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ⓘ Aleksandr Petrovič Bazilevskij




Aleksandr Petrovič Bazilevskij
                                     

ⓘ Aleksandr Petrovič Bazilevskij

Aleksandr Petrovič Bazilevskij, noto anche come Alexandre Basilewsky, è stato un diplomatico e collezionista darte russo.

                                     

1. Biografia

Nato in Ucraina da una nobile famiglia di proprietari terrieri e ufficiali dellesercito russo, varie leggende narrano lorigine della ricchezza dei suoi antenati. Avviato dal padre Petr Andreevič agli studi diplomatici, frequenta con profitto lUniversità di Mosca e viene presto assunto nella cancelleria di Stato.

Divenuto funzionario del ministero degli affari esteri nel 1860, è assegnato allambasciata russa di Vienna, dove si trasferisce con la moglie Olga Bachmetevaja. Vari incarichi nellamata Firenze gli permettono quindi di seguire, con grande interesse e coinvolgimento, le vicende politiche che seguono lallontanamento del granduca Leopoldo II e la nascita della nuova nazione. In visita a Torino allArmeria Reale e al museo civico, Pavia, Milano e Bologna in compagnia dellamico fraterno Alfred Darcel, futuro direttore del musée de Cluny, Bazilevskij ha una particolare passione per la capitale toscana. Fin dal 1859 Olga è iscritta regolarmente alla biblioteca del gabinetto Viesseux e il marito frequenta nei quattro anni successivi il Jockey club, nato come circolo per le corse di cavalli e divenuto celebre per il grande ballo di carnevale organizzato a febbraio.

Bazilevskij si stabilisce infine a Parigi, città alla quale rimane legato per tutta la vita e dove già dalla metà degli anni Cinquanta vive il padre. Dimora inizialmente al 25 di rue du Fauburg Saint-Honoré ma ben presto si fa costruire sullavenue du Trocadéro un lussuoso palazzo, noto poi come Hôtel Basilewsky. Nella più discreta abitazione di rue Blanche n. 49, dove si trasferisce nel 1870, dà forma allinteresse per larte coltivato sin da giovane: allestisce una vera e propria casa-museo e vi espone la collezione che sta plasmando da circa un decennio.

                                     

2. La collezione Bazilevskij

La vicenda collezionistica che lo porta in breve tempo a essere conosciuto nel milieu parigino come "le roi des collectionneurs" il re dei collezionisti deve avviarsi nel giugno 1860, con la partecipazione allasta della collezione di Louis Fould. Ne ricava una dozzina di oggetti, tra cui un trittico con placchette duecentesche in smalto di Limoges e una cassetta reliquiario con la Natività e la Fuga in Egitto, del medesimo ambito.

Alla vendita del suo amico principe Petr Dmitrievič Saltykov si aggiudica quindici oggetti, tra i quali spicca un prezioso reliquiario a forma di edificio dellinizio del tredicesimo secolo, di manifattura reno-mosana. È chiaro fin da questi esordi che Bazilevskij rivolge il suo più appassionato interesse allarte cristiana dellEuropa medievale e alle arti applicate del Rinascimento italiano compra inizialmente maioliche di Gubbio e Deruta. In questi anni partecipa inoltre con entusiasmo allEsposizione universale di Parigi, convinto che il modello dellarte antica debba dirigere il progresso dellartigianato e dellindustria nascente.

Con il passaggio alla dipendenza del ministero per gli orfanotrofi, Bazilevskij ha più tempo per dedicarsi al collezionismo. Alle aste delle collezioni di Emanuele dAzeglio 1868 e dei Bouvier di Amiens 1873 acquista rispettivamente la coppia di candelieri con emblemi di Guidobaldo II, duca di Urbino, e la cassetta-reliquiario con storie di santa Valeria.

Nel frattempo lesperto collezionista si separa da quegli oggetti che non ritiene coerenti con linsieme della sua raccolta, come porcellane cinesi e giapponesi, armi e armature europee. In questottica si spiega la cessione di un centinaio di dipinti su tela, come Il bacio di Giuda di Caravaggio oggi al museo di belle arti di Odessa, offerto al granduca Vladimir Aleksandrovič. Si ottiene in tal modo una collezione ordinata, come emerge dal catalogo compilato a quattro mani con Darcel. A capolavori come il secchiello liturgico realizzato a Milano in occasione della visita dellimperatore Ottone II oggi al Victoria and Albert Museum, si aggiungono negli anni Settanta oggetti di enorme pregio. Il cosiddetto vaso Fortuny, proveniente dalla chiesa di Salar, presso Granada, costa a Bazilevskij 150.000 franchi, mentre la grande croce dal monastero di san Trudperto vicino a Friburgo viene acquistata direttamente dallabate per 45.000 franchi.

Nel 1884 avviene un colpo di scena: lintera collezione viene venduta allo zar Alessandro III per 5.5 milioni di franchi e trasferita lanno successivo a San Pietroburgo, nel palazzo del vecchio Ermitage. Si ignorano del tutto le ragioni della vendita.

Le vicende successive della collezione hanno provocato la dispersione di molti degli oggetti che la componevano. A partire dagli anni Ottanta del ventesimo secolo tuttavia, con il rinnovato interesse per la storia del collezionismo, si sono avviate le ricerche sulla figura di Bazilevskij, che hanno condotto a una riconsiderazione del suo valore nella tradizione degli studi storico-artistici. LItalia partecipa attivamente con lesposizione del 2013, tenutasi a Torino nel Museo civico darte antica - Palazzo Madama, ed intitolata Il collezionista di meraviglie. LErmitage di Basilewsky.