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ⓘ Euromaidan




Euromaidan
                                     

ⓘ Euromaidan

Euromaidan è una serie di manifestazioni avvenute in Ucraina nella notte tra il 21 e il 22 novembre 2013 allindomani della sospensione da parte del governo dellaccordo di associazione tra Ucraina e lUnione europea. Durante le proteste, concentrate nella capitale Kiev, il 30 novembre 2013, si verificò unescalation di violenza a partire dallattacco perpetrato dalle forze governative contro i manifestanti. Le proteste sfociarono nella rivoluzione ucraina del 2014 e, infine, alla fuga e alla messa in stato di accusa del presidente ucraino Viktor Janukovyč.

                                     

1. Le proteste

Le proteste sono culminate con numerose richieste di dimissioni del governo rappresentato da Viktor Janukovyč. Molti manifestanti si sono aggiunti alla causa, dopo le violenze subite dai manifestanti il 30 novembre 2013. In seguito la protesta assunse come obiettivo anche la presunta corruzione degli organi di governo, labuso di potere e di violazione dei diritti umani in Ucraina. A seguito dellintensificarsi degli scontri del 18 febbraio 2014, che causarono oltre 100 morti, tra i quali anche elementi delle forze dellordine, molti commentatori paragonano i disordini ad una guerra civile.

Le manifestazioni iniziarono la notte del 21 novembre 2013, a seguito di proteste spontanee scoppiate nella capitale Kiev, dopo che il governo ucraino aveva sospeso i preparativi per la firma a Vilnius di un accordo di associazione e di libero scambio con lUnione europea, a favore della ripresa di relazioni economiche più strette con la Russia. Dopo alcuni giorni di manifestazioni, un numero crescente di studenti universitari si unì alle proteste.

Pur non avendo ancora ottenuto il risultato di rinnovare lintegrazione tra Unione Europea e Ucraina, lEuromaidan fu ripetutamente caratterizzata come un evento di notevole importanza politica per lUnione Europea, in particolare come "il più grande raduno pro-europeista mai avvenuto nella storia della Nazione".

Le proteste durarono circa tre mesi, nonostante la presenza della polizia, le rigide temperature sotto zero e la neve. Lescalation della repressione da parte delle forze governative nella prima mattina del 30 novembre 2013 fece salire il livello delle proteste, con una presenza, nella capitale, tra 400 000 e 800.000 dimostranti durante il fine settimana dal 1º dicembre all8 dicembre 2013. Nelle settimane successive, la partecipazione nella protesta oscillò, durante i raduni organizzati, fra le 50 000 le 200 000 persone. Violenti scontri ebbero luogo il 1º dicembre 2013 e dal 19 al 25 gennaio 2014, in risposta ai tentativi di repressione della polizia e allapprovazione del 16 gennaio 2014, di leggi contro la libertà di manifestazione.

Dal 23 gennaio in varii oblast occidentali, in italiano province, dellUcraina, gli edifici del Governatore e dei consigli regionali vennero occupati da attivisti di Euromaidan. Nelle città russofone di Zaporižžja, Sumy e Dnipropetrovsk, i manifestanti tentarono di prendere possesso delle sedi del governo locale, ma le forze dellordine reagirono duramente. Le proteste raggiunsero un apice tra il 18 ed il 20 febbraio 2014, durante il quale decine di manifestanti vennero uccisi, sia da ignoti cecchini, che dal fuoco della polizia. Il 21 febbraio 2014, dopo la fuga dellex-presidente Viktor Janukovyč, Euromaidan ebbe idealmente fine, e, pochi giorni dopo, iniziò una nuova fase di instabilità politica nel paese con la Crisi della Crimea.

                                     

2.1. Contesto Etimologia del nome

Il movimento venne nominato, Euromaidan", dallemittente radiofonica Radio Free Europe, un nome giustificato dallimportanza degli eventi avvenuti in Piazza dellIndipendenza in ucraino: Майдан Незалежності?, traslitterato: Majdán Nezaléžnosti, la piazza principale di Kiev. Il nome del movimento è divenuto, poi Eurorevolution in ucraino: Єврореволюція?, traslitterato: Jevrorevoljucija.

Il termine "Euromaidan" fu inizialmente utilizzato come hashtag sui social network, mentre un account Twitter omologo venne creato il primo giorno delle proteste. Ben presto, sui media internazionali, la manifestazione divenne popolare con questo nome. Il nome era composto di due parti: "Euro", inteso come abbreviazione di Europa, e "Maidan" in quanto si riferisce a Majdán Nezaléžnosti, in italiano, piazza Indipendenza, la piazza principale di Kiev, dove si concentrarono le proteste iniziali. Durante le proteste la parola "Maidan" piazza giunse a indicare di per sé lattività politica in pubblico.

                                     

2.2. Contesto Le cause della protesta

Il 30 marzo 2012 lUnione Europea e lUcraina avviarono un accordo di scambio commerciale. Tuttavia, i leader dellUE dichiararono che laccordo non sarebbe stato ratificato se lUcraina non avesse affrontato alcune questioni sull applicazione di una vera democrazia e sullo "Stato di diritto", compresa la detenzione di Julija Tymošenko e Jurij Lucenko, in carcere rispettivamente dal 2011 e dal 2012. Nei mesi precedenti alle proteste, il presidente ucraino Viktor Janukovyč esortò il Parlamento ucraino ad adottare leggi che rispettassero i criteri fissati dellUE. Il 25 settembre 2013 il presidente della Verchovna Rada, il parlamento ucraino, Volodymyr Rybak dichiarò di essere certo che il parlamento avrebbe approvato tutte le leggi necessarie per soddisfare i criteri UE al fine della sottoscrizione dellaccordo.

A metà dellagosto 2013, la Russia modificò le proprie regole doganali sulle importazioni dallUcraina in modo tale che, a partire dal 14 agosto 2013, il Dipartimento delle Dogane russo avrebbe fermato tutte le merci provenienti dallUcraina. Tale mossa fu vista, sia dai politici ucraini che da altre e svariate fonti, come linizio di una guerra commerciale tra Russia e Ucraina, strategia tesa ad evitare che questultima firmasse laccordo commerciale con lUnione europea. Il 18 dicembre 2013, il ministro ucraino per la politica industriale, Mychajlo Korolenko, ha dichiarato che il valore delle mancate esportazioni era sceso di 1.4 miliardi di dollari, pari ad un calo del 10% su base annua. Lufficio di Statistica dellUcraina ha riferito che nel novembre 2013, rispetto agli stessi mesi del 2012, la produzione industriale in Ucraina era scesa del 4.9 per cento.

Il 21 novembre 2013 un decreto del governo ucraino sospese i preparativi per la firma dellaccordo di associazione. Il motivo ufficiale fu che nei mesi precedenti lUcraina aveva vissuto "un calo della produzione industriale e delle relazioni con i paesi della CSI". Il governo ha inoltre assicurato che lUcraina riprenderà la preparazione dellaccordo europeo quando il calo della produzione industriale le nostre relazioni con i paesi della CSI saranno compensati dal mercato europeo". Secondo il primo ministro ucraino, Mykola Azarov, le condizioni estremamente servere, di un prestito del Fondo Monetario Internazionale, presentate il 20 novembre 2013, che comprendevano grandi tagli al bilancio e un aumento del 40% delle bollette del gas, erano stati lultimo argomento a favore della decisione del governo ucraino di sospendere i preparativi per la firma dellaccordo di associazione europeo.

Il 7 dicembre 2013 lFMI ha precisato di non pretendere un aumento immediato delle tariffe del gas naturale in Ucraina del 40%, ma ha raccomandato che fossero progressivamente aumentate fino a un livello economicamente giustificato, compensando le fasce di popolazione più povera per le perdite derivanti da tale aumento, rafforzando unassistenza sociale mirata. Lo stesso giorno il rappresentante del FMI in Ucraina, Jerome Vacher, ha dichiarato che questo prestito del FMI valeva 4 miliardi di dollari e che avrebbe dovuto essere collegato ad una nuova politica che puntasse ad eliminare i divari sociali e stimolare la crescita.

Il presidente Janukovyč ha partecipato al vertice UE del 28-29 del novembre 2013 a Vilnius, dove inizialmente era prevista la sottoscrizione dellaccordo di associazione, ma alla fine laccordo non venne sottoscritto. Sia Janukovyč che gli alti funzionari dellUE hanno dichiarato di voler firmare laccordo di associazione in una data successiva.



                                     

2.3. Contesto Opinione pubblica sullEuromaidan

Secondo sondaggi del dicembre 2013, il 45-50% degli ucraini appoggiava lEuromaidan, mentre tra il 42 e il 50% vi si è opposto. Il maggiore sostegno alla protesta si trovava a Kiev, dove circa il 75% della popolazione era favorevole, e nellUcraina occidentale con oltre l80% di favorevoli. Tra i manifestanti dellEuromaidan, il 55% proviene dallovest del paese, il 24% dal centro e il 21% dalle regioni orientali.

In un sondaggio condotto il 7-8 dicembre 2013, il 73% manifestanti era impegnato a continuare la protesta a Kiev per il tempo necessario fino a quando non fossero soddisfatte le loro richieste. Questo numero è aumentato fino all82% a partire dal 3 febbraio 2014. I sondaggi mostrarono anche che la nazione era divisa in due: mentre la maggioranza dei giovani era pro-europeista, le generazioni più anziane, di oltre i 50 anni, più spesso preferivano lunione doganale con la Bielorussia, il Kazakistan e la Russia. Secondo un sondaggio del gennaio 2014, il 45% degli ucraini sosteneva le proteste dellEuromaidan, mentre il 48% le disapprovava.

                                     

2.4. Contesto Opinione pubblica sullingresso nellUnione europea

Secondo uno studio dellagosto 2013 della società Research & Branding Group di Doneck, il 49% degli ucraini era favorevole alla sottoscrizione dellaccordo di associazione con lUnione europea, mentre il 31% era contrario. Tuttavia, in un successivo sondaggio del dicembre 2013 condotto dalla stessa società, solo il 30% degli intervistati affermava che i termini dellaccordo di associazione sarebbero stati vantaggiosi per leconomia ucraina, mentre il 39% sosteneva il contrario. Nello stesso sondaggio, solo il 30% riteneva che lopposizione, se fosse giunta al potere, sarebbe stata in grado di stabilizzare la società e governare bene il paese, mentre il 37 % non era daccordo.

Gli autori del sondaggio condotto per GfK Group-Ucraina dal 2 al 15 ottobre 2013 affermarono che il 45% degli intervistati ritieneva che lUcraina dovrebbe firmare laccordo di associazione con lUE, mentre solo il 14% era favorevole alladesione allUnione doganale di Bielorussia, Kazakistan e Russia, mentre il 15% non aveva espresso un opinione.

Un altro sondaggio condotto nel novembre 2013 da IFAK-Ucraina per DW-Trend ha mostrato che il 58% degli ucraini sosteneva lingresso del paese nellUnione europea. Daltra parte un sondaggio dellIstituto Internazionale di Sociologia di Kiev del novembre 2013 aveva evidenziato un 39% di sostegno allingresso del paese nellUnione Europea e un 37% di supporto alladesione dellUcraina nellUnione doganale di Bielorussia, Kazakistan e Russia.

Nel dicembre 2013, lallora primo ministro ucraino Mykola Azarov ha confutato i numeri del sondaggio pro-europeista, affermando che molti sondaggi erano stati effettuati con domande circa lingresso dellUcraina nellUnione europea, mentre in effetti il Paese non era mai stato invitato ad aderire allUE, ma solo a firmare laccordo di associazione.

                                     

2.5. Contesto Confronto con la rivoluzione arancione

Le proteste pro-europeiste sono le manifestazioni più imponenti avvenute in Ucraina dopo la rivoluzione arancione del 2004, rivoluzione che ha visto Janukovyč costretto a dimettersi da primo ministro per le accuse di irregolarità nel voto. Anche confrontando gli eventi del 2013 rispetto a quelli del 2004, rimanendo lUcraina "un punto geopolitico chiave in Europa orientale" per la Russia e lUnione Europea, il quotidiano, The Moscow Times, ha osservato che il governo di Janukovyč si trovava in una posizione significativamente più forte dopo la sua elezione nel 2010. Il Financial Times ha scritto che le proteste del 2013 furono "in gran parte spontanee, innescate dai social media e hanno colto impreparata lopposizione politica ucraina" rispetto a quelle precedenti ben organizzate. Lhashtag #euromaidan in ucraino #євромайдан, in russo #евромайдан, fu creato subito alle prime manifestazioni ed è stato molto utile come strumento di comunicazione per i manifestanti. Lhashtag di protesta è rimbalzato anche sulla rete VKontakte, un social network molto diffuso nei paesi dellest.



                                     

2.6. Contesto Dibattito sul carattere politico di Euromaidan

Vi fu un dibattito aperto sulla natura del movimento Euromaidan, se essa dovessere essere considerata una semplice protesta, una rivoluzione, oppure un colpo di stato: molti leader della protesta, come Oleh Tyahnybok, utilizzano spesso il termine "rivoluzione" riferendosi allevento.

In unintervista Skype con lanalista Andrij Holovatyj, Vitalij Portnikov, membro del consiglio dellAssemblea Nazionale "Maidan" e Presidente ed Editor del canale televisivo ucraino TVi, ha dichiarato che lEuromaidan era una rivoluzione.

I mezzi di comunicazione occidentali hanno chiamata, "Eurorivoluzione" in ucraino: Єврореволюція levoluzione del movimento, quelli russi lo definiscono colpo di stato.

Il 10 dicembre 2013, il presidente Viktor Janukovyč dichiarò che la spinta a scatenare una rivoluzione rappresentava una minaccia alla sicurezza nazionale.

Lex presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, ha descritto il movimento come "la prima rivoluzione geopolitica del XXI secolo".

Secondo la costituzione ucraina quello che è avvenuto il 21 febbraio 2014 sarebbe un vero e proprio colpo di stato in quanto le procedure seguite erano illegali, avendo il parlamento ucraino esautorato il presidente senza seguire la formale procedure di impeachment e sostituito il governo senza seguire le regole dettate dalla costituzione. Il 24 febbraio 2014, il nuovo governo ha dichiarato il presidente Janukovyč ricercato per "omicidio di massa".

                                     

2.7. Contesto Richieste dei manifestanti

Il 29 novembre 2013, gli organizzatori della protesta avevano proposto una risoluzione formale in cui veniva chiesto di:

  • Formare un comitato di coordinamento per comunicare con la comunità europea;
  • Affermare che il presidente, il parlamento e il consiglio dei ministri non erano in grado di svolgere una politica geopoliticamente strategica di sviluppo per lo stato, chiedendo le dimissioni di Janukovyč;
  • Chiedere la cessazione delle repressioni politiche contro gli attivisti dellEuromaidan: studenti, attivisti civici e leader dellopposizione.

La risoluzione affermava che il 1º dicembre 2013 era il XXIIº anniversario del referendum per lindipendenza dellUcraina, che il gruppo si sarebbe riunito a mezzogiorno in Piazza Indipendenza per annunciare una nuova pianificazione delle proteste.

Dopo la dispersione forzata da parte della polizia di tutti i manifestanti dalla Maidan Nezaležnosti nella notte del 30 novembre, la richiesta di dimissioni del ministro degli Interni, Vitalij Zacharčenko divenne uno dei principali obiettivi dei manifestanti.

Venne sottoscritta una petizione diretta alla Casa Bianca degli Stati Uniti per chiedere sanzioni contro Viktor Janukovyč e i ministri del governo ucraino, raccogliendo oltre 100 000 firme in quattro giorni.

Studenti ucraini a livello nazionale chiesero anche le dimissioni del ministro della pubblica istruzione, Dmytro Tabačnyk.

                                     

3.1. Cronologia della protesta Proteste iniziali a Kiev

Il movimento di protesta Euromaidan iniziò il 21 novembre 2013 come una manifestazione. Il 30 novembre 2013, il sit-in dei manifestanti fu disperso nottetempo dalle forze di polizia antisommossa "Berkut", scatenando il giorno seguente a Kiev dei disordini. Il 1º dicembre 2013 i manifestanti rioccuparono la Piazza dellIndipendenza, a cui seguirono ulteriori scontri ed ultimatum sia da parte del governo che dellopposizione. Quest impasse culminò in una serie di leggi anti-protesta approvate dal governo il 16 gennaio 2014, con ulteriori disordini nella vicina Via Hruševskoho. Allinizio di febbraio 2014 si verificarono lanci di bombe Molotov nella sede del sindacato, nonché la formazione di squadre di "autodifesa" da parte dei manifestanti.

Il 30 novembre 2013, i manifestanti furono costretti dalla polizia a evacuare la Piazza dellIndipendenza, azione che provocò proteste internazionali, un appello allo sciopero generale, loccupazione della città di Kiev e il blocco dei siti governativi. I manifestanti, calcolati in più di 100 000 persone, chiesero la deposizione del presidente Viktor Janukovyč.

L8 dicembre 2013, centinaia di migliaia di persone tornarono in piazza per manifestare a favore delladesione allUE e contro i rapporti con la Russia. A Kiev, durante la manifestazione, la folla ha simbolicamente abbattuto e decapitato una statua di Lenin.

Il 25 gennaio 2014 il presidente Viktor Janukovyč ha proposto a due dei leader dellopposizione le cariche di presidente e di capo del governo: questi, tuttavia, hanno rifiutato lofferta, e il giorno dopo i manifestanti occuparono ledificio delle esposizioni "Casa Ucraina", di era sovietica, sottraendolo alle autorità che lavevano nel frattempo utilizzato come dormitorio per le forze di polizia.

Il 20 febbraio 2014, a Kiev vi furono degli scontri che causarono morti e feriti e alla cattura di alcuni agenti. La conta finale dei morti fu 70 tra i manifestanti e 17 tra le forze di polizia. Ancora ignota e soggetta ad investigazioni fu lidentità di cecchini snipers che quel giorno spararono sulla folla.

In una conversazione tra il ministro degli esteri estone Paets e Catherine Ashton, il ministro avanzò il sospetto che i cecchini fossero stati ingaggiati dalla stessa opposizione per scatenare le violenze avendo avuto notizia dal medico Olha Bohomolec che "tutte le prove dimostrarono come siano stati gli stessi cecchini ad uccidere sia la gente che stava protestando nelle strade, sia i poliziotti che cercavano di contenere la protesta.". La stessa Olha Bohomolec, candidata alla presidenza nelle elezioni del maggio 2014. ha poi preso le distanze dalle osservazioni di Paets, insistendo sul fatto che non avrebbe detto ciò che venne riportato, chiedendo che il nuovo governo indagasse sugli incidenti.

Il nuovo governo ha accusato il presidente Viktor Janukovyč di aver ordinato alla polizia di aprire il fuoco il 18-20 febbraio 2014, dichiarando che agenti russi avevano giocato un ruolo nelle uccisioni; anche secondo Valentyn Nalyvajčenko, il nuovo capo della SBU Servizio di Sicurezza Ucraino vi sarebbe il coinvolgimento dei servizi di sicurezza russi e Janukovyč avrebbe ordinato a 108 membri della SBU di riprendere un edificio occupato dai manifestanti a Kiev il 18 febbraio 2014. Il nuovo ministro dellInterno, Arsen Avakov, affermò che 12 membri della forza speciale di polizia Berkut disciolta dal nuovo governo furono identificati come sospettati delluccisione di 17 persone su via Institutska. Basandosi sulla somiglianza delle ferite da arma da fuoco riscontrate sulle vittime, il ministro della Salute ad interim Oleh Musij ha invece affermato che i manifestanti e i poliziotti sarebbero stati colpiti dalle stesse armi come parte di un complotto da parte di ex sostenitori del presidente Viktor Janukovyč per volgere la popolazione contro lo stesso presidente chiamando in causa fantomatiche "forze speciali russe".

Il deposto presidente Viktor Janukovyč ha risolutamente negato di aver mai ordinato alla polizia di aprire il fuoco sui manifestanti accusando lopposizione di aver dato inizio alle sparatorie, dichiarando che "Nessun potere vale una goccia di sangue" e che "Molte volte i miei sostenitori mi hanno sollecitato ad agire in maniera più risoluta contro Maidan, ma non lho mai fatto. Avremmo dovuto disarmare gli elementi estremisti, gli stessi che ora sono un rompicapo per i nuovi leader". Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato che la Russia aveva informazioni riguardo al fatto che i gruppi di estrema destra ucraini avrebbero coordinato gli attacchi dei cecchini a Kiev.

Video e fotografie degli scontri mostrano ovviamente che le forze di sicurezza ucraine erano armate con fucili dassalto ed almeno un fucile di precisione, ma che anche i manifestanti erano armati di fucili, anche se alcuni di questi potrebbero essere stati armi ad aria compressa.

                                     

3.2. Cronologia della protesta Crisi di Crimea del 2014

La crisi di Crimea del 2014 fu una delle conseguenze dell Euromaidan, dopo che nel febbraio 2014 il governo filorusso venne rimpiazzato da uno filoeuropeo, in linea coi principi dellEuromaidan; la Russia è intervenuta nei primi giorni di marzo spostando truppe regolari nella penisola di Crimea e bloccando con le sue navi da guerra il porto di Sebastopoli ai movimenti delle navi ucraine; con lo scopo "di proteggere la popolazione di etnia russa in Crimea".

LUcraina ha risposto mettendo in mobilitazione le sue forze armate anche se lobiettivo principale è quello di risolvere la questione per via diplomatica in quanto le forze armate ucraine in nessun caso sarebbero in grado di confrontarsi con quelle russe sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. La Russia ha risposto affermando che le sue truppe non lasceranno il territorio della Crimea finché la situazione non si sarà stabilizzata. Alcuni stati tra cui gli Stati Uniti dAmerica, il Canada, la Francia, la Germania, lItalia, la Polonia, il Regno Unito e lorgano dellUnione europea hanno accusato la Russia di aver violato le leggi internazionali e di aver destabilizzato la sovranità ucraina. Altri stati hanno invece appoggiato le azioni della Russia e/o condannato il governo Ucraino del dopo-Euromaidan come illegale.

Il 27 giugno 2014 il Presidente dellUcraina Petro Poroshenko ha firmato lAccordo di associazione tra lUcraina e lUnione europea causa dello scoppio dellEuromaidan definendolo "un giorno storico" insieme ai Presidenti di Georgia e Moldavia ribadendo inoltre lintenzione di Kiev di entrare nella NATO. Il 16 settembre, il Parlamento europeo ha ratificato a stragrande maggioranza con 535 si, 127 no e 35 astenuti la sottoscrizione che entrerà in vigore dal 1º gennaio 2016 grazie alle pressioni di Mosca che ha tuttavia stigmatizzato duramente minacciando ripercussioni.



                                     

4. Interventi diplomatici per luscita dalla crisi

Nei primi mesi del 2014, Barack Obama ha inviato Victoria Nuland, funzionaria incaricata dei rapporti statunitensi con Europa ed Eurasia, in missione diplomatica in Ucraina, nel tentativo di realizzare un piano per dirimere la vertenza politica e civile del paese. Il piano di uscita dalla crisi, secondo gli auspici del governo americano, dintesa con lONU, dovrebbe raccogliere il consenso delle istituzioni politiche ucraine, dei protestanti scesi in piazza e quello della Russia di Vladimir Putin nella cui orbita si è avvicinata la politica nazionale del presidente Viktor Janukovyč.

Il piano elaborato dallamministrazione americana prevede una messa allangolo dellUnione europea, il cui ruolo sarebbe scavalcato, come rivelato da una dichiarazione trapelata dallintercettazione illegale di un colloquio della Nuland con lambasciatore statunitense in Ucraina: il linguaggio crudo e tranchant della Nuland ha generato imbarazzo diplomatico tra Stati Uniti e Unione europea e sconcerto in questultima.