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ⓘ Categoria:Antropologia del linguaggio




                                               

Gesto dellokay

Il gesto dellok è un gesto della mano che viene eseguito collegando il pollice e il dito indice a formare un cerchio, con il palmo della mani aperto e tenendo le altre dita dritte o rilassate; essa viene utilizzata come una forma di comunicazione non verbale. In molte parti del mondo, tra cui Europa e Stati Uniti, è sinonimo della parola OK, che indica approvazione, assenso, accordo o che tutto va bene. In altri contesti o culture, questo stesso gesto può avere significati o connotazioni diversi, inclusi quelli negativi o offensivi. Per esempio, negli Stati di matrice e cultura araba, la R ...

                                               

Gesto delle corna

Il gesto delle corna può essere un gesto dal significato di approvazione, buona fortuna e complicità con diffusione in centro e nord Europa, oppure volgare ed offensivo con diffusione nellEuropa mediterranea, le cui origini risalgono allantica Grecia. La mitologia racconta che il Minotauro, concepito dal tradimento di Pasifae regina di Creta con il Toro di Creta, era cornuto e il popolo ricordava al suo re, Minosse, il tradimento, mostrandogli il tipico gesto con la mano. Di qui il legame del gesto con lidea dellinfedeltà. Di ciò ha trattato per primo Andrea de Jorio, un archeologo ed etno ...

                                               

Imprecazione

L imprecazione è una manifestazione verbale di odio o ira espressa nellaugurare il male a chi ci ha danneggiato o riferita alla condizione di disagio in cui si vive o anche a se stessi, quando ci si rimprovera per unazione che ci ha causato un danno. Se a sostegno del male augurato a una persona sinvoca lintervento di unentità soprannaturale che lo realizzi, allora si esprime una maledizione. Quando è rivolta alla divinità limprecazione è considerata bestemmia. In retorica, limprecazione è una delle figure di pensiero, anche se è usata per esprimere con intensità uno stato danimo. Signific ...

                                               

Ipotesi di Sapir-Whorf

In linguistica, l ipotesi di Sapir-Whorf, conosciuta anche come ipotesi della relatività linguistica ", afferma che lo sviluppo cognitivo di ciascun essere umano è influenzato dalla lingua che parla. Nella sua forma più estrema, questa ipotesi assume che il modo di esprimersi determini il modo di pensare. Lipotesi prende il nome dal linguista e antropologo statunitense di origine tedesca Edward Sapir 1884-1939 e dal suo allievo Benjamin Lee Whorf 1897-1941.

                                               

Linguaggio del corpo

Il linguaggio del corpo fa parte della comunicazione non verbale. In questambito si interpretano, varie caratteristiche, ai fini dellinterazione sociale, postura, gesti, movimenti, espressioni e mimica che accompagnano o meno la parola rendendo la comunicazione umana più marcata, ancora più chiara e comunicativa. Attraverso il linguaggio del corpo si riesce a conoscere lindividuo nella sua interezza ed interiorità, sia che si usino o meno alcuni gesti o che si compiano determinati movimenti. La mimica, in generale, rivela i pensieri le intuizioni altrui più delle parole.

                                               

Lingue khoisan

Le lingue khoisan costituiscono il più piccolo phylum linguistico africano. Storicamente, le lingue khoisan sono originarie delle etnie Khoi e San, e delletnia Khoisan che derivò dalla loro unione. Oggi le lingue khoisan sono parlate soprattutto nella zona del Kalahari e in alcune aree della Tanzania. La principale lingua della famiglia è il nama, parlato da un quarto di milione di persone; seguono il sandawe e il gruppo delle lingue juu. Altre lingue khoisan stanno diventando sempre più rare, e alcune sono considerate estinte. Nella maggior parte dei casi non esistono documenti scritti in ...

                                               

Microespressioni

Le microespressioni sono quelle espressioni emozionali del volto che hanno una brevissima durata, ovvero un quarto di secondo. Se superano questa durata sono definite semplicemente espressioni di mimica facciale. Tutte le espressioni emozionali possono presentarsi come microespressioni. Esse sono ricche di significato in quanto rivelano appieno unemozione nascosta. Le microespressioni sono state scoperte da E. A. Haggard e K. S. Isaacs nel 1966 durante lanalisi del comportamento non verbale in psicoterapia. Lo studio delle microespressioni venne approfondito successivamente altri autori, c ...

                                               

Teoria della comunicazione

M.A.K. Halliday, linguista britannico, individua nel linguaggio delladulto tre funzioni fondamentali: funzione testuale che serve per costruire testi ben formati e adatti alla situazione cui si riferiscono. funzione ideativa, che serve per esprimere lesperienza che il parlante possiede del mondo reale, compreso il suo mondo interiore; funzione interpersonale che permette linterazione tra gli uomini e serve per definire le relazioni che intercorrono tra il parlante e linterlocutore; Il fenomeno del linguaggio umano è complesso e inesauribile e molti sono gli studi ad esso riferiti, studi ch ...

                                               

Teoria della continuità

La teoria della continuità è una teoria etnolinguistica, elaborata in ambito glottologico e archeologico negli anni novanta. La teoria sostiene lesistenza di una continuità linguistica a partire dal paleolitico. Il concetto di base della teoria fu elaborato per la prima volta in ambito archeologico dallarcheologo belga Marcel Otte. Successivamente, questo primo nucleo fu sviluppato in ambito linguistico dal glottologo Mario Alinei, a partire dagli anni novanta. La teoria ha tuttavia avuto un seguito molto limitato negli ambienti dei linguisti storici, anche per via di alcuni limiti metodol ...

                                               

Verlan

Per verlan si intende una particolare forma di linguaggio gergale usata in Francia. È caratterizzata da parole nuove ottenute soprattutto mediante inversione sillabica. La stessa parola "verlan" è in codice: significa à lenvers, ossia "al contrario".