1916 e dismessa nel 1918. Era un potente ordigno difensivo, poteva essere lanciata fino a 35 metri, il raggio delle sue schegge arrivava a 80/100 metri; il manico fungeva anche da gancio per appenderla alla cintura. Particolare la scritta "GRANATA CARBONE" ricavata per fusione sui fianco della granata.

La produzione di tali ordigni, fu perfezionata continuamente dal Generale Carbone, dando origine a tre serie continue sempre più perfezionate. I pochi esemplari oggi disponibili costituiscono una rarità per i collezionisti del settore.

Gli esemplari appartenenti alla prima serie di granata Carbone si riconoscono per limpugnatura sul tappo, detta anche "rovescia".

La seconda serie, ideata e prodotta in tre differenti varianti, si caratterizza per il posizionamento del manico sul corpo e del meccanismo di accensione, allesterno, sul tappo, protetto da un lamierino.

La terza serie rappresenta lultima produzione di granata Carbone, ulteriormente perfezionata allo scopo di migliorare la protezione dallumidità: fu realizzata ricavando la chiocciola con il sistema di accensione all interno del tappo.

Granata Carbone caratteristiche.



                                     

1.4. Biografia Gli ultimi anni

Si ritirò a Villalvernia, nella villa Carbone, proveniente dalla famiglia Valerio, avendo egli sposato la nobildonna Marina Valerio 1858 - 1959, di antica famiglia possidente localmente i cosiddetti "fundi valeriani" ed imparentata con il patriziato tortonese e genovese. Ebbe tre figli: 1) Adelina, 2) Maria sposata con il nobile cavaliere don Lorenzo Vaquer, già Regio Pretore di Villalvernia e successivamente Presidente della Suprema Corte di Cassazione, 3) Francesco sposato con la nobildonna Ninetta Corradi.

Morì nel 1923 e venne sepolto inizialmente accanto alla figlia donna Maria Vaquer, morta lanno precedente. Ora è sepolto nella cappella Carbone del cimitero di Villalvernia. La strada principale di Villalvernia ex S.S. dei Giovi fu dedicata proprio alla memoria del generale Domenico Carbone, il 6 maggio 1923, poco dopo la scomparsa avvenuta il 2 marzo precedente, onore assai raro, a dimostrazione di quanto fosse degno di stima e di altissima considerazione.

Un ritratto del generale Carbone è conservato nel Museo dellArma del Genio a Roma.

Anche gli utenti hanno cercato:

...
...
...