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ⓘ Soggetto (filosofia)




Soggetto (filosofia)
                                     

ⓘ Soggetto (filosofia)

Il termine soggetto che deriva dal latino subiectus letteralmente significa "quello posto sotto", "ciò che sta sotto".

Nella speculazione filosofica il termine ha assunto una varietà di significati:

  • elemento soggettivo che determina una data sostanza nella sua singolare peculiarità;
  • un essere, sostrato sostanziale di qualità che lo configurano particolarmente e accidentalmente;
  • termine che, in età moderna, viene riferito alla coscienza individuale e allautocoscienza intesa come attività consapevole dellio.
                                     

1. Il ribaltamento di significato nella storia del concetto

In filosofia il concetto di soggetto ha subito un ribaltamento del suo significato originario. Inizialmente il termine si riferisce a un concetto di essenzialità immutabile, ad una "oggettività" ben determinata e certa. Successivamente il significato si capovolge assumendo il valore di ciò che è apparentemente vero nellambito della soggettività individuale. Il termine latino infatti traduce loriginario greco ὑποκείμενον hypokeimenon, che vuol dire appunto "ciò che sta sotto", ciò che secondo il pensiero antico è nascosto allinterno della cosa sensibile come suo fondamento ontologico.

Quindi soggetto ὑποκείμενον / subiectus è la sostanza sub stantia, ciò che di un ente non muta mai, ciò che propriamente e primariamente è inteso come elemento ineliminabile, costitutivo di ogni cosa per cui lo si distingue da ciò che è accessorio, contingente, e che Aristotele chiama "accidente": anzi, è proprio la sostanza che sorregge gli accidenti rappresentati da quelle qualità sensibili che mutano la loro apparenza nel tempo e nello spazio.

Sempre in Aristotele, poi, il soggetto assume anche una funzione sul piano logico-linguistico che corrisponde al piano del soggetto nella sua realtà: il soggetto nel giudizio è il punto di partenza, la base a cui viene attribuito, affermativamente o negativamente, il predicato mutevole.

Un terzo aspetto particolare del soggetto in Aristotele è che questi non è soltanto sostanza, il sostrato materiale delle cose ma poiché ad ogni materia è inevitabilmente connessa una forma, il soggetto-sostanza è "sinolo" synolon, unione indissolubile di materia e forma: "Questo primo sostrato suole essere identificato in primo luogo con la materia, in secondo luogo con la forma e in terzo luogo con il composto di entrambe".

Il ribaltamento soggetto-oggetto inizia con Cartesio che pure mantiene una realtà sostanziale al pensiero soggettivo che definisca res cogitans, sostanza pensante. Ma poiché lattività senziente viene concepita inizialmente come attributo del soggetto corporeo cui inerisce, "il termine soggetto è adoperato per designare, in genere, la coscienza e il pensiero, mentre il suo opposto passa a indicare la realtà che esiste in sé e che quindi è il termine cui il pensiero deve adeguarsi. Di conseguenza, nella stessa realtà si presenta come soggetto ciò che non si può pensare esistente se non in funzione del pensiero, e come oggettivo ciò che invece sussiste in sé indipendentemente dal suo essere conosciuto."

Nel lessico moderno, allora, "soggetto" fa coppia con "oggetto": da una parte cè qualcuno che pensa, vuole, accetta, respinge, desidera, teme, ecc. soggetto; dallaltra, necessariamente, cè qualcosa che è pensato, voluto, accettato, respinto, desiderato, temuto, ecc. oggetto. NellOttocento, "soggetto" assume una serie di nuovi significati come "interiorità", "libertà" o anche "umanità", in quanto contrapposte alla Natura ed alla cieca materia. Dualismi come libertà/necessità, Spirito/Materia, Uomo/Natura, si possono ricondurre a quello fondamentale soggetto/oggetto. Questo insieme di significati è relativamente recente. Oggi si potrebbe meglio parlare di "autocoscienza" o anche "mente" contrapposta a "realtà esterna".

                                     

1.1. Il ribaltamento di significato nella storia del concetto Gli antichi

Nel pensiero antico, almeno tra i presocratici, linteriorità come già accennato non viene contrapposta alla "realtà esterna": uomo e cosmo sono concepiti in stretta unità. Pertanto il primo pensiero greco non tematizza il soggetto. Il primo concetto filosofico, archè, indica il fondamento della legge naturale e di quella umana. Eraclito vede ununica legge, unarmonia generale, operante nella natura e nella mente umana, il Lògos. Parmenide afferma che "lo stesso è pensare ed essere", ed "è necessario che il dire ed il pensare siano essere".

Per Anassagora il Noùs è lintelletto che governa il cosmo e che, a livello umano, pensa ed agisce. In tutti questi casi non si ha una chiara distinzione tra soggetto ed oggetto.

I Sofisti occupano un posto a parte: essi rifiutano in generale il concetto di "realtà", verso la quale ostentano uno scetticismo o un relativismo che è la loro caratteristica peculiare, per concentrarsi sul mondo umano. Socrate prosegue con il suo celebre "so di non sapere" al quale viene riportata lautocoscienza. La Natura è inconoscibile, ed il compito proprio del filosofo diventa: "conosci te stesso". La ricerca si orienta verso linteriorità dove troviamo il concetto universale di bene e male, virtù e vizio, giusto ed ingiusto, ecc.

Con Platone il concetto diventa Idea, da sempre presente nellIperuranio, mondo trascendente eterno e divino. Platone afferma la separazione tra pensiero le Idee e materia le loro copie sensibili, ma attribuisce realtà oggettiva solo alle Idee: viene confermata lunità tra soggetto ed oggetto, tra pensiero e realtà, ma tale unità viene sottratta alla sfera propriamente umana. La vita individuale è sede della dòxa, apparenza ed errore, mentre solo lanamnesi, ovvero la visione dellessere ideale, porta alla Verità. Così la filosofia, dal punto di vista della dòxa, si presenta come "fuga dal mondo" ed "esercizio di morte".

Aristotele elabora unampia teoria sul soggetto, che coincide appunto con l upo-kéimenon: è il substrato, il fondamento su cui "poggiano" le qualità accidentali soggetto metafisico; è il soggetto grammaticale, di cui si dicono i vari predicati soggetto logico. Aristotele afferma che "la sostanza pare che sia in primo luogo il soggetto di ogni cosa". Alla sostanza competono numerosi altri aspetti, a seconda del contesto; ma tutti questi aspetti o significati afferiscono a quello fondamentale, che è la sostanza come soggetto. Perciò il soggetto umano, nel senso moderno, è solo un caso particolare di sostanza e di soggetto.

Riassumendo la posizione greca: con leccezione dei Sofisti, si riteneva che nella realtà del Cosmo lUomo e la Natura costituissero una unità o unarmonìa, o un rapporto di tensione, dove un principio unico arché li univa, e dove in ogni caso la sostanza ciò che è esterno alla nostra mente prevale ontologicamente sul soggetto la mente.

                                     

1.2. Il ribaltamento di significato nella storia del concetto Dal Neoplatonismo al Rinascimento

Con il Neoplatonismo la coppia soggetto/oggetto si presenta a livello cosmico, dove il polo soggettivo della realtà che si manifesta ovunque, dallUomo al mondo divino è unito a quello oggettivo Essere, ma sono entrambi subordinati al Principio unico o Uno, anzi sono derivati da esso per emanazione. Lautocoscienza umana, il "so di esistere" non è che un riflesso, una manifestazione particolare dellautocoscienza dellUno, che anche Plotino chiama Noùs Intelletto. Si ha di nuovo la coincidenza tra soggetto e oggetto e l"assorbimento" dellintelletto umano in una dimensione intellettiva universale.

Sulla scorta di Aristotele, nel Medioevo il soggetto assume un significato oggettivo: il soggetto del discorso, largomento di cui si parla. Questo uso è corrente nel mondo anglosassone subject, sinonimo di matter. Nonostante le apparenze, nemmeno Agostino si oppone al realismo filosofico: il suo protagonista è sì lanima, linteriorità; ma, come per Platone, lanima vive e pensa grazie allilluminazione divina: il soggetto umano dipende in tutto da una Verità che lo trascende.

Col Cristianesimo si ha comunque ad una nuova concezione di Dio rispetto a quella greca: non più come entità impersonale, o semplice fondamento oggettivo della natura, ma come Soggetto vivo e pensante, di cui luomo è immagine e somiglianza. Nella disputa sugli universali, Tommaso dAquino prende posizione a favore del realismo, nel contesto tuttavia di unautocoscienza del soggetto ricondotta alla trascendenza divina.

Su questa strada anche il Rinascimento descrive variamente linteriorità come contatto con luniversale che si riflette nellumano. Anima mundi Ficino, Mens insita omnibus Bruno, Intelletto Cusano, sono espressioni e dottrine che esprimono questadesione del soggetto umano alla dimensione cosmica del Soggetto assoluto: luomo è un microcosmo che contiene in sé gli estremi opposti delluniverso, in quanto specchio dellUno dal quale proviene tutta la realtà. La natura partecipa di questa soggettività universale, essendo tutta viva e animata, non un meccanismo automatizzato ma abitata da forze e presenze nascoste.



                                     

1.3. Il ribaltamento di significato nella storia del concetto La filosofia moderna

Nel 600 si verificano due processi paralleli: con Galileo Galilei si inaugura la visione scientifico-matematica della Natura; con Cartesio viene inaugurata la visione moderna del soggetto. Questo duplice processo costituisce la base del dualismo soggetto/oggetto, e riflette la nuova consapevolezza da parte delluomo europeo del proprio potere sulla Natura.

Cartesio parte dallevidenza che nella mia mente vi sono molteplici Idee, di varia natura il significato cartesiano è differente da quello platonico: esse sono solo nella mia mente. Io non posso essere sicuro che a queste Idee corrisponda una realtà esterna al mio pensiero. Nel rapporto tra il mio pensiero le Idee spesso loggetto di cui lidea è la mia rappresentazione mentale non esiste materialmente: esso può essere immaginato, inventato, anticipato, ecc. Ma vi è soprattutto lerrore, ovvero la non-esistenza reale delloggetto pensato come reale. Quindi si può esercitare un costante dubbio circa la esistenza reale delloggetto, ma non si può mai dubitare della presenza delle Idee nella mente né dellesistenza dellio che dubita. Cartesio ha fortemente sbilanciato la coppia soggetto/oggetto a favore del primo termine. La celebre proposizione del Cogito, ergo sum riassume un lungo ragionamento che si può esprimere così:

  • Posso dubitare di essere ingannato riguardo qualunque verità dubbio iperbolico, ma non posso ingannarmi sul fatto di essere io il soggetto ingannato;
  • Poiché infatti posso liberamente dubitare di tutto, non posso invece dubitare del mio libero atto del dubitare, di essere un pensiero che dubita;
  • Lattributo necessario alla mia sostanza è il pensiero, poiché non sono in grado di concepirmi distinto da esso.
  • Se sto dubitando e ponendomi queste domande è necessario che io esista almeno quando me le pongo;

Su questa base Cartesio costruisce un prototipo di quella che si può definire "metafisica del soggetto", dove lio individuale diventa la prima sostanza, in ordine logico, e lunica che possa costituire il fondamento dellesistenza di tutte le altre. Determinante per la successiva elaborazione sul soggetto è il dualismo res cogitans/res extensa. Il pensiero è contrapposto alla Natura ed alla materia, che Cartesio identifica con lestensione spaziale degli oggetti. Dal dualismo res cogitans/res extensa si svilupperà il meccanicismo come visione matematica e deterministica della Natura. Dopo Cartesio restano alcuni punti fermi:

  • Lautocoscienza è perciò il sub-iectum delle altre cose, poiché mi viene data preliminarmente rispetto ad esse ed è capace di interrogarsi sulla loro esistenza. Anzi, la sostanza vera diviene la sostanza che si interroga sulla Verità.
  • Le "cose", che il senso comune vuole esistenti di per sé, esistono anzitutto nella coscienza; la loro esistenza indipendente come sostanze va invece dimostrata;
  • Lautocoscienza umana non si aggiunge alla coscienza delle altre cose, ma è, per definizione, antecedente ad esse Kant dirà: a priori poiché soltanto nellautocoscienza si manifesta tutto il resto;

Con Leibniz tuttavia si ha una nuova metafisica del soggetto, più complessa del semplice dualismo cartesiano, basata sulla pluralità delle sostanze, che torna a riunificare la dimensione del pensiero con quella dellessere secondo lottica platonico-aristotelica; le idee, vere e proprie realtà pensanti che si esprimono nel soggetto metafisico la monade, corrispondente nelluomo alla sua mente hanno di nuovo il ruolo di fondamento della verità. Infatti il giudizio, nella sua forma logica" S è P”, è vero quando il predicato è già contenuto nel soggetto, che è la sua causa o, per dirla con Leibniz, la sua ragion sufficiente. Il soggetto logico S esprime la sostanza reale o monade, che quindi è la causa della verità, sia in senso logico come soggetto del giudizio, che ontologico come ragion sufficiente del predicato. Se è vero che "Colombo scoprì lAmerica" nel celebre esempio di Leibniz, la ragione di tale scoperta risiede nel soggetto, cioè in Colombo stesso. Leibniz descrive un soggetto già simile alluomo moderno, come individuo indipendente dagli altri "la monade non ha porte né finestre", dotato di un sua energia vitale appetitus e di una libertà e finalità sua propria l entelechia aristotelica, ma inserendolo entro un quadro organico dinsieme, fondato sul concetto scolastico di "armonia prestabilita".

Lempirismo inglese, prima con John Locke e poi più decisamente con David Hume, reagisce a questa "sostanzializzazione" del soggetto criticando sia la nozione di "sostanza" Locke, che poi quella stessa di" soggetto" Hume. Ma in tal modo lempirismo perviene allo scetticismo, allimpossibilità di poggiare la concordanza tra soggetto e predicato su solide basi: ne va di mezzo la possibilità della conoscenza scientifica. Come in Cartesio, seppur partendo da una prospettiva opposta, gli empiristi giungono così a un dualismo, ad una frattura tra la dimensione soggettiva dellesperienza, e quella oggettiva della realtà esterna. Questa frattura tra la realtà le sue rappresentazioni soggettive derivanti dallesperienza verrà radicalizzata da Kant come opposizione tra fenomeno e cosa in sé vedi oltre.

Concludendo sul pensiero moderno: allopposto di quello antico, ora è il soggetto a prevalere sulloggetto esterno, fino a diventare esso stesso unentità metafisica autonoma Cartesio, generando per reazione la negazione della sostanza empirismo.

                                     

1.4. Il ribaltamento di significato nella storia del concetto Kant e lIdealismo

Con Kant si ha la "rivoluzione copernicana" che mette il soggetto al centro del sistema della conoscenza, facendo ruotare gli oggetti intorno alle sue forme a priori. Il soggetto da individuo si fa soggetto trascendentale o puro: l Io penso. Le forme a priori, infatti, su cui si fonda loggettività delle conoscenze empiriche, a loro volta poggiano su una forma universale, che è appunto il soggetto puro. Scrive Kant: "L Io penso … deve poter accompagnare tutte le mie rappresentazioni, poiché altrimenti in me verrebbe rappresentato qualcosa che non potrebbe affatto venir pensato". Il pensare dunque è un atto originario dellio puro. Scrive ancora Kant: "La chiamo. originaria, poiché essa è quella autocoscienza che, col produrre la rappresentazione "Io penso", non può essere preceduta da nessunaltra rappresentazione, poiché condizione a priori di tutte le altre rappresentazioni". Il soggetto empirico, lio in carne ed ossa, deve la sua stessa identità per cui io so di essere io alla forma preesistente dell Io penso, che è la medesima per tutti i soggetti empirici. L Io penso kantiano non ha però un carattere sostanziale o metafisico come quello cartesiano, poiché è soltanto una forma, un contenitore: mentre i suoi contenuti sono i pensieri che i singoli soggetti empirici costruiscono sulla realtà fenomenica, ben distinta dalla cosa-in-sé; questultima sussiste indipendentemente e al di fuori del soggetto, ed è pertanto inconoscibile. In questo limite conoscitivo del soggetto si manifestano il criticismo e lavversione di Kant per la metafisica razionalistica. In Kant non abbiamo una metafisica del soggetto vera e propria, ma piuttosto una visione antropocentrica della Natura, in cui i nessi logici e fisici tra gli oggetti naturali non valgono di per sé, ma solo in relazione ad un soggetto generale, generico. La Natura è tale in relazione allUomo.

Da Kant allidealismo il passo è breve: è sufficiente rimuovere la cosa-in-sé. Avremo così un soggetto trascendentale dotato di forma e contenuto, principio metafisico della realtà, sia di quella del soggetto libertà, conoscenza sia di quella delloggetto Natura, materia. Così in Fichte e Schelling lIo assoluto è lorigine non solo dellautocoscienza umana ma anche del non-io o Natura: lidentità di questi due termini è ununione "immediata", attingibile solo al di là dellopera mediatrice della ragione, tramite intuizione. Veniva perciò ripristinata lunità indissolubile di soggetto e oggetto tipica della metafisica neoplatonica.

Hegel identifica esplicitamente il soggetto con lAssoluto, ed infine con il Dio cristiano, ma diversamente dai suoi predecessori li congiunge in forma "mediata", generando quindi nuovamente un dualismo. Secondo Hegel, "che la sostanza sia essenzialmente Soggetto, ciò è espresso nellenunciazione dellAssoluto come Spirito", ma quel che ancora mancava al soggetto puro era la concretezza dello svolgersi della vita umana nella dimensione storico-culturale, sociale, politica. Così egli elabora la nozione di "Spirito" Geist come soggetto unico ed assoluto che però inizialmente non sa di esserlo, per cui tutta la storia umana consiste in un progressivo prendere coscienza di sé da parte dello Spirito, proprio attraverso le vicende degli uomini e dei popoli. Le diverse figure attraverso cui lo Spirito si autoconosce sono narrate nella Fenomenologia dello spirito, che è una sorta di storia romanzata della autocoscienza: essa inizia come semplice io empirico certezza sensibile, ma poi attraverso numerosi passaggi dialettici diviene sempre più universale. Infine Hegel identifica lo Spirito con la stessa filosofia, che è lautocoscienza dellintera umanità e dove forma e contenuto coincidono, grazie allopera mediatrice della razionalità; così Hegel si ritiene colui che ha dato alla Ragione illuministica il suo significato più pieno. Il successivo "sistema filosofico" dell Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio 1817, basato sulla "dialettica" e suddiviso in Idea, Natura e Spirito, descrive le forme, progressivamente più vere e concrete, attraverso cui la realtà o Idea, che Hegel definisce classicamente come "i pensieri di Dio" viene pensata e diviene così contenuto dellautocoscienza universale o Spirito.

Dallo Spirito hegeliano alluomo concreto, sociale, storico, economico, il passo è di nuovo breve. La sinistra hegeliana e soprattutto Marx traducono lidealismo in materialismo storico. Se per lidealismo il soggetto è lorigine dellautocoscienza e della Natura, per Marx il soggetto della storia è la classe sociale, ovvero unautocoscienza collettiva costituita dalla sua dimensione economica, dalla sua posizione nel sistema produttivo. Marx traduce in forma consapevole il dominio delluomo sulla Natura ed infine sulla società, ovvero su sé stesso. I suoi strumenti non sono più o non solo il puro pensiero e la "scienza" newtoniana, ma piuttosto il lavoro e la tecnica come forme di umanizzazione della Natura. Il Progresso è il destino inevitabile del soggetto umano e storico. Il soggetto si lega inestricabilmente alla dimensione della tecnica, cosa non certo priva di significato. Heidegger rileva lo stretto legame tra laffermarsi del dominio filosofico del soggetto e laffermarsi della tecnica come orizzonte esistenziale delluomo moderno.

                                     

2. Il soggetto oggi

La filosofia già da un secolo va annunciando in varie forme la "morte del soggetto". Il soggetto ha fatto da supporto alla Rivoluzione scientifica e poi allIlluminismo ed in generale al periodo storico in cui lEuropa è stata e si è messa al centro del mondo. La Rivoluzione Copernicana esprime un ottimismo della ragione che oggi per molti aspetti è entrato in crisi. La filosofia e lepistemologia contemporanee hanno in vari modi portato oltre la relazione soggetto/oggetto quale unico fondamento della conoscenza della Natura.