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ⓘ Giuspatronato




                                     

ⓘ Giuspatronato

Il giuspatronato o patronato ecclesiastico è un privilegio legale, regolamentato dal diritto canonico, che compete ad un ente pubblico o a privati e che si esprime soprattutto in un diritto riguardo alle nomine per determinati uffici ecclesiastici. Anticamente era un diritto concesso su un altare di una chiesa ad una famiglia. Tecnicamente era il diritto di proteggere nel senso di mantenere, e veniva infatti concesso a chi si faceva carico di dotare laltare stesso, cioè donargli soldi e beni immobili dal quale laltare traeva rendite.

                                     

1. Descrizione

In genere lo jus patronatus era associato allo jus presentandi cioè il diritto da parte della famiglia di presentare il sacerdote o il chierico adatto ad essere investito, cioè a possedere il beneficio.

In genere lo jus presentandi necessitava di approvazione del vescovo o della comunità. In questultimo caso si parla di "giuspatronato popolare", che spesso si esprimeva con libere elezioni, talvolta dopo concorso o esami.

Il giuspatronato era diffuso nei secoli medievali e della prima età moderna, ed era legato spesso a posizioni di potere apicali di nobili. Spesso nasceva come diritto da lasciti, in questo caso poteva essere un borghese ad esercitare il diritto "giuspatronato privato".

Il giuspatronato aveva spesso la funzione di creare redditi certi ai preti che non appartenevano ad un ordine e creava un dominio laico sul parroco o sul rector rettore. Spesso divenne una affermazione di comunità nascenti o crescenti ed il suo sostituirsi ai nobili nel creare o ereditare il diritto di nomina ed il dovere di mantenere i sacerdoti.

È sempre meno diffuso, ma resiste in alcuni luoghi quello popolare da un punto di vista formale, dove la nomina del vescovo deve essere ratificata da associazioni o raramente da elezioni. Spesso il tentativo della Chiesa non riesce a terminare questo istituto, che viene difeso come legame con le tradizioni di una comunità più che per questioni di reale potere. In alcune parrocchie esiste ancora anche il giuspatronato privato. Dove listituto ancora esiste, riguarda solo lincarico di parroco titolare e non quello di amministratore parrocchiale, motivo per cui spesso il vescovo nomina un amministratore e non un parroco a pieno titolo.

                                     

2. Fondamenti storici

Il prof. Frangipane, afferma in un suo studio: "Il giuspatronato, o juspatronato, o semplicemente patronato, ebbe origine già nellAlto Medioevo come manifestazione della gratitudine della Chiesa verso i suoi benefattori e lelemento caratteristico, che peraltro mancava nei primi tempi, è quello della "presentazione", il diritto, cioè, di una o più persone, di presentare un sacerdote allautorità affinché questa, con la "institutio", lo nomini allufficio."

La sua istituzione si deve a papa Alessandro III 1159 - 1181, per concedere ai nobili che si interessavano di restaurare chiese e conventi lo "jus spirituali annexum". Con labolizione della feudalità questo diritto fu spesso esteso alle comunità parrocchiali, mediante convenzioni con la diocesi.

Nel XVIII secolo il giuspatronato popolare risulta ancora diffuso in alcune parrocchie della Toscana per esempio Lari e della Lombardia Brinzio, che ne usufruì fino al 1943

Nel 1917 si decise di limitare normativamente tali privilegi: la revisione del codice di diritto canonico di tale anno proibisce al canone 1450 la costituzione di nuovi patronati tollerando però quelli in vigore, mentre il canone 1451 raccomanda agli ordinari di esortare i patroni in modo però non vincolante a rinunciare al proprio diritto in cambio di suffragi spirituali.

Nel 1969 papa Paolo VI invitò ulteriormente a rivedere le convenzioni giuspatronali rimaste vigenti; le normative in materia furono poi completamente espunte dal codice di diritto canonico nella riedizione del 1983.

                                     

3. Situazione attuale

Nel 2014 erano presenti in tutto il mondo 21 parrocchie sorrette da giuspatronato, di cui 7 nellarcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, istituiti allinizio del XIII secolo, Santa Maria del Lauro a Meta, San Michele Arcangelo, Santissima Trinità e Santa Maria di Galatea a Piano di Sorrento, quella di Santa Maria delle Grazie di Trasaella e dei Santi Prisco e Agnello a SantAgnello e quella di Santa Maria di Casarlano a Sorrento. Sussiste anche nella parrocchia della città di Asiago VI.

È tuttora presente anche nel comune di Rolo Re, dove lultimo feudatario, Gaetano Sessi, lasciò nel 1776 alla comunità il diritto di nomina dellarciprete della pieve. Il diritto era di pertinenza della famiglia Sessi dal 1446. È presente inoltre nella Diocesi di Ischia nei comuni di Casamicciola Terme per la Basilica Pontificia di Santa Maria Maddalena Penitente e di Forio dIschia per la Basilica Pontificia di San Vito Martire.

Detto privilegio, per lungo tempo solo nominale, è stato di recente rivendicato dalle comunità parrocchiali dellarcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia e dalla diocesi di Ischia.

Lultimo sacerdote eletto in Italia fu nel 2007 don Marino De Rosa, parroco della parrocchia della Santissima Trinità di Mortora, a Piano di Sorrento, nellArcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia.



                                     
  • la chiesa di Santa Maria Podone di cui la famiglia Borromeo aveva il giuspatronato L avvenimento è ricordato dalla lapide attualmente presente sul basamento
  • famiglia Solari, la curia arcivescovile di Genova decise di sospendere il giuspatronato familiare e, nel 1873, di conferire il beneficio priorale mediante un
  • con il titolo di conti, il paese di Minerbio con la sua rocca, e il giuspatronato della chiesa parrocchiale fino al 1963 Gli Isolani attraverso i secoli
  • documentata dal 1116 e fu ristrutturata nel 1277. Fu per secoli sotto il giuspatronato dei Galletti. Nel 1777 fu completamente rifatta dal pisano Mattia Tarocchi
  • famiglia costruì il convento e la chiesa di Santa Marta e ne ebbe il giuspatronato Il più vecchio della casata aveva il diritto di dare l investitura
  • famiglia che vi aveva eretto un beneficio. Successivamente divenne giuspatronato dei Battuti di Fontanelle, per cui fu anche detta Santa Maria dei Battuti
  • pievano Giacomo Gresolani. La sua famiglia ne ebbe per un periodo il giuspatronato ma a partire dal 1629 Treporti risulta tra le parrocchie della diocesi
  • giurisdizione della pieve di Calci. In passato questa era una chiesa di giuspatronato pubblico, ovverosia la scelta del rettore della stessa era prerogativa
  • confratelli della Santa Croce questo oratorio, per favorire il decoro del giuspatronato della nobilissima famiglia Borromeo, a spese proprie e con le elemosine
  • dopo la commenda dell abbazia di Santa Bona di Vidor, già stabilmente giuspatronato dei Corner. Il 29 novembre 1577 ottiene dallo zio Giorgio, dimissionario

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