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ⓘ Indicatori e marcatori




Indicatori e marcatori
                                     

ⓘ Indicatori e marcatori

Indicatori e marcatori sono delle variabili linguistiche introdotte nel 1966 dal sociologo statunitense William Labov.

Secondo Labov, nella lingua parlata possono esserci delle variazioni che non sono casuali ma dipendono da vari fattori, principalmente di carattere sociale.

Si consideri il grafico in Figura 1. Sullasse delle ascisse è indicato il grado di formalità della comunicazione, da 1, che indica un tono molto informale, a 5, che indica una parlata molto formale. Lasse delle ordinate, invece, riporta il valore assunto da una variabile, ad esempio la percentuale di volte in cui è pronunziata in un modo piuttosto che in un altro; tali dati sono riportati per diverse classi sociali di ipotetici parlanti, bassa, B, medio - bassa, MB, media, M, medio-alta, MA. Si supponga, inoltre, che la variabile assuma un valore più alto al migliorare dello stile; se ad esempio loggetto di studio è la pronuncia in lingua standard ed in lingua regionale di una variabile, il valore potrebbe indicare la percentuale di volte che essa è pronunciata in lingua standard. Se non cè variazione stilistica, ovvero se ogni gruppo, indipendentemente dallo stile e dal contesto, assume sempre lo stesso comportamento linguistico, si ottiene, per ciascuna classe sociale, un grafico in cui la variabile assume sempre la stessa variante e, quindi, il medesimo valore. In tal caso, secondo la denominazione laboviana, si parla di indicatori.

Viceversa, si è in presenza di una variabile definita marcatore o contrassegno quando, passando da uno stile più informale a uno più formale, le risposte cambiano e si indirizzano verso il tratto più prestigioso; in altri termini, qualunque sia la classe sociale, il valore assunto dalla variabile cambia allaumentare del formalismo della conversazione spostandosi verso la forma di stile più alto. Ne consegue che quando cè correlazione con lo stile il gruppo non adotta sempre lo stesso comportamento ma tenderà a modificarlo in base alla situazione. Tale caratteristica è mostrata nel grafico di Figura 2.

Nei suoi studi Labov per definire gli indicatori e i marcatori fa riferimento a due concetti, stratificazione sociale e stratificazione stilistica. Lindicatore è una variabile che ha solo stratificazione sociale, cioè correlata a una delle dimensioni relative alle caratteristiche socio-biografiche del parlante; invece, i marcatori sono variabili che oltre alla stratificazione sociale sono caratterizzati anche da una stratificazione stilistica in quanto correlata allo stile che il parlante assume in circostanze diverse. Pertanto" nel caso degli indicatori, ogni individuo userà sempre la stessa variante, che dipenderà dalle sue caratteristiche socio-biografiche. Nel caso dei contrassegni, invece, ogni parlante selezionerà luna o laltra variante in base alla formalità della situazione comunicativa in cui si trova. Per questa ragione si dice anche che un contrassegno è una variabile più sviluppata, ossia più complessa, rispetto a un indicatore ”.

Dunque, gli studi di Labov sono incentrati sulla determinazione di variabili con stratificazione sociale e/o stratificazione stilistica. In particolare tale analisi fu effettuata relativamente alla variabile r e alla variabile th nella parlata di New York City. Innanzitutto Labov si preoccupò di risolvere un problema di carattere metodologico. Infatti, egli intendeva ottenere dati affidabili che fossero relativi alla parlata quotidiana, quella che normalmente si ha in famiglia o con i pari, piuttosto che una parlata formale tipica di unintervista. In altri termini egli intendeva studiare" the systematic use of rapid and anonymous observations in a study of the sociolinguistic structure of the speech community.” Pertanto nello Studio nei grandi magazzini a New York Labov effettuava una domanda, da comune acquirente, agli intervistati, dipendenti del magazzino, ignari di essere oggetto di studio. In seguito, tuttavia, la necessità di dati più ricchi e precisi richiese" long interviews with individuals whose social position and geographic history is known; here the problem of stylistic variation becomes paramount.”

Con la grafia inglese th, non presente in Italiano, si possono rappresentare due suoni; in un caso si tratta di fricativa dentale sorda. In tale studio sono considerati quattro stili:

  • enunciati ricercati ER, in cui il parlante ha maggior controllo della pronuncia;
  • stile di lettura SL, ovvero la lettura da parte dellintervistato di un brano e brevi frasi che contengono la variabile oggetto di studio;
  • enunciati ordinari EO, ovvero la parlata comune e spontanea;
  • lista di parole LP, basata sulla lettura di parole che contengono il suono di interesse.

Gli intervistati sono suddivisi per classe socio-economica:

  • classe medio-bassa, con due sottogruppi;
  • sottoproletariato;
  • classe operaia;
  • classe medio-alta.

I risultati ottenuti da Labov sono riportati in Figura 3. Lascissa del grafico indica lo stile, lordinata indica la percentuale di volte in cui non si utilizza la pronuncia standard. Dal grafico si evince che il sottoproletariato è la classe sociale che più si allontana dalla pronuncia standard ottenendo una curva sopra di quelle relative alle altre classi. Al contrario la classe medio-alta è caratterizzata da una curva sotto quella di ciascuna altra classe. Ciò indica la presenza di una stratificazione sociale regolare che mostra come le varie classi, definite in termini sociologici e non linguistici, si comportano regolarmente dal punto di vista linguistico, assumendo ciascuna un comportamento stilisticamente migliore con laumentare del grado di formalità. Pertanto, cè anche una stratificazione stilistica, dovuta al fatto che ogni classe modifica il comportamento in funzione della situazione. Dunque, la variabile th è un marcatore o contrassegno. È importante osservare che ciascuna classe ha una curva caratteristica decrescente che non ha mai valore 100 o 0. In altri termini in nessun caso si ha esclusivamente luso della variante fricativa, ovvero il suo totale inutilizzo. Si noti, infatti, che sebbene la curva di ciascuna classe si avvicini allo 0% in corrispondenza della lista di parole, nessuna raggiunge tale valore; similmente, la curva della classe sottoproletariato, nella situazione meno formale, parte da un valore pari al 90%. Il grafico consente anche delle osservazioni relative alla comunità linguistica, concetto già visto in 1.3. Attraverso lanalisi dei risultati ottenuti, Labov vede la comunità linguistica come un insieme di persone che possono avere comportamenti linguistici diversi ma che condividono la valutazione delle varianti. Infatti, si può osservare come ciascun gruppo, qualunque sia il livello sociale, al crescere della formalità della discussione si orienta verso la medesima scelta, ovvero la stessa variante. Dunque, secondo il Nostro, i membri di una comunità linguistica possono anche avere modi di parlare diversi nel linguaggio quotidiano ma condividono giudizi e valutazioni sugli usi linguistici.