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ⓘ Okinoshima (isola)




Okinoshima (isola)
                                     

ⓘ Okinoshima (isola)

Lisola di Okinoshima fa parte del territorio amministrato dalla città di Munakata in Giappone. Essa è considerata terra sacra dal locale Munakata Taisha. La popolazione dellisola consiste di un singolo impiegato del tempio; lintera isola è considerata un kami dello shinto, ed è interdetta alle donne, come accade ancora, situazioni uniche al mondo, nella repubblica monastica del Monte Athos e nello scoglio etiopico di Daga Estifanos, sito nel lago Tana

                                     

1. Storia

Nel 2017 lisola è stata inserita nella lista del Patrimonio dellumanità dellUNESCO, come parte del retaggio seriale dellisola di Okinoshima e dei siti correlati nella regione di Munakata. La candidatura era stata presentata nellanno 2009.

Gli uomini che approdano sullisola devono spogliarsi e purificarsi nel mare. La situazione contradditoria è che la divinità cui è dedicato il tempio secentesco Okitsu è una donna, la dea degli abissi marini Tagorihime "nebbia marittima". Vengono officiate complesse cerimonie di preghiera al fine di proteggere i naviganti e garantire al Giappone positivi risultati nel settore diplomatico con gli altri Paesi asiatici. Anche il Monte Athos è consacrato alla Madonna, lunica donna "presente" nei venti monasteri.

I naviganti e i pescatori invocano con fervore anche le altre due dee, Tagitshuhime "marea violenta" e Icchikishimahime "atti di culto divini".

Gli unici visitatori sono ammessi con un obbligatorio permesso dingresso, soltanto il 27 maggio, con lesclusiva intenzione di pregare per le anime dei militari russo-giapponesi morti in guerra nel 1905 nei dintorni dellisola. Gli uomini non potranno assolutamente riferire quanto hanno visto e fatto nel tempio; vige, inoltre, il perentorio divieto di portare via oggetti locali. Le donne, assolutamente non pure, per gli shintoisti, a causa del loro ciclo mestruale, non potranno mai vedere Okinoshima e non per la pericolosità del viaggio, come veniva a volte ribadito.

In seguito al riconoscimento dellUnesco, molti religiosi temono la possibilità di accesso allisola sacra per meri motivi di curiosità e si impegnano a tutelarla da qualunque ingerenza esterna, priva di fede.

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