Indietro

ⓘ Anello di Einstein




Anello di Einstein
                                     

ⓘ Anello di Einstein

In astronomia, un anello di Einstein è la deformazione della luce proveniente da una sorgente in un anello attraverso leffetto lente gravitazionale sulla luce della sorgente dovuta ad un oggetto con una massa estremamente grande. Questo si verifica quando la sorgente, la lente e losservatore sono allineati. Il primo anello di Einstein completo, chiamato B1938+666, è stato scoperto dalla collaborazione di un team di astronomi dellUniversità di Manchester e dal telescopio Hubble nel 1998.

                                     

1. Introduzione

Le lenti gravitazionali sono previste dalla teoria della relatività di Einstein. Invece che viaggiare in linea retta in tre dimensioni la luce proveniente da una sorgente è curvata dalla presenza di un corpo massiccio che distorce lo spaziotempo. Un anello di Einstein è un caso particolare di lente gravitazionale causato dallesatto allineamento della sorgente, della lente e dellosservatore. Il risultato è una perfetta simmetria intorno alla lente, che risulta in una struttura simile ad un anello.

La dimensione di un anello di Einstein è data dal raggio di Einstein. In radianti è

θ E = 4 G M c 2 d L S d L d S, {\displaystyle \theta _{E}={\sqrt in generale.
                                     

2. Storia

La curvatura della luce a causa di un corpo massiccio era stata predetta da Einstein nel 1912, pochi anni prima della pubblicazione della teoria della relatività generale nel 1916. Lanello fu menzionato la prima volta in una rivista accademica da Orest Chwolson nel 1924. Einstein ribadì questo concetto nel 1936 in una pubblicazione, spinto da una lettera di un ingegnere ceco, R.W.Mandl, ma affermò

In questa affermazione β è il raggio di Einstein, qui indicato con θ E {\displaystyle \theta _{E}}. Comunque Einstein considerava solo la possibilità di osservare un anello prodotto da una stella, che è bassa; mentre la possibilità di osservare quelli prodotti da lenti gravitazionali più grandi come galassie o buchi neri è maggiore poiché la dimensione angolare dellanello di Einstein aumenta con la massa della lente gravitazionale.

                                     

3. Anelli di Einstein noti

Centinaia di lenti gravitazionali sono attualmente note. Circa mezza dozzina di queste sono anelli di Einstein parziali con diametri fino ad un arcosecondo, sebbene si possa avere un perfetto anello di Einstein anche se la distribuzione delle masse della lente non è perfettamente assialsimmetrica o la sorgente, la lente e losservatore non sono perfettamente allineati. La maggior parte degli anelli sono stati scoperti nello spettro radio. Il primo anello di Einstein è stato scoperto nel 1998 osservando la sorgente radio MG1131+0456 grazie al Very Large Array. Il primo anello completo ad essere scoperto è stato B1938+666 che fu scoperto nel 1998 grazie ad una ricerca fatta con il telescopio Hubble di una lente gravitazionale rilevata con il radioelescopio MERLIN.

                                     

4. Anelli extra

Grazie al telescopio Hubble, un anello doppio è stato scoperto da Raphael Gavazzi dello Space Telescope Science Institute e Tommaso Treu dellUniversità della California. Questo è generato dalla luce proveniente da tre galassie distanti 3, 6 e 11 miliardi di anni luce. Questi anelli aiutano a comprendere la distribuzione della materia oscura, dellenergia oscura, la natura delle galassie lontane e la curvatura delluniverso. La probabilità di trovare un anello doppio è 1 su 10000. La classificazione di 50 doppi anelli fornirebbe agli astronomi una più accurata misura del contenuto di materia oscura nelluniverso e lequazione di stato dellenergia oscura entro una precisione del 10 percento.

                                     

4.1. Anelli extra Una simulazione

Sulla destra è visibile una simulazione che raffigura una zoomata su un buco nero di Schwarzschild davanti alla Via Lattea. Il primo anello di Einstein corrisponde alla regione più distorta dellimmagine ed è chiaramente raffigurato dal disco galattico. Lo zoom rivela poi una serie di 4 anelli extra, sempre più sottili e vicini al buco nero. Questi sono chiaramente visibili attraverso le immagini multiple del disco galattico. Gli anelli dispari corrispondono ai punti che sono dietro al buco nero dalla posizione dellosservatore, e corrispondono qui alla regione giallo brillante del disco galattico vicino al centro galattico, mentre gli anelli pari corrispondono a immagini di oggetti che sono dietro losservatore, che appaiono più blu poiché la corrispondente parte del disco galattico è qui più sottile e quindi meno brillante.