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ⓘ Augusto nell'eredità storica culturale




Augusto nelleredità storica culturale
                                     

ⓘ Augusto nelleredità storica culturale

Per Augusto nella cultura, si intende il ricordo e il mito che ha avuto in questi duemila anni il fondatore dellImpero romano. Augusto è considerato un personaggio di fondamentale importanza per la storia dEuropa e del Mondo occidentale e il fondatore di un regime politico che ha controllato e governato per secoli il bacino del Mediterraneo e buona parte dellEuropa. Fu probabilmente il più importante tra gli imperatori romani. Michael H. Hart lo posiziona al diciottesimo posto nella classifica dei più importanti personaggi della Storia.

Una parte della storiografia moderna peraltro ha analizzato criticamente la personalità e loperato politico di Augusto; a partire soprattutto dagli studi dello storico neozelandese Ronald Syme, Augusto è stato duramente criticato per il suo comportamento spietato e opportunistico prima dellassunzione del potere, per la sua ipocrisia e la sua evidente ambizione egemonica e per la sua decisione irreversibile di organizzare un reale regime dittatoriale personale, chiudendo la fase della Repubblica romana.

Limmagine di Augusto si è modificata più volte nel corso dei secoli ed è stata spesso strumentalizzata per scopi che con la persona e la politica del Princeps hanno poco o nulla a che fare. Già Augusto stesso si è mosso per lasciare ai posteri una immagine di sé il più possibile positiva. La sua autobiografia è andata persa, ma lelenco delle imprese, il cosiddetto Res Gestae Divi Augusti, dà una buona idea di come il principe volesse essere visto. Una trascrizione delle res gestae è ancora oggi visibile sul lato est del basamento del museo dellAra Pacis a Roma, unico elemento rimasto della pre-esistente costruzione, la teca del Morpurgo.

Ciò che meglio ricorda questo imperatore nella cultura occidentale quotidiana è lottavo mese dellanno, Agosto, che fu rinominato in suo onore dal Senato romano, nellanno 8 a.C., quando limperatore entrò nel pantheon delle divinità adorate dai Romani. E sempre da Ottaviano Augusto prende il nome anche il ferragosto feriae Augusti. Sempre il senato aggiunse un giorno alla durata, togliendolo a febbraio, per renderlo uguale a luglio dedicato a Cesare.

                                     

1. Un mito che dura da due millenni

Il regno di Augusto coincide con la fondazione di un regime che durò circa quindici secoli attraverso il declino dellImpero romano dOccidente e la caduta di Costantinopoli nel 1453. Entrambi i suoi nomi, il primo adottivo di Caesar, il secondo di Augustus divennero titoli permanenti degli Imperatori romani dopo la sua morte. In molte lingue, Caesar divenne sinonimo di imperatore, come il tedesco Kaiser, il bulgaro e poi russo Zar. Il culto del Divus Augustus continuò fino a quando la religione di Stato divenne il Cristianesimo nel 391 con Teodosio I. Di conseguenza molte sue statue e busti vennero prodotti nei secoli successivi. Copie delle sue Res gestae divi Augusti furono scritte e poste ovunque dopo la sua morte. Liscrizione in latino venne tradotto in greco e posto su molti pubblici edifici come il tempio di Ankara Monumentum Ancyranum, chiamato dallo storico Theodor Mommsen la "regina delle iscrizioni".

Anche Nicola di Damasco ha cercato, nella sua biografia frammentaria di Augusto, di presentarlo solo nella luce migliore.

Tuttavia si trovano nella storiografia antica anche tracce di unaltra valutazione, critica. Lo storiografo Tacito, un sostenitore dichiarato della condizioni repubblicane, scrive agli inizi del II secolo, nei suoi Annales sulla fondazione del Principato:

Dopo un passaggio critico sulleredità postuma di Augusto vista con i propri occhi, Tacito scrive sul principe stesso:

Certe descrizioni di Tacito e quelle dello del senatore Cassio Dione, che scrive nel II secolo, hanno alcune somiglianze. Ma mentre Tacito registra un quadro piuttosto negativo del primo Princeps, perché deplora la caduta della Repubblica e la politica di potenza di Augusto, riconosciuto come tale, la rappresentazione di Dione è positiva. Poiché il suo lavoro offre materiale aggiuntivo a passi corrispondenti di Tacito, la ricerca storica è in gran parte daccordo che Dione non abbia usato Tacito, ma che entrambi abbiano usato una fonte comune ormai perduta.

Come la maggior parte degli storiografi antichi, anche Tacito nomina solo raramente le proprie fonti. Sono note diverse opere di storiografi senatori che hanno scritto prima di lui, tra cui quella di Aulo Cremuzio Cordo, che apparentemente ha rappresentato Bruto e Cassio molto positivamente. Anche Aufidio Basso ha descritto almeno in parte il principato di Augusto; tuttavia, non è noto a che punto inserire la sua Historiae. Anche Servilio Noniano probabilmente scrisse sulla signoria del Princeps. Svetonio elaborò materiale da queste opere perdute di questo periodo nelle sue vite dei Cesari. Ma Tacito potrebbe essere stato il primo storico la cui valutazione complessiva su Augusto era negativa.

Molti considerano Augusto come il più grande degli imperatori romani. Le sue politiche certamente estesero la durata della vita dellImpero e avviarono la celebrazione della Pax romana o Pax Augusta. Il Senato romano augurava ai successivi imperatori che fossero "più fortunati di Augusto e migliori di Traiano" Felicior Augusto, melior Traiano.

                                     

1.1. Un mito che dura da due millenni Tarda antichità e Medioevo

Augusto e il suo tempo ebbero una significativa reinterpretazione dopo la cristianizzazione dellImpero Romano. Dalla tarda antichità e dal Medioevo i cristiani hanno sempre cercato di uguagliare la pax Augusta con la pax Christiana, dato che Gesù di Nazaret era nato in periodo augusteo. Nel Basso Medioevo questo fu anche usato politicamente dai re romano-germanici; durante il servizio natalizio si evidenziava indirettamente, che al tempo della nascita di Gesù, cè stato un imperatore romano, ma non un papa.

                                     

1.2. Un mito che dura da due millenni San Cesareo di Terracina e Cesare Augusto: la cristianizzazione del culto pagano

Fin dalla prima età cristiana, Cesario di Terracina fu il santo scelto per il suo nome a consacrare alla fede di Cristo i luoghi che già appartennero ai Cesari pagani. Lanalogia fra il nome del santo e quello degli ambienti detti Caesareum o Augusteum, riservati negli edifici pubblici romani al culto degli imperatori, è stata da sempre collegata con la precisa volontà della Chiesa di soppiantare la devozione per i defunti sovrani di Roma piuttosto importanti nel paganesimo con quella più tollerabile verso un martire cristiano.

Il nome Cesario significa" devoto a Cesare” ed è legato, quindi a Gaio Giulio Cesare, al suo figlio adottivo, Gaio Giulio Cesare Ottaviano, e agli imperatori romani in quanto il loro appellativo era appunto "Cesare".

Il Palatino divenne in epoca romana la vera e propria residenza ufficiale degli imperatori; il primo fu Cesare Ottaviano Augusto che fece edificare la sua domus sul versante sud-occidentale del Colle. Il Palatino nel Medioevo divenne uno spazio cerimoniale, raramente abitato dalloccupante designato: limperatore. Nei palazzi imperiali del Colle non troviamo una moltitudine di nuovi santi, ma un unico santo per rafforzare la maestà imperiale: San Cesario. Il nome del martire era una opportuna dedica là dove avevano risieduto gli Autocratori, i Cesari. Non senza ragione, il culto del martire di Terracina fu importato nel palazzo dei Cesari. E la ragione è nel nome stesso del Martire.

Secondo il Grisar, il titolo di San Cesario anche da solo annunciava il nuovo carattere cristiano della potenza dei Cesari.

Il culto di San Cesario nacque e si sviluppò sulla via Appia, la strada romana che collegava Roma a Brindisi: lungo il percorso della "regina viarum" si trovava la sua primitiva tomba a Terracina e la Chiesa di San Cesareo de Appia a Roma ubicata nei pressi delle Terme di Caracalla, nel tratto iniziale della via Appia.

In Campania esistono diverse epigrafi su cui si legge la scritta "IVSSV IMPERATOR CAESARIS QVA ARATRVM DVCTVM EST" Per volere dellimperatore Cesare fu fissato questo solco per dove passò laratro conservate in alcune città poste lungo la Via Appia, in cui vi è traccia del culto pagano di Cesare Augusto e della venerazione di San Cesario diacono e martire sulla facciata del Palazzo Messore a Marcianise in provincia di Caserta; nella Cattedrale di Terracina descritta dal Grutero; a Capua, presso la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo). Da questa iscrizione, secondo alcuni studiosi, si deduce che Terracina "fu dedotta Colonia dallimperatore Cesare Augusto", forse nello stesso tempo in cui fu dedotta anche Capua.

A margine di un intervento di scavo nellarea dellAnfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere è stato riportato in luce un cippo pomeriale con iscrizione in latino "Iussu imperatoris Caesaris, qua aratrum ductum est"; questa pietra era stata piantata nel terreno, lungo la fossa che costeggiava le mura cittadine, verosimilmente con la parte iscritta rivolta verso la città, a segnare lesistenza del sacro confine tra urbs e suburbium, ovvero tra la colonia romana ed il suo territorio il Caesar delliscrizione è stato identificato con il giovane Ottaviano. Datazione: 36 – 31 a.C. Questo cippo testimonia la volontà di rifondare la cesariana Colonia Iulia Felix da parte di Ottaviano, in ottemperanza alle decisioni del padre adottivo, ossia Giulio Cesare.

Questa stessa iscrizione si trova anche su altri cippi, come quello del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e quello del campanile del Duomo di Capua.

Sulle estreme propaggini dei Colli Albani, a 3 chilometri circa ad occidente di Velletri, si estendono, sul colle detto San Cesareo, i ruderi di una grande villa romana, ritenuta per tradizione proprietà della famiglia degli Ottavi, la Gens Octavia, di origine veliterna Augusto era di famiglia veliterna da tempo stanziatasi a Roma. Durante il Medioevo, sui resti di questa antica villa simpiantò un insediamento cristiano, dedicato a San Cesareo di Terracina, attestato proprio da un battistero costruito riutilizzando un ambiente in reticolato e laterizi dotato di un impianto idrico. Attualmente i ruderi di questo edificio sono identificati con il nome "Villa di San Cesareo".

A Napoli lantico culto pagano dellimperatore Cesare Augusto fu sostituito e cristianizzato dal diacono Cesario. Il culto del santo terracinese a Napoli è antichissimo: in uno strumento rogato il 16 giugno del 1288, ai tempi di Carlo I dAngiò, si fa memoria di un luogo fuori le mura di Napoli, vicino al casale di San Giovanni a Teduccio, che si chiamava "S. Cesarei ad Susurram", nei pressi della chiesa di S. Arcangelo allArena. Nella Chiesa di Santa Brigida, a un passo da Piazza del Plebiscito e dal Teatro di San Carlo, si conserva un busto reliquiario ligneo di San Cesario diacono e martire, nel quale è incastonato un frammento osseo del santo, traslato da Lucca nel XVI sec. A pochi passi da Piazza Municipio, dalla terrazza che fiancheggia la via Cesario Console si eleva, dominando il mare, la statua di Cesare Augusto, offerta dal Duce, Benito Mussolini, alla Città di Napoli nel 1936. Si tratta di una riproduzione in bronzo dellAugusto di Prima Porta, nota anche come Augusto loricato, conservata nei Musei Vaticani, nella Città del Vaticano. La Campania, ed in modo particolare Napoli, è legata ad Augusto, soprattutto nellultima fase della sua vita, fino alla morte. Uno dei principali meriti dellimperatore fu fare di Naepolis considerata al tempo "la città più greca dOccidente" la capitale dello sport; nel 2 d.C. fu proprio Augusto a far edificare il tempio dei giochi Isolimpici e ad indire gli "agoni quinquennali", una grande festa sportiva che ricordava i fasti delle gare con le fiaccole in onore di Partenope. Lo stesso imperatore vi assistette nel 14 d.C., poco prima di morire a Nola il 19 agosto. Da Nola partì il corteo funebre che, diretto a Roma, viaggiava di notte e faceva sosta di giorno nelle città disposte lungo la via Appia.



                                     

1.3. Un mito che dura da due millenni Epoca moderna fino alla rivoluzione francese

Lo scrittore anglo-irlandese Jonathan Swift 1667–1745, nel suo Discourse on the Contests and Dissentions in Athens and Rome, è critico nei confronti di Augusto per aver instaurato la tirannia a Roma, e paragonò la Repubblica romana del II secolo a.C. alle virtù della monarchia costituzionale della Gran Bretagna. Lammiraglio e storico Thomas Gordon 1658–1741 paragonò Augusto al tiranno puritano Oliver Cromwell 1599–1658. Thomas Gordon e il filosofo e politico francese Montesquieu 1689–1755, entrambi sostenevano che Augusto fosse un vigliacco in battaglia. Nelle sue Memoirs of the Court of Augustus, lo studioso scozzese Thomas Blackwell 1701–1757 ritiene Augusto un princeps del Machiavelli, "un usurpatore vendicativo e assetato di sangue", "malvagio e senza valore", "di medio livello", e un "tiranno".

Anche nel periodo moderno i politici, ciascuno per un motivo diverso, hanno cercato di costruire paralleli tra il tempo di Augusto e il loro. Durante la rivoluzione francese ad esempio listituzione del Direttorio, dopo il Regime del Terrore dei Giacobini, nel 1794 fu paragonata a quella del Principato.

                                     

1.4. Un mito che dura da due millenni Al tempo di Napoleone

Antonio Canova venne scelto e designato dallimperatore Napoleone Bonaparte quale suo ritrattista ufficiale. Egli eseguì numerosi ritratti, tra i tanti anche il Monumento a Napoleone I in bronzo che attualmente si trova allAccademia di Brera copia delle statua di Napoleone da Apsley House a Londra. A proposito di questa opera è da ricordare laneddoto che riferisce di un Napoleone irritato per laudacia dellartista, al punto da rifiutare la statua perché si vergognava di essere stato ritratto nudo, nella personificazione di "Marte il Pacificatore". Secondo Eugenio La Rocca, curatore della mostra su Augusto, tenutasi nel 2014 presso le "Scuderie del Quirinale", il Canova si sarebbe rifatto allimmagine del primo imperatore romano nel ritrarre Napoleone.

                                     

1.5. Un mito che dura da due millenni Durante il fascismo di Mussolini

Nel XX secolo di nuovo il fascismo italiano accese una vera e propria febbre di Augusto. Anche durante il nazismo diversi storici dellantichità, tra cui Wilhelm Weber, tentarono di rappresentare il tipo di principato di Augusto come modello per la cosiddetta nationale Erneuerung Deutschlands rinnovamento nazionale della Germania attraverso il "Führerprinzip" darzustellen.

Tra le principali ambizioni del fascismo vi era la rifondazione dellImpero romano, attraverso una politica aggressiva di potenza dove la guerra è "positiva" perché "imprime un sigillo di nobiltà al popolo che laffronta", per mezzo della quale lItalia avrebbe dovuto assurgere al ruolo di guida e modello per le altre nazioni a livello politico, economico e spirituale. A tale scopo si insistette sulla necessità di un esercito forte e ben strutturato pur non riuscendo a raggiungere in tal senso un risultato concreto. Emblematica, sotto questo punto di vista, fu la volontà mussoliniana, ampiamente propagandata. Mussolini mirava a fare dellItalia un paese temuto e rispettato, restaurando i fasti dellImpero romano di Augusto, recuperando i territori irredenti e realizzando il controllo italiano sul mediterraneo il mare nostro.

Questa politica - troncata dallo scoppio della seconda guerra mondiale - non produsse i risultati sperati, e ottenne solo di isolare lItalia dai suoi ex alleati dellIntesa, spingendola ad una sempre più stretta - e definitiva - alleanza con la Germania.



                                     

1.6. Un mito che dura da due millenni Storiografia contemporanea

Abbastanza diverso avuto il giudizio dello storico Theodor Mommsen che aveva interpretato il lorganizzazione del Principato di Augusto non come una monarchia, ma come una diarchia, in cui il potere sarebbe stato diviso tra Senato e Princeps.

Contro questa visione si è opposto Ronald Syme, la cui The Roman Revolution, del 1939, è la base della moderna ricerca su Augusto, prima di tutto per la ricchezza del suo materiale. Syme, la cui rappresentazione è stata segnata dalla diffusione dei movimenti fascisti in Europa, considerava Augusto un semplice dittatore.

In modo simile a Mussolini – solo con una valutazione opposta, negativa – Syme ha visto nella sua ascesa paralleli al fascismo emergenti: il regime di Augusto era emerso da una rivoluzione, egli stesso era un uomo di partito che con il denaro le armi aveva messo da parte la vecchia classe dirigente e laveva sostituita con una nuova. Come uomo di potere aveva portato alla tomba la vecchia cadente repubblica per fondare, sotto una facciata apparentemente repubblicana, una autocrazia.

Lo storico Jochen Bleicken giudica criticamente ma non in senso peggiorativo il Principe: nella storia antica solo Alessandro Magno e Giulio Cesare fecero prestazioni paragonabili a quelle di Augusto. Tuttavia, non lo si può equiparare con questi "grandi", che in fondo hanno lavorato in direzione fondamentalmente distruttiva. Augusto è stato prima di tutto il "costruttore dellimpero romano" e l"educatore" della nuova élite del Principato. Non ci possono essere dubbi sullipocrisia di Augusto o sul carattere di facciata del suo regime.

Dietmar Kienast ha visto in Augusto il governante più disinteressato di tutta la storia. Anche Klaus Bringmann 2007 ha richiamato, nella sua biografia di Augusto una valutazione complessiva positiva del regno del primo imperatore romano: a differenza di Ronald Syme ha visto nelle sue azioni la prova che il possesso del potere per Augusto non era fine a se stesso.

Werner Dahlheim 2010 giustappone la "mörderischen Winkelzüge der ersten Jahre" prevaricazione omicida dei primi anni del giovane Ottaviano un parere positivo sulla seconda parte della vita. Augusto gli appare, considerando la durata della sua azione di statista, come un "grande uomo".

                                     

2. Letteratura

  • Il romanzo storico Io, Claudio di Robert Graves vede Augusto giocare un ruolo centrale nella trama dellopera. Egli è dipinto come un uomo retto, ben intenzionato, che desidera sinceramente di ritirarsi dal suo status di imperatore e ripristinare la Repubblica, ma è incoraggiato dalla moglie Livia a non farlo. Verso la fine della sua vita, Augusto riconosce gli errori di Livia e tenta di allontanarla dalla sua via e dichiarare Agrippa Postumo suo erede, portando così Livia ad avvelenare il marito. Augusto subisce numerosi dispiaceri, come quando è costretto a mandare in esilio sua figlia Giulia per i suoi numerosi adulteri.
  • Allan Massie compose una novella nel 1986 dal titolo Augustus, il cui obbiettivo era di sembrare unautobiografia dellimperatore romano.
  • Un busto di Augusto ha un importante ruolo in Locchio di fuoco della serie dei I tre investigatori.
  • Augusto è menzionato nel Vangelo secondo Luca 2:1
  • John Edward Williams scrisse un romanzo intitolato Augustus che vinse nel 1973 il "National Book Award".
  • Augusto ha come protagonista limperatore Augusto in Sandman della DC Comics. Consigliato da Sogno e aiutato dal nano Licio limperatore si finge per un intero giorno un mendicante per poter riflettere senza essere osservato dagli dei.
  • Augusto è lesempio di un importante discorso nel libro di Kurt Vonnegut Dio la benedica, Mr. Rosewater.
  • Augusto è un personaggio comprimario con il nome di Octavius nelle tragedie di William Shakespeare, Giulio Cesare e Antonio e Cleopatra.
                                     

3. Cinema e televisione

  • Interpretato da Ian Keith in Cleopatra 1934.
  • Interpretato da Roddy McDowall in Cleopatra 1963.
  • Interpretato da Max Pirkis e Simon Woods in Roma 2005/2007.
  • Interpretato da Peter OToole in Augusto 2003.
  • Interpretato da Brian Blessed per la BBC nel 1976, basandosi sul romanzo storico di Robert Graves Io, Claudio.
  • Empire 2005, sugli ultimi anni di Cesare, protetto in questa serie da un fittizio ex gladiatore, Tirone, che diverrà poi il protettore di suo nipote Ottavio, interpretato da Santiago Cabrera.
  • Interpretato da Roland Culver nella miniserie della BBC 1968 The Caesars.
                                     

4. Video games

  • Nel videogioco di ruolo per PlayStation 2 Shadow of Rome è co-protagonista insieme al generale romano e futuro genero Marco Vipsanio Agrippa.
  • Lo troviamo anche in Civilization V, ancora al comando dellImpero romano. La sua abilità specifica è la "Gloria di Roma", che garantisce bonus per ottenere dei miglioramenti nella città.
  • In Civilization VI non è più il leader dei romani sostituito da Traiano, ma rimane nella graduatoria finale in riferimento alla posizione più alta.
  • In Civilization IV, ogni gioco si conclude con varie statistiche dove nella parte più altra della graduatoria si trova Augustus Caesar. Egli è inoltre aggiunto allespansione Civilization IV: Warlords come comandante romano che accompagna Giulio Cesare.