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ⓘ Il comandante affonda con la nave




                                     

ⓘ Il comandante affonda con la nave

Lespressione "il comandante affonda con la nave" indica un protocollo, norma sociale, prassi o consuetudine storica di tipo cavalleresco/marinaro secondo il quale il comandante di un bastimento, nel caso ci si trovi in una situazione di pericolo di vita si sacrifichi con essa, o sia lultimo a lasciarla.

Tale espressione divenne famosa in quanto soventemente associata al naufragio del RMS Titanic nel 1912 e al suo comandante Edward J. Smith, ma nella realtà lo precede almeno di 11 anni.

                                     

1. Significato metaforico

Dietro questa usanza vi sarebbe un profondo senso del dovere e di fede cristiana. In un tempo in cui chi andava per mare rischiava la vita era un modo per potersi elevare a figura eroica con un gesto di sacrificio estremo che sublimava il dolore per la perdita delle persone, della nave e dellequipaggio, una sorta di catarsi del comandante che sinabissava insieme al suo vascello/nave per dimostrare di aver fatto tutto il possibile per salvarla.

                                     

2. Significato giuridico

Inoltre sussiste anche una questione da sollevare dal punto di vista giuridico. Va premesso che il dovere di non abbandonare la nave prima che lordine sia dato e comunque nel rispetto delle procedure non riguarda solo il comandante ma tutti gli ufficiali. Il codice della navigazione attribuisce lautorità di organizzare e sovrintendere lo sbarco al comandante che quindi fino allabbandono dellultimo membro dellequipaggio deve adempiere a questo compito art. 1098.

Art. 1097 - Abbandono di nave o di aeromobile in pericolo da parte del comandante Il comandante, che, in caso di abbandono della nave, del galleggiante o dell’aeromobile in pericolo, non scende per ultimo da bordo, è punito con la reclusione fino a due anni. Se dal fatto deriva lincendio, il naufragio o la sommersione della nave o del galleggiante, ovvero lincendio, la caduta o la perdita dell’aeromobile, la pena è da due ad otto anni. Se la nave o laeromobile è adibito a trasporto di persone, la pena è da tre a dodici anni. Art. 1098 - Abbandono di nave o di aeromobile in pericolo da parte di componente dellequipaggio Il componente dellequipaggio, che senza il consenso del comandante abbandona la nave o il galleggiante in pericolo, è punito con la reclusione fino a un anno. Alla stessa pena soggiace il componente dellequipaggio dellaeromobile, che senza il consenso del comandante si lancia col paracadute o altrimenti abbandona laeromobile in pericolo. Se dal fatto deriva lincendio, il naufragio o la sommersione della nave o del galleggiante ovvero lincendio, la caduta o la perdita dellaeromobile, la pena è da due ad otto anni. Se la nave o laeromobile è adibito a trasporto di persone, la pena è da tre a dodici anni. Per lo stesso motivo si abbandona la nave in ordine di grado dallinferiore al superiore.
                                     

3. Esempi significativi

  • Il capitano di corvetta Costantino Borsini, comandante del cacciatorpediniere Francesco Nullo, il 21 ottobre 1940 ridossatosi nei pressi dellisola Hermil, nel Mar Rosso, dopo lattacco al convoglio BN 7, scoperto dalla flotta inglese di scorta e gravemente danneggiato dai colpi dellHMS Kimberley, dopo aver messo in salvo lequipaggio sinabissò con la nave assieme al suo attendente, il marinaio Vincenzo Ciaravolo che volle tornare indietro per non abbandonarlo. Per tale eroico comportamento fu conferita a entrambi la medaglia doro al valor militare alla memoria.
  • Lo schout-bij-nacht Karel Doorman, comandante dellincrociatore leggero Hr. Ms. De Ruyter, decise di rimanere a bordo della sua nave – che stava affondando – a seguito della battaglia del Mare di Giava il 28 febbraio 1942.
  • Gennaro Arma, comandante della nave da crociera Diamond Princess, sbarcato per ultimo durante la pandemia di COVID-19 che ha visto protagonista la nave con 705 casi e 7 decessi su un totale di 3 711 persone a bordo tra membri dell’equipaggio e passeggeri provenienti da 56 paesi diversi, nave bloccata e messa in quarantena dalle autorità giapponesi nel porto di Yokohama dal 4 febbraio al 2 marzo 2020, data in cui è terminata levacuazione. Per il suo contegno e comportamento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, gli ha conferito motu proprio l’onorificenza di commendatore dellOrdine al merito della Repubblica Italiana.