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ⓘ Clet Abraham




Clet Abraham
                                     

ⓘ Clet Abraham

Figlio dello scrittore Jean-Pierre Abraham, conclude gli studi allIstituto di Belle Arti di Rennes e si trasferisce a Roma dove lavora come restauratore di mobili antichi. Dopo un periodo trascorso nella provincia di Arezzo nel 2005 si trasferisce a Firenze, dove apre uno studio proprio.

Dedito principalmente alla pittura, si cimenta nella street art negli ultimi anni con opere che consistono nellapplicazione di stickers sui cartelli stradali ma anche con più imponenti interventi sullarredo urbano.

Inizialmente presenti solo nella città di Firenze e dintorni, le sue opere stanno riscuotendo ultimamente un notevole successo grazie al dibattito che hanno sollevato ed i suoi interventi sono oggi riscontrabili in numerose città europee ed alcune extraeuropee.

                                     

1. Street art

Il suo interesse è attualmente focalizzato sulla realizzazione dinterventi urbani Street art. A Firenze, Bologna, Roma, Torino, Milano, Napoli, Lucca, Palermo, Genova, Terni, Londra, Valencia, Sassari, Perugia, Douarnenez, Quimper, Audierne, Parigi, Prato, Livorno, Parma, Pistoia, Cascina e Dicomano ha applicato degli sticker sui cartelli della segnaletica stradale, rispettandone sempre la leggibilità, ma trasformandoli in simpatiche opere darte. Le sue operazioni hanno posto numerosi interrogativi per il loro contenuto, a volte provocatorio. Il Cristo crocifisso applicato sul cartello del "vicolo cieco", in particolare in Italia, è stato giudicato in un primo momento blasfemo. Ecco come lautore motiva il senso delle sue azioni: Siamo sempre più invasi dalla segnaletica; lo spazio urbano fornisce una quantità di messaggi basilari e unilaterali, certamente utili, ma per me senza personalità. Vorrei che allunilateralità del messaggio venisse sostituito il concetto di reversibilità: si aggiunge un nuovo significato alla prima, portando altri livelli di lettura.

Nel mese di ottobre 2010, con lintento di invitare listituzione culturale fiorentina a supportare il suo sguardo sulla realtà artistica contemporanea, viene installato un autoritratto in una delle sale della collezione Loeser di Palazzo Vecchio, a pochi centimetri da unopera di Pontormo.

                                     

2. Street art o Art Public?

Il suo più clamoroso intervento urbano ha avuto luogo nella notte del 19-20 gennaio 2011. Mentre nello Studiolo di Francesco I, veniva accolto il teschio di diamanti di Damien Hirst, Clet installava su di uno sperone del Ponte alle Grazie il suo tipico "piccolo uomo nero", cioè luomo comune, con un piede sul ponte ancorato al ponte e laltro lanciato nel vuoto. Il motivo è stato quello di fornire unalternativa popolare al cranio della pop star del brit-arte del valore di 100 milioni di euro, cosicché anche gli "uomini comuni" potessero beneficiare dellarte.

Per il critico italiano Francesco Bonami, organizzatore dellesposizione Hirst a Palazzo Vecchio, questa scultura che corre nel vuoto sarebbe la perfetta rappresentazione della caduta e della stagnazione culturale in Toscana. Di tutta risposta, il comune di Signa ha commissionato a Clet linstallazione della scultura, collocando la stessa sulle acque del Parco dei Renai.