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ⓘ Curia diocesana




Curia diocesana
                                     

ⓘ Curia diocesana

La curia diocesana o curia vescovile, nella Chiesa cattolica, è linsieme di tutti gli organismi le persone che collaborano e aiutano il vescovo nella guida pastorale di tutta la diocesi. La curia è prevista e descritta dal Codice di diritto canonico ai canoni 469-494.

Tutte le persone che hanno qualche incarico nella curia devono essere nominate dal vescovo e, prima di assumere il proprio ufficio, devono promettere di adempiere fedelmente il proprio incarico, secondo le modalità indicate dal vescovo.

Un sacerdote, di norma il vicario generale, è nominato moderatore della curia ed ha il compito di coordinarne tutte le attività e di vigilare sul suo corretto funzionamento.

                                     

1.1. Struttura Il consiglio episcopale

In ogni diocesi deve essere nominato un vicario generale; se la diocesì è particolarmente grande o complessa o comunque se il vescovo lo ritiene opportuno, possono essere nominati anche dei vicari episcopali. Il consiglio episcopale è formato dal vescovo, dal vicario generale e dai vicari episcopali, e serve a favorire lattività pastorale della diocesi, attraverso il coordinamento di tutti i vari soggetti che operano nella diocesi. Il consiglio episcopale è il nucleo a più stretto contatto con il vescovo e opera sotto la sua autorità.

                                     

1.2. Struttura Il cancelliere e gli archivi

In ogni diocesi deve essere nominato un cancelliere: il suo compito specifico è quello di scrivere tutti gli atti e i documenti necessari al lavoro della curia e alla cura della diocesi, di farne pubblica fede con la propria firma, di conservarli nellarchivio, di esibirli a chi ne faccia legittima richiesta. Se lo si ritiene opportuno, possono essere nominati anche un vicecancelliere e dei notai, che aiutino il cancelliere nel suo ufficio ne condividano le funzioni.

Nella curia deve essere presente un archivio, chiuso a chiave: la chiave dellarchivio sarà in possesso solo del vescovo e del cancelliere. Nellarchivio si possono distinguere tre sezioni:

  • larchivio storico, per i documenti di valore storico e quelli riguardanti istituzioni, fatti e persone ormai estinti;
  • larchivio corrente, dove devono essere conservati tutti i documenti riguardanti le questioni della diocesi, il relativo inventario con un breve riassunto di ogni documento presente, e una copia degli inventari dei singoli archivi presenti in tutte le chiese del territorio diocesano;
  • larchivio segreto, che può essere un semplice armadio allinterno dellarchivio, a sua volta chiuso a chiave: la chiave dellarchivio segreto spetta al vescovo soltanto. Nellarchivio segreto troveranno posto tutti i documenti particolarmente delicati, perché relativi alla vita delle persone, ad esempio: documenti relativi alle cause criminali del foro ecclesiastico, non di quello civile; il registro dei matrimoni segreti; le dispense da impedimenti e irregolarità per lordine sacro; le procedure di perdita dello stato clericale e di dimissione dagli istituti religiosi.
                                     

1.3. Struttura Organi per lattività pastorale

Sotto questo nome rientrano una lunga serie di uffici, commissioni, centri pastorali, che non sono rigidamente previsti dal diritto canonico, ma vengono lasciati alla discrezione delle singole diocesi. Sono organi presenti di fatto in ogni curia, ed hanno lo scopo di coordinare e sviluppare lattività pastorale diocesana nei vari settori e ambiti di vita: sia quelli tipicamente ecclesiali liturgia, catechesi., sia quelli civili e sociali scuola, lavoro.

Un elenco indicativo di questi ambiti di intervento è il seguente: la famiglia e i fidanzati; le vocazioni e la vita consacrata; lattenzione ai giovani e alla cultura giovanile; il mondo del lavoro, delle realtà sociali e della giustizia; lo sport e il tempo libero; la scuola e linsegnamento della religione cattolica; la catechesi; la Caritas le altre iniziative assistenziali; le attività missionarie; lapostolato biblico; lattenzione ai malati, alla sanità e agli operatori sanitari; la liturgia, larte sacra e i beni culturali; le comunicazioni sociali.



                                     

1.4. Struttura Organi per lamministrazione

In ogni diocesi deve essere costituito il consiglio per gli affari economici: è composto da almeno tre fedeli solitamente laici, distinti per onestà, particolarmente esperti di economia e di diritto civile. I suoi membri vengono nominati dal vescovo per cinque anni il mandato poi può essere rinnovato anche per i quinquenni successivi e non possono essere scelti tra i parenti del vescovo, per evitare palesi ingerenze e conflitti dinteressi. Compito principale del consiglio per gli affari economici è quello di approvare il bilancio consuntivo delle entrate e delle uscite della diocesi e di redigere il bilancio preventivo per lanno successivo.

Il consiglio deve dare il proprio consenso per le operazioni finanziarie di maggiore importanza: gli atti di straordinaria amministrazione; lalienazione dei beni; la locazione degli immobili. Deve dare semplicemente il proprio parere al vescovo per altri atti relativi allamministrazione della diocesi: la nomina delleconomo diocesano; leventuale imposizione di tasse e tributi; la fissazione del limite di demarcazione tra gli atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione.

Anche leconomo diocesano è una figura obbligatoria: può essere laico; deve distinguersi per onestà ed essere esperto di economia; dura in carica per cinque anni, rinnovabili per i quinquenni successivi; viene nominato dal vescovo, dopo aver sentito il parere del consiglio per gli affari economici e del collegio dei consultori. Suo compito è redigere il bilancio consuntivo della diocesi e sottoporlo allapprovazione del consiglio per gli affari economici; amministrare i beni della diocesi; attenersi alle indicazioni date dal vescovo e dal consiglio.

                                     

1.5. Struttura Organi per la potestà giudiziaria

Il vescovo assomma, nellambito della propria diocesi, il triplice potere legislativo, esecutivo e giudiziario, non vi è quindi separazione dei poteri. Per esercitare il potere giudiziario egli deve costituire il tribunale diocesano, che fa parte della curia diocesana, e che è composto dalle seguenti persone: il vicario giudiziale ed eventuali vicari giudiziali aggiunti; i giudici; i giudici istruttori uditori; il promotore di giustizia; il difensore del vincolo; i notai. Molti di questi incarichi possono però essere affidati contemporaneamente ad una stessa persona. Alcuni vescovi di diocesi confinanti possono inoltre accordarsi per erigere un solo tribunale in comune, che abbia competenza su tutte le loro diocesi.