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ⓘ Familismo amorale




Familismo amorale
                                     

ⓘ Familismo amorale

Il familismo amorale è un concetto sociologico introdotto da Edward C. Banfield nel suo libro The Moral Basis of a Backward Society del 1958, scritto in collaborazione con la moglie Laura Fasano. Le tesi di Banfield sono state e sono oggetto di controversia e hanno stimolato un notevole dibattito sulla natura del familismo e sul ruolo della cultura nello sviluppo o nellarretramento sociale ed economico.

                                     

1. Studi sul campo

Banfield trasse spunto dai suoi studi sul campo condotti - nel corso di un viaggio nel Mezzogiorno dItalia, svolto con laiuto di Manlio Rossi Doria - presso un paesino della Basilicata in provincia di Potenza che presentava vistosi tratti di arretratezza sotto il profilo economico e sociale descritti nellopera stessa, che chiamò convenzionalmente "Montegrano" e i suoi abitanti "Montegranesi".

Dietro il nome fittizio era dissimulato il borgo di Chiaromonte, piccolo centro della Basilicata.

La realtà di Montegrano venne analizzata da Banfield durante nove mesi di permanenza sul campo nel biennio 1954/1955, utilizzando strumenti metodologici diversi: osservazione diretta, interviste e test psicologici a campioni rappresentativi della popolazione, dati provenienti da archivi pubblici e privati. Alcuni dei dati raccolti furono poi comparati con quelli provenienti da studi condotti su altre comunità rurali sia della provincia di Rovigo che del Kansas.

                                     

2.1. Paradigma teorico Ipotesi principale

Partendo dalla convinzione di Tocqueville che nei paesi democratici la scienza dellassociarsi sia madre di tutti gli altri progressi, e attraverso lo studio di Montegrano, lautore arrivò a ipotizzare che certe comunità sarebbero arretrate soprattutto per ragioni culturali. La loro cultura presenterebbe una concezione estremizzata dei legami familiari che va a danno della capacità di associarsi e dellinteresse collettivo. Gli individui sembrerebbero agire come a seguire la regola:

"massimizzare unicamente i vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia nucleare, supponendo che tutti gli altri si comportino allo stesso modo".

Sarebbe dunque questa particolare etica dei rapporti familiari la causa dellarretratezza. Lautore la denominò familismo amorale. Familismo perché lindividuo perseguirebbe solo linteresse della propria famiglia nucleare, e mai quello della comunità che richiede cooperazione tra non consanguinei. A-morale perché seguendo la regola si applicano le categorie di bene e di male solo tra familiari, e non verso gli altri individui della comunità.

Lamoralità non sarebbe quindi relativa ai comportamenti interni alla famiglia, ma allassenza di ethos comunitario, allassenza di relazioni sociali morali tra famiglie e tra individui allesterno della famiglia.

                                     

2.2. Paradigma teorico Conseguenze sulla società

Dalla regola generale lautore derivò alcune implicazioni logiche, che descriverebbero gli effetti di tale comportamento specialmente riguardo alla gestione del bene pubblico e alla vita politica. Se ne riporta un elenco sintetico e incompleto rimandando allopera per lapprofondimento. Secondo lautore, in una società di familisti amorali:

  • sarà difficile creare e mantenere una qualsiasi organizzazione, perché ciò richiede una certa dose di disinteresse personale e identificazione e lealtà verso linteresse dellorganizzazione;
  • i pubblici ufficiali non si identificheranno con gli scopi dellorganizzazione che servono, e i professionisti mostreranno una carenza di vocazione o senso della missione; entrambi useranno le proprie posizioni le loro particolari competenze come strumenti da usare contro il prossimo per perseguire il proprio vantaggio personale;
  • non ci sarà alcun collegamento tra i principi astratti, politici o ideologici, e il concreto comportamento quotidiano;
  • il debole vedrà con favore un regime autoritario che mantenga lordine con mano ferma;
  • oppure il voto verrà usato per punire coloro da cui ci si sente danneggiati nei propri interessi, anche se quelli hanno agito per favorire linteresse pubblico;
  • solo i pubblici ufficiali si occuperanno degli affari pubblici, perché pagati per farlo, i cittadini non se ne occuperanno se lo facessero verrebbero mal visti;
  • chiunque, persona o istituzione, affermerà di agire nellinteresse pubblico sarà ritenuto un truffatore;
  • la legge sarà trasgredita ogni qual volta sembrerà possibile evitarne le conseguenze;
  • il pubblico ufficiale tenderà a farsi corrompere, se anche non lo farà sarà comunque ritenuto corrotto;
  • gli iscritti ai partiti tenderanno a rivendersi a partiti più favoriti, determinando linstabilità della forze politiche.
  • nessuno perseguirà linteresse comune, salvo quando ne trarrà un vantaggio proprio;
  • il voto verrà usato per assicurarsi vantaggi materiali di breve termine, più precisamente per ripagare vantaggi già ottenuti, non quelli semplicemente promessi;
  • non vi saranno né leader né seguaci, poiché nessuno sarà interessato a sostenere limpresa, tranne se motivato da interesse personale;
  • i pubblici ufficiali saranno poco controllati, perché farlo è affare di altri pubblici ufficiali soltanto;

Anche l economia subirebbe conseguenze devastanti. Se per migliorare le attività economiche occorrono investimenti e mezzi che nessuna singola famiglia, ma solo un gruppo, può permettersi, la mancanza di cooperazione tra non consanguinei impedisce di fare quegli investimenti e acquisire quei mezzi, bloccando leconomia al minimo della sopravvivenza.

Lintera dimensione associativa risulterebbe danneggiata. Lautore rilevava a Montegrano pressoché lassenza di forme associazionistiche, anche di beneficenza, nonostante a suo parere vi fosse la possibilità materiale di realizzarle.



                                     

2.3. Paradigma teorico Alcune credenze

Secondo lautore, ladulto di Montegrano avrebbe particolari credenze alle quali è collegata la convinzione descritta dallipotesi principale. Il Montegranese non si considera un "ego", ma un "genitore", e crede che il suo scopo sia quello di lottare per allevare i figli e condurli sulla retta via fino a che si formeranno una propria famiglia. La famiglia è per lui quella nucleare, composta dai soli genitori e figli, mentre i parenti di grado superiore non sono considerati veri famigliari. La lotta gli appare impari e aspra, e i risultati sempre precari. Poiché da un lato una Natura incontrollabile annulla ogni sforzo con le sue continue calamità es. malattie. E dallaltro gli estranei, che vede come competitori o addirittura potenziali nemici di cui si può soltanto diffidare, creano il loro vantaggio a danno della famiglia. Quindi questo genitore può ritenere necessario compiere azioni anche ingenerose e ingiuste, ovvero colpire per primo, se sente minacciato linteresse della propria famiglia. E infatti ritiene la giustizia, cioè il dare agli altri quanto loro dovuto, un lusso che non si può permettere. E conosce solo due tipi di bene: quello che pratica coi suoi famigliari, consistente nel perseguire linteresse della famiglia, e quello che si attende dagli estranei, che consiste nel non danneggiare la sua famiglia.

                                     

2.4. Paradigma teorico Le cause

Secondo lautore, letica del familismo amorale verrebbe prodotta da molte e interagenti cause, come le condizioni ambientali di miseria e degrado. Ma alcune gli sembrano più significative di tutte.

  • L educazione dei bambini. Troppo permissiva specie nei primi anni, li spingerebbe allegoismo e a divenire da adulti eterni bambini egoisti. Basata poco sul premio e molto sulla punizione, una punizione poco connessa ai concetti di bene e male e più legata al capriccio del genitore, inculcherebbe nel bambino lidea che ogni potere sia capriccioso, germe del fatalismo sociale delladulto.
  • L alta mortalità degli adulti, capace di annientare una famiglia lasciando gli orfani in balia di un futuro gramo. Essa fomenterebbe la paura della morte prematura e il senso di precarietà dei successi ottenuti.
  • La famiglia nucleare, prevalente a Montegrano. Essa produrrebbe un senso disolamento e precarietà, perché alla morte di un genitore non vi sarà alcun altro parente che possa rilevarne il ruolo. Inoltre impedirebbe di apprendere la cultura della cooperazione organizzata, secondo lautore tipica invece delle famiglie estese della provincia di Rovigo.
  • Il microfondo, prevalente a Montegrano, destinato a ulteriore frantumazione per successione. Insufficiente a sostenere anche una sola famiglia, esso impedisce lo sviluppo della famiglia estesa.
                                     

2.5. Paradigma teorico Applicazione del modello ad altre comunità

Nellopera lautore scrisse di non avere competenza per affermare quanto Montegrano fosse rappresentativa del resto dellItalia Meridionale, ma gli pareva da certi indizi che potesse costituire un modello per altre aree dellItalia Meridionale, come del Mediterraneo e del Medio Oriente.

                                     

3. Fortuna e commenti

La teoria del familismo amorale è stata ed è tuttora oggetto di controversie.

Inquadramento storico Storicamente essa sinquadra in una serie di ricerche condotte da studiosi anglosassoni nellarea dellEuropa Meridionale. E viene considerata da alcuni un esempio del vecchio approccio dellantropologia culturale anglosassone verso le culture dellEuropa Meridionale.

Silverman: critiche nel primo decennio In un articolo del 1968 Sydel F. Silverman riassunse le principali critiche mosse alla teoria di Banfield nel primo decennio dalla pubblicazione. Alcune riguardavano la qualità dello studio: insufficiente nelle descrizioni, debole nellanalisi, non generalizzabile ad altre aree del Mediterraneo rurale senza la conferma di altri studi indipendenti. Altre riguardavano il nucleo della teoria il fattore culturale inteso come causa:

  • letica familismo amorale non può essere causa dellarretratezza di una comunità; sarebbe larretratezza a causare quelletica;
  • anche ammettendo lethos come causa di comportamenti sociali, dallanalisi di un comportamento si potrebbero derivare più regole etiche che lo spieghino, non solo quella definita dallautore.
  • letica non può causare né spiegare un insieme di comportamenti; sarebbero le condizioni materiali di vita a spiegare i comportamenti;

Silverman aggiungeva che tra gli studiosi dellItalia Meridionale il lavoro di Banfield veniva considerato da molti verosimile nelle descrizioni, e il familismo amorale poteva quindi essere usato per descrivere un certo tipo di cultura rurale meridionale, ma errato nellanalisi. La causa di quellethos andava ricercata nella organizzazione agricola e nella struttura sociale, non viceversa.

Interpretazione estensiva Lautore della teoria non definì con precisione il campo geografico al quale si potesse applicare la teoria, oltre ai limitati luoghi di studio. Tuttavia, ad un livello giornalistico e di senso comune, la generalizzazione è spesso tale da estendere il concetto a molta parte delle culture dellEuropa meridionale e dellarea mediterranea.

La critica di Sciolla: uno stereotipo Della teoria familistica di Banfield ha parlato criticamente la sociologa Loredana Sciolla nel suo testo "Italiani, stereotipi di casa nostra" la quale - secondo la sintesi fatta da Pierluigi Fornari su LAvvenire del 15 gennaio 2010 - ha sostenuto che "nella storia la nostra cultura relazionale, al cui centro cè anche la famiglia, ha originato un fiorire di confraternite e associazioni così come la tradizione forte dellautonomismo locale".

Alesina, Ichino: sottosviluppo economico In "LItalia fatta in casa" gli economisti Alberto Alesina e Andrea Ichino riassumono la teoria, la illustrano, e la considerano significativa per spiegare il sottosviluppo economico e sociale di certe aree dItalia, come pure altri problemi tipici del Paese per esempio le cosche mafiose.

Loffredo: sulla Sicilia Secondo lanalisi di Rodolfo Loffredo, la teoria di Banfield sul familismo amorale, elaborata e applicata ad un paesino della Lucania nel 1958 può subire adattamenti di zona in zona. In Sicilia - città incluse, vista lestrema mobilità delle persone - la "famiglia amorale" non è quasi mai più limitata alla famiglia nucleare soli genitori e figli ma è una forma familiare allargata a fratelli, cugini e ad affini acquisiti con altro cognome, più altri acquisiti non imparentati cooptati nella famiglia per comunione di interessi e fedeltà. Dalla famiglia amorale così definita possono essere inoltre esclusi alcuni consanguinei stretti che vengono rimossi dal quadro familiare, con i quali non si collabora e non ci sono scambi o mutuo soccorso, ma che possono persino essere osteggiati o combattuti. Comportamenti e sentimenti descritti da Banfield come familismo amorale sono comuni in Sicilia tra le classi colte e dirigenti. In Sicilia, la forma famiglia amorale e lessenza stessa del familismo amorale - e del familismo mafioso - non impediscono forme produttive di crescita e accumulazioni di profitti e ricchezze anche ingenti, in certi casi sovranazionali. Qui il semantema familismo amorale slitta e si sovrappone al contiguo familismo mafioso: al di là dei grandi fatti di mafia, lamoralità mafiosa o paramafiosa si esprime nel quotidiano, nel sentire e giudicare come nel rapportarsi con gli altri.



                                     
  • Disambiguazione familismo rimanda qui. Se stai cercando il paradigma sociologico, vedi Familismo amorale Con il termine nepotismo si indica la tendenza
  • società arretrata in cui introdusse la nozione da lui chiamata familismo amorale e The Unheavenly City del 1970. Banfield fu uno studioso conservatore
  • altri sistemi sociali ha enucleato e riconosciuto l archetipo del familismo amorale un espressione che ha avuto anch essa una notevole fortuna in similari
  • Famiglia Parentela Famiglia estesa famiglia allargata famiglia patchwork Familismo amorale clan Altri progetti Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini
  • Banfield 1916 1999 politologo americano, creatore dell archetipo del familismo amorale Edward Banfield 9 febbraio 1837 6 luglio 1872 ingegnere ferroviario
  • chiave farsesca proprio dei vizi italici del tempo. Chiagni e fotti Familismo amorale Qualunquismo Tengo famiglia Altri progetti Wikiquote Wikiquote contiene
  • Viscardi Giuseppe Maria, La Basilicata tra il Cristo di Levi e il familismo amorale di Banfield, Ricerche di storia sociale e religiosa: 80, 2, 2011
  • Comunicazione politica Politica italiana Ipocrisia Tengo famiglia, familismo amorale Italiano medio Doppia morale Malafede Altri progetti Wikiquote Wikiquote
  • 1994 ISBN 8876924434 Glossario delle frasi fatte Tengo famiglia Familismo amorale Italiano medio Militarismo Antimilitarismo Interventismo Interventismo
  • portato all enucleazione dell archetipo socio - antropologico del familismo amorale Chiaromonte si suddivide in rioni di antica origine, tradizionalmente
  • Edward C. Banfield ed alla nozione sociologica, da lui introdotta, di familismo amorale che caratterizza parte della società italiana, vanno ricordati gli
  • ridistribuzione, imperniata da una cultura dominata dal fatalismo e dal familismo amorale In seguito da questo primo stadio si passa al secondo che è caratterizzato