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ⓘ Finale del campionato mondiale di calcio 1958




Finale del campionato mondiale di calcio 1958
                                     

ⓘ Finale del campionato mondiale di calcio 1958

La finale del campionato mondiale di calcio 1958 fu lincontro di calcio decisivo per lassegnazione del campionato del mondo 1958.

Fu disputata il 29 giugno 1958 al Råsundastadion di Solna, presso Stoccolma, in Svezia e vide la vittoria del Brasile sui padroni di casa con il risultato di 5-2.

                                     

1. Antefatti

In occasione dei mondiali del 1958 in Svezia, il Brasile fece la sua sesta apparizione alla massima manifestazione calcistica per nazionali.

Il palmares della Seleçao annoverava allepoca appena tre edizioni del Campeonato Sudamericano de Football precursore dellodierna Copa América, tutte quante conquistate in edizioni casalinghe 1919, 1922 e 1949 e solo al termine di uno spareggio. Per effettuare una comparazione, le altre due "grandi" del calcio sudamericano, Uruguay e Argentina, si erano già aggiudicate rispettivamente nove e undici edizioni del torneo continentale.

Ai mondiali, il Brasile era stato eliminato al primo turno sia nel 1930 che nel 1934, conquistando il terzo posto nel mondiale francese del 1938 dopo essere stato sconfitto in semifinale dallItalia futura campione del mondo.

Al mondiale casalingo 1950, pur partendo favorita, la Seleçao aveva subito forse la sconfitta più clamorosa e bruciante della propria storia, uscendo battuta contro lUruguay nella partita passata alla storia come Maracanazo.

Infine, nel 1954, i brasiliani si erano dovuti arrendere nei quarti di finale alla favoritissima Ungheria di Puskás.

La Svezia, dal canto proprio, disputava, nelledizione casalinga del 1958, il suo quarto mondiale. Nelle precedenti tre partecipazioni, aveva sempre superato il primo turno, giungendo ai quarti di finale nel 1934, al quarto posto nel 1938 e al terzo posto nel 1950.

Il palmares degli scandinavi era arricchito dal bronzo conquistato ai Giochi Olimpici di Parigi nel 1924 e dalloro ottenuto a Londra nel 1948, battendo in finale la Jugoslavia.

Prima del mondiale del 1958, Brasile e Svezia si erano affrontate solo due volte, entrambe nella fase finale di un campionato mondiale di calcio: nel 1938, in occasione della finale per il terzo posto, il Brasile era prevalso per 4-2, mentre nel 1950, durante il girone finale del mondiale brasiliano, la Seleçao si era imposta con un pesante 7-1.

                                     

2. Il cammino verso la finale

Il Brasile giunse al mondiale svedese dopo aver vinto il gruppo 1 dei gironi di qualificazione della zona CONMEBOL. A seguito del ritiro del Venezuela, il girone della Seleçao si era trasformato in una sfida a due contro il Perù, che dette non poco filo da torcere ai brasiliani: allandata, a Lima, le squadre pareggiarono per 1-1 e al ritorno, a Rio de Janeiro, i verdeoro vinsero di misura per 1-0, guadagnando laccesso alla fase finale del mondiale.

Nel 1958, la Seleçao era allenata dallex-tecnico del San Paolo Vicente Feola. Subentrato sulla panchina brasiliana a Osvaldo Brandão, lallenatore di origini italiane convocò per il torneo iridato una rosa avente come punti di forza giocatori destinati a dominare il calcio mondiale per buona parte del successivo decennio. In porta, la Seleçao annoverava lestremo difensore del Corinthians Gilmar, mentre la difesa era incentrata sui terzini Djalma Santos e Nílton Santos e sul capitano Bellini. Colonne portanti del centrocampo brasiliano erano Zito e Didi, ma era soprattutto lattacco il reparto più temibile della selezione verdeoro, annoverando le velocissime ali Garrincha e Zagallo le punte centrali Altafini "Mazola", Vavá e Pelé.

Feola, onde evitare al Brasile un esito analogo a quello del 1950, sottopose la squadra ad un impegnativo ritiro durato oltre tre mesi, con lausilio di un team di specialisti, incluso uno psicologo.

Il Brasile fu sorteggiato, al primo turno, nellostico gruppo 4 contro Austria, Unione Sovietica e Inghilterra.

L8 giugno 1958 i brasiliani superarono lAustria con un perentorio 3-0, grazie alla doppietta di Altafini e alla marcatura di Nilton Santos.

L11 giugno, tuttavia, lInghilterra fermò sullo 0-0 la Seleçao, che fu raggiunta in testa al girone dallUnione Sovietica vittoriosa per 2-0 sullAustria.

Il 15 giugno, il Brasile affrontò i sovietici. Feola effettuò due rilevanti cambi rispetto alle formazioni delle prime due partite, schierando sulla fascia destra Garrincha e in attacco Pelé. Il Brasile sconfisse lURSS per 2-0, grazie alla doppietta di Vavá.

La vittoria consentì ai sudamericani di vincere il girone, qualificandosi ai quarti di finale, ove affrontarono il Galles, privo dellinfortunato John Charles. I Dragoni si rivelarono un duro ostacolo e solo una marcatura, al 60, di Pelé, al suo primo goal ai mondiali, qualificò il Brasile alla semifinale.

Qui i brasiliani dovettero vedersela con la Francia del goleador Just Fontaine futuro capocannoniere del torneo con 13 goal, record assoluto nella storia dei mondiali. Dopo due minuti, Vavá portò in vantaggio il Brasile, ma già al 9 proprio Fontaine ristabilì la parità. Il Brasile, tuttavia, dimostrò la propria superiorità: al 39 Didi siglò il 2-1 per i sudamericani, che nel secondo tempo dilagarono grazie ad una tripletta di Pelé. Ininfluente fu il goal della bandiera dei transalpini realizzato da Piantoni e il Brasile si qualificò alla finale. Per la prima volta, una nazionale non europea approdava alla partita decisiva di un mondiale disputato nel Vecchio continente.

Dal canto proprio, la Svezia era stata qualificata dufficio dalla FIFA alla fase finale del mondiale in quanto selezione del Paese organizzatore.

Gli scandinavi erano allenati dal 1946 dallinglese George Raynor, che aveva collezionato esperienze sulle panchine di Juventus in coppia con Aldo Olivieri e Lazio a fianco di Roberto Copernico.

La nazionale svedese annoverava cinque calciatori in forza a squadre italiane: i centrocampisti Liedholm del Milan, capitano della nazionale, e Gustavsson Atalanta, nonché gli attaccanti Hamrin Padova, Selmosson Lazio e Skoglund Inter. Fulcri del centrocampo scandinavo erano la mezzala Gren con un passato nel Milan, nella Fiorentina e nel Genoa e Börjesson, che pur giocava nel modesto club di seconda divisione svedese del Norrby.

Circostanza piuttosto insolita per i mondiali di calcio, i padroni di casa erano sovente supportati durante le partite da una squadra di cheerleader. Il pubblico svedese, inoltre, era solito scandire un coro Heja! Heja! sotto la direzione di una persona che, scesa ai bordi del terreno di gioco, agitava una bandiera: alcune squadre avversarie si sarebbero lamentate di questa pratica, accusata di innervosire i propri calciatori.

La Svezia fu sorteggiata nel gruppo 3, contro Messico, Ungheria e Galles. I magiari, vice-campioni del mondo in carica, non schieravano più a partire dalla rivoluzione ungherese del 1956 la formidabile Aranycsapat, mentre il Galles era guidato dal citato John Charles, che alla Juventus formava, insieme con Omar Sívori e Giampiero Boniperti, il celebre Trio Magico.

Allesordio, l8 giugno, al Råsundastadion di Solna che sarebbe stato teatro di quasi tutte le restanti partite della Svezia, gli scandinavi superarono agevolmente il Messico, grazie alla doppietta di Simonsson e al goal su rigore di Liedholm.

Quattro giorni dopo i padroni di casa affrontarono lUngheria: una doppietta di Hamrin, tra primo e secondo tempo, portò avanti di due goal la Svezia, ma il goal della bandiera al 77 dellungherese Tichy complicò le cose. La Svezia riuscì, comunque, a rintuzzare i tentativi degli avversari di pareggiare, conquistando la seconda vittoria e proiettandosi nettamente in testa al girone. E, infatti, il 15 giugno fu sufficiente un pareggio per 0-0 contro il Galles per qualificarsi come prima classificata ai quarti di finale.

Qui gli svedesi si trovarono di fronte lUnione Sovietica di Jašin e Netto, avversario così temuto al punto che alcuni calciatori svedesi avevano preparato le valigie per lasciare il ritiro già prima della partita, rassegnati alleliminazione. Dopo un primo tempo a reti inviolate, la selezione scandinava si portò in vantaggio ad inizio ripresa con Hamrin, resistendo per quasi tutto il resto della frazione agli attacchi dellURSS. A due minuti dalla fine, Simonsson realizzò per i padroni di casa il 2-0 definitivo, qualificando la Svezia alla semifinale.

Il 24 giugno, a Göteborg, i padroni di casa affrontarono la Germania Ovest campione in carica. Furono proprio i tedeschi a portarsi in vantaggio al 24 con Schäfer, ma otto minuti dopo la Svezia pareggiò con Skoglund. Sul finale della partita si ersero a protagonisti Gren e Hamrin, che, rispettivamente all81 e all88, realizzarono le reti che qualificarono la Svezia alla sua prima finale mondiale di sempre.

                                     

3. Prepartita

Il 27 giugno, due giorni prima della finale, fu effettuato il sorteggio delle maglie della finale, dato che entrambe le contendenti sfoggiavano come prima tenuta la casacca gialla con pantaloncini blu: sarebbe stata la Svezia a giocare con la prima divisa, mentre il Brasile avrebbe indossato la maglia di riserva azzurra con i pantaloncini bianchi.

Larbitro designato dalla FIFA per la finale fu Maurice Guigue, secondo francese a dirigere il match decisivo per lassegnazione del titolo dopo Georges Capdeville nel 1938.

Il Brasile ottenne dalla FIFA il divieto per la Svezia di impiegare, in occasione della finale, le cheerleader a bordo campo, poiché, secondo i sudamericani, avrebbero fornito un ingiusto vantaggio ai padroni di casa.

                                     

4. Descrizione della partita

Brasile e Svezia scesero in campo per lappuntamento decisivo per lassegnazione del titolo mondiale il 29 giugno 1958 al Råsundastadion di Solna. La partita iniziò sotto la pioggia, peraltro come aveva sperato il CT svedese George Raynor, per rallentare le velocissime ali brasiliane.

Lavvio dei padroni di casa fu veemente: al 4 Liedholm, dopo aver dribblato due avversari, batté Gilmar con un diagonale destro, portando in vantaggio la Svezia.

La reazione brasiliana fu, tuttavia, fulminea. Al 9, dopo una rapida progressione sulla fascia destra, Garrincha crossò in rasoterra il pallone nellarea svedese. La palla fu toccata da Pelé per Vavá, che la insaccò alle spalle dellestremo difensore avversario Svensson.

La Svezia non si perse danimo, perseverando nel proprio gioco e, nonostante un palo di Pelé, mantenne in parità il risultato fino al 32. Qui, al termine di unazione praticamente identica a quella del primo goal brasiliano, Garrincha, da destra, servì nuovamente Vavá, che siglò la rete del 2-1 per i sudamericani, punteggio con cui si chiuse la prima frazione di gioco.

Nel secondo tempo, salì in cattedra la classe del giovanissimo Pelé. Al 55, il futuro O Rei realizzò uno dei goal più belli nella storia del calcio: ricevuto un assist nellarea svedese, stoppò di petto la palla, eseguì un pallonetto poi definito "sombrero" dalla stampa per saltare laccorrente Gustavsson e riprese la sfera al volo battendo Svensson.

Garrincha sfiorò il goal con un tiro deviato in angolo in prossimità dellincrocio dei pali da Svensson, ma la quarta marcatura del Brasile era solo rimandata: al 68 Zagallo, dopo aver battuto un calcio dangolo, intervenne sulla ribattuta della difesa svedese, trafiggendo la porta avversaria con un rasoterra diagonale sinistro.

La Svezia, ormai rassegnata alla sconfitta, riuscì ad andare in goal all80 con Simonsson, ma al 90, di testa, Pelé realizzò la quinta rete dei brasiliani.



                                     

5. Il dopopartita

Il Brasile riuscì finalmente a far suo il mondiale, superando il dramma vissuto otto anni prima in occasione del Maracanazo e divenendo la prima nazionale a vincere un mondiale al di fuori del proprio continente impresa poi riuscita allo stesso Brasile ai mondiali nippo-coreani del 2002, alla Spagna in Sudafrica nel 2010 e alla Germania in Brasile nel 2014.

Al termine della partita, i calciatori verdeoro effettuarono un giro donore a bordo campo con unenorme bandiera svedese, ricevendo un nutrito e sportivo applauso da parte del pubblico di casa.

La finale del 1958 stabilì alcuni record tuttoggi resistenti. Anzitutto, fu la finale del campionato del mondo con il maggior numero di reti segnate 7, quella in cui una squadra è riuscita a segnare 5 goal e quella in cui la vincitrice si sia imposta con lo scarto più grande 3 goal, insieme alle finali del 1970 Brasile-Italia 4-1 e del 1998 Francia-Brasile 3-0.

Ulteriori record furono quello del marcatore più giovane e del marcatore più anziano in una finale di Coppa del Mondo, rispettivamente stabiliti da Pelé 17 anni e 249 giorni e da Liedholm 35 anni e 263 giorni.