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ⓘ Delizia di Belriguardo




Delizia di Belriguardo
                                     

ⓘ Delizia di Belriguardo

La Delizia di Belriguardo era la reggia estiva della corte estense. Essendo stata costruita nel 1435 è la prima residenza estiva di una signoria in Europa. È ubicata nel territorio di Voghiera, Strada Provinciale n. 274, a circa 15 km da Ferrara. È stata anche definita la Versailles degli estensi. Ledificio è sede del Museo civico di Belriguardo che espone reperti archeologici del territorio, dedicando anche sezioni rinascimentali e di arte moderna.

                                     

1. Storia

La Delizia di Belriguardo fu voluta dal marchese Niccolò III dEste e venne utilizzata come residenza estiva di tutta la corte estense e come villa di rappresentanza. La posa della prima pietra risale al 1435, anche se la struttura subì continue rivisitazioni ed ampliamenti nel corso degli anni, ad opera dei successivi duchi di casa dEste. Vi soggiornò sovente Lucrezia Borgia.

Ledificio venne forse costruito dietro suggerimento di Filippo Brunelleschi: la sua particolarità era di presentare un ingresso stretto quello presente ancora oggi, sotto il torrione, il primo cortile porticato su tre lati ed il secondo cortile porticato su quattro lati: è la pianta di una villa greco orientale edificata secondo il gusto tardo medievale.

Tra palazzi e giardini, Belriguardo aveva una superficie complessiva di almeno quaranta ettari.

Nella seconda metà del Cinquecento nella Delizia di Belriguardo ha dimorato anche il poeta rinascimentale italiano Torquato Tasso, il quale visse diversi anni tra questa delizia estense, dove amava ritirarsi, e Ferrara, dove risiedeva la corte.

Da notare che proprio in questa residenza estense è ambientata lopera teatrale di Johann Wolfgang von Goethe chiamata, appunto, Torquato Tasso.

La magnificenza della Delizia di Belriguardo subì un brusco arresto quando gli Estensi furono costretti a lasciare Ferrara nel 1598. Belriguardo fu lasciata in enfiteusi a proprietari terrieri del luogo i quali la utilizzarono principalmente come fattoria, trasformando sale affrescate dai maggiori maestri del Cinquecento ferrarese in stalle e granai. Tutto ciò che cera di prezioso e ormai inutile al nuovo utilizzo del complesso fu venduto.

Belriguardo è giunta fino a noi malgrado progressivi crolli, riadattamenti e demolizioni grazie al fatto che venne frazionata in numerose abitazioni private. Ciò che è rimasto di Belriguardo è ancora visibile, ma la lettura del complesso originale risulta talmente compromessa da non essere quasi più individuabile. I resti dellantica delizia ancora oggi visibili sono i seguenti: la torre al centro, dalla quale gli Estensi osservano gli spettacoli nella peschiera sottostante alimentata dallacqua del fiume Sandalo; le sei finestre gotiche della fine del Quattrocento; la Sala della Vigna, lunico ambiente che ha restituito qualche testimonianza dellantico splendore.

                                     

2. Descrizione

Si accede al primo giardino attraverso una grande torre, sulla cui sommità sono presenti due angeli che portavano quello che doveva essere il simbolo estense.

Abbiamo una bellissima descrizione, quasi metro per metro, di Belriguardo scritta da Sabadino degli Arienti alla fine del 400.