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ⓘ Mario Monicelli




Mario Monicelli
                                     

ⓘ Mario Monicelli

Mario Monicelli è stato un regista, sceneggiatore e scrittore italiano.

Monicelli è stato uno dei più celebri registi italiani della sua epoca. Insieme a Dino Risi e Luigi Comencini, fu uno dei massimi esponenti della commedia allitaliana, che ha contribuito a rendere nota anche allestero con film come Guardie e ladri, I soliti ignoti, La grande guerra, Larmata Brancaleone, Amici miei, Il marchese del Grillo.

Candidato per due volte al Premio Oscar, nonché vincitore di numerosi premi cinematografici, nel 1991 ha ricevuto il Leone doro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.

                                     

1.1. Biografia Le origini

Mario Monicelli nacque a Roma il 16 maggio del 1915 da una famiglia originaria di Ostiglia in provincia di Mantova. Per lungo tempo, si è ritenuto che fosse Viareggio la sua città natale, finché il critico cinematografico Stefano Della Casa, compiendo delle ricerche per la stesura del volume Larmata Brancaleone - Quando la commedia riscrive la storia e per il Dizionario Biografico Treccani, riportò alla luce il fatto di come Monicelli fosse, in realtà, nato a Roma, più precisamente nel quartiere di Prati. Sempre secondo Della Casa, pare che Monicelli stesso alimentasse lequivoco per una sorta di forte affezione verso la città toscana. Il luogo di nascita di Monicelli è stato confermato da Luca Lunardini, sindaco di Viareggio, che ha dichiarato in proposito: È vero: Mario Monicelli non è nato fisicamente a Viareggio, non risulta iscritto alla nostra anagrafe ", aggiungendo come Da un punto di vista fisico, materiale, Monicelli non nacque a Viareggio ma a Roma; ma amava talmente tanto Viareggio che considerava questa città il luogo in cui era nata la sua anima, quindi lui stesso. E perciò elesse Viareggio a sua città natale, come riportano tutte le enciclopedie le biografie sulla base della testimonianza diretta raccontata dallinteressato ". Unulteriore conferma è arrivata da Chiara Rapaccini, ultima compagna del regista, che ha confermato in unintervista come il tutto non fosse una beffa intenzionale di Mario, più semplicemente qualcuno, allinizio, aveva scritto che era di Viareggio e lui si è divertito a lasciar correre, anche perché il suo rapporto con Viareggio era fortissimo ", aggiungendo che Roma, come corretto luogo di nascita del regista, fosse riportato anche sul suo passaporto.

Suo padre, Tomaso Monicelli, era un giornalista, direttore del Resto del Carlino e dell Avanti!, nonché critico teatrale e drammaturgo, mentre sua madre era Maria Carreri, una donna molto intelligente sebbene di pochi studi. Suo fratello Giorgio fu un traduttore ed editore, mentre il fratello Furio 1922-2011 fu uno scrittore, il quale raggiunse un buon successo allepoca con il romanzo Il gesuita perfetto. Monicelli era inoltre imparentato con la famiglia Mondadori: la sorella del padre, difatti, era la moglie di Arnoldo Mondadori e lo stesso Monicelli racconta di essere stato per molti anni buon amico di Alberto e Giorgio Mondadori.

Monicelli trascorre la sua infanzia nella capitale, dove frequenta le scuole elementari. Successivamente, si trasferisce con la famiglia a Viareggio, dove frequenta le medie, il ginnasio e due anni di liceo; si stabilisce poi a Milano, dove finisce la terza liceo ed inizia gli studi universitari. Nel capoluogo lombardo, Monicelli frequenta Riccardo Freda, Remo Cantoni, Alberto Lattuada, Alberto Mondadori e Vittorio Sereni; insieme fondarono, con lappoggio delleditore Mondadori, il giornale Camminare, in cui Monicelli si occupava di critica cinematografica. Monicelli raccontò di come, nelle sue critiche, si accanisse molto sui film italiani, mentre, di contro, esaltasse i film americani e francesi, che amava molto, affermando che forse lo faceva per una sua velata forma di antifascismo. Camminare non durò molto poiché il ministero della Cultura Popolare lo soppresse perché considerato di sinistra.

In seguito, Monicelli fa ritorno in Toscana, dove ultima gli studi universitari - presso la facoltà di Lettere e filosofia - a Pisa. Interessato al mondo della celluloide, Monicelli rimandò continuamente il momento di laurearsi fino alla chiamata alle armi, appena dopo la quale fu laureato poiché come lo stesso Monicelli afferma bastava presentarsi alla laurea vestiti da militari e non occorreva né tesi né altro E, soprattutto, a constatare, quando poi lo rivedevo in proiezione, che quello che mettevo in scena ogni giorno non corrispondeva se non in minimissima parte alle mie aspettative ". Nel frattempo è anche il segretario dellattrice spagnola María Mercader, futura moglie di Vittorio De Sica. Nel libro dedicato a Mario Monicelli dalla fondazione Pesaro Nuovo Cinema Onlus, si afferma nella biografia del regista che dopo la laurea conseguita a Pisa nel 1941, Monicelli viene inviato lanno seguente a Napoli per essere imbarcato per lAfrica; Monicelli riesce però a rimandare limbarco finché l8 settembre non getta luniforme e scappa a Roma, dove rimane nascosto.

Nellopera semi-autobiografica Larte della commedia, Monicelli racconta che rimase nellesercito arruolato nella cavalleria dal 1940 al 1943 cercando di evitare il trasferimento, temendo di essere inviato prima in Russia poi in Africa, finché lesercito non si disfece; a quel punto scappò a Roma. Rimane nascosto nella capitale fino allestate del 1944. A Roma frequenta lOsteria Fratelli Menghi, noto punto di ritrovo per pittori, registi, sceneggiatori, scrittori e poeti tra gli anni quaranta e settanta.

                                     

1.2. Biografia Lesordio ufficiale: il lavoro in proprio e i successi

Nel 1945 Monicelli è aiuto-regista nel primo film di Pietro Germi: Il testimone. In Larte della commedia, Monicelli racconta che tra lui e Germi si instaurò un profondo legame; egli afferma: Credo di essere stato uno dei pochissimi amici con cui aveva davvero confidenza ". Ad esempio di questo legame Monicelli racconta di due episodi. Quando Germi entrò in un periodo di crisi dopo la morte della moglie, chiamò Monicelli per dirigere il film che stava preparando Signore & signori, del 1966, dicendogli che lui non poteva più dirigerlo; a Monicelli piacque molto il film, ma comunque si rifiutò e incoraggiò Germi a fare il suo film. Laltro esempio è quando Germi, impossibilitato a fare Amici miei per problemi di salute, chiamò Monicelli per dirigerlo.

Nel 1946 Monicelli fu scelto, insieme a Steno, da Riccardo Freda per realizzare la sceneggiatura di Aquila nera. Il film ebbe molto successo e la coppia Monicelli-Steno fu chiamata per scrivere alcune gag e battute per il film Come persi la guerra, di Carlo Borghesio, e prodotto da Luigi Rovere; da quel film, Monicelli e Steno formarono una coppia di sceneggiatori. La collaborazione con Steno, che durerà fino al periodo tra 1952 e 1953, produrrà alcune delle commedie più interessanti del dopoguerra; tra queste vi è Guardie e ladri, film del 1951 con Totò premiato al Festival di Cannes con il premio alla miglior sceneggiatura. In Larte della commedia, Monicelli afferma che il sodalizio tra i due si interruppe esattamente durante la realizzazione dei film Le infedeli e Totò le donne. Entrambi i film dovevano essere sceneggiati e girati a quattro mani da Steno e Monicelli, ma in realtà questultimo si occupò solamente de Le infedeli poiché, come racconta, si era stancato di fare solo film comici; Steno si occupò invece di Totò le donne. Tutto questo avvenne senza che i produttori lo venissero a sapere perché altrimenti, racconta Monicelli, non avrebbero dato fiducia alla coppia di registi.

Fu sceneggiatore, insieme a Federico Fellini, anche per film di Pietro Germi: In nome della legge scritto con Pinelli, Germi e Giuseppe Mangione. Nel 1957 Monicelli vince il premio al miglior regista del Festival di Berlino con Padri e figli. Il film considerato lo "spartiacque" nella carriera di Monicelli è I soliti ignoti, del 1958, il quale segna lavvio verso la cosiddetta "commedia allitaliana". Lanno dopo è la volta di La grande guerra, che vince un Leone doro ad ex aequo con Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini ed ottiene una nomination allOscar al miglior film straniero. Nel 1963 Monicelli è autore del film I compagni, il quale varrà la seconda nomination ad un premio Oscar, quello alla migliore sceneggiatura originale. I soliti ignoti, La grande guerra ed I compagni sono tra i capolavori del regista viareggino.

I soliti ignoti, del quale Monicelli è anche sceneggiatore assieme ad Age e Scarpelli e a Suso Cecchi DAmico, rovescia per la prima volta la dialettica di Guardie e ladri con la quale lo stesso Monicelli insieme a Steno che lo affiancò alla regia aveva impostato fin dal 1951 la rappresentazione del rapporto tra autorità e libertà, tra giustizia togata e semplice sopravvivenza delle classi più umili. Quattro anni dopo, Monicelli inverte i ruoli: in Totò e Carolina 1955 lo straordinario attore napoletano non è più un ladruncolo ma un poliziotto, e la censura dellepoca non prende affatto bene lironia intorno alle forze dellordine: il film subisce pesanti e talvolta inspiegabili tagli, e benché in tempi recenti ne sia stata restaurata la copia originale, continua a essere trasmesso nella versione "epurata" e inquinata da un demenziale titolo di testa imposto dalla censura di allora, francamente insultante anche solo nei confronti del livello attoriale di Totò.

Così con I soliti ignoti Monicelli abbandona la dialettica antagonista tra tutori e trasgressori della legge, rappresentando esclusivamente il lato mite, confusionario e frustrato di un manipolo di aspiranti ladri votati allinsuccesso. La grande guerra, lontano dagli stereotipi classici della commedia, svaria notevolmente da un estremo allaltro del registro tragicomico affrontando un argomento doloroso e complesso come la tragedia della Prima guerra mondiale, ed è impreziosito dalle memorabili interpretazioni di Alberto Sordi e Vittorio Gassman. I compagni, film sulla storia del sindacalismo e, ancor prima, sulla fratellanza tra operai delle fabbriche, è poco noto al grande pubblico ma molto apprezzato dalla critica con Marcello Mastroianni, Renato Salvatori e Annie Girardot.

Negli anni sessanta Monicelli si dedica anche a film a episodi: Boccaccio 70 del 1962, Alta infedeltà del 1964 e Capriccio allitaliana del 1968. Ne Larmata Brancaleone 1966 e, con minor efficacia, nel seguito intitolato Brancaleone alle crociate 1969, Monicelli mette in scena un singolare Medioevo tragicomico, costellato dalluso di uninedita lingua maccheronica divenuta memorabile nel cinema italiano. Il film del 1966 viene anche selezionato per il festival di Cannes.

Nel 1973 il film Vogliamo i colonnelli è selezionato per il festival di Cannes. Tra gli altri film di rilievo occorre ricordare La ragazza con la pistola, terza nomination allOscar 1968, Romanzo popolare 1974 e i primi due capitoli della trilogia di Amici miei 1975, 1982 - quello conclusivo 1985 verrà infatti diretto da Nanni Loy. Caro Michele vale per Monicelli lOrso dargento al festival di Berlino nel 1976.

Il film successivo, girato nel pieno degli anni di piombo, ne esprime il dramma ispirandosi a unopera dello scrittore Vincenzo Cerami: Un borghese piccolo 1977 è unopera interamente e profondamente drammatica, estranea alle suggestioni tragicomiche delle opere precedenti e successive Il marchese del Grillo, 1981, che pure si avvale di unottima interpretazione dello stesso Sordi. La sua regia nel Il marchese del Grillo gli fa vincere lOrso dargento al festival di Berlino del 1982. Negli anni ottanta e novanta, lo sguardo del regista cambia ancora: dal maschilismo di Amici miei si passa allesaltazione della donna contenuta nellopera Speriamo che sia femmina 1985, con cui torna a ricevere ampi consensi di critica e pubblico. Il successivo Parenti serpenti 1991 presenta nuovamente una caustica rappresentazione del modello familiare attraverso la problematicità dei rapporti tra generazioni, culminante in un finale addirittura tragico e scioccante. Nel 1994 esce nelle sale il grottesco Cari fottutissimi amici, che vede come protagonista lattore genovese Paolo Villaggio. La pellicola, presentata al Festival di Berlino nello stesso anno, si aggiudica un Orso dargento, nella sezione menzione speciale.

Monicelli si dedica anche al teatro, sia in prosa che lirico, con alcune felici produzioni, soprattutto negli anni ottanta. Per la televisione produce il cortometraggio Conoscete veramente Mangiafoco? 1981, con Vittorio Gassman, La moglie ingenua e il marito malato 1989 e Come quando fuori piove 2000, mentre come documentario Un amico magico: il maestro Nino Rota 1999 e vari collettivi. Mario Monicelli si è anche occasionalmente prestato a qualche cameo attoriale, dando anche la voce al nonno di Leonardo Pieraccioni ne Il ciclone 1996.

È da considerarsi probabilmente il regista che meglio di tutti ha interpretato lo stile e i contenuti del genere della Commedia allitaliana. Il suo attore di riferimento è stato Alberto Sordi, da lui trasformato in attore drammatico in La grande guerra e Un borghese piccolo piccolo, ma ha anche avuto il merito di scoprire le grandi capacità comiche di due attori nati artisticamente come drammatici: Vittorio Gassman nei Soliti ignoti e Monica Vitti nella Ragazza con la pistola. Il sorriso amaro che accompagna sempre le vicende narrate, lironia con cui ama tratteggiare le storie di simpatici perdenti, caratterizzano da sempre la sua opera. Forse non è un caso che molti critici considerino I soliti ignoti il primo vero film della commedia allitaliana, e Un borghese piccolo lopera che, con la sua drammaticità, chiude idealmente questo genere cinematografico.

Con lavanzare delletà la sua attività è gradualmente diminuita ma non si è mai fermata, grazie ad una forma fisica e mentale sempre buona. A dimostrazione di questo, a 91 anni è tornato al cinema con un nuovo film, Le rose del deserto 2006. In occasione della sua uscita ha confidato, in unintervista a Gigi Marzullo, di non aver alcuna paura della morte, ma di temere moltissimo il momento in cui smetterà di lavorare, perché si annoierebbe moltissimo. In unintervista del 2008 ha dichiarato di aver abbandonato definitivamente lattività registica con il cortometraggio documentaristico Vicino al Colosseo. cè Monti. Nonostante ciò nel 2010 realizza La nuova armata Brancaleone, un cortometraggio di protesta contro i tagli alla cultura e allistruzione di questo governo, con la collaborazione del compositore Stefano Lentini, di Mimmo Calopresti in veste di sceneggiatore e di Renzo Rossellini come produttore. Il corto è stato presentato durante lOpen Day alla scuola CineTv Rossellini di Roma il 3 giugno 2010, dove sono stati presenti diversi giornalisti e politici, e oltre ai professori e ai ragazzi vi ha partecipato anche lo stesso Monicelli. Nello stesso anno ha inoltre preso parte alla realizzazione del cortometraggio Lultima zingarata, omaggio al suo Amici miei, in cui reinterpreta il ruolo del professor Sassaroli.

A partire dal 2009 il Bif&st di Bari assegna un Premio intitolato a Mario Monicelli per la migliore regia tra i film del festival.

                                     

1.3. Biografia Vita privata

Tra gli avvenimenti che hanno segnato di più la sua vita cè senzaltro il suicidio del padre, Tomaso Monicelli, noto giornalista e scrittore antifascista, avvenuto nel 1946. A tal riguardo ha detto:

Il 19 aprile 1988, poco dopo la fine delle riprese de I picari, Mario Monicelli ha un grave incidente stradale nei pressi di Bracciano. Il regista subisce la frattura di entrambi i femori, del bacino, degli avambracci e delle costole, ed è costretto a interrompere le sue attività per diversi mesi.

La sua ultima compagna è stata Chiara Rapaccini. Quando si sono conosciuti lui aveva 59 anni e lei 19. Hanno avuto una figlia, Rosa, quando lei ne aveva 34 e lui 74. Nel 2007 dichiarava di vivere da solo, di non sentire la lontananza di figli e nipoti pur avendoli, di essere da qualche anno un elettore di Rifondazione Comunista e di avere pianto lultima volta alla morte del padre; mentre in unintervista svelava, in particolare, il motivo per cui viveva da solo a 92 anni:

Il 5 dicembre 2009 parla dal palco del No Berlusconi Day e di fronte ad una piazza gremita pronuncia parole molto dure contro il governo e lintera classe dirigente. Il 27 febbraio 2010 interviene ancora una volta a sorpresa durante la manifestazione organizzata dal Popolo Viola contro il Legittimo impedimento. Il 25 marzo 2010 partecipa allevento Raiperunanotte con unintervista, nella quale assume posizioni molto critiche e cupe nei confronti della società odierna:

Mario Monicelli, dopo essere lungamente stato socialista, fino a prima dellelezione di Bettino Craxi a segretario, negli ultimi anni si dichiarava sostenitore di Rifondazione Comunista. Monicelli era ateo.



                                     

1.4. Biografia La morte

Ormai minato da un cancro alla prostata in fase terminale, la sera del 29 novembre 2010 verso le ore 21, Monicelli, a 95 anni, decide di togliersi la vita gettandosi nel vuoto dalla finestra della stanza che occupava nel reparto di urologia, al quinto piano dellOspedale San Giovanni Addolorata, dove era ricoverato. Dopo le commemorazioni civili tenutesi nella sua casa romana al Rione Monti e presso la Casa del cinema, il suo corpo è stato cremato. Nel 2013 il cantautore toscano Appino, frontman degli Zen Circus, ha dedicato a Mario Monicelli il brano Il testamento, con particolare riferimento allepisodio della morte del regista.

                                     

2.1. Riconoscimenti Premi cinematografici

  • Mostra del Cinema di Venezia
  • 1991: Leone doro alla carriera
  • 1935 1º premio sezione passo ridotto - I ragazzi di via Pal
  • 1959: Leone doro al miglior film - La grande guerra
  • 1985: Premio Pietro Bianchi
  • 1976: miglior regista - Caro Michele
  • 1982: miglior regista - Il marchese del Grillo
  • 1957: miglior regista - Padri e figli
  • 1994: menzione speciale - Cari fottutissimi amici
  • Festival di Berlino
  • 1986: miglior film - Speriamo che sia femmina
  • David di Donatello
  • 1976: miglior regista - Amici miei
  • 1986: miglior sceneggiatura - Speriamo che sia femmina
  • 1990: miglior regista - Il male oscuro
  • 1977: miglior regista - Un borghese piccolo
  • 2005: David speciale
  • 1986: miglior regista - Speriamo che sia femmina
  • 1959: migliore sceneggiatura - I soliti ignoti
  • Nastri dargento
  • 1986: regista del miglior film - Speriamo che sia femmina
  • 1977: migliore sceneggiatura - Un borghese piccolo
  • 1982: migliore sceneggiatura - Il marchese del Grillo
  • 1986: migliore sceneggiatura - Speriamo che sia femmina
  • 1965: Nomination allOscar alla migliore sceneggiatura originale - I compagni con Age & Scarpelli
  • Premio Oscar
  • 1966: Nomination allOscar alla migliore sceneggiatura originale – Casanova 70
  • Festival internazionale del cinema di San Sebastián
  • 1965: Miglior regista - Casanova 70
  • TraniFilmFestival
  • 2002: premio cinematografico" Stupor Mundi” riconoscimento alla carriera ispirato alla figura di Federico II di Svevia.
  • Festival Europa Cinema di Viareggio
  • 2005: premio Fellini 8½ Platinum Award for Cinematic Excellence
  • 2009: Alabarda doro alla carriera.
  • Premio "Città di Trieste"
  • 1979: Un borghese piccolo piccolo, Premio Internazionale Cinema Narrativa - tratto dallomonimo romanzo di Vincenzo Cerami.
  • Efebo doro
                                     

3. Filmografia

Cortometraggi

  • La nuova armata Brancaleone 2010 - cortometraggio, solo credito

Televisione

  • La moglie ingenua e il marito malato 1989
  • Come quando fuori piove 2000 anche sceneggiatore

Altre partecipazioni

  • Il ciclone, regia di Leonardo Pieraccioni 1996 recitazione come sola voce di nonno Gino
                                     

3.1. Filmografia Lungometraggi a episodi

  • Le coppie 1970 - episodio Il frigorifero
  • Le fate 1966 - episodio Fata Armenia
  • I nuovi mostri 1977 - episodi Autostop e First Aid
  • Alta infedeltà 1964 - episodio Gente moderna
  • Capriccio allitaliana 1968 - episodio La bambinaia
  • I corti italiani 1997 - episodio Topi di appartamento
  • Esercizi di stile 1996 - episodio Idillio edile
  • Boccaccio 70 1962 - episodio Renzo e Luciana
                                     

3.2. Filmografia Cortometraggi

  • La nuova armata Brancaleone 2010 - cortometraggio, solo credito
                                     

3.3. Filmografia Televisione

  • La moglie ingenua e il marito malato 1989
  • Come quando fuori piove 2000 anche sceneggiatore
                                     

3.4. Filmografia Attore

  • SoloMetro, regia di Marco Cucurnia 2007
  • La vera vita di Antonio H., regia Enzo Monteleone 1994
  • Lultima zingarata, regia di Federico Micali e Yuri Parrettini 2010
  • Nanà, regia di Giuseppe Varlotta 2004
  • Qui finisce lItalia, regia di Gilles Coton 2010
  • Sotto il sole della Toscana Under the Tuscan Sun, regia di Audrey Wells 2003
  • Sono fotogenico, regia di Dino Risi 1980
  • Rue du Pied de Grue, regia di Jean-Jacques Grand-Jouan 1979
                                     

3.5. Filmografia Altre partecipazioni

  • Il ciclone, regia di Leonardo Pieraccioni 1996 recitazione come sola voce di nonno Gino
                                     

4. Libri e sceneggiature edite

  • Alberto Pallotta a cura di, I soliti ignoti, sceneggiatura originale di Age & Scarpelli, Suso Cecchi DAmico, Mario Monicelli, Un mondo a parte, 2002.
  • Prefazione a Roberto Gramiccia, Fragili eroi. Ritratti dartista, Roma, DeriveApprodi, 2009. ISBN 978-88-89969-87-8
  • Larmata Brancaleone, con Furio Scarpelli, Roma, Gallucci, 2005. ISBN 88-88716-38-6
  • Intervento in Emiliano Morreale, con Dario Zonta a cura di, Cinema vivo. Quindici registi a confronto, Roma, Edizioni dellAsino, 2009. ISBN 978-88-6357-008-3
  • Romanzo popolare, con Age e Scarpelli, Milano, Bompiani, 1974.
  • Cinema italiano. Ma cosè questa crisi?, Roma-Bari, Laterza, 1979.
  • Capelli lunghi. Storia e immagini di un film mai nato, con Massimo Bonfatti e Franco Giubilei, Reggio Emilia, Aliberti, 2008. ISBN 978-88-7424-358-7
  • Lorenzo Codelli a cura di, Larte della commedia, Bari, Edizioni Dedalo, 1986, ISBN 88-220-4520-3.
  • Prefazione a Antonio Maraldi a cura di, Fotografi di scena del cinema italiano. Divo Cavicchioli, Cesena, Il ponte vecchio, 2000.
  • Brancaleone alle crociate. Sceneggiatura originale dellomonimo film di Mario Monicelli, con Age e Scarpelli, Mantova, Provincia di Mantova-Casa del Mantegna-Circolo del cinema di Mantova, 1989.
  • La grande guerra, Bologna, Cappelli, 1979.
  • Prefazione a Nicola Bultrini, con Antonio Tentori, Il cinema della grande guerra, Chiari, Nordpress, 2008. ISBN 978-88-95774-05-3
  • Autoritratto, Firenze, Polistampa, 2002. ISBN 88-8304-500-9
  • Il romanzo di Brancaleone, con Age e Scarpelli, Milano, Longanesi, 1984.
  • Prefazione a Francesca Bianchi, con Luigi Puccini, Dizionario del cinema per ragazzi, Pisa, ETS, 2003. ISBN 88-467-0708-7
  • Presentazione di Aldo Belli, I colori della memoria, Lucca, Pacini Fazzi, 1994.