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ⓘ Inessa




Inessa
                                     

ⓘ Inessa

La città è citata da Diodoro Siculo, come destinazione scelta da Ducezio per lesilio dei coloni siracusani che avevano abitato Aitna, lodierna Catania, che prima della conquista da parte di Gerone I V secolo a.C. era denominata Katane. Dopo lesilio dei siracusani, Aitna riprese il nome di Katane, mentre Inessa fu ribattezzata come Aitna, anche se spesso venne citata ancora con il vecchio nome fino allepoca imperiale è citata nellItinerario antonino e nella Tavola Peutingeriana.

Durante la guerra del Peloponneso Inessa era alleata degli Spartani e nel 425 a.C. fu teatro di una battaglia tra i siracusani che ne occupavano lacropoli e gli ateniesi. Gli ateniesi, comandati da Lachete, e i loro alleati sicelioti nassi e leontini e siculi non riuscirono ad espugnarla. Nella ritirata furono attaccati dai siracusani che inflissero loro gravi perdite.

Marco Tullio Cicerone scrive di Inessa nelle Verrine, citando lepisodio del furto di una statua molto preziosa perpetrato da Gaio Verre a danno degli abitanti di questa città.

                                     

1. Localizzazione

La localizzazione dellantica Inessa è incerta. Tucidide la localizza tra Centuripe ed una non meglio precisata Ibla. Altre fonti antiche indicano la collocazione della città a metà strada tra Catania e Centuripe o addirittura tra Catania e Termini Imerese.

LItinerario antonino la pone a 12 millia passuum circa 17.7 km da Catania e a 18 da Centuripe circa 26.6 km. Strabone, nella sua Geografia, la colloca invece a 80 stadii da Catania circa 14.8 km. Secondo alcuni la sede sarebbe probabilmente da localizzare nei territori degli attuali comuni di Santa Maria di Licodia e Paternò, forse sul Poggio Cocola contrada Poira, presso il corso del fiume Simeto. La proposta di ubicazione nellattuale località Civita, tra Paternò e Santa Maria di Licodia, è stata smentita dagli scavi compiuti dagli anni cinquanta del XX secolo.

Una proposta di identificazione in contrada Poira, sulla sponda destra del Simeto, a metà strada tra Paternò e Centuripe, sarebbe in grado di riconciliare le fonti antiche e, in particolare, la Tabula Peutingeriana e lItinerarium Antonini.

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