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ⓘ Apologo di Menenio Agrippa




Apologo di Menenio Agrippa
                                     

ⓘ Apologo di Menenio Agrippa

L apologo di Menenio Agrippa o di Agrippa Menenio Lanato fu un discorso pronunciato da questultimo nel 494 a.C. ai plebei in rivolta che, per protesta, avevano abbandonato la città e occupato il Monte Sacro per ottenere la parificazione dei diritti con i patrizi. Allepoca, Agrippa Menenio rivestiva la carica di senatore di rango consolare. Lapologo ci è pervenuto grazie a Tito Livio che lo ha riportato nel secondo libro della sua Storia di Roma Ab Urbe condita.

                                     

1. Testo e contenuto dellapologo

Agrippa spiegò lordinamento sociale romano metaforicamente, paragonandolo ad un corpo umano nel quale, come in tutti gli insiemi costituiti da parti connesse tra loro, gli organi sopravvivono solo se collaborano e, diversamente, periscono; conseguentemente, se le braccia il popolo si rifiutassero di lavorare, lo stomaco il senato non riceverebbe cibo ma, in tal caso, ben presto tutto il corpo, braccia comprese, deperirebbe per mancanza di nutrimento.

                                     

2. Conseguenze dellapologo

Grazie alla mediazione di Agrippa Menenio, la situazione fu ricomposta ed i plebei fecero ritorno alle loro occupazioni, scongiurando così la prima grande rottura fra patrizi e plebei.

Successivamente, la plebe ottenne listituzione dei tribuni della plebe e degli edili della plebe e listituzione di una propria assemblea, il concilium plebis, che eleggeva i tribuni e gli edili plebei. Le delibere dei concilia plebis plebisciti avrebbero avuto valore di legge per i plebei. Sia i tribuni che gli edili della plebe erano inviolabili.