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ⓘ Sentiero dei Greci




Sentiero dei Greci
                                     

ⓘ Sentiero dei Greci

Il sentiero dei Greci è un itinerario escursionistico nel territorio del Parco nazionale dellAspromonte, nel comune di Mammola in provincia di Reggio Calabria. Viene chiamato anche, sentiero di San Nicodemo o sentiero della" Seja”.

Litinerario naturalistico, panoramico, storico-culturale è considerato tra i più conosciuti e frequentati del territorio calabrese. La lunghezza del percorso e di Km 9.5, il tempo di percorrenza è di 3-4 ore. Il sentiero segnalato dal CAI Club Alpino Italiano con il numero 212 è accessibile a tutti, anche a camminatori inesperti e richiama numerosi escursionisti. Il sentiero anticamente era la strada più importante dei Locresi della Magna Grecia per raggiungere il mare Tirreno le colonie di Medma oggi Rosarno e Hipponion oggi Vibo Valentia. Ha rappresentato per millenni, insieme a quello dello Sciarapotamo nellaltro versante, la via più breve di comunicazione per le antiche popolazioni della Magna Grecia. Oggi il sentiero ripido e scosceso è percorso a piedi da escursionisti e da numerosi devoti di san Nicodemo come ex-voto, per raggiungere il santuario per poi tornare a Mammola facendo lo stesso percorso. In particolare i venerdì di luglio e agosto di ogni anno sono tradizionali i pellegrinaggi a piedi al santuario di San Nicodemo.

                                     

1. Descrizione del sentiero

Il sentiero parte dagli Archi dellex ferrovia 240 m di fronte alla villa comunale nelle vicinanze della porta di accesso del Parco nazionale dellAspromonte, si segue lo svincolo direzione Rosarno, la segnaletica sentiero dei Greci e la segnavia rosso-bianco-rosso, dopo duecento metri simbocca sulla destra una strada asfaltata a lato della strada statale 682 Jonio-Tirreno Gioiosa-Rosarno, che passa dietro larea di servizio TAMOIL. Si prosegue costeggiando il fiume Torbido dove si incrocia sulla destra il torrente Macariace; un segnale descrittivo indica il geosito della miniera Macariace, si vedono larea geologica dellestrazione del minerale e i ruderi della vecchia miniera. Continuando lungo la pista, si passa il torrente Salino, conosciuto per le sue cascate, e si arriva allex scuola elementare e poi al palazzo Barillaro del sec. XVII. Seguendo sempre la segnaletica, si imbocca il passo Sella la" Seja”, via più breve, punto di valico dellAppennino, che inizia a salire rapidamente, ombreggiato da alberi, si incontrano alcuni tornanti con ai lati dei muri a secco. Arrivati ad uno spiazzo si incontra una fontana. Ripresa la salita con diversi tornanti, si può ammirare un panorama del fiume Torbido fino al mare Jonio e la S.G.C. Jonio-Tirreno poggiata su enormi piloni. Lungo il sentiero si incrociano due antiche croci in ferro, testimonianza di vitalità della fede popolare. Alla fine della salita si giunge un altipiano dove si può ammirare un suggestivo paesaggio, un piccolo laghetto naturale e il santuario di San Nicodemo, che si stagliano nellesteso verde.

Il santuario di San Nicodemo, ricco di storia e tradizioni è meta tutto lanno di numerosi pellegrini di fedeli e turisti, sotto laspetto storico-religioso è uno dei santi calabresi più importanti. Il santo visse da asceta ed in preghiera, fino alla morte 990 sul Kellerana oggi san Nicodemo, così veniva chiamato anticamente, tutta la zona vicino al santuario. Dopo la sua morte il Cenobio divenne meta di devozione e pellegrinaggio di fedeli della Locride, della piana di Gioia Tauro-Rosarno e di tutta la Calabria. Per molto tempo labbazia sul Kellerana ha rivestito un ruolo molto importante sia dal punto di vista religioso-spirituale e culturale della Calabria. La festa in onore del santo si svolge ogni anno al santuario la domenica successiva al 12 maggio, in ricordo della nascita. Il santuario è abitato dal monaco don Ernesto.

Seguendo la segnaletica della Grotta del Santo si sale sul Monte Kellerana 750 m, dove si può ammirare un suggestivo panorama, da vedere le sue famose tre croci che guardano la zona Jonica, la tirrenica ed il santuario, la grotta di San Fantino, luogo di preghiera e di penitenze, e alcuni resti delloratorio bizantino dedicato a san Michele Arcangelo con il pavimento di pietre e i basamenti dei muri perimetrali.

Si ritorna sulla strada e proseguendo, sulla strada asfaltata, sul lato destro della curva si può ammirare un vasto panorama del fiume Torbido fino al mare, dopo si arriva sul pianoro a ridosso dellaria pic-nic. Seguendo sempre la segnaletica sentiero dei Greci, a destra si imbocca il sentiero Abeto, che porta verso il monte Limina 888 m, nelle nitide giornate si possono vedere chiaramente le isole Eolie, parte della Sicilia, la vetta dellEtna e i due mari calabresi. Camminando lungo la pista, nelle vicinanze del monte si arriva sulla SP 5 ex SS.281 e dopo duecento metri si arriva al passo della Limina 822 m, adiacente allo svincolo Limina della S.G.C. SS 682 Jonio-Tirreno. Il passo della Limina è punto di riferimento degli itinerari nazionali del CAI Club Alpino Italiano sentiero Italia, come punto darrivo della tappa nº 54 Zomaro-Passo della Limina e come punto di partenza della tappa nº 55 passo della Limina- Mongiana, inoltre si incrocia il Sentiero del Brigante, che parte da Gambarie e arriva a Serra San Bruno. Il passo della Limina segna il confine naturale dellAspromonte le Serre. Nelle vicinanze è situato il villaggio Limina con la chiesetta della SS. Madonna dellAssunta, la cui festa si svolge ogni anno il 15 agosto.

Il sentiero si può percorrere in due tappe, da Mammola al santuario di San Nicodemo e dal passo della Limina al santuario di San Nicodemo, percorrendo al ritorno lo stesso sentiero.

                                     

2. Come arrivare

  • Autostrada SA-RC svincolo Rosarno, S.G.C. Jonio-Tirreno uscita Mammola.
  • Dalla SP5 ex SS. 281 Marina di Gioiosa J-Rosarno.
  • Dalla fascia Jonica SS.106-E90, S.G.C. Jonio-Tirreno uscita Mammola.

Arrivati a Mammola, si può parcheggiare la macchina vicino agli archi dellex ferrovia, vicino allo svincolo e iniziare il percorso del sentiero.

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